PELAMATTI. Non si vidde al mondo mai il piú bizzarro uomo di maestro
Rampino. Mi pone le veste in spalla e dice:--Vai in tal parte, che
troverai un uomo alto basso, magro grasso, che si chiama Facio; dágli
queste vesti.--Se tardo, i gridi vanno al cielo; se non fo l'effetto,
gioca di bastonate; se fo errore, guardite Iddio....
PANURGO. (Non conosce né lui né la casa. Queste seran mie, se tutto il
mondo non m'è contrario).
PELAMATTI.... Ché per potermi ricordar tanto, bisognarebbe un cervello
di lionfante, e per camminar tanto, le gambe di dromedario; dove
cervello n'ho poco piú d'una oca, e gambe cosí debili che appena mi
reggono sovra, e senza scarpe ancora....
MORFEO. (Va troppo carico: ne ha pietade, lo vorrebbe alleggerire).
PELAMATTI.... Oh, trovassi alcuno che me lo insegnasse. Ma ecco il
fico selvaggio nel muro: questa è dessa.
PANURGO. Férmati, oh, oh, oh! a chi dico io?
PELAMATTI. So che non dici a me.
PANURGO. A te dico io, a te.
PELAMATTI. Ti ho forse ciera di cornacchia io, che per scacciarmi
gridi: oh, oh?
PANURGO. Volevi tu spezzar quella porta?
PELAMATTI. Ancora non ci era accostato.
PANURGO. Ti toglio la fatica di battere, e par che te ne spiaccia.
PELAMATTI. E se fusse tua madre, aresti tanta paura che fusse battuta?
PANURGO. Se può dir mia madre, ché questa mattina, uscendone, mi ha
partorito.
PELAMATTI. Dio ti facci esser nato in buon ponto. Figlio di questa
porta, mi sapresti dir se dentro ci fusse Facio?
PANURGO. Facio ti sta innanzi e parla teco.
PELAMATTI. Dunque, voi sète...
PANURGO. Si, si, Facio padre di Alessio.
PELAMATTI. Me l'avete tolto di bocca, che proprio volea dimandarvi se
voi eravate Facio.
PANURGO. Io son Arcifacio, son Faciissimo.
PELAMATTI. Me ne vo dunque: voi non sète quel che cerco. Vo' Facio,
non Arcifacio né Faciissimo.
PANURGO. Io son quello che cerchi, or vengo dalla bottega di maestro
Rampino, ché mi desse le vesti; e disse avermele inviate per un suo
servo; e or aspettandole stava passeggiando dinanzi la mia casa.
PELAMATTI. Queste son dunque le vesti che aspettavate?
PANURGO. Sí, sí, queste son desse.
PELAMATTI. Ancor non l'hai viste, e dici: sí, sí. Se le volete, venite
in bottega.
PANURGO. Perché non me le dai tu qui?
PELAMATTI. Non mi avete ciera di Facio.
PANURGO. Hai tu visto mai Facio?
PELAMATTI. Non io.
PANURGO. Come dunque non ti ho ciera di Facio? Ma mirami bene, questa
mia ciera non è tanto buona che ne potresti far candele?