CAPITOLO XXIII.

Come i Saracini feciono un nuovo Capitano, e come questi li dispose ad

assaltare li nostri alloggiamenti.

Le cose sovradette avvennero il primiero giorno di Quaresima, e quel

giorno medesimo fecero i Saracini un Capitano novello di un travalente

Saracino in luogo e vece del lor Capitano nomato Sceceduno, donde

egli è davanti fatto menzione, il quale morì nella battaglia di

Carnasciale, là ove simigliantemente fu ucciso il buon Conte d’Artese

fratello del Re San Luigi. Ora quel Capitano novello in tra gli altri

morti trovò esso Conte d’Artese, che era stato molto valente e pro in

quella battaglia, ed era abbigliato riccamente, siccome apparteneva a

uno de’ Reali di Francia. E prese il detto Capitano la cotta d’arme

del mentovato Conte di Artese, e, per donar coraggio alli Turchi e

Saracini, la levò alta dinanzi ad essi, e dicea loro ch’era la cotta

d’arme dello Re nimico, il quale era morto nella mislèa. E pertanto,

Signori, parlava egli, ben vi dovete inardire e farvi più vertudiosi,

perchè, siccome corpo senza capo è niente, altresì esercito senza

maestro Capitano: e per ciò consiglio che noi li debbiamo duramente

assalire, e me ne dovete credere, che per tal maniera venerdì

prossimano li dobbiamo avere al fermo e prendere tutti, poichè così

è ch’elli hanno perduto lo Re loro. E tutti s’accordaro lietamente li

Saracini al consiglio del Capitano. Or dovete sapere che nell’oste de’

Saracini lo Re aveva di molte spie, le quali udivano e sapevano soventi

fiate loro imprese, e ciò ch’e’ volean fare. Donde egli se ne venne

tantosto alcuna di tali spie annunciare al Re le novelle e le imprese

de’ Saracini, e che essi il credean morto, e che per ciò le schiere

fussono senza capo. Adunque il Re fece venire tutti li Caporali dello

esercito, e loro comandò ch’e’ fessono armare tutte lor genti d’arme

ed essere in aguato e tutti presti alla mezzanotte, e che ciascuno si

mettesse fuor delle tende e paviglioni sino al davanti della lizza,

ch’era stata fatta a palanche a bastanza fitte per proibire l’ingresso

allo sforzo de’ Cavalieri, e a bastanza rade perchè e’ pedoni vi

traforassero; e tantosto fue fatto secondo il comandamento del Re.

E non dubitate che, siccome il Capo di quei Saracini aveva ordinato

e concluso, altresì parimente si mise egli in diligenza di eseguire

il fatto. Ed al mattino di quel venerdì detto, all’ora dirittamente

del Sol levante, eccolo qui venire a tutto quattro mila Cavalieri

bene montati ed armati, e li fece arringare per battaglie a fronte a

fronte di nostra oste che era di lungo il fiume, il quale, movendo da

Babilonia, passava presso di noi e tirava sino a una villa che l’uomo

dice Rosetta. E quando questo Capitano de’ Saracini ebbe in così fatto

arringare davanti le lizze i suoi quattro mila Cavalieri, tantosto

ci menò un’altra gran frotta di Saracini a piè in tal quantitade

ch’essi ci avironaro da l’altra parte per tutto il tenere del nostro

accampamento. Appresso queste duo grandi armate così attelate come vi

ho detto, egli fece aordinare, e mettere in disparte alle terga tutto

il podere del Soldanato di Babilonia per trarne soccorso ed aiuto se

bisogno ne fusse. Quando quel Capitano de’ Saracini ebbe così disposte

le sue battaglie, venne elli medesimo tutto solo su un ronzinello verso

nostr’oste per vedere ed avvisare le ordinanze e dipartimenti delle

battaglie del Re; e secondo che e’ conosceva che le nostre bandiere

erano in tal luogo più grosse e più forti, in altretale rafforzava esso

le proprie a l’incontra. Appresso ciò egli fece passare ben tremila

Beduini, de’ quali ho per innanzi parlato così del personaggio come

della natura loro, per di verso l’oste che il Duca di Borgogna guardava

a parte, la quale era intra li duo fiumi. E ciò fece egli pensando che

il Re avrebbe inviato di sue genti d’arme nell’oste d’esso Duca, e così

assottigliate quelle ch’erano con lui, divenendone più fievole, e che

i Beduini badaluccando impedirebbono che noi non avessimo soccorso dai

Borgognoni.

La sesta crociata ovvero l'istoria della santa vita e delle grandi cavallerie di re Luigi IX di Francia · 第 44 / 97 题