Entro io.
Ci sediamo: i nostri due volti si trovano vicini e allo stesso livello.
Lui mi guarda con aria truce; ma io lo domo con la mia abituale
correttezza. Comincio il mio _expose_ con la mia parola persuasiva ed
elegante. Il suo volto si rischiara, anzi il mio aspetto di perfetto
_gentleman_ gli insinua degli scrupoli nella coscienza. -- Badi -- mi
dice -- che nella villetta non vi sono tutti quei comodi che lei
potrebbe forse desiderare. Non vorrei poi sentire lamentele.
Faccio un gesto di completa assicurazione.
Mi domanda, un po' dubitosamente:
-- Lei ha referenze in citta?
Io potrei fare il nome della mia Ditta; ma dico:
-- Il signor Maioli.
-- Un dignitoso imbecille -- dice lui.
-- Perfettamente d'accordo. -- (Ma non si trattano cosi gli imbecilli,
signor avvocato! Io li nomino sempre con molto rispetto).
-- Il signor Cioccolani....
-- Padre o figlio?
-- Figlio -- rispondo. -- Perche, c'e differenza?
-- Certo: il padre e un valentuomo e un ottimo agricoltore: il figlio e
la sua croce. Sono disgrazie di noi genitori.
-- Ha anche lei un figlio poeta?
-- Per fortuna no. Ho soltanto una figlia.
Vedo che ha qualcos'altro da dirmi, e dice infatti:
-- Scusi la domanda: ma la villetta e per lei? Lei mi intende.
Ho apprezzato altamente la sua morale. La morale avanti tutto.
-- La villetta -- dico -- e per mia madre, la quale trovasi
presentemente in cura a Salsomaggiore, e dopo avra bisogno di aria
balsamica e di perfetta quiete.
(Eventualmente, faro venire la mia governante, camuffata da genitrice).
-- Per questo -- risponde l'avvocato, -- lei non potrebbe fare scelta
migliore.
*
Ci siamo lasciati perfettamente d'accordo.
Tipo diverso dal mio, ma bell'uomo anche lui, il signor avvocato:
solido, asciutto, baffi alla moschettiera: impressionante. Mi fa
piacere: conserveremo cosi per l'erede tutta la energia della stirpe.
_All right!_ "Egregio avvocato, mettendo al mondo, con la collaborazione
della sua signorina, un erede solido, ordinato, metodico, noi
ingrandiremo l'Italia".