ESSANDRO solo.
ESSANDRO. Veramente, i spassi amorosi sono i piú dolci che fioriscono
ne' giardini della gioventú, menati dalla primavera degli anni. È
degno che un sol momento di quelli s'acquisti con lunga e penosa
servitú d'anni; perché questo sol piacere par che eguagli il sommo
diletto che si può trovar qui in terra, e mentre si bacia il viso
della amata donna, si ha quello contento compito che possa da noi
gustarsi in terra. O felici e sovramodo felici coloro che in lieta
coppia, da pari ardor feriti, amor gli annoda, e senza sospetto alcuno
di gelosia si godono felici insino alla morte! Entrato che fui dentro,
le persuasi il mio fatto; non ebbi molta resistenza. Baciandola,
diceva che il mio fiato sapea di quel di Fioretta; allora gli scoversi
come io e Fioretta eravamo una cosa medema, e l'inganno che avea usato
per servirla. Le dispiacque non avercelo scoverto al principio; che
senza inganno arei avuto da lei quello che in sí lungo tempo avea
acquistato, né saressimo stati tanto tempo ociosi. E mi cercò perdono
se mentre la serviva, non sapendolo, m'avesse offeso. Ahi, quanta
sarebbe la mia gioia, se non fusse interrotto da questo romano! Ahi,
che quanto è stato piú smisurato il piacere, tanto sará piú senza pari
il dolore, sapendo che ho da lasciarla. O fortuna, che fusse nato
senza cuore, che or non sería ricetto di tante fiamme! Ma farò prima
tutto quello che sará possibile, accioché i loro desideri non abbino
effetto. Andrò a travestirmi, ridur quelli a casa e attendere al fatto
mio.