[16] La volgata: _di fuor_.
[17] _L'ombre._
[18] P. 313 _disonesto_ (?), abbiamo pure _dischiesto_ per
_sconvenevole_, _inopportuno_, _non richiesto_.
[19] _Impausabile._ Isidoro _Etim_ VIII, II.
_Comincia il X Capitolo_
Ora sen va per un segreto calle
Tra 'l muro della terra e gli martiri
Lo mio maestro e io dopo le spalle
In questo cominciamento del decimo canto, la qualità dell'eretica
credenza presente si dimostra, nominandone alcun de' seguaci del detto
Epicuro come nelle seguenti chiose si contiene.
O Tosco che per la citta del fuoco
Vivo ten vai così parlando onesto
Piacciati di restare in questo loco
¶ Tra l'altre resiarche qui con alcuno di quelle di Epicuro si ragiona,
nominato messer Farinata degli Uberti di Firenze, dicendo sopra fatti
futuri e passati di lei, cioè di Firenze, come nel libro chiaramente qui
si contiene. Col qual simigliantemente un altro cavaliere di Firenze si
vede, nominato, Messer Cavalcante de' Cavalcanti, il quale con
simigliante credenza vivendo si tenne.
Ond'io a lui lo strazio e 'l grande sciempio
Che fece l'Arbia colorata in rosso,
Tale orazion fa far nel nostro tempio
¶ Perchè la sconfitta ch'ebbono da' Sanesi anticamente i Fiorentini a
Monte Aperti, fu più per valore degli Uberti che d'altri loro usciti,
però contra a loro cotal contumacia si tiene; per la quale sconfitta ad
uno fiumicello della detta contrada, nominato Arbia, per lo sangue si
vole dire che l'acqua in rosso colore si turbasse, dietro alla quale
vittoria tra certi grandi caporali ragionandosi di levare via Firenze
del suo propio sito e di farne altrove più parti, per lo detto Messer
Farinata finalmente ciò fare si distolse, e questo è quello che qui nel
suo ragionamento di ciò si contiene.
_Comincia l'XI Capitolo_
In su la stremità d'un alta ripa
Che facevan gran pietre rotte in cierchio
Venimo sopra più crudele stipa
Procedendosi, nella presente qualità, in questo cominciamento, qui
d'alcun altra eretica credenza in teologia si fa menzione, che si come
per molti filosofi de la deità diverse credenze come detto si tennero,
così per molti di teologia in divinità diversamente nelle credenze della
fede fuor della cattolica si tenne si come Donato e molti altri; tra'
quali uno nominato Futino, il quale in Cristo una natura sola essere
credette, nella cui credenza alcun papa di Roma nominato Hostagio
animosamente si mise, partendosi dalla verace tologica, per la quale
eresia finalmente dell'uficio apostolico fu casso.
Figliuol mio, dentro da cotesti sassi,
Cominciò egli a dir, son tre cierchietti
Di grado in grado come que' che lassi
¶ Veduta la qualità del sesto infernal grado vogliendosi discendere nel
settimo disaminando prima della qualità de seguenti tre gradi si
ragiona, acciò che più apertamente procedendo con l'intenzione si pigli,
dicendosi che ciascuna malizia, cioè peccato, che da Dio odio aquista,
di necessità è per suo fine ingiuria, la quale o con forza o con froda
conviene essere usata; ma perchè la violenza non è tanto colpa
dell'uomo quanto è la froda, però nel primo de' seguenti tre gradi
considerata si pone. Il quale in tre parti si divide si come per tre
modi la forza si conserva: cioè contro a Dio dispregiandolo, e sè
daneggiando e 'l prossimo. E perchè semplicemente la froda si può usare
sanza mezzo e come mezzo di fidanza, nel secondo quella sanza mezzo di
fidanza per men grave diviso in dieci si pone si come per dieci modi
operando si consenta, però che solamente il naturale Amore ch'è tra uomo
e uomo divide, le cui distinzioni nelle infrascritte lor chiose
ordinatamente si contano. Considerando nel terzo e nell'ultimo l'altra,
cioè quella che con mezzo di fidanza naturale accidentale si conserva,
la quale volgarmente tradimento si chiama e in quattro parti
dividendola, si come per quattro modi operata si contiene, le cui
distinzioni, come è detto di sopra, nelle parti di ciascuno grado
notificate saranno.
Ancora un poco in dietro ti rivolvi
Diss'io là ove dì che usura offende
La divina bontade e 'l gropo solvi
¶ Ogni arte generalmente prende modo e forma da sua natura, si come
naturalmente in filosofia e nella divina scrittura si contiene; però
qualunque in operato è fuori di suo essere e mess'a contradio si falla,
si come dell'usura colla moneta, la quale è contra a sua natura e contro
all'arte. Contra sua natura è guadagnandosi moneta per moneta, la quale
per sua natura è disposta a essere mezzo solamente in aguagliare ogni
mercato; e contro all'arte quando per sè medesimo si fa arte, e non è.
Onde così di lei qui ragionando veramente contro a Dio e contro
all'arte falla chi ciò procura.
Ma seguimi oramai che 'l gir mi piace
Chè pesci guizzan su per l'orizzonta
E 'l Carro sopra tutto il Coro giace
E 'l balzo vie là oltra si dismonta
¶ Essendosi disaminate le dette cose, e vogliendo nel settimo grado
discendere, l'ora del tempo qui per cotal modo si significa, dicendosi
ch'e pesci guizzavano su per l'orizzonta, essendo il carro sopra tutto
il Coro, per lo quale s'intende che fosse nell'ora del mattino, che è
innanzi dì, però che, come nelle chiose del primo capitolo si contiene,
la mossa del presente cammino a mezzo marzo si fece essendo il sole nel
cominciamento delle stelle dell'Ariete. Onde quelle de' Pesci essendo
nell'orizzonta orientale, il carro, cioè il settentrionale sopra la
parte che è tra mezzo dì e ponente, che Coro[20] si chiama, si segue, che
solo in sogno precede innanzi al sole; che spazio di due ore in cotale
tempo si piglia. Per lo quale appressamento di luce, figurativamente,
qui s'affretta per fornire sanza mediata luce il presente cammino, la
cui allegoria nelle prime chiose si conta.