Seduto davanti allo _chalet_, io eseguivo una specie di bilancio
consuntivo, quando un'ombra intercetto la luce, e si fermo davanti a me.
Era madama Caramella. A quella vista sentii nascere in me un cosi
concentrato furore che, per la prima volta, mi giudicai capace di una
azione violenta.
-- Buon giorno, cavaliere, -- mi dice con adorabile tranquillita. -- In
settimana verra senza fallo l'imbianchino a pulire la cucina.
-- L'imbianchino? Non occorre piu.
-- Ma non viene la sua signora madre?
-- No. E andata ad _Aix-les-Bains_.
-- Oh, quanto mi dispiace!
-- Anche a me.
Silenzio.
-- Mi pare di cattivo umore, cavaliere, -- dice madama Caramella.
-- Io? Puo darsi. Ma lei invece, per quello che succede, mi pare di
troppo buon umore.
-- Qualche cattiva notizia nel bollettino della guerra?
-- Nel bollettino della guerra? Non so: ma nel suo bollettino, si certo.
-- Mio?
-- Suo, si, di lei. Come? Non lo sa? Ma lei e entrata in guerra! Io ne
sono ancora stupefatto: una donna come lei che non e piu una giovanetta,
che fino a ieri aveva dato prova di equilibrio mentale, di senso della
realta, decreta anche lei improvvisamente il salto nel vuoto; e finche
lo fa lei il salto, poco male, ma ci spinge la sua figliuola e quel buon
uomo di suo marito. Io credevo che lei volesse bene alla sua famiglia.
Constato con piacere che madama Caramella e stupefatta alle mie parole.
Madama Caramella mi domanda che cosa e successo.
-- Lo domanda a me? Le sue vesti bruciano, e mi domanda che cosa
succede? Lei lo deve sapere meglio di me. Non e lei che ha permesso a
quel signor Melai di venir qui?
-- Ma sono fidanzati. E naturale!
-- Quanto a _naturale_, nessuno ne dubita. Anzi io le posso dire che tre
giorni fa, alle ore undici e mezzo del mattino, tornando da Genova, ho
assistito la, sotto quella pergola, ad una scena anche troppo naturale.
Descrivo la scena, ma madama Caramella non stupisce, non arrossisce. Si
limita ad osservare che un bacio tra fidanzati e una cosa che usa da
molto tempo. -- Ma, e poi, scusi, cosa c'entra lei?
-- Mi domanda cosa c'entro io? Arriveremo anche a questo punto. Intanto
le faccio osservare che quello era un bacio speciale, come una _film_ di
lungo metraggio, ai cui ultimi quadri io mi sono sottratto per ragioni
di decoro personale. E lei poi si scandalizza per un po' di gambe che
mostrano le ragazze a Milano! Ma lasciamola la! Questo fidanzamento e
avvenuto col suo consenso?
-- Sa lei forse -- domanda madama Caramella -- qualche cosa sul conto di
Melai? Un giovane di famiglia onorata....
-- Non discuto affatto.
-- Un giovane che ha sempre proceduto con la piu scrupolosa delicatezza,
tanto e vero che la prima cosa fu di presentarsi a me con una lettera di
suo padre. E d'altra parte domando e dico: ad un giovane che fa il suo
dovere per la patria, ad un giovane ferito, all'ospedale, solo,
poverino, che domandava di corrispondere con Oretta, potevo io dir di
no? Ma se non ci aiutiamo fra noi, buoni, chi ci deve aiutare?
-- E un'opinione rispettabile, ma non condivido. Il suo preciso dovere
era invece, appena ella si accorse di quella passione, di troncare:
taglio netto. Probabilmente anche lei, madama, si e lasciata sedurre
dalla montura.
-- Oh!
-- Prego, si calmi. Osservi invece -- tanto per incidenza -- come e
ridotta sua figlia. Pareva un fiorellino, e adesso e uno straccio.
-- Ma bisogna bene soffrire qualche cosa in questo mondo....
-- Ma chi le ha dato da intendere questo?
Madama Caramella guarda la mia calma con un principio di alienazione
mentale.
-- Oh, io sono certa -- disse madama Caramella -- che quando mio marito
sapra tutto, dira: "Hai fatto bene!".
-- Io non credo: ma se fosse cosi, direi che il di lei consorte e molto
piu poeta di Cioccolani! Scusi, signora, ma lei sta in piedi e cio mi
dispiace.
Prendo una sedia, e prego madama Caramella di accomodarsi.
Proseguo: -- Mi posso sbagliare, anzi mi auguro di sbagliare; ma lei,
cara signora, ha commesso un'imprudenza le cui conseguenze possono
essere incalcolabili. Lei ha arrestato il benessere della sua famiglia.
Ma certo! Sa lei come vanno in malora le famiglie? Generalmente in
conseguenza di un errore iniziale che passa quasi sempre inavvertito:
che puo essere la firma a una cambiale di favore, un contratto
sbagliato, una mancanza di precauzione igienica, un matrimonio fatto coi
piedi: appunto una mancanza di igiene morale: e il suo caso! Dopo, cara
signora, lei ha un bel seguitare a fare il bucato in casa, tener le
galline, fare i salamini e i prosciutti in famiglia....
Constato con piacere che madama Caramella e presa da un po' di convulso.
-- Ma quando sara finita la guerra, quando lui tornera, saranno felici.
Non crede lei che la guerra finira presto? -- domando con ansia madama
Caramella.
-- Finire? Ma se e appena un anno che e cominciata? Dove ha letto lei
queste panzane? Nei giornali forse? Ma cosa crede lei che scorticare i
tedeschi sia facile come scorticare il suo porcello? Eh! eh! Noi uomini
d'affari ne sappiamo qualche cosa. Finire? Ma, prima, si deve muovere
l'America, che sono cento milioni; poi si deve muovere l'Asia che sono
almeno altri cinquecento milioni. Pensi che adesso, con la telegrafia
senza fili, si puo chiamare tutto il mondo alla guerra.
-- Ma finira una buona volta.
-- Puo darsi; ma dopo verra la rivoluzione, e chi si salvera saremo
appena noi modesti capitalisti che sapremo, se occorre, comperare anche
la rivoluzione.
-- Ma Iddio non permettera.... -- balbetta la povera madama Caramella.
-- Ma cosa vuole che Iddio, con una amministrazione cosi vasta, possa
occuparsi di questi dettagli? Lei ha tempo, cara signora, di iniziare
per la sua figliuola una cura ricostituente.
-- Ma lui tornera, si fara una posizione, e una volta sposi, saranno
felici.
-- Lo auguro, ma elevo dei dubbi. Anche nella migliore delle ipotesi,
lei non deve dimenticare che quel signore faceva baldoria. Io mai fatta
baldoria! Poi lei ha sentito: fucila le signorine! Badi che io ammiro e
amo il signor Melai: ma come individuo che possa dare la felicita alla
sua signorina, escludo. Pero se le fa piacere, ammettiamolo! Se non che,
coi tempi che verranno, il matrimonio sara un lusso che soltanto un
milionario si potra permettere. E invece lei, mia cara signora, aveva
proprio la felicita a portata di mano qui nella sua casa. Io gliene
parlo con la massima calma, come del resto e mia abitudine: ma accentuo!
Permette, signora?
E sono andato di la e ho preso la borsetta. Mi siedo e proseguo:
-- Le cose stanno cosi, signora: i miei occhi si erano posati con
notevole benevolenza su la di lei signorina, e non sarei stato alieno
dal domandarla in isposa. Sarebbe stato un matrimonio razionale, senza
eccessiva passione da parte della signorina: lo posso ammettere. Prego
non mi interrompa. Ma io non credo -- mi potro sbagliare, sa, -- io non
credo che sia necessario fare precedere il matrimonio da un periodo
incendiario, come una reticella Auer che prima bisogna bruciare. No, io
non credo. Certo e che io ho coltivato nel mio cuore una speranza, una
illusione; ma non parlo per me. Capira benissimo che a me non manca a
chi buttare il mio fazzoletto. Parlo per quella povera signorina Oretta,
che ha goduto un momento per un giro di valzer in un mattino di
primavera; ma come deve scontare! E anche mi si stringe il cuore
pensando a quel brav'uomo del di lei consorte, che meritava proprio di
finire i suoi giorni tranquillo. Ma mi preme, signora, di documentare
quello che io dico: io non _bluffo_; io documento!
Aprii la borsetta.
-- Ecco qui. Andai a Genova apposta. Ecco qui: questi, come ella puo
vedere, erano i regali di nozze. Autentici e parecchi: balasci,
smeraldi, turchesi, opere di gran lapidari: mica scaramazze!
Madama Caramella non parla piu.
Io proseguii: -- Invece di deperire, lei vedeva la sua figliuola bella,
felice, moglie del cav. Ginetto Sconer, e da qui un anno lei, scusi, era
nonna e la sua figliuola c'era il pericolo, caso mai, che ingrassasse di
troppo. Destino, cara signora! Ma l'imbianchino ora e perfettamente
inutile.
Cosi ho tolta la seduta.