SCENA VI.

_=Silvia=, da sinistra, e detti. — Poi, il =Comm.re Ottavi= e

il =Conte Sereni=, pure da sinistra: =Fabrizio=, =Elena=,

=Gabriella=, =Maurizio=, =Esther=, con =Enrichetto=; da

ultimo, il =Principe=. — Gli uomini sono in frak, le donne in

«toilette» di sera. — =Giacomo= e =Ambrogio= servono il caffè._

OTT. _(a Sereni)_ Sicchè, caro collega... lei si trova

all'opposizione?!...

SER. No... ma mi preoccupa il pensiero di aver contro il Governo nelle

elezioni.

OTT. Come?!... Temete d'esser battuto... ne' vostri feudi?!

SER. Oh! non per questo... ma per la spesa...

GUST. _(ironico)_ Sereni ha ragione.... Gli elettori campagnoli sono

diventati così avidi, così ingordi... che, se continua, tra qualche

anno... un povero possidente dovrà rovinarsi del tutto per andar alla

Camera.

SER. Proprio così!... L'ultima elezione, con l'appoggio del Governo, m'è

costata 5000 lire.... Figurarsi se lo avessi avuto contro!

GUST. Non bastavano 5000!... Eh, caro conte, gli elettori hanno capito

oramai... che dagli eletti non possono sperar nulla... e procurano di

rifarsene sopra i candidati!... È sempre un benefizio... il solo

forse.... _(ridono, e formano un gruppetto)_.

ESTH. _(accompagna Enrichetto da Silvia, che lo bacia)_.

OTT. _(al Sereni)_ E lei vorrebbe!...

SER. Che il Ministero conoscesse i miei sentimenti... i quali....

OTT. Eh.... eh!... Ma se gli vota contro?

SER. Non posso per ora staccarmi dagli amici!

OTT. Io, allora, cercherò di far capire che la sua assenza....

GUST. _(continuando)_ È un colpo di mano dato per tener su la

baracca!... Il sistema è buono... ed è vecchio quanto la Chiesa... che

ha introdotto l'astinenza... parlamentare tra le virtù... _(ridono, e si

uniscono in gruppo, verso il fondo, con Elena, Gabriella e altri,

prendendo il caffè)_.

SIL. _(dopo aver baciato Enrichetto, che ha presso di sè)_ Va',

carino... dà un bacio anche al babbo!... _(Esther accompagna il bambino

da Maurizio, che lo bacia: Maurizio non restituisce il bacio; poi fa

cenno a Esther di condurlo via. — Esther via, a destra, con Enrichetto.

— Questa azione dev'esser fatta in vista del pubblico, durante le

battute che seguono)_.

RICC. _(a Silvia)_ Il signor Duca è qui?

SIL. _(indicando Maurizio)_ Sì.... Non lo conosce?

RICC. Non ancora!... Prima che il Duca si recasse a Parigi... non ebbi

occasione di trovarmi con lui... e ignoravo che fosse già ritornato.

SIL. Da ieri... _(chiamando)_ Maurizio!... _(Maurizio si stacca dal

bambino, e si avanza. — Silvia gli presenta Riccardo)_ L'Ingegnere

Riccardo Salvetti....

MAUR. _(con cortesia, dandogli la mano)_ Sono molto lieto di conoscere

personalmente il Direttore della nostra Società.... Mio padre... e mio

fratello... m'han fatto i migliori elogi di lei.... Io, a dire il vero,

non m'intendo affatto di costruzioni... anzi... credo che certe cose

bisogni lasciarle fare a chi c'è nato... ma ho sempre avuto un debole

per l'arte... specialmente per l'architettura.... Ebbene, ho veduto

qualche cosa sua... e... davvero... m'è parsa di ottimo gusto....

GUST. _(a Riccardo)_ Per bacco!... Complimenti, mio caro!... Un elogio

simile da parte del Presidente della Società artistica....

MAUR. _(ridendo)_ Perchè compro qualche quadro...

GUST. Bello però.... che il Principe padre.... naturalmente... confina

in soffitta... perchè non deturpi la «Galleria» de' nostri avi!...

_(ridono)_

PRINC. _(entrando e andando verso Riccardo. — Maurizio saluta Riccardo,

e s'allontana)_. Caro Ingegnere.... Ebbene, che nuove?

RICC. Eccellenti, signor Principe....

PRINC. Davvero!?... Sentiamo... sentiamo!

RICC. Ho parlato alla persona che lei sa... e pare proprio che la Banca

Nazionale... finalmente... ci accorderà un credito di due milioni....

PRINC. Proprio!?

RICC. Io spero di concludere la cosa domattina.

PRINC. Oh, ma questa è una grande notizia!... Hanno udito, signori?...

_(tutti s'avvicinano)_. La Banca viene finalmente in nostro ajuto...

_(movimento di soddisfazione in tutti, ed esclamazioni in concerto)_

Ora, la costruzione del Quartiere è assicurata.... _(approvazioni

generali)_.

RICC. Non del tutto.... Restano ancora molte difficoltà da superare.

FABR. _(con calore, incoraggiato dalle approvazioni di Gustavo,

dell'Ottavi e del Sereni)_. La discesa vertiginosa de' valori

immobiliari era inevitabile e necessaria.... Eravamo saliti troppo...

dando a' terreni... e alle case un valore fittizio.... Ora, ritorna

l'equilibrio.... Non è possibile discendere di più!... La rovina de'

primi costruttori imprudenti... salva gli altri più avveduti.

RICC. Giova sperarlo... ma non è certo!

FABR. Oh, l'avvenire è per noi!... Lasci che il Quartiere Lanfranchi sia

finito... e... poi... vedrà.

PRINC. _(esaltandosi a mano a mano)_ Finito!?.... Vivrò io abbastanza

per vederlo? Mi pare un sogno!... Da principio non volevo saperne...

e... poi... mi ci sono appassionato fino all'esaltazione!... Vado tutti

i giorni a girare per i cantieri.... Quando li vedo deserti... mi prende

una stretta al cuore... come se fossi colpito da una sventura

domestica!... Che pena il vedere quelle fabbriche interrotte... quegli

istrumenti di lavoro inerti!... Ma che gioja quando il cantiere è

popolato da centinaja di lavoratori!... Quel lavorìo continuo mi

elettrizza!... Lo spettacolo di tutta quell'attività umana... di tanta

forza e di tante energie associate insieme per costruire una nuova

Città... mi fa l'effetto d'un'ondata di sangue nuovo che entra nelle mie

vene... e mi ringiovanisce.... _(esaltato)_ Il quartiere Lanfranchi!...

Ingegnere, me lo faccia vedere popolato... e io morrò contento!

OTT. Che entusiasmo!

SER. Che fede!

GUST. Che vigore!... E si dice vecchio!

RICC. Farò tutto il possibile.... ma le mie sole forze non bastano!

FABR. E non siamo tutti con lei?!

OTT. Certamente!

FABR. La nostra opera, Ingegnere....

OTT. La mia influenza....

GUST. E il mio concorso....

FABR. Non le mancheranno mai!

PRINC. _(e tutti gli altri)_ Ci conti!... ci conti!... _(si uniscono a

Riccardo, insieme con Gabriella e Maurizio — ritirandosi nel fondo e

continuano a parlare. — Scena tra Silvia ed Elena. — Il Principe sta con

loro; ma, poi, osservando Silvia ed Elena, si accorge dell'alterco tra

le due donne, e s'avvicina per interromperlo)_.

ELENA. _(a Silvia)_ Fabrizio trionfa!... Tutti si esaltano alle sue

idee... a' suoi disegni... e tu... già così fiera avversaria...

taci!?... Saresti forse... convertita alle sue idee?

SIL. No!

ELENA. E, allora, perchè non lo combatti?... Tu sola puoi ancora guarire

mio Zio dalla sua follia... e io ti consiglio a non perder tempo... e a

tentare tutti i mezzi... per farlo rinsavire!...

SIL. _(sospettosa, cercando indovinare il pensiero di Elena)_ A quale

scopo mi dici tutto questo?!

ELENA. Per salvare quello che non è ancora perduto!

SIL. _(con ironia)_ A favore di chi?

ELENA. _(turbata, e simulando schiettezza)_ Di te.... di tuo figlio!...

Fabrizio spinge il Principe alla rovina... e chi ne subirà le

conseguenze, sarete voi due!... Pensaci!... Io lo dico per tuo bene....

SIL. _(c. s.)_ Ti sta tanto a cuore il nostro avvenire?

ELENA. _(c. s.)_ Ma... certo!

SIL. Ebbene, rassicurati... Non c'è nulla da temere!... Io ho dieci mila

scudi di rendita... e mio figlio, oltre questi, troverà sempre qualche

briciola della sostanza di Maurizio....

ELENA. Ma Maurizio stesso....

SIL. _(sempre più eccitata)_ Non corre pericolo, lo sai!... Il Principe

è padrone di gettar via le rendite... ma non può toccare il capitale...

e questo è così ingente, che, anche pagando i debiti del padre, rimarrà

sempre a... tuo cugino... quanto basta per fare molti viaggi a Parigi...

Solo dovrà attendere... e costringere a pazientare... ha troppa furia di

spendere 5000 lire l'anno!

ELENA. _(risentita)_ Cosa vuoi dire? Non ti capisco!

SIL. _(c. s.)_ Proprio?!

ELENA. _(alzando la voce)_ No!... non voglio comprenderti!... Se ho

parlato, è stato solo nel tuo interesse!

SIL. _(con riso sarcastico)_ È perchè ti duole... che mio suocero getti

in pazze imprese quel danaro che Maurizio impiegherebbe così bene?!

ELENA. _(scattando)_ Silvia!

PRINC. _(interrompendole, piano, con vivacità)_ Silenzio!... Vi

osservano!... _(breve azione. — Elena e Silvia si frenano sotto lo

sguardo severo del Principe. — Elena s'allontana, e s'avvicina al

gruppo, nel fondo)_.

PRINC. _(con dolcezza, a Silvia)_ Silvia, frénati... te ne prego!... Non

facciamo scandali!

SIL. _(piano)_ È lei!... Viene qui a provocarmi!

PRINC. _(c. s.)_ Non rispondere!

SIL. E dovrò subire....

PRINC. No, no!... Penserò io a imporle rispetto... ma è mia nipote!...

Forse tu l'accusi a torto... e suo marito è là... _(accennando Gustavo)_

Una tua parola... uno sgarbo... potrebbe essere la scintilla.... Pensa

alle conseguenze... e sii prudente... per me... te ne prego! _(sono

interrotti da Gustavo)_.

GUST. _(a Silvia)_ Cugina, andate al Costanzi sta sera?

SIL. No!

GUST. Allora, se non ne avete già disposto, dovreste cedere il vostro

palco alla signora Ottaviani!

SIL. _(alzandosi, e andando verso Gabriella)_ Con tutto il piacere.

GABR. _(lieta)_ Davvero?

SIL. Perchè no?... Sta sera... e tutte le volte che lo desideri.

GABR. Sei troppo buona... ma proprio non posso giovarmi della tua

cortesia... Mio marito non ama molto il teatro... e, poi, dice di essere

stanco....

PRINC. _(all'Ottav.)_ Oh, Commendatore... non è permesso rifiutare un

piccolo svago a una signora gentile come la sua!

OTT. Cosa vuole?!... Domattina ho due commissioni... e devo ancora

studiare le proposte del Ministro....

PRINC. Le studieremo insieme al Costanzi... vengo anch'io... Durante

gl'intermezzi terremo compagnia alla signora... e... mentre cantano,

passeggeremo ne' corridoj, dicendo male del Governo.... A lei, come

deputato ministeriale, ciò deve far piacere.

OTT. _(ridendo)_ Moltissimo!

PRINC. Allora, non l'annojerà!...

OTT. Dunque, è stabilito!... Anche lei passa all'estrema sinistra?

PRINC. No!... Resto nel mio partito...

SER. Quale?!

PRINC. Quello de' malcontenti... che comprende tutti i settori della

camera!... _(tutti ridono, e prendono congedo da Silvia che accompagna

Gabriella sino fuori della Galleria. — Maurizio, dopo aver salutato

Gabriella, entra a sinistra; poi, esce subito col «paletot» il cappello

in testa e il bastone. — Gli altri escono dalla Galleria. — Silvia

rientra e ferma Maurizio)_.

SIL. Fermatevi!... Ho da parlarvi.

MAUR. _(contrariato)_ Che cosa dovete dirmi?

SIL. _(con collera sorda)_ Non voglio... intendete bene... non voglio...

che Elena venga più qui!

MAUR. Ah, è per questo?!... Ditelo a lei... o a mio padre.... Lui invita

i parenti.... _(per andarsene)_.

SIL. _(con forza)_ Lo dico a voi!... L'inverno scorso ho tollerata la

sua presenza... perchè così voleva il Principe... e perchè la vostra

relazione, nota a pochi, m'offendeva... ma non m'aveva ancora esposta al

ridicolo!... Oggi, dopo lo scandalo del vostro viaggio con lei a

Londra... e a Parigi... non lo sopporterò più!

MAUR. _(ironico)_ Davvero?!

SIL. No!... E se voi volete evitarle delle pubblicità disgustose... le

chiuderete voi stesso le porte del palazzo....

MAUR. Non lo sperate!

SIL. _(con minaccia)_ Lo vedremo!

MAUR. Delle minacce?!

SIL. Perchè no?!... _(dopo pausa)_ Una volta che, nel gentiluomo, tutto

è spento... e nessun sentimento più vi scuote... vi parlerò di danaro!

MAUR. Cosa volete dire?!

SIL. Da oltre un anno... avete incassato un milione di lire per la

espropriazione delle case che costituiscono la mia dote... Dov'è quel

danaro?!...

MAUR. Nelle mani di mio padre....

SIL. _(fredda)_ Bene!... Me lo farete restituire.... Non voglio che il

frutto della mia dote... serva a pagare le _toilettes_ di Elena!

MAUR. _(alza il bastone per percuoterla)_ Disgraziata!...

SIL. _(che dal primo movimento di Maurizio, prevede dove sarebbe giunto,

con moto rapidissimo, suona il campanello sulla tavola, che si dovrà

udire dal pubblico)_.

Danza macàbra · 第 26 / 59 题