SCENA VIII.

ESSANDRO solo.

ESSANDRO. Veramente, i spassi amorosi sono i piú dolci che fioriscono

ne' giardini della gioventú, menati dalla primavera degli anni. È

degno che un sol momento di quelli s'acquisti con lunga e penosa

servitú d'anni; perché questo sol piacere par che eguagli il sommo

diletto che si può trovar qui in terra, e mentre si bacia il viso

della amata donna, si ha quello contento compito che possa da noi

gustarsi in terra. O felici e sovramodo felici coloro che in lieta

coppia, da pari ardor feriti, amor gli annoda, e senza sospetto alcuno

di gelosia si godono felici insino alla morte! Entrato che fui dentro,

le persuasi il mio fatto; non ebbi molta resistenza. Baciandola,

diceva che il mio fiato sapea di quel di Fioretta; allora gli scoversi

come io e Fioretta eravamo una cosa medema, e l'inganno che avea usato

per servirla. Le dispiacque non avercelo scoverto al principio; che

senza inganno arei avuto da lei quello che in sí lungo tempo avea

acquistato, né saressimo stati tanto tempo ociosi. E mi cercò perdono

se mentre la serviva, non sapendolo, m'avesse offeso. Ahi, quanta

sarebbe la mia gioia, se non fusse interrotto da questo romano! Ahi,

che quanto è stato piú smisurato il piacere, tanto sará piú senza pari

il dolore, sapendo che ho da lasciarla. O fortuna, che fusse nato

senza cuore, che or non sería ricetto di tante fiamme! Ma farò prima

tutto quello che sará possibile, accioché i loro desideri non abbino

effetto. Andrò a travestirmi, ridur quelli a casa e attendere al fatto

mio.

La fantesca · 第 31 / 96 题