ESSANDRO. Bisogna che sia ribaldo da dovere

PANURGO. Egli è ribaldo, arciribaldo, re di ribaldi e mille volte

peggio di quel che vogliamo; né bisogna che molto l'ammaestriamo, ché

appena accennandogli il principio, capisce il negozio e compone di

testa.

ESSANDRO. O Dio, che quanto piú mi volgo questo inganno per l'animo,

piú mi riesce a proposito! Dove arremo vesti orrevoli per vestir

Narticoforo?

PANURGO. Pregheremo Alessio nostro amico, overo ne allogheremo alcune,

se ci mancano.

ESSANDRO. Qui bisogna prestezza, ché la ruina è vicina. Vai e ritrova

il parasito e Alessio, e reca le vesti a casa tanto presto che quando

io stimi che cerchi le cose, ti trovi a casa.

PANURGO. Me ne vo, dunque.

ESSANDRO. Dove?

PANURGO. A casa, senza far altro, accioché quando stimi che cerchi le

cose, mi trovi a casa.

ESSANDRO. Burli? di grazia, vola.

PANURGO. Dammi l'ale, che volarò. Non dubitate, sarò io colá prima che

voi. Ma prima vedrò se potrò trovar Alessio per le vesti.

ESSANDRO. Io fra tanto farò il segno, poiché non è in fenestra. _Fis,

fis_. La sento venire.

La fantesca · 第 19 / 96 题