_Vannucci_
Nina? Nina? Ninuccia bella? Non senti la mia voce?
_Ferdinando_
_(con in mano la bottiglia, spruzzando l'acqua sul viso e sulla veste di
Nina)_ Sss! State zitto. Lasciate fare a me.... _(Continua a spruzzare
acqua)_ Lo vedete? Lo vedete come rinviene?
_Vannucci_
È vero, è vero!
_Nina_
_(con un fil di voce)_ Dove... dove sono capitata?
_Vannucci_
In casa mia, Nina. In casa del vostro direttore.
_Nina_
_(con un lieve moto di panico)_ Oh!
_Ferdinando_
Sss.... State zitto! È ancora tutta spaurita.... Figuratevi! Appena
uscita dalla scuola, aveva presa tale una rincorsa che pareva una pazza,
pareva. E fuggiva, fuggiva, fuggiva... come se fosse stata inseguita da
un cane rabbioso. Era buio, capite, perchè il sindaco non ne ha figlie
da mandare a scuola, e i fanali qui non ce li mette mica; ed è per
questo che, alla svoltata del viottolo, la poveretta inciampa, barcolla,
e dando un grido, _patapúnfete_, giù!...
_Vannucci_
Misericordia!
_Ferdinando_
Fortuna, però, che nel fosso ci ero già io!
_Vannucci_
C'eri già tu?!
_Ferdinando_
L'ho potuta afferrare prima che toccasse il terreno, signor Vannucci,
prima che toccasse il terreno...! E siccome le mie braccia sono di
ferro, ella è restata, così, in aria, come una colomba con le ali
aperte. _(A Nina)_ Neanche indolenzita, n'è vero, Nina? Neanche
indolenzita?...
_Nina_
_(alzandosi e parlando con soavità, senza raccapezzarsi)_ Oh no! Niente
niente.... Mi sembra soltanto d'aver sognato.... E non capisco perchè,
ma certo non mi dispiacerebbe di rifare il medesimo sogno....
_Vannucci_
Ah! Non vi dispiacerebbe?... _(Dopo un breve silenzio, non riuscendo a
dissimulare la sua preoccupazione, si rivolge con ansia sospettosa a
Ferdinando)_ E tu, come ti ci trovavi in quel fosso?
_Ferdinando_
Io... mi ci trovavo... di passaggio.
_Vannucci_
Ma che passaggio! Che passaggio!... _(Adirandosi)_ Quel fosso ha la
forma d'un imbuto. Bisogna discenderci a bella posta, santodio! E per
fare ciò non si può avere che un solo scopo: quello di nascondersi.
Sicuro! Di nascondersi come un ladro!
_Ferdinando_
Signor Vannucci!...
_Vannucci_
Nina, Nina, per amor del cielo, ditemela voi la verità. Ditemela voi.
Come si trovava laggiù questo galantuomo?
_Nina_
Signor direttore, io non lo so....
_Vannucci_
La verità, Nina! La verità! La verità!
_Nina_
_(con pudica reticenza)_ La verità è ch'egli....
_Vannucci_
_(quasi con terrore)_ Ti aspettava?!
_Nina_
_(ha un impercettibile sorriso, e, arrossendo, si copre il volto con un
braccio)_ Sì, mi aspettava!
_Vannucci_
_(sentendosi soffocare da una dolorosa commozione)_ Dio! Dio! Che
enormità! Che corruzione! Che rovina! E che si dirà di me nel paese? Che
si dirà di me? È naturale: si dirà che questo insegno io alle ragazze,
si dirà che io le educo a fare all'amore, che io le spingo a camminare
su gli orli dei precipizi!... Dio mio! Sono perduto! Sono perduto!...
_Nina_
Ma no, signor direttore, non vi disperate così.... Ferdinando mi
aspettava innocentemente....
_Vannucci_
_(incalzando)_ Parla, parla....
_Nina_
Sì, innocentemente. Mi aspettava... per dirmi qualche paroletta... senza
mostrarsi alle mie compagne... senza mostrarsi a nessuno.... Aveva
soltanto, un po', la testa fuori del fosso.... E laggiù non lo scorgevo
che io, io sola, perchè... io distinguo il colore dei suoi capelli anche
all'oscuro.... Che male c'è?... Ci conosciamo da diciassette anni.... È
vero che io non ne ho che sedici... ma lui -- dice la mamma -- veniva
già in casa un anno prima che io nascessi. È il figliuolo di compare
Antonio -- lo sapete --, quello che ha la vigna accanto all'orto della
mamma. Ma la mamma dice ch'egli non ci deve mettere più piede in casa,
ed ecco che, così, da un momento all'altro, lo ha scacciato....
_Vannucci_
Ah? Lo ha scacciato?!
_Nina_
Lo ha scacciato, sì, perchè le galline -- dice la mamma -- le galline lo
hanno in antipatia, e, quando lo vedono, si guastano il sangue e fanno
le ova acide. Eh!... Lo dice lei; ma io non me ne sono accorta. E allora
il poverino -- dico io -- che deve fare? Lui mi dice: così non si può
vivere. Io gli dico: allora, aspettami nel fosso. Lui mi dice: e sì,
t'aspetterò. E allora, passando, gli dico: buona notte, buona notte,
Ferdinando! E lui... lui mi dice: ti voglio bene, Nina, ti voglio tanto
bene!... Ieri _(assai dolce)_ me lo disse due volte.... Oggi --
vedete... vi racconto tutto -- oggi _(con qualche lagrimuccia)_ non me
lo ha detto ancora.
_Vannucci_
_(dopo un silenzio, si accosta con severità esagerata e cupa a
Ferdinando, che è rimasto lì un poco imbarazzato e intenerito)_ Lo
intendi, tu, quello che fai?!
_Ferdinando_
_(semplicemente)_ Sissignore.
_Vannucci_
_(in tono truce)_ Tu commetti un'infamia!
_Ferdinando_
Mi meraviglio, signor Vannucci! O che non prese forse moglie il mio
babbo? Ebbene, me ne voglio prendere una anch'io.
_Nina_
Ha ragione!
_Vannucci_
_(a Nina, gridando aspramente)_ A posto, voi!
_Ferdinando_
E anzi, se foste un direttore coi fiocchi, uno di quelli buoni, ci
andreste voi a parlare col babbo mio e con la mamma di Nina.
_Vannucci_
Ma come?! È ufficio d'un direttore di scuola, questo?
_Nina_
_(con umiltà)_ In fin dei conti, signor direttore, io ho compiuti gli
studi. Non dovreste darmi un diploma? E invece mi date un marito.
_Vannucci_
_(montando in furia)_ E vi pare che sia lo stesso, vi pare!?
_Nina_
No. Proprio lo stesso, no. Ma gli è che voi siete così buono con me.
Anche quando mi sgridate, sento che siete buono. Anche quando mi fate
piangere, sento che siete il mio protettore. Non mi abbandonate adesso
che ho più bisogno della vostra protezione.... Tanto, alla scuola io non
ci posso più venire.... E giacchè mi toccherebbe di stare tutta la
giornata in ozio, non è forse meglio maritarmi?... Don Paolo, il
confessore, mi ha detto che il maritarsi non è peccato e che le ragazze
sono ragazze appunto per cercare marito.... Parlate, dunque, parlate voi
con la mamma.... Ditele tante cose.... Ditele che mi sono condotta
bene... e che ho meritato questo premio.... Diteglielo con la vostra
voce dolce, con la vostra voce migliore, e lei vi crederà... vi
crederà... perchè quando parlate con quella voce _(gentilissimamente)_
non c'è nessuno che non creda in voi come in un santo!...