Che si obbligasser tutti, e ciascheduno alla comune difesa, e per le

libertà loro mantenere;

Che ad ogni Stato particolare fosse conservata la facoltà di regolar le

cose del suo governo interiore in tutto ciò, che non fosse contrario

agli articoli della confederazione;

Che nissuno Stato particolare potesse nè mandare, nè ricevere

ambascierie, nè negoziare, nè far trattati, nè romper la guerra

(eccettuati i casi di repentino assalto) con alcuno re, principe, o

potentato qualsivoglia senza il consentimento degli Stati Uniti;

Che nissuno, che tenesse o maestrato, o uffizio, o commissione

qualsivogliano dagli Stati Uniti, o da qualcuno di essi, ricever

potesse, nè presenti, nè paghe, nè uffizj, nè titoli di niuna sorta da

alcun re, principe, o potentato forestiero;

Che non potesse niuna assemblea conferir titoli di nobiltà;

Che nissuno Stato potesse fare alleanze, o trattati qualsivogliano con

un altro senza il consenso di tutti;

Che ciascuno Stato particolare potesse sia in pace, che in guerra quel

numero di navi da guerra, o di soldatesche tenere, e non più di quanto

dall'assemblea di tutti gli Stati stabilito fosse;

Che vi dovesse essere un tesoro generale ad uso della lega da riempirsi

dalle rate particolari di ciascuno Stato, le quali determinar si

dovessero all'avvenante del numero degli abitatori di ogni età, sesso ed

ordine, eccettuati però gl'Indiani;

Che ogni anno il primo lunedì di novembre si convocasse a Filadelfia un

congresso generale dei deputati di tutti gli Stati, al quale tutte

quelle facoltà concedute fossero, che ai reggitori supremi delle nazioni

si appartengono. E di tutte queste fu fatta una diligente enumerazione;

Che gl'impiegati, che tirassero o stipendio, o salario, o emolumenti di

qualsivoglia natura si fossero, avessero divieto dal congresso;

Che vi fosse un Consiglio di Stato composto di un deputato per ciascuno

Stato da eleggersi ogni anno dai suoi colleghi dello Stato medesimo, e

nel caso che questi non si accordassero, dalla generale assemblea;

Che ciascuno Stato rendesse un solo suffragio;

Che il Consiglio di Stato avesse, e duranti le tornate, ed a' tempi

delle vacanze della generale assemblea, la facoltà di governare gli

affari generali della lega, consistendo però sempre nei limiti

prescritti dalle leggi, e particolarmente dagli articoli della lega

medesima.

Fu lasciato luogo alla provincia del Canadà ad entrare nella lega.

Poscia il congresso per confortar coloro, che sbigottiti si erano al

sinistro aspetto delle cose, e perchè colla fortuna non si mutassero gli

animi dei popoli, mandò fuori un cartello, col quale, raccontato prima

la giustizia della causa loro, le lunghe ed inutili supplicazioni, ed i

crudeli procedimenti dei ministri, la necessità della dichiarazione

dell'independenza, e l'universale consenso, col quale era stata

approvata, andò annoverando i prosperi successi, che accompagnato

avevano le armi americane nelle settentrionali province, la cacciata di

Boston, il ributtamento di Charlestown, l'arrestamento a Ticonderoga,

l'abbondanza delle prede fatte sul mare, la copia delle vettovaglie, e

la speranza di poter presto fornir l'esercito delle vestimenta, delle

quali abbisognava. Gli esortò quindi, e particolarmente i popoli della

Pensilvania, della Nuova-Cesarea, e dei vicini Stati, stessero concordi

e forti nel difendere la patria. Addusse, che la presente condizione non

era da niun errore commesso dai Capi, o da difetto di valore nei soldati

da riconoscersi; ma bensì dalla brevità delle condotte. Ricordava, che

già i principi forestieri avevano accomodato l'America di molte cose

necessarie all'uso della guerra, e che si aveva la certezza di averne a

ricevere più efficaci ajuti; che non mancassero a sè stessi, e non

permettessero, che la ricca e popolosa città di Filadelfia venisse in

poter del nemico; che non lasciassero fuggir la occasione di opprimere

l'esercito di lui principale ora, che si trovava lontano dalle navi,

nelle quali la sua principal forza consisteva. E quantunque la perdita

di Filadelfia non fosse per essere la perdita della causa, tuttavia non

permettessero, che il nemico ne trionfasse; che lo raffrenassero; che lo

arrestassero; che convincessero gli amici dell'America, anche i più

lontani, che quivi fosse una mente sola, ed una sola volontà per

difendere contro uomini crudeli, ciò che l'uomo ha, e dee tenere più

caro; pensassero, che si trattava di acquistar una perpetua quiete e

sicurtà agli Stati Uniti, ed a' loro nomi una gloria immortale;

durassero; serbassero sè medesimi a più prosperi successi; risorgessero

a miglior fortuna.

E perchè l'autorità della religione confortasse e tenesse anch'essa in

fede i popoli, determinarono, che si dovesse dalle assemblee dei diversi

Stati fermar un dì di digiuno, di umiliazione, e di preghiera per

impetrar dalla clemenza dell'altissimo Dio prosperità alle armi e

felicità alla giusta causa americana.

Ma crescendo vieppiù il pericolo, ed avvicinandosi il nemico alle rive

della Delawara, il congresso a ciò confortato dai generali Putnam e

Mifflin deliberò addì dodici decembre di allontanarsi da Filadelfia,

aggiornandosi al giorno venti dello stesso mese a Baltimore nella

Marilandia. Partito il congresso da quella città gli abitatori entrarono

in grandissimo spavento, sia pel timore dell'esercito nemico, sia anche

per quello dei leali, che vi abbondavano; poichè sebbene molti iti

fossero per aver i perdoni a trovar i commissarj inglesi, un più gran

numero erano rimasti, e si dubitava forse fossero per fare qualche

motivo pregiudiziale alla pubblica tranquillità; poichè già avevano

impedito coi clamori e colle minacce loro, che non si fortificasse la

città, come si era voluto fare. Questi erano la maggior parte della

generazione dei Quaccheri. Washington era stato obbligato a mandarvi una

buona smannata di soldati d'ordinanza sotto gli ordini del Lord

Stirling, perchè i fedeli confortassero, e frenassero gli avversi.

Assembratosi il congresso a Baltimore, considerato l'imminente pericolo,

e la necessità dell'autorità dittatoria, decretò, che avendo la più

intiera fede posta nella saviezza, nel vigor della mente e nella

rettitudine del generale Washington; fosse questi investito della più

piena, ampia e compiuta facoltà di levare e raccorre nel più speditivo

ed efficace modo da qualcuno, o da tutti gli Stati Uniti sedici

battaglioni di fanti in arrota a quei dal congresso già ordinati, e di

eleggerne gli uffiziali; di levare, fornire, compire di uffiziali

tremila cavalleggieri, tre reggimenti d'artiglieri ed uno di ingegneri,

e di stabilir loro le paghe; di chiamar dagli Stati, e far marciar le

milizie; di far canove come e dove più giudicasse conveniente; di dar le

licenze, e far gli scambj a tutti gli uffiziali sotto il grado di

brigadier generale, e di empir tutte le vacanze in qualunque parte

dell'esercito; di pigliare, ovunque ci fosse, e quantunque gli

abbisognasse per l'uso dell'esercito, mettendo alle robe richieste un

giusto prezzo, quando gli abitanti di buon grado vender non le

volessero; di far por le mani addosso, e sostener tutti coloro, che i

biglietti di credito rifiutassero, od in qualunque modo disaffezionati

si mostrassero, mandando ai rispettivi Stati, ai quali i sostenuti

appartenessero, i nomi loro, la natura delle offese, ed i testimonj da

comprovarle. Statuirono eziandio, che tali straordinarie facoltà

dovessero in Washington durare sino a sei mesi, se però diversamente non

determinasse il congresso. In cotal modo i governatori dell'America

mossi da un estremo pericolo, e dalla virtù del capitano generale in lui

solo rimettettero tutto il pondo della guerra. In tanta depressione

delle cose loro, ed in mezzo a tante calamità non si udì fra gli

Americani alcuno, che accennasse non che il sospetto del tradimento,

quello solamente di negligenza, o d'insufficienza nei primi Capi

dell'esercito, e principalmente nel Capitano generale, nè venne meno

quella fiducia, che in lui grandissima collocato avevano. Esempio da

notarsi di temperanza e di modestia cittadina; imperciocchè quel popolo

non credeva sè stesso invincibile per orgoglio, nè era sospettoso per

ambizione. Quindi è, che riconosceva le sconfitte dalla necessità delle

cose, e non dalle falte dei capitani; e per questa costanza nell'avuta

fede meritò di trovare, e trovò in effetto capitani fedeli; mentrechè

altri popoli, o corrivi al sospettar della fede altrui, o facili al

prestar orecchi agli ambiziosi rapportatori, o impazienti delle

disgrazie, o intemperanti nella superbia, spesso provarono con danno e

pericolo loro, che chi non ha fede in altrui, non la trova.

Perchè poi non potesse venir meno in tanto bisogno la pecunia pubblica,

il congresso applicò l'animo al far un accatto di cinque milioni di

dollari, dei quali si pagasse ai prestatori un merito di quattro per

centinaio; e che la fede degli Stati Uniti fosse impegnata al pagamento

del capitale e degl'interessi; quello sul finir di tre anni, e questi

ogni anno. Crearono a questo fine un uffizio di accattatori, e vollero

che questi avessero per sè un ottavo per centinaio delle somme che

ricevessero in accatto. Poco poi non riempiendosi questo, se non a

stento, il merito del quattro per centinaio fu fatto salire al sei.

Fecero anche col medesimo intento un lotto, nel quale si metteva o dieci

dollari, o venti, o trenta, o quaranta per polizza. Questo lotto doveva,

dedotti i premj, gittare una somma di sette milioni e cinquecentomila

franchi, e qualche cosa più. I possessori poi delle polizze beneficate

potevano riceverne, in premio sotto certe condizioni una polizza del

camerlingo, pagabile in moneta al fine di un certo spazio di tempo, e

coll'interesse aggiuntovi del quattro per cento. Speravasi in tal modo,

sia pel guadagno del lotto, sia per l'accatto dei premj riscuotere una

buona somma di pecunia.

Queste cose si facevano altresì per ristorare il credito dei biglietti

coll'allontanare la necessità di gittarne dei nuovi. Ma tutti questi

rimedj in sì pericoloso frangente, se non riuscivano vani del tutto,

eran però poco efficaci per ovviare a un sì gran male, come quello si

era dello scapitar dei biglietti di credito. Si giudicò dunque

necessario di venire a provvedimenti più gagliardi. E siccome questa

sfidanza dei biglietti si manifestava principalmente nella Pensilvania,

così il congresso decretava, che la congregazione di sicurezza di questa

provincia fosse ricerca di fare le più efficaci e pronte provvisioni per

punir coloro, i quali i biglietti ricusassero, e che il generale desse

assistenza, perchè le risoluzioni della congregazione fossero recate ad

effetto. La congregazione deliberò, che chiunque ricusasse di ricevere i

biglietti di credito in pagamento, o soddisfazione di qualunque debito o

contratto, o in prezzo di qualsivoglia grascia o merce, o di esse

maggior prezzo domandasse in biglietti che in moneta, dovesse

considerarsi per la prima volta, come un nemico della società, e

perdesse o la somma del credito, o la roba contrattata, le quali ceder

dovessero in proprietà del debitore, o del compratore. Pagasse inoltre

allo Stato una multa maggiore o minore secondo il valore delle robe.

Quelle persone poi, che cadessero in fallo per la seconda volta, oltre

le mentovate pene avessero ad esser sbandite e confinate là, dove, e

come al Consiglio medesimo più conveniente paresse. Stante poi che ad

alcuni di simili sfiduciati erano già state prima fatte serrar le

botteghe, e chiudere i traffichi, ed alcuni anche stati erano banditi,

così a quelli fu fatta abilità di riaprire i traffichi, e questi furono

ribanditi, sperandosi, che per la ricordanza delle passate pene, e pel

timore delle nuove avessero ad astenersi da queste pratiche tanto al

credito pubblico, ed alla somma delle cose pregiudiziali.

Poco tempo dopo il congresso, avendo conosciuto, che l'autorità della

congregazione di sicurezza di Pensilvania non aveva bastato ad arrestar

il corso dello scapito in quella provincia, e vedendo, che questa peste

giva appiccandosi anche alle altre, volendo anche coll'autorità sua dar

maggior peso alle risoluzioni, che ad allontanarla tendevano, stanziò,

che chiunque in qualsivoglia compra o vendita, o baratto stimasse l'oro

o l'argento coniati a maggior prezzo che i biglietti di credito del

congresso, fosse tenuto nemico alle libertà degli Stati Uniti, ed il

valsente perdesse della moneta, o di quell'altra cosa qualsivoglia, la

quale fosse venuta in quella compra o vendita, od in quel baratto, in

cui quella differenza di valore fosse stata fatta. Decretò ancora, che

si facesse richiesta alle assemblee provinciali, acciò rendessero i

biglietti moneta legale che non si potesse rifiutare nel pagamento dei

debiti sì pubblici, che privati; e che il rifiuto importasse

l'estinzione del debito. Le assemblee fecero le provvisioni consentanee

all'intendimento del congresso.

Il primo effetto di tutti questi provvedimenti fu, che crebbe

all'avvenante del discapito il prezzo di tutte le robe, che si vendevano

su pei mercati; ed invece di diminuire, pareva crescesse lo scapito pel

gran desiderio che si dimostrava per impedirlo. L'altro si fu, che i

debitori si liberavano con una moneta scadente verso i creditori; e

sebbene in questo anno lo scapito non fosse grande, potendosi aver cento

dollari coniati con centoquattro dollari in biglietti, il danno però fu

assai grave, e l'esempio perniziosissimo. Laonde per andare all'incontro

ad un male tanto grave, raccomandò il congresso alle assemblee degli

Stati, dessero la fede loro per la redenzione dei biglietti gittati dal

congresso, sperandosi, che la mallevadoria di ciascuno Stato particolare

per la rata sua, al quale effettualmente spettava la redenzione,

aggiunta a quella del congresso potesse procacciar maggior fidanza a

questi biglietti. Si pensò ancora, che conveniente fosse, le medesime

assemblee degli Stati ponessero senza più indugiare quelle tasse, che

meglio credessero potersi per la condizione dei rispettivi popoli

sopportare, e con minore scomodo esser pagate. Ei promise loro, che le

somme in tal modo riscosse sarebbero a favore di ciascuno Stato ricevute

in credito dagli Stati Uniti in quella rata del debito pubblico, ch'era

stata a ciascun di quelli sortita. Le assemblee fecero le risoluzioni

giusta i desiderj del congresso. Si vinse anche in questo un altro

accatto di due milioni di dollari. Ma tutte queste provvisioni

riuscivano di poco o di nessun effetto per la strettezza delle cose

presenti, per l'incertezza dell'avvenire, per l'abbondanza dei biglietti

che già erano in corso, per la facilità che avevano il congresso e gli

Stati particolari, e per la necessità che sovrastava loro di gittarne

ogni dì de' nuovi.

Ma qualunque fosse per esser l'effetto che le narrate risoluzioni del

congresso dovessero operare, sia per far genti, come per mantener il

credito pubblico, e ad ogni modo per arrestar il corso della vittoria al

nemico, conosceva esso benissimo, che se i principi europei non ci

mettevano le mani, ed all'America non soccorrevano, non si poteva

concepire speranza di bene. Sapeva ancora ch'essi principi, e

massimamente quelli, dei quali siccome gagliardi sull'armi marittime, si

poteva più utile opera aspettare, e tra i quali il Re di Francia teneva

il primo luogo, erano tutti, o per odio contro l'Inghilterra, o per la

speranza di vantaggi, volti a favor dell'America. Di questo, oltre la

propensione generale dei popoli, ne apparivano manifestissimi segni. Le

navi americane erano ricevute nei porti francesi e spagnuoli sia in

Europa che nelle Antille, non solo come appartenenti ad una nazione

amica, ma veramente come se spettassero ad una nazione affatto

independente. Dal che ricevevano i Francesi e gli Spagnuoli grandissimo

benefizio; stantechè incominciavano a godere i vantaggi di quel

commercio coll'America, il quale sin là stato era privato e proprio

della sola Inghilterra. Nè solo si contentavano di accogliere nei porti

amichevolmente gli Americani, ma di più permettevano, che gli armatori

pubblicamente vi vendessero le prede, che avevano fatte contro il

commercio inglese, tanto in Europa che in America. E poco o niun effetto

avevano avute le rimostranze, che i ministri britannici avevano

indiritte in questo proposito alle Corti di Versaglia e di Madrid. Nè

era nascoso, che ogni dì partivano dai porti francesi navi cariche di

munizioni da guerra alla volta dell'America. Una cosa eziandio che

gl'Inglesi non potevano a patto nissuno tollerare, e della quale

facevano un grandissimo scalpore, questa si era, che nell'Antille i

Francesi non solo ricevevano nei porti loro i corsari americani, le

prede comperavano, e di ogni cosa necessaria gli accomodavano; ma ancora

non pochi fra i Francesi medesimi, armato navi in corso, e rizzatovi su

lo stendardo americano, dopo di aver dal congresso ricevute le

commissioni, scorrazzavano quei mari, e, fatte molte prede, il commercio

inglese manomettevano. Il che siccome il governo francese non proibiva,

forz'era concludere, che l'approvasse. Si vedeva poi anche una generale

inclinazione in Francia in tutti gli ordini di persone, e massimamente

nei gentiluomini di chiaro nome per andarsi a condurre ai soldi degli

Stati Uniti; e già molti fra i medesimi arrivati in America si erano

acconci col congresso, e fra gli altri il cavaliere Defermoy era stato

eletto brigadier generale negli eserciti americani; ed il signor di

Portail, uomo di chiaro ingegno e di pronto valore, Capo degli

ingegneri, dei quali avevano gli Americani grandissimo difetto. Nè mai

in nissun'altra guerra i Francesi, i quali tanto si dilettano nel romor

dell'armi, si erano così disiosi dimostrati di andar a mettersi sotto le

insegne di un potentato forestiero. La qual cosa, sebbene si possa in

parte attribuire alle opinioni, che a quei tempi regnavano generalmente

in Europa in fatto di materie politiche, ciò non di meno si debbe

massimamente dalla conosciuta inclinazione del governo riconoscere. Ella

è anzi cosa molto probabile, che la Francia avrebbe piuttosto, ch'ella

non fece, rotta la guerra alla Gran-Brettagna, se il Re francese fosse

stato di meno mansueta natura di quello, ch'egli era veramente. Nè non

davano molto sospetto all'Inghilterra, e molta speranza agli Americani

gli apparecchiamenti marittimi, che con incredibil ardore si

proseguivano nei porti della Francia e della Spagna. Dimandavan ragione

di sì grandi apparati i ministri britannici, ai quali si rispondeva, che

si temeva, per una querela nata col Portogallo, di vicina guerra con

quel regno. Ed oltre a ciò, che giacchè i mari erano gremiti di flotte

inglesi e di corsari americani; che non solo la guerra marittima si

esercitava con tanta rabbia da ambe le parti, ma che tali eserciti erano

stati mandati dall'Inghilterra nel Nuovo Mondo, che mai somiglianti vi

si eran veduti ne' tempi andati, anche la Francia e la Spagna dovevan

farsi forti sull'armi per proteggere il commercio loro, ed assicurare

all'uopo le colonie. Aggiungevano, ch'era ben da maravigliare, che

coloro, i quali non contenti all'aver messo in pronto col maggiore

sforzo loro tutte le nazionali forze, avevano anche mandato in America

un grosso esercito di mercenarj forestieri, trovassero, che strana cosa

fosse, che i vicini loro anch'essi si preparassero alle difese contro

tutti quei casi che potrebbero avvenire. Queste escusazioni, siccome non

soddisfacevano al governo inglese, così non toglievano nissuna speranza

agli Americani, i quali vedevano benissimo, che gli addotti motivi non

eran proporzionali di gran lunga alla grandezza degli apparecchiamenti.

Nè era dubbio, che siccome il patto di famiglia stipulato nel 1761 tra

il Re Cristianissimo ed il Re Cattolico aveva dimostrato in questi due

Re l'intenzione di alleare e collegare tutta la Casa dei Borboni contro

l'Inghilterra per abbassare la sua potenza, così questa querela

americana ne dovesse esser l'occasione. Questo era evidentemente lo

scopo, al quale tendevano gli straordinarj preparamenti della Francia e

della Spagna; e se in luogo di quei peritosi dottori di legge, i quali

allora reggevano i consiglj britannici, l'animoso conte di Chatam, o

qualche altro che lo somigliasse, avesse in questo tempo avuto la somma

delle cose in mano, certo è, che l'Inghilterra avrebbe fin d'allora

intimato la guerra ai Borboni; poichè si sa per pruova, che la fortuna è

amica agli audaci, e che questo mondo è di chi se lo piglia. La Olanda

poi, sebbene per non esser ella Stato altrettanto guerreggevole, che la

Francia e la Spagna erano, non facesse preparamenti che potessero dar

sospetto, tuttavia, pel maggior desiderio del guadagno in sul

mercanteggiare, gli Olandesi abbondantemente gli Americani fornivano di

munizioni, di armi, e di ogni altra cosa, che più sia alle guerre

necessaria. Tutti gli altri potentati dell'Europa più, o meno del

medesimo animo si dimostravano. Solo il Portogallo, persistendo

nell'alleanza, si manteneva fedele all'Inghilterra, e non volle mai

consentire, che da' suoi si fornissero gli Americani delle cose

appartenenti alla guerra, nè si desse ricetto ne' suoi porti ai corsari

loro.

Il congresso adunque, considerate molto bene tutte queste cose, e spinto

dalla necessità, deliberò di usar la presente occasione. E stante che

tutta questa lega, la quale contro l'Inghilterra si andava preparando,

aveva per fondamento principale, e quasi per anima la Francia, così

molto per tempo nell'anno 1776 aveva mandato presso quel governo Silas

Deane, acciò spiasse meglio, quali fossero le intenzioni di lui verso

l'America; disponesse vieppiù gli animi a favor suo, ed ottenessene

intanto tutte quelle somministrazioni d'armi e di munizioni, che meglio

sapesse e potesse. Eseguì egli molto diligentemente le sue commissioni,

specialmente in rispetto all'ultimo capo delle somministrazioni. Non

solo ottenne dagli uomini, o dalle compagnie private, tra i quali merita

particolar menzione Carone di Beaumarchais, che con molto utile, e degli

Americani e suo, prestò in questo un'opera molto eccellente, ogni sorta

di armi e di munizioni, le quali dalle navi americane apertamente, e

dalle francesi di nascosto erano portate in America; ma ancora trovò

modo di cavarne dalle armerìe regie. Ebbe principalmente da queste

quindicimila archibusi ad uso delle fanterie, i quali avviò con gran

diligenza in America, dove furono molto opportuni. Usava ancora di

condurre agli stipendj dell'America quei gentiluomini francesi, i quali

di ciò si dimostravano vaghi; ma in ciò con poca soddisfazione del

congresso, il quale non potette sovente star contento agli accordi fatti

dal Deane, nè qualche volta ancora alle persone.

Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 2 · 第 26 / 30 段