Chi non provò mai palpito
Finor d’affetto in core,
Doman lo dee dischiudere
Al più fervente amore.
L’anno ella tinge in porpora,
Veste di fior smaglianti,
Delle sue poppe, turgide
Pei soffii fecondanti
Di Favonio, ogni dove
Soave il latte piove.
Versa le stille roride
Della notturna brezza,
Tremule a lei le lagrime
Brillano per grossezza,
E sembra ognor che cada
La goccia di rugiada.
Ella i color purpurei
Dona al pudico fiore,
Spremuto in ciel da’ limpidi
Astri il notturno umore,
Le verginali spoglie
Alla diman gli scioglie.
S’accoppieran le vergini
Rose al suo forte grido,
Dal sangue già di Venere,
Dal bacio di Cupido
Nata e di sol vestita,
Di fiamma e margarita.
Il suo rossor che ascondere
Vuol nella veste, ontosa,
L’invido nodo a sciogliere
Più non sarà ritrosa:
Sposa ella pur fra poco
Il mostrerà di fuoco.