SUL PORCHETTO DEI SARDI

I sardi leggeranno con qualche interesse questa nota sulla _porchetta_

delle Romagne, sorella al loro _porcheddu_, e che è tolta da un libro

piuttosto raro che devo alla squisita cortesia del mio egregio amico

Dott. Domenico Bilancioni di Rimini, e che porta il titolo:

_Porcus Trojanus_ o sia la _Porchetta_. _Cicalata ne le nozze di

Messer Carlo Ridolfi Veronese con Madonna Rosa Spina, Riminese. Altra

Edizione._

È niente meno che un volume di 134 pagine, con 224 note; pieno di

pellegrina erudizione e di saporitissimo spirito.

La _Porchetta_, nota agli antichi Romani sotto il nome di _Porcus

Trojanus_, altro non è che un porco intiero sbudellato, o come vogliam

dire sventrato, riempito di pepe, aromati, aglio, sale, finocchio

fresco e poscia cotto intiero nel forno. Non v’è giorno di festa

o di mercato, che non si venda a libbre così saporosa vivanda, la

quale usasi la state, non già perchè nell’inverno non sia ugualmente

buona, e forse migliore, ma perchè dovendosi vendere al minuto, si

raffredderebbe troppo. Per grandi conviti può farsi in qualunque

stagione.

Nell’Umbria, e nella Marca ogni mattino,

Che sia festivo in mezzo della piazza

Havvi di cotti arrosti un magazzino,

Per cui la povertà non poco sguazza

Senza far di pignatta in la giornata

E in tre o quattr’ore il magazzin si spazza[17].

Cotto in _porchetta_ s’intende nella Romagna il porco intiero cotto

nel forno. Così chiamano cotto in porchetta i polli, ed altri animali

intieri cotti nel forno.

Porchetta, o come dicono i Toscani, porcella viene dal latino

_porcella_, significante _picciola porca_ o da _porcetra_ parimente

latino significante _porca unipara_ e questa era riputata la migliore,

presso gli antichi Romani per cuocersi in porchetta, che in tal caso

chiamavasi _porcus trojanus_, come ne fanno ampia fede Macrobio, Pompeo

Festo e come può vedersi in altri autori.

Profili e paesaggi della Sardegna · 第 9 / 23 题