_=Ambrogio= e =detti=; indi =Esther=._
AMB. _(consegnando a Riccardo le carte, date prima da questo al
Principe)_ Il signor Principe le manda queste carte, e la prega di
scusarlo se non può trattenersi ora con lei.... La vedrà domani.
SIL. _(ad Ambrogio)_ È uscito?
AMB. Sì, eccellenza... in carrozza.
SIL. _(vivace, turbata)_ Solo?!
AMB. No, con la signora Marchesa...
SIL. _(con moto d'ira represso)_ Ah!
AMB. E col signorino.
SIL. _(con impeto)_ Enrichetto?!
AMB. Sì, eccellenza!
SIL. Ma non era andato a passeggio con Esther?!
AMB. Sono rientrati da pochi minuti.
SIL. _(agitatissima)_ Chiamate subito madamigella Esther.
_(Ambrogio, via)_.
RICC. Si calmi, Duchessa!
SIL. _(al colmo dell'ira)_ Un nuovo insulto... lo vede! E, con
l'insulto, il dileggio!... Non ho voluto riceverla... e il Principe...
per darle una soddisfazione... va a _Villa Borghese_ con lei... e
conduce anche mio figlio!
ESTH. _(entrando)_ La signora Duchessa mi vuole?
SIL. _(severa)_ Perchè Enrichetto non è qui con voi?
ESTH. Rientrando, ha visto il signor Principe che saliva in carrozza...
è corso per abbracciarlo... ed è voluto andare con lui.
SIL. _(ironica)_ E con Elena?!
ESTH. _(confermando, timida)_ E con la signora Marchesa.
SIL. _(con alterezza)_ Vi ho detto più volte: «Enrichetto non deve
uscire che con voi o con me!»
ESTH. _(scusandosi)_ Il signor Principe se l'è preso in braccio... l'ha
messo egli stesso in carrozza... Potevo io oppormi?!
SIL. _(c. s.)_ Sta bene, andate! _(Esther, via)_.
RICC. _(credendo di calmare Silvia)_ Ha ragione.... È col nonno!
SIL. _(esasperata)_ E il nonno, per dimostrargli il suo amore, lo fa
vedere a tutta Roma con Elena.... con _l'amante di suo figlio_!... Oh,
creda a me, ci vuole una grande virtù per tollerare in silenzio tutte
queste quotidiane punture di spillo!
RICC. È vero!... e io la comprendo e la ammiro!
SIL. Ma biasima, forse, in cuor suo, il mio primo atto di ribellione...
ed esita ancora a venire in mio soccorso!
RICC. _(con islancio e con passione)_ Oh, non esito più!... Lei avrà la
sua _vendetta_.
SIL. _(con intenzione, tornando sorridente e molto lusinghiera)_
Badi!... forse, promette troppo!
RICC. _(sempre più esaltandosi)_ No!... Il Principe mi ascolta... saprò
piegarlo.
SIL. _(c. s.)_ Lui, forse, sì... ma Fabrizio... e gli altri?! Sono
forti... astuti....
RICC. _(c. s.)_ Lotteremo!
SIL. _(c. s.)_ Troverà una resistenza accanita!
RICC. Non mi fa paura!... Ho la fiducia degli azionisti... e il credito
della Società è nelle mie mani.
SIL. Avrà noje, dispiaceri... inquietudini d'ogni sorta....
RICC. Sopporterò tutto lietamente... se mi sorride una speranza...
SIL. _(lieta, trionfante)_ Davvero?!
RICC. _(con islancio)_ L'amo tanto!
SIL. _(c. s.; molto lusinghiera)_ Dunque, _guerra a tutti_... e... _per
me_?!
RICC. _(esaltato)_ E vittoria sicura... se m'incoraggia con una
parola... _(con passione)_ Non vuol dirla?
SIL. _(con abbandono, intenzione e promessa quasi ingenua)_ Vinca!
RICC. Oh, grazie!... _(le bacia la mano con effusione di cuore; poi,
via, lieto, esaltato dalla passione)_.
SIL. _(lo segue con lo sguardo, lieta, orgogliosa del trionfo, e
commossa)_.
_(Cala la tela)_.