Immediatamente, ottenuto il permesso dalla Prefettura, cominciarono i
preparativi. La giunta compilava il programma, faceva ripulire da capo
a fondo il paese, prendeva tutte le disposizioni per l'illuminazione,
per le corse, pei fuochi; e don Delfo ripeteva:
— È una pazzia!... Se il colera non viene questa volta, non verrà
più!...
Il _Circolo degli Operai_ e il _Casino dei Contadini_ erano sottosopra:
ognuno dei due partiti contava di superar l'altro nelle onoranze
al Santo, e Rocco Minna e Senio Spata, i due capi, si guardavano di
traverso, incontrandosi.
Rocco Minna non pensava più a lavorare, per dirigere le operazioni,
e andava e veniva dal _Casino_ a casa sua, carico di involti grossi
e piccoli, di chiodi, di martelli, di assicelle, preparando ornamenti
d'ogni sorta.
— Filomena, dammi una mano! — ordinava alla moglie, che stava sulle
spine per paura che arrivasse don Delfo e succedesse un guaio.
Ma don Delfo non aveva un momento di libertà ed usciva dal Municipio
più morto che vivo. Poi, tutto il giorno, per una ragione o un'altra,
venivano a seccarlo, fino a casa, quando prendeva un boccone, quando
aveva bisogno di riposare: i fochisti, gli spazzini, quelli delle
corse, Napoleone...
— Ah, com'è bella la festa!... Che bel divertimento vuol essere!
Ne romperanno delle costole, quei cavalli!... Ne abbruceranno delle
faccie, quelle bombe!... E il colera!... il colera che ci sta alle
spalle!...
Ma in paese nessuno pensava al colera; anzi il sarto Marotta preparava
abiti per tutti, don Tino il dolciere aveva comprata una sorbettiera
nuova, per gli spumoni, e lo zio Vito faceva venire un carico di
castagne e di ceci. La comare Venera, come ogni sera suo marito tornava
a casa più ubbriaco, e il figliuolo era insordito completamente,
affrettava la festa coi voti:
— San Placido bello, io vi porterò una torcia di tre libbre! E andrò
due giorni a piedi scalzi! e il mio ragazzo lo voto a voi!...
Finalmente, tutto fu pronto. Allora, ricevuto l'ordine di bandir la
notizia, l'Orbo guidato per mano da Vanni il sordo andò stamburando,
durante una settimana, per tutti i dintorni:
— Bra bra bra, brabadà brabadabà!... Sabato e domenica... quattro
e cinque di ottobre... festa grande di San Placido... c'è corse
di cavalli, cantate e giuochi di fuoco!... Bra bra bra, brabadà
brabadabà!...