Con un semplicissimo ragionamento, e chiarissimo, Gianni Limosa avrebbe
dovuto convincersi che il suo affetto non escluderebbe mai dal cuore di
Claudia Verbani l'affetto delle carte; che Claudia giocatrice — eppure
così bella, così giovane, così vedova! — non aveva, nè avrebbe mai più,
tempo, voglia, affanni d'amore.
Il ragionamento chiarissimo e semplicissimo sarebbe dovuto esser
questo: L'uomo può dedicarsi con le sue energie a più vizi in una
volta; dove la donna, con le energie sue, non si dà quasi sempre che
a uno solo, e con l'anima sua in uno solo raccoglie, smarrisce tutta
sè stessa. Ma ogni vizio è una passione; e come, da che mondo è mondo,
la donna ebbe taccia d'incostante in amore, l'amore per la donna o non
è una passione, e quindi non è un vizio, o tutt'al più è passione non
intensa e profonda quanto un vizio: per esempio, il gioco.
Se non che Limosa invece d'essere un filosofo era uno _sportman_
innamorato; perciò non è meraviglia ragionasse, o meglio, sragionasse
così: «Questa donna, che è una signora eccezionale, io l'amo alla
follia e con buone intenzioni: per forza; perchè è onesta; e la
sposerei anche. Disgraziatamente essa non mi ama perchè ha un vizio.
Un vizio? Sì: come Luisella la mia puledra.... Luisella adombrava al
passaggio del treno o d'una bicicletta, e balzava o scappava o voltava
indietro; sudava tutta; tremava; e guai se gliel'avessi data vinta!
Io, traendola alla ferrovia e facendola sorprendere incontro, dietro
o di fianco, con una bicicletta, e intanto frenandola e frustandola
a mio modo, l'ho domata che è diventata un'agnellina. Ma Luisella è
una cavalla, e Claudia una signora. Per questa dunque mi atterrò a un
metodo affatto contrario.»
Ora, la fallacia del ragionamento apparisce manifesta nel credere che
per essere Luisella una bestia e Claudia una donna, l'una ragionevole
e l'altra no, patissero o peccassero in modo affatto contrario e
bisognassero di opposti rimedi.
Ma, salvo il rispetto, in una qualità almeno rassomigliavano: che eran
femmine ambedue.