L'avvocato e venuto a trovarmi, per sentire se avevo bisogno di niente.
Ci facciamo reciprocamente soggezione: io con la mia linea composta, lui
con quei baffi da moschettiere.
E meravigliato vedendo che io avevo gia in mano la mia corrispondenza,
mentre lui aveva fatto tanti reclami.
-- Niente reclami, -- dico io. -- Usi col postino il sistema turco del
piccolo _bascisc_, e sara servito puntualmente.
Passiamo all'esame della casa.
-- Guarda come mi hanno lasciata questa povera casa! -- esclamava. -- La
cucina bisognera farla imbiancare, assolutamente.
Mi racconta la dolorosa storia: gli inquilini precedenti se ne sono
andati via, zitti e quieti, di notte, come un campo arabo che levi le
tende, e, naturalmente, senza pagare.
-- Grave! -- dico io.
Mi fa notare che la villetta era stata data in affitto ad un prezzo di
favore, considerate le condizioni speciali di quella famiglia.
-- Ah, molto grave! -- ripeto io.
-- Non me lo sarei proprio mai imaginato.
-- Molto piu grave ancora -- ripeto io.
Mi guarda meravigliato.
Ma anch'io sono meravigliato. Che vale essere avvocato, avere baffi alla
moschettiera, quando si ignora che fare favori equivale a farsi dei
nemici?
Il mio "grave!" vuol dire tutto questo. Mi limito a domandare se per
caso avesse nella sua villa una rimessa per la mia automobile.
-- Lei ha l'automobile?
-- Ma certamente.
E curioso ed e lusinghiero: per questi piccoli borghesi sentir dire "la
mia automobile" e come sentir dire "io sono conte". E quando poi i
sassolini del vialetto hanno scricchiolato sotto le gomme della mia
_limousine_, constato una profonda impressione.
L'avvocato aveva fatto sgombrare, in fretta e furia, una rimessa, dove
la mia automobile entro a pena a pena.
Vedo la signora che fa due occhi, stringe le labbra in giu; e l'avvocato
dice: -- Perbacco!
Anche la signorina Oretta guarda la mia automobile.
-- Come e bella, e vero, papa?
-- Diciotto-ventiquattro HP, signorina -- dico io -- nuovo modello,
messa in moto automatica, illuminazione elettrica.
La signora mi domando come ho dormito. Volevo rispondere: "Letto molto
sconquassato". Ma vi sostituisco l'affare della gatta.
-- Gia -- mi dice l'avvocato -- hanno portato via tutto; e ci hanno
lasciato i gatti.
Dico io:
-- Pero lei, avvocato, si varra dell'articolo del codice 1950, o qualche
cosa di simile.
-- Oh, bravo! -- mi fa la signora con significazione. -- Senti che te lo
dice anche il signore? Gli infami! Dopo tutto quello che avevamo fatto
per loro. Persino il carbone in cucina ci avevamo messo! E quello che
hanno rovinato! Gli elastici del letto eran novi _noventi_. Cosa ci
facevano poi...? I ragazzi ci saltavano sopra.
Qui interviene la signorina Oretta: -- Lui, papa, ti ha scritto che
paghera.
-- Mi dispiace, signorina, -- dico allora io -- ma _paghero_ non basta.
Tutti possono dire _paghero_. Si dice: _pago!_ signorina.
-- Senti, bambina, -- dice mama, -- il signore come parla bene?
Io ho parlato con amabile sorriso, ma con tutto questo inspiro
soggezione.
La signorina Oretta e confusa, e non risponde.
*
L'accordo fra me e la signora e completo, e diventa piu completo quando
io pago l'affitto subito e senza discussione. Chi discute e lei. Entra
in confidenza con me. Il Comune socialista e il suo incubo, e l'orco che
le mangia la casa, cioe gliela rosica con l'aumento delle tasse.
-- Signora, -- io le rispondo, -- non c'e che un rimedio: loro rosicano
da una parte, e noi rosichiamo dall'altra.
La signora non capisce il mio elegante linguaggio. Dice che mi fara
imbiancare la cucina.
*
E idillico! E una famiglia idillica; e anch'io divento idillico.
Pranzano -- con la buona stagione -- sotto la pergola. Quando si fa
sera, accendono una gran lampada ad acetilene. E la signorina che fa i
servizietti, porta il vassoio, si alza, va e viene, porta i fiammiferi,
quei benedetti fiammiferi, che l'avvocato non sa mai dove se li metta.
Spesso mi invitano a prendere il caffe. La signorina mi serve il caffe
col suo bel tovagliolino.
-- Oh, che bei ricamini! Ricamato da lei, scommetto.
-- Invece sono stata proprio io -- dice madama Caramella.
Faccio le mie piu vive congratulazioni.
Famiglia molto buona, ma anche alla buona.
L'altro giorno, visita, -- chiudeva il corteo il cane Leone -- al brolo,
all'orto. Pere e pesche sono l'ambizione della signora. Ma i bruchi
all'interno e i ladroncelli all'esterno, costituiscono una minaccia
perenne, come il Comune socialista.
-- Non si puo salvar niente! Vi sono queste pesche che vengono mature
adesso, di giugno, grosse cosi, e che sono una bonta. -- Le ha persino
contate. Macche! -- Oh, ma c'e adesso Leone per quei ladroncelli.
Io cito la Svizzera dove le pesche possono pendere sul capo dei passanti
senza che nessuno le tocchi.
-- Quelli son paesi! Da noi non c'e nessun rispetto per la roba degli
altri!
Visitiamo anche il porcello, gia a me ben cognito. Mi dice la signora:
-- Ogni anno, per Natale, ammazziamo il maiale, perche, lei capira, se
si dovesse comperare tutto alla bottega, non si finirebbe piu, col
prosciutto oggi a 0.90 all'etto. Pensi! Noi facciamo in casa i salamini,
i ciccioli, le finocchiate, le coppe, il budino dolce col sangue.
Il porcello, meta roseo e meta bianco, in eta ancor giovanile, viene
fuori baldanzoso e ignaro di queste cose che lo riguardano. Il cane lo
annusa con benevola sopportazione.
-- E un maialino inglese, un Yorkshire -- dice l'avvocato.
-- Carino, eh? -- dice la signora. -- Sentisse che prosciutti!
Mi accorgo che esiste fra tutta quella _menagerie_ una certa
familiarita. Guardo Oretta che mangia i ciccioli e il salamino. Forse
questo matrimonio e una _mesalliance_.
*
Non c'e che il cane Leone che non sia idillico, anzi e insopportabile.
Tutte le volte che varco il cancelletto della villa dell'avvocato, pare
che mi veda per la prima volta: mi sbarra la strada con salti tremendi e
con espressioni di cattivo augurio.
E accorsa la signorina Oretta.
-- Non abbia paura, signor cavaliere. Scherza. E non te l'ho detto,
bestione, che il signore e nostro amico?
-- Io credo, signorina, che converra rinnovare la presentazione -- dico
io. -- Ha una fisonomia sospetta.
-- Tanto intelligente! Leone, da subito la zampa al signore.
Ma la bestia si rifiuto.
-- Guarda che caparbio!
-- Ma e naturale -- dice sorridendo l'avvocato. -- E un cane pastore di
pura razza tedesca.
-- Papa, ti prego! Sai che mi fai dispiacere. Non e vero Leone che sei
italiano?
Il cane Leone agita il testone festoso, e le dimostra tutto il suo
nazionalismo. La signorina Oretta eseguisce una lotta a corpo a corpo
col bestione: e molto graziosa.
Il cane e abbattuto e sta.
Contemplo.
La testolina della signorina Oretta, con quei capelli, un po' sconvolti,
mi appare piu seducente; gli occhi splendono all'improvviso come se
dentro si fosse sviluppato un incendio.
-- Figlia mia! La mia piccola primavera -- disse l'avvocato quasi
sospirando.
"E anche la mia" -- pensai.
*
Riscontro dei motivi di decorazione anche su la signorina Oretta: il
nasino posa sopra le mensole di due graziosi ricami. Sul naso, in alto,
sta un neo, non avvertito prima, ma non guasta perche si confonde con le
sopracciglia. Le guance sono coperte di una peluria come le pesche. La
bocca e disegnata con colorito assai forte, e quando ride le si formano
agli angoli due piccoli ghirigori birichini. Pero l'apertura delle
labbra sembra che non chiuda bene; questa cosa permette tuttavia di
vedere il ricamo dei denti. Da quella bocchina semi-aperta mai ho visto
venir fuori la punta della lingua; ma sembra che debba venir fuori
quella vocina che dira sempre cose stupidine ma molto gentili.
In complesso mi piace, e mi dichiaro soddisfatto.
*
L'altra mattina che sono partito presto per Milano, mentre salivo in
automobile, la signorina mi ha domandato come sta mia madre.
-- Benissimo, signorina. Vuol venire a Milano?
-- Col papa e la mama.
"Si, stella, caricheremo tutti." Carina quella fanciulla! La purita,
checche ne dica Lionello, e un articolo che andra sempre.
*
Rivedo il mio appartamento, a Milano. Curioso! Mi pare deserto. Direi
che ci sia caduta la polvere.... Cosa inverosimile e oltraggiosa per la
mia governante. Eppure mi fa un certo effetto.... No, non e la polvere:
e che c'e poco sole. Eppure c'era il sole a Milano! Ma poi ci colloco,
con la fantasia, la signorina Oretta, che e diventata signora Oretta, e
mi pare che vi sia una fontanella di campagna che sparge intorno la sua
deliziosa freschezza.