Un'altra somigliante fazione fu fatta dagl'Inglesi alcuni giorni dopo

sulle terre del Connecticut. Avevan gli Americani una gran riposta di

bagaglie e di munizioni a Danbury, grosso borgo del Connecticut nella

contea di Fairfield. Fu commessa la cura di andar a guastarle al

generale Tryon. Oltre la distruzione delle provvisioni, speravasi che i

leali sarebbero accorsi a congiungersi coi soldati del Re. In questo era

Tryon confidentissimo, siccome quegli, che prestava gran fede alle

parole dei fuorusciti, pronti sempre a credere quello, che desiderano.

La sera dei venzette aprile una banda di duemila soldati, passato il

Sound, sbarcò, dopo tramontato il sole, sulla costa del Connecticut tra

Fairfield e Norwalk. E senza metter tempo in mezzo, s'avviò a Danbury,

dove arrivò l'indomani. Il colonnello Huntingdon, che vi era di presidio

con pochi soldati, veduto il nemico vicino, si ritirò in su ai luoghi

forti. Gl'Inglesi non avendo carreggio da trasportar le munizioni, le

guastarono. Fu gravissimo il danno, massimamente per la perdita di

parecchie centinaia di tende, delle quali stava l'esercito americano in

gran bisogno, perdita tanto più grave, che mancavano negli Stati Uniti

le materie atte a poterle rifare. I leali non fiatarono.

Ma intanto la contrada si era levata a romore. Già le milizie,

dimostrando volontà e fede verso la repubblica, si erano aggreggiate a

Reading sotto le insegne del congresso. Arnold, che per caso si trovava

nelle vicinanze occupato nella bisogna dell'arrolare, udito il romore

dell'armi, del quale tanto si dilettava, seguendo quel suo smisurato

ardire, era corso a congiungersi coi compagni a Reading. Il generale

Wooster, il quale dagli stipendj del congresso si era condotto, come

brigadier generale delle milizie, a quei dello Stato del Connecticut,

arrivò da un'altra parte con molte genti. Tutti ardevano di desiderio di

venirne alle mani col nemico. Gl'Inglesi, veduto il pericolo, si

ritirarono a gran passo per la via di Ridgefield. Gli Americani

determinarono di opprimergli, prima che nuovi rinforzi ricevessero.

Wooster molestava agramente, usando l'opportunità dei luoghi, il

retroguardo inglese, quantunque i capitani colle minute artiglierie si

difendessero valorosamente, e si fiancheggiassero con numerose torme di

corridori. Ma finalmente l'Americano, combattendo, piuttosto con

temerità giovanile, che con senil prudenza (era egli nell'età di

settant'anni) fu ferito mortalmente, e portato fuori del campo, dove

poco distante morì con quella costanza istessa, colla quale era vissuto.

I suoi, conosciuto il caso del capitano, si disbandarono. Ma in questo

mezzo era arrivato Arnold a Ridgefield, dove affortificatosi con

barricate e terrapieni ordinava i suoi alla battaglia. Arrivarono

gl'Inglesi, e ne seguì un feroce affronto, che durò assai tempo. I regj

saliti di forza sui dirupi fulminavano gli Americani per fianco. Si

disordinarono questi, e mal grado tutti gli sforzi di Arnold per

rannodargli, si ritirarono alla spezzata a Pangatuck, distante a tre

miglia da Norwalk. Gl'Inglesi impadronitisi di Ridgefield vi

pernottarono, e l'indomani mattina, arse prima alcune case,

ricominciarono a ritrarsi, camminando verso il Sound. Furono di nuovo

incontrati dall'Arnold, il quale aveva raccozzate nuove genti con alcune

artiglierie. Succedevano leggieri e continue avvisaglie dall'una

all'altra riva, ed una più grossa al ponte del fiume Sagatuck. Ma

finalmente gl'Inglesi superiori di numero e di disciplina, superati gli

ostacoli, arrivarono al luogo dove le navi gli aspettavano, ed ivi non

senza però gravi difficoltà e nuove battaglie s'imbarcarono. Il

congresso fece rizzare un monumento a Wooster, e presentò a molto onore

Arnold con un cavallo acconciamente bardato.

Questa spedizione con tanto apparato fatta non francò la spesa. Le

provvisioni distrutte, se si eccettuano le tende, non importarono gran

cosa; e l'arsione delle case di Danbury e di Ridgefield in un coll'altre

bestialità commesse dai regj eccitò a maggior rabbia quei popoli già di

per sè stessi molto ostinati ed ardenti. Si conobbe eziandio, quanto

fossero vane le speranze, che Tryon aveva poste negli aiuti dei leali.

Poichè da parte nissuna si romoreggiò a favor degli Inglesi; per lo

contrario i popoli si levarono a calca, e corsero contro gli assalitori.

Questa medesima fazione degli Inglesi diè origine ad un'altra piena di

molta audacia posta ad effetto dai Connecticuttesi. Avevano questi avuto

notizia, che un abbondanziere inglese, aveva fatto accolta di munizioni

sì da guerra, che da bocca, e specialmente di biade in un piccolo porto

chiamato Sagg-Harbour nell'Isola-Lunga, dove stavano a guardia pochi

fanti, ed un giunco armato di dodici cannoni. Ma ciò nonostante gli

Inglesi stavano a molta sicurezza, perchè tenendo un frequente navilio

nel Sound, non avrebbero potuto recarsi nell'animo, che gli Americani

sarebbero stati sì arditi a volerlo varcare per andar sopra

all'Isola-Lunga. Ma la difficoltà dell'impresa non potè tanto raffrenare

quegli uomini arrisicati, che non tentassero di sorprendere a

Sagg-Harbour con un'improvvisa e subita correria il nemico. A questo

fine il colonnello Meigs, uno degli audaci compagni d'Arnold nella

spedizione del Canadà, superati con incredibile prestezza tutti gli

ostacoli del tragitto, arrivò prima del dì nel luogo delle canove; e,

nonostante la resistenza della guardia e delle ciurme, arse molti legni,

ed ogni cosa distrusse di quelle che stavano sulla marina. Ottenuto

l'intento se ne ritornò a man salva a Guilford nel Connecticut,

conducendo seco non pochi prigioni. Si portarono gli Americani in questo

fatto molto umanamente, astenendosi dal sacco delle proprietà private,

ed avendo anzi ai prigionieri tutte le robe restituite.

Mentre queste cose si facevano, cominciando omai il verno a indolcire,

si avvicinava la stagione del poter osteggiar alla campagna, e nissuno

dubitava, nel presente anno non avrebbero gl'Inglesi lasciato indietro

cosa alcuna per ridur la guerra ad una finale conclusione. Un grosso

esercito stava pronto ad assalire le province americane dalla parte del

Canadà, ed un altro ancor più grosso instava contro quelle del miluogo.

Tutti stavano in grandissima aspettazione delle future cose. Se i

capitani inglesi avessero potuto uscir a campo, tostochè la stagione

avesse svernato, certo è, che avrebbero fatto grandissimo frutto.

L'esercito di Washington si trovava nella primavera tuttavia molto

debole; poichè, quantunque alcuni fra coloro, i quali avevano compiute

le ferme, pregati dai generali, e temendo della totale rovina della

patria, quando l'esercito già debole abbandonassero, fossero rimasti, i

più, inabili a sopportare in mezzo ai campi i rigori del verno, se

n'erano alle case loro ritornati. La bisogna poi dell'arrolare per tutto

il termine della guerra, od almeno per tre anni, procedeva molto

lentamente, nonostanti i promessi vantaggi, ostandovi la natura di quei

popoli, nemici naturalmente di ogni soggezione, ed amantissimi della

personale libertà. Il trarre poi per sorte dalle bande paesane i soldati

d'ordinanza, il che era l'ultimo rimedio, era riputata cosa, siccome

nuova, così piena di molto pericolo. Nè si poteva l'esercito della

Nuova-Cesarea rinforzare col far venir dalle province della

Nuova-Inghilterra, le quali abbondavano d'uomini valorosi e pugnaci,

nuovi aiuti, temendosi di Ticonderoga, del fiume del Nort, e della città

stessa di Boston, dove una moltitudine di armatori americani ridotta si

era colle prede, e contro la quale l'antico odio conservavano

gl'Inglesi. Davano anche sospetto le genti britanniche, che stanziavano

nell'Isola di Rodi, le quali potevano assalire il Massacciusset di

fianco, e correre vittoriosamente le vicine province. Tanta era la

necessità e la difficoltà, in cui si trovavano a quei dì gli Americani

di far gente, che diedero la libertà a servi, cosa, alla quale prima

grandemente ripugnate avevano, e pigliarono ai soldi i novizj dei

mestieri. In tal modo si travagliava nell'inverno e nell'entrante

primavera. Cominciando poi a spirare verso il finir di maggio l'aria più

propizia, correvano gli Americani all'armi volonterosamente, e

Washington ogni dì acquistava nuove forze. Perdettero adunque gl'Inglesi

l'occasione di una facile vittoria, forse, come fu scritto, pel ritardo

delle tende, ed allora ricominciarono la guerra, quando dovevano trovare

più duro incontro. Ignorava Washington; quali avessero ad essere i

disegni di Howe sul modo di fare la vicina guerra, e stava in molta

apprensione, a quali parti fosse il suo avversario per volger le armi.

Temevasi, che, rinnovata la guerra nella Nuova-Cesarea, si avviasse alla

volta della Delawara; la quale valicata su di un ponte, che sapevasi

essere stato a quest'uopo costrutto, s'impadronisse della città di

Filadelfia. Dubitavasi eziandio molto, e quest'era la credenza di

Washington, che il generale inglese si avvierebbe verso le parti

superiori della provincia della Nuova-Jork, montando a ritroso pel fiume

del Nort a fine di cooperar coll'esercito inglese del Canadà, il quale

doveva nel medesimo tempo far impeto contro Ticonderoga; e, superata

questa, venire a congiungersi nelle vicinanze di Albanìa con quello

dell'Howe. Di questa mossa altrettanto più si doveva temere, che, oltre

l'opportunità sua, sapevasi di certo, che già fin dall'anno passato

aveva Howe ricevute istruzioni dai ministri di doverla eseguire; dalla

quale però le sue vittorie dal canto della Nuova-Cesarea, ed il

desiderio nato colla speranza di poter da sè solo porre un pronto fine

alla guerra, l'avevano distratto. In tanta incertezza sulle operazioni

future dell'inimico, Washington, avendo ricevuto i rinforzi, si

determinò a pigliar tali posti, che fossero egualmente opportuni per

potergli contrastare, sia che quegli s'incamminasse ad Albanìa, ossiachè

si volgesse per la Cesarea alla volta di Filadelfia. Adunque le bande,

che appartenevano alle province settentrionali, furon fatte alloggiare

parte a Ticonderoga, e parte a Peek's-hill, quelle delle province di

mezzo, e delle meridionali sino alla Carolina del Nort, nella

Nuova-Cesarea, lasciandone alcune poche per la guardia delle province

più occidentali. In tal modo, se l'Howe si avviava a Filadelfia, avrebbe

trovato da fronte tutte le forze adunate nella Cesarea, e di più quelle

di Peek's-hill, le quali sarebbero scese a tribolarlo sul destro suo

fianco. Se quegli poi si fosse volto ad Albanìa, le genti di Peek's-hill

avrebbero difeso i passi da fronte, e sarebbero rattamente venute in

soccorso loro quelle della Cesarea, le quali avrebbero anche potuto

molestare sul suo fianco sinistro il nemico sulle rive del fiume del

Nort. Se per lo contrario l'esercito inglese del Canadà fosse venuto per

la via del mare a congiungersi con quello dell'Howe sulle spiagge della

Cesarea, potevano le genti di Peek's-hill ad un tratto congiungersi

colle restanti in questa stessa provincia, e fare in tal modo un'oste

gagliarda per difendere Filadelfia. Ma finalmente, se l'esercito del

Canadà puntasse contro Ticonderoga, le bande di Peek's-hill avrebbero

potuto correre in aiuto di quelle, che già avevano in cura di difendere

quella Fortezza. Ma siccome troppo più grande, di quanto si sarebbe

potuto pensare, si era l'importanza di conservare in poter della lega la

città di Filadelfia, così determinò il congresso, si ponesse un campo

sulla riva occidentale della Delawara, sia perchè là andassero a

rannodarsi tutte le leve, che venivano dalle province australi ed

occidentali, e sia perchè servir potesse alle riscosse. Quivi anche

dovevano concorrere tutte le bande paesane della Pensilvania, confortate

da alcuni reggimenti di stanziali. Si fece Capo di quest'esercito

Arnold, il quale si trovava a quei dì in Filadelfia. Fatte tutte queste

cose, Washington levatosi dal campo di Morristown andò il dì 28 maggio a

pigliar con tutto l'esercito gli alloggiamenti a Middlebrook a poche

miglia distante da Brunswick sulla sinistra riva del Rariton in una

contrada difficile e montagnosa, dove non poteva essere sforzato. Quivi

attendeva a fortificarsi maggiormente, ed in pochi dì questo nuovo campo

diventò non che forte, pressochè inespugnabile. Aveva da fronte alcune

creste di monti ed il fiume Rariton, che colle sue giravolte lo

proteggeva. Alle spalle poi, e da fianco luoghi alpestri e sicuri.

Signoreggiava ancora tutto il paese da Brunswick sino ad Ambuosa,

dimodochè potevano gli Americani discoprir tosto qualunque mossa, che

gl'Inglesi si facessero. Erano in questo mentre nell'esercito americano,

inclusi i Caroliniani del Nort e le milizie della Cesarea, quindici

migliaia di soldati, od in quel torno, tra i quali però si contavano

molto servidorame, ed alcune bande indisciplinate.

Spinto Howe sempre da quella fatale necessità, la quale fu la cagione

manifesta della perdita di tutta l'impresa, e per cui non avendo mai

voluto volgersi su pel fiume del Nort verso il Canadà per cooperare, e

congiungersi con quell'esercito, si era ostinato a portar l'armi nella

Cesarea e nella Pensilvania, aveva fatto il disegno di penetrare per la

prima di queste province sino alla Delawara, cacciandone del tutto

Washington, e riducendo la contrada a tale stato di divozione, che la

comunicazione tra l'esercito e la Nuova-Jork ne fosse libera, ed esente

da ogni pericolo. Pensava egli, che o Washington avrebbe accettata la

battaglia, nel qual caso nissun dubbio aveva di non rimanerne colla

vittoria; ovvero si sarebbe grado grado ritirato, il che pareva più

probabile; ed allora, posate le cose della Cesarea con assicurarla alle

spalle, e diminuito il numero ed il coraggio dei nemici per la

prosperità della vittoria, si sarebbe, sperava, ad un tratto sul ponte,

che si era a questo uopo apparecchiato, potuto valicar la Delawara, ed

insignorirsi affatto di Filadelfia. Il generale americano non avrebbe

potuto preservar questa città senza mettersi al pericolo di una

battaglia, che l'Inglese molto desiderava. Ma se gl'impedimenti da

incontrarsi nella Nuova-Cesarea non si fossero potuti superare senza

molto o sangue o perdita di tempo, intendeva di usar l'opera

dell'armata, e di quel numero grandissimo di navi passeggiere, che si

avevano in pronto alla Nuova-Jork. Per mezzo di questo navilio potevasi

l'esercito trasportar per la via del mare, od alle bocche della

Delawara, e di là per a Filadelfia, ovvero a quelle del golfo di

Chesapeak, pel quale si aveva l'adito facile alle parti più interne

della Pensilvania, e più vicine alla città stessa di Filadelfia.

Nell'uno e nell'altro caso sarebbe questa venuta in poter degli Inglesi.

Il che ottenutosi, si sarebbe quivi fatto la massa generale, e potuto

portar la guerra nel cuore stesso delle nimichevoli province della

Pensilvania, della Virginia, e della Marilandia; le quali, e per i

grossi fiumi che vi corrono, e pei profondi bracci di mare, che vi

penetrano, si trovavano molto esposte alle offese di un nemico tanto

potente sull'armi marittime. Ma egli è evidente, che il primo scopo, al

quale doveva attendere il generale inglese, quello era della distruzione

dei Washingtoniani, e perciò prima di venirne al mezzo del trasporto per

la via del mare volle tentar la fortuna nella Cesarea, proponendosi di

usar ogni arte per astringere il nemico alla battaglia. Per la qualcosa,

avendo ricevuto d'Europa le tende, ed altri arnesi necessarj al

campeggiare, con alcuni aiuti, principalmente di lanzi, sul cominciar di

giugno, passò egli stesso in persona sulle rive della Nuova-Cesarea, e

fe' marciare tutto l'esercito a Brunswick, lasciata però una sufficiente

guardia in Ambuosa. Quivi, considerata molto bene la fortezza del campo,

nel quale si era Washington riparato, non si ardì assaltarlo; e perciò,

dimorato ivi prima alcuni dì, e così avendo appresentato la giornata al

nemico, ed avendola questo rifiutata, deliberò di far le viste di

volersi incamminare alla volta della Delawara. Pensava, che l'Americano,

veduto il pericolo di Filadelfia, avrebbe per seguitarlo abbandonato

quel posto inespugnabile. Ma Washington, che non voleva mettersi alla

stretta dei fatti d'arme, se non al sicuro, non si muoveva. Ordinava

intanto, avendo veduto da queste dimostrazioni del nemico, che il

disegno suo era, di continuar la guerra non contro i passi, che guidano

verso il Canadà, ma sibbene nella Cesarea, venissero in suo aiuto le

genti di Peek's-hill. Metteva insieme una torma di cavalleggieri sotto

gli ordini del colonnello Morgan, quello stesso, che con sì smisurato

valore aveva combattuto nell'assalto di Quebec, acciò pizzicasse alla

sfuggita il sinistro fianco dell'esercito inglese, e gli scorrazzanti

frenasse ed opprimesse Sullivan; il quale con una grossa schiera stava

alle stanze di Princetown, ebbe ordine di ritirarsi a luogo più sicuro

sul Rocky-hill. Ma Howe, veduto, che Washington non si lasciava pigliare

a queste dimostrazioni, determinò di avviarsi in fatti, ed avvicinarsi

vieppiù alla Delawara. Perciò, la mattina dei 14 di giugno, molto per

tempo, tutto l'esercito britannico, lasciati duemila soldati di guardia

a Brunswick, si moveva diviso in due colonne verso quel fiume. La testa

della prima condotta dal Conte di Cornwallis, e che seguitava la via a

dritta, arrivava allo spuntar del giorno a Sommerset-Court-House a nove

miglia distante da Brunswick. La sinistra guidata dal generale de

Heister giungeva nel medesimo tempo a Middlebush, Terra situata più

sotto sulla strada per a Princetown. Ma Washington, che pur persisteva

nel voler temporeggiare la guerra, non si lasciava aggirare.

Considerava, che il nemico non si sarebbe attentato, seppure non si

determinasse temerariamente, il che dell'Howe prudente e circospetto

capitano non si poteva sospettare, di recarsi sino sulle rive della

Delawara, e passar questo fiume, avendo un esercito nemico a combattere

sull'opposta riva, ed un altro più grosso alle spalle. Era altresì cosa

evidente, che se l'intendimento del generale inglese fosse stato di

varcar già fin d'allora la Delawara, là sarebbe corso velocemente senza

fare alcuna ristata, e non avrebbe indugiato, come fece, a mezza strada.

Nè era nascoso all'Americano, che l'Inglese era camminato sin là,

sciolto e spedito, lasciando a Brunswick tutta la salmerìa, i battelli

ed i ponti. Bene adunque ponderate tutte queste cose, molto

prudentemente giudicò Washington, che l'intenzione del nemico non era

già di correre alla Delawara, ma sibbene di cavarlo dal forte campo di

Middlebrook, ed in tal modo trovar occasione, od anche indurlo alla

necessità di una battaglia. Laonde non fece alcun motivo, ma continuò a

starsene quietamente dentro il suo alloggiamento. Solo, essendo così

vicino il nemico, arringò le sue genti in ordine di battaglia sui poggi

che difendevano gli alloggiamenti da fronte, e così continuaron esse

tutta la seguente notte. Intanto le milizie cesariane correvano all'armi

da ogni parte; e Sullivan colla sua schiera si era, marciando sulla

sinistra riva del Millstone-river, avvicinato al Rariton, di maniera che

e potesse ritardare con frequenti badalucchi il nemico da fronte, ed

accozzarsi all'uopo col generale Washington.

Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 2 · 第 29 / 30 段