Mi piace proprio la piccola signorina Oretta? Ecco una cosa che non
riesco ad individuare con quella precisione che e nel mio sistema.
Io sono un uomo morale. La piccola Oretta e un frutto che sta maturando
sull'albero della vita. Nel mio idillio campestre io godo nel
contemplarla.
Ma quando ritorno a Milano, non mi piace piu! La povera signorina
Oretta, la in quella specie di _basse-cour_, mi produce un senso di
sconforto. "Adagio, Ginetto, prima di sposarla". Certo se colloco la
signorina Oretta nel mio appartamento, io trasporto a Milano l'idillio
campestre. E cio e igienico. Come abbracciava laggiu con grazia quel
bestione del suo cane! Quando abbraccera qui, cosi con grazia, anche me?
E quegli occhietti? Sereni come due laghetti alpini. Le nubi dei
desideri del di la non si sono ancora riflesse su quella serenita: e
molto carina. Io la bacierei anche tanto volontieri. Io la vedo, quando
sara mia moglie, li, tutta tranquilla, come un _pecorino_. Io arrivo a
casa dal mio stabilimento, mi accosto piano, in punta di piedi, le
sfioro la nuca con un soffio di bacio. "Ginetto, sei tu?" "Si, sono io".
Essa mi ricambierebbe un bacio tanto virtuoso. Pero mi pare che nei
primi tempi, almeno, in questo mio salotto, lei si trovera come
sperduta. Io non riesco a figurarmi Oretta in _toilette_ di ricevimento.
Oretta e una barchettina modesta con cui posso andare a riva a riva.
Ma ecco sopravviene la contessa Ghiselda, la gran nave da battaglia, e
mi manda a picco la barchettina. Io mai la sposero, ma con cio non e
meno vero che quella donna ha colpito la mia imaginativa. Ma non
soltanto la signorina Oretta, ma tutte le donne vanno a picco quando
passa la contessina.
Io non diro che la contessina non si lavi, ma e certo che lei e diversa
dalle altre donne eleganti. Che profumo ha? Non lo so. E si che io me ne
intendo! Profumo di selvaggina. Le altre donne eleganti sono troppo
lavate, troppo lavorate, e lo dico contro il mio interesse! Sono come
quelle costolette, preparate bene, ma che non si capisce piu che carne
e.
Io colloco anche la contessina nel mio salotto; e anche lei, per un
altro verso, non va, non combina.
E poi dico: se lei mi trasporta nell'amore l'entusiasmo che ha per la
letteratura, dove si va a finire? "Velocita! Velocita!" come diceva quel
giorno che agitava, come uno staffile, quel fusto di rose. Si va a
finire a Vega! No! Noi sposeremo Oretta, piccola cornamusa campestre,
dolce idillio trasportato a Milano. Canta, Oretta, al tuo Ginetto con la
tua piccola cornamusa la dolce cantilena.
*
Mi balena un'idea.
Suono: compare Desdemona. -- Desdemona -- dico -- lo so, voi non siete
quello che si dice un _cordon bleu_, pero avete del buon gusto. Se per
caso io capitassi qui, a giorni, con forestieri, voi preparerete un
pranzo con tutte le regole. Mi raccomando la cristalleria, e la _jatte_
d'argento in tavola con molti fiori. Il portinaio si mettera il _frac_ e
i guanti e servira a tavola. Ma tutto deve apparire come abituale, come
ordinario.
Ho deciso: Imbarco tutti e li porto a Milano e cosi colloco in luce nel
mio salotto la signorina Oretta, la metto in opera: vedo che effetto fa.