A questo tempo si trovava l'America in una strana, e non mai più veduta

condizione costituita. La guerra, che durava già fin più d'un anno, e

che con tanta rabbia si esercitava, era contro un Re diretta, al quale

si protestava tuttora di voler prestare obbedienza; e quegli stessi, i

quali tutti quegli atti commettevano, che alla ribellione si

appartengono, non volevano esser chiamati ribelli. Nei tribunali si

amministrava la giustizia in nome del Re, e nelle chiese si pregava per

la conservazione e prosperità di quel Principe, l'autorità del quale non

solamente era cessata del tutto, ma ancora contro la quale si combatteva

con incredibile ostinazione. Si andava dichiarando, che si voleva

ritornare all'antica obbedienza, ed alla primiera forma del governo

regio, mentrechè in fatti già da lungo tempo i popoli vi si reggevano a

repubblica. Si diceva di voler arrivare ad un fine, quando tutti quei

mezzi si usavano, che ad un altro tutto contrario la cosa pubblica

avviavano; nè mai in alcun'altra occasione di rivolgimenti di Stati si

era osservata tanta discordanza tra le parole ed i fatti, come in

questa. Questo stato di cose non era tale, che potesse lungamente

durare; e se il volgare si persuadeva, che la vittoria potesse far

piegar il governo alla condescendenza, ed alla passata concordia

condurre l'America coll'Inghilterra, i più savj, ed i più prudenti

cittadini si accorgevano benissimo, che la ferita era diventata

insanabile; e che invano si sperava di poterne agli antichi termini

ritornare. Imperciocchè sapevano bene, che l'orgoglio induceva nel

governo inglese una grande ostinazione, e le vittorie, che gli Americani

avrebbero in tutto il corso della guerra potuto acquistare, per la

natura stessa delle cose non potevano esser tali, che fossero abili a

far nascere in quel governo un timor lontano, non che vicino circa la

propria esistenza; la qual cosa sola lo avrebbe potuto far calar agli

accordi. Esercitavano di necessità gli Americani la guerra difensiva, e

presupposto anche, avessero la vittoria compiuta contro gli eserciti

britannici, avrebbe nonostante la Gran-Brettagna potuto rinnovare

un'altra volta la guerra. Nè la perdita sola del commercio poteva il

governo indurre a concedere ai coloni le condizioni, che domandavano,

esercitandosi esso con tanta frequenza in tutte le altre parti del

mondo. Oltrechè si sa da tutti, che le grosse armate producendo negli

uomini la sicurezza, sono le vere sorgenti, e le guide del commercio; e

che quella nazione, che è più delle altre forte in sull'armi navali,

avrà sempre più di tutte il commercio ricco e fiorente. Nè si dee

tralasciar di dire, che quantunque in nome si combattesse tra la

monarchia meno temperata, e la monarchia più larga, infatti però era

venuta la contesa tra la monarchia, e la repubblica; nel qual caso non

potevano altro sperar gli Americani, che una intiera independenza e

libertà, od una intiera dependenza e servitù. E giacchè a tali termini

eran ridotte le cose, nissuno, che avesse fior d'ingegno o pratica delle

cose del mondo, non vedeva, che il levarsi la maschera dal viso, ed il

discoprirsi, dichiarando apertamente qual fosse il fine, al quale

intendevano gli Americani di arrivare, era per essi diventato un partito

non solo utile, ma necessario. Stantechè per questo non si accrescevano

i pericoli, nè si peggioravano le condizioni; ma per lo contrario si

ottenevano presentemente molti vantaggi, e se ne potevano sperare

maggiori per l'avvenire. I consiglj loro ne sarebbero diventati più

risoluti; della qual cosa nissuna è più utile per la felicità

dell'imprese; ed i soccorsi esterni si sarebbero più facilmente potuti

ottenere. Poichè ognuno vedeva, che, chiarita l'independenza, e

protestatosi una volta dagli Americani, che non mai, nè sotto

qualsivoglia condizione ritornati sarebbero all'obbedienza verso

l'Inghilterra, sarebbersi fatti più ostinati nelle difese. E perciò

essendovi minor pericolo che si accordassero, i principi esterni

avrebbero più facilmente la causa loro abbracciata. E forsechè

l'Inghilterra stessa per l'orgoglio ed alterigia sua avrebbe avuto minor

ripugnanza, nel caso che gli eserciti suoi avessero fatto la guerra

infelicemente, a trattar cogli Americani, come con una nazione franca ed

independente, che al conceder loro quelle condizioni, le quali erano

appunto la prima cagione ed il soggetto della discordia; conciossiachè

il più amaro fine di una guerra, quello sia di dover rimettere al nemico

quell'oggetto stesso, ch'era venuto in contesa. Per tutte queste cagioni

la via, che dovevan gli Americani tener per arrivare a buon fine, non

era a niun modo dubbia, nè il congresso l'ignorava. Ma, se utile cosa

era stimata, non era meno opportuna, e tutti i circostanti accidenti

parevan dar favore alla presente deliberazione. Le armi felicemente

usate nel Massacciusset, nella Virginia e nella Carolina Meridionale,

province tanto principali, la prosperità delle prime fazioni loro sul

mare, e l'abbondanza delle prede fatte sul nemico dai corsali loro

davano più che probabile speranza, che gli Americani avrebbero seguitato

tutto ciò, che il congresso avesse deliberato. Il terrore delle armi

inglesi per quei primi prosperi fatti era negli animi loro scemato

maravigliosamente, la confidenza nelle proprie molto accresciuta, il

consenso dei popoli confermato; e l'infelicità dei primi tentativi dei

leali aveva questi sbigottiti, ed indotto nei libertini la opinione,

ch'essi capaci non fossero a tentar alcun moto d'importanza. Ma, se

erano impotenti i leali ad ingenerar temenza dell'armi loro, andavano

però in questo medesimo tempo facendo congiure, le quali inasprivano

grandemente i libertini, ed a maggior odio gli concitavano contro di

quel governo, che non contento ad usar la forza, prezzolava ancora, come

si credeva, gl'incendiarj e gli omicidi, perchè contro di quelle

innocenti città, e contro i cittadini virtuosissimi le orribili arti

loro esercitassero. Alcuni leali della Nuova-Jork prezzolati, e messi

su, come si divulgò, dal governator Tryon, si erano congiurati ad

arrestare, e fors'anche ammazzare il generale Washington e gli altri

principali uffiziali, appiccare il fuoco ai magazzini, e pigliare i

passi alla città nel momento, in cui le armate britanniche, come si

aspettava, sarebbero venute sopra quella. Scoperta la cosa, molte

persone, che si erano mescolate nella congiura, furon sostenute, tra le

quali due guardie del generale, e lo stesso suo fattore. Alcuni furono

giustiziati. L'aver voluto incendiar una sì nobil città, e por le mani

nel sangue d'un uomo, al quale portavano i popoli tanta reverenza e

tanto amore, eccitò a grandissima rabbia i libertini, sicchè vennero in

maggior desiderio di separarsi da quel governo, che secondo l'opinione

che avevano, dava le paghe a questi scelerati sicarj. L'Inghilterra

stessa colle sue pubbliche risoluzioni aveva dato grand'incentivo a sì

fatta determinazione. La concione dal Re fatta in cospetto del

Parlamento aveva persuaso agli Americani, che nulla si voleva rimettere

del rigore concetto contro di loro, e che formidabili apparecchiamenti

di guerra fare si dovevano. Le discussioni poi e le risoluzioni del

Parlamento gli fecero accorgere, quanto fosse debole l'autorità di

coloro, che in questo la parte degli Americani difendevano. Ma per la

risoluzione dei quindici maggio, colla quale si davano in preda le

proprietà americane, sì pubbliche che private, a tutti coloro, ai quali

il destro sarebbe venuto di pigliarle, erano venuti gli Americani in

credenza, che non solo si volessero contro di sè medesimi usare gli

estremi dell'ostilità, ma ancora, che non si volesse con elli fare a

buona guerra; che s'intendesse, dovessero cessare a riguardo loro tutte

quelle leggi, che in mezzo alle nazioni europee scemano, per quanto

possibile sia, i mali della guerra, ed inducono qualche sembianza di

civiltà per fino in mezzo alle stragi ed alle rapine. Credettero che

contro di essi volesse il governo inglese esercitare non che la guerra,

la piratica ed il ladroneccio. La qual cosa se non si poteva aspettare

da una nazione esterna, che nemica fosse, molto meno comportare lo

potevano nei proprj concittadini; e se gl'Inglesi con questo inusitato

modo di procedere erano diventati agli occhi loro più che nemici, così

volevano gli Americani diventare ai medesimi meno che concittadini. La

benevolenza prodotta dalla congiunzion del sangue, e l'unione dello

Stato non possono più continuarsi là, dove non solo sono cessate le

leggi e gli usi, che corrono fra le nazioni amiche, ma perfino quelli,

che durano tuttavia in mezzo alle più crudeli discordie tra le civili

nazioni; e se all'uso dei Barbari intendeva la Gran-Brettagna di

esercitar la guerra contro l'America, questa doveva di necessità

adoperare, come se fosse una nazione esterna. L'aver poi l'Inghilterra

condotto a' soldi suoi, e mandati ai danni dell'America i soldati

mercenarj della Germania, i quali si rappresentavano agli occhi dei

coloni, come gente da ogni umanità lontana, aveva in questi una

incredibile alterazione prodotta. Credevano, non potersi più tenere in

luogo di padri coloro, che contro i proprj figliuoli sì crudeli

esecutori delle volontà loro inviavano. _Questi sono_, dicevano, _i

commissarj, i forieri della pace, che manda all'America l'Inghilterra,

gli Essiani, i Brunswicchesi, ed i Waldecchesi_ (imperciocchè un altro

trattato di sussidj avevano i ministri concluso col principe di

Waldech). _Gli ammazzamenti, le rapine e le implacabili ire di questi

prezzolati Tedeschi, come pure anche quelle dei crudeli Indiani sono

gl'istrumenti, coi quali spera il governo inglese di vincere la costanza

nostra, e sottometterci di bel nuovo al giogo suo. Poichè gl'Inglesi i

forestieri spingono ai danni nostri, e noi contro di essi combattiamo,

come se forestieri fossero. E poichè ancora dopo un'ingiustissima guerra

hanno colle crudeli risoluzioni, e coi barbari soldati rotta e spenta,

non solo l'antica congiunzione, ma perfino l'ultima speranza della

medesima, così noi nella giustissima causa nostra accettiamo la

proposta, la quale, se ci sarebbe orribile e pregiudiziale parata ai

passati dì, ci deve parere ora indifferente, e non che utile,

necessaria._ Egli è certo che le raccontate determinazioni dei ministri,

colle quali si erano proposto d'intimorir gli Americani, e fargli calare

agli accordi, gli misero per lo contrario più in sull'ostinarsi, e

diedero occasione al congresso, ed a tutti coloro, che miravano

all'independenza, di mandar sicuramente ad effetto l'intento loro. Che

anzi molti di coloro, i quali desideravano di ritornare all'antica

dependenza, ne pigliarono tanto sdegno, che si accostarono alle parti

dei primi, o molto almeno rimettettero dello zelo a difendere

gl'interessi britannici; onde accadde, che i nemici antichi, più forti

diventarono per la comune opinione cresciuta in favor loro, e per la

congiunzione dei nuovi, e gli antichi amici diminuirono di numero e

d'ardore. Il che dee servir d'esempio a quelli, i quali nella

concitazion loro si persuadono, che le risoluzioni che atte sono a

dividere gli uomini tra di loro, e gli uni spingere contro gli altri,

quando essi hanno gli animi raffreddi, lo siano del pari, quando sono da

qualche gagliarda passione commossi; perocchè in quest'ultimo caso

quello, che mitigar dovrebbe, irrita; quello, che intimorire, incora;

quello, che dividere, collega e congiunge. A grado a grado il desiderio

dell'independenza s'insinuava vieppiù nelle menti americane. Ad altro

oggetto non si pensava, che a questo, ne d'altro si favellava, sì

pubblicamente che privatamente, che di questo medesimo. Gli animi eran

sollevati universalmente, ed in grandissima aspettazione. Stando le cose

in questi termini uscì alla luce un libretto, al quale stavano

sottoscritte le parole _comun senso_; ma era opera di Tommaso Paine,

uomo nato in Inghilterra, ed arrivato poco tempo innanzi in America, al

quale forse più, che ad alcun altro scrittore il cielo aveva concesso,

sapere con istile e con pensieri accomodati muovere e volgere a suo

talento gli animi della moltitudine. Certamente si può affermare, che il

libro del Comun senso sia stato uno degl'istrumenti più efficaci

dell'independenza americana. L'autore si sforzò di provare, e con

argomenti molto probabili, che la ricongiunzione coll'Inghilterra era

impraticabile per la diversità, anzi per la contrarietà delle parti, e

per l'orgoglio britannico, siccome pure infedele pel rancore e pel

desiderio della vendetta. Da un altro canto discorreva assai

acconciamente della necessità, dell'utilità e della possibilità

dell'independenza. Aggiungeva certi sprazzi in sulla monarchia molto

accomodati a renderla odiosa nella mente dei popoli, e preponeva a

quella il governo dei più. Della costituzione inglese, l'eccellenza

della quale niuno, o pochi avevano in quei tempi recata in dubbio, parlò

molto alla libera, per quanto spetta alla parte della monarchia; con

lode degli altri ordini. Riandò i mali e le calamità pubbliche, alle

quali, malgrado la lodata bontà della costituzione sua, era andata

l'Inghilterra soggetta, e massimamente dopo il ristoramento della

monarchia; e quindi argomentava, che qualche vizio essenziale doveva

trovarsi in quella, pel quale era insufficiente a procurar la felicità

dei popoli; e questi vizj, questo male segreto affermava esser la

Realtà. Da questa ripeteva le discordie intestine, e la frequenza delle

guerre esterne. Si rallegrava in fine coi popoli americani, che il cielo

e la fortuna avessero loro fatto abilità di poter creare quegli ordini

pubblici, nei quali fossero raccolte tutte le eccellenze della

britannica costituzione, esclusi i suoi difetti, vale a dire, secondo la

mente sua, la Realtà. Non si potrebbe facilmente dire, con quanto

consentimento dei popoli sia stata ricevuta questa scrittura del Paine.

Chi diventava da ardente arrabbiato, chi da tiepido infervorato, e per

fino vi furono di quelli, che da leali diventaron libertini. Ognuno

voleva l'independenza.

Il congresso determinò di usar l'occasione. Ma per procedere

prudentemente, e perchè non gli cadesse, come dice il volgo, il presente

in sull'uscio, volle prima tentar il guado, e fece una risoluzione, la

quale, se non era l'independenza stessa, certo molto se le avvicinava.

Intendeva di starsene ad osservar gli effetti, per poter quindi

procedere più oltre sicuramente. Decretò, che, siccome il Re britannico,

in congiunzione coi Pari e coi Comuni della Gran-Brettagna, aveva

esclusi per gli ultimi atti del Parlamento gli abitanti delle colonie

unite dalla protezione della sua Corona, e siccome nissuna risposta era

stata, o sarebbe probabilmente data alle umili petizioni delle medesime

per ottener la rivocazione delle offenditrici leggi, e la

riconciliazione colla Gran-Brettagna; che per lo contrario tutta la

forza di quel reame, aiutata anche da mercenarj forestieri, doveva nella

distruzione di quel buon popolo adoperarsi; e finalmente, siccome sono

cose che grandemente ripugnano alla ragione ed alla buona coscienza di

quei popoli il pigliar più oltre i giuramenti, ed il far le promesse

necessarie nel prendere, o nell'esercitar i maestrati sotto la Corona

della Gran-Brettagna; e ch'egli è necessario, che l'esercizio di ogni

autorità qualsivoglia dalla detta Corona procedente sia totalmente

annullato, e tutte le potestà del governo esercitate sotto l'autorità

del buon popolo delle colonie; e ciò per mantenervi l'interna pace, la

virtù ed il buon ordine, siccome pure per difendere le vite, le libertà

e le proprietà dai nimichevoli assalti, e dai crudeli rapimenti dei

nemici loro, così era raccomandato alle rispettive assemblee e conventi

delle colonie unite, nelle quali nissun governo sufficiente all'esigenza

degli affari stato fosse fino a quel dì costituito, ordinassero quel

tale, che secondo l'opinione dei rappresentanti del popolo fosse meglio

conducevole alla felicità ed alla sicurezza dei mandatori loro

particolarmente, e dell'America generalmente. Questa risoluzione,

mandata speditamente nelle rispettive colonie, ebbe in questa ed in

quella diverso incontro. Alcune avevano già di per sè stesse preoccupato

il passo, e, recatosi in mano l'autorità del governo, avevano creato

ordini pubblici independenti dall'autorità reale, e questi non più

temporali come prima, ma durevoli, senza niuna restrizione o di tempo o

di condizione. Così adoperato avevano la Virginia e la Carolina

Meridionale. Il Connecticut e l'Isola di Rodi non ebbero che cambiare;

poichè già fin dagli antichi tempi ogni autorità vi procedeva dal

popolo, e da questo si eleggevano tutti i maestrati, sì quelli, ai quali

è commessa la cura di far le leggi, come quelli, il cui carico è di

mandarle ad esecuzione. La Marilandia, la Pensilvania, e la Nuova-Jork

fluttuarono. Ma vinte finalmente dall'insuperabil temporale, vi si

accomodarono. Adunque in ogni luogo erano intenti i popoli delle colonie

a creare nuove costituzioni, nelle quali, tratte quelle parti, che

all'ordinamento dell'autorità regia si appartengono, tutte quelle forme

conservarono, che sono della costituzione inglese proprie e private.

Generalmente si vollero diligentemente distinguere le tre potestà,

legislativa, esecutiva e giudiziale; e specialmente molta gelosia si

dimostrò intorno all'esecutiva. La legislativa fu divisa in alcune

colonie in due parti; in altre costituita fu in una sola, e da tutte

ebbero divieto tutti coloro, che maestrati tenevano, o uffizj

dall'esecutiva. I giudici si pagavano o dalla legislativa, o dalla

esecutiva. In alcune tenevano il magistrato a tempo, in altre durante la

buona condotta. Il governatore poi, secondo la maggiore o minor gelosia

dei popoli, si eleggeva a dovere star in uffizio per più breve, o per

più lungo tempo. In alcune colonie otteneva la facoltà del divieto, ed

in altre no. In queste ei doveva stare per ogni fatto suo; in quelle per

nissuno, perciocchè un Consiglio esecutivo, creato a posta, lo doveva

rivedere. In tutte queste disquisizioni, le quali tanto importavano alla

futura felicità delle colonie unite, non si sentirono, nè minacce, nè

corrucci, nè discordie malaugurose, e pareva, che ognuno, posta in

disparte l'ambizione, altro non agognasse, che la prosperità e la

libertà della patria; memorabile esempio di prudenza, di temperanza e di

benevolenza civile, nel quale se risguarderanno gli altri popoli, non

potranno non vergognarsi, seppure la corruzion dei costumi non dispoglia

anche i cuori smani dell'abilità del vergognarsi, di essersi in tutti i

tempi dimostrati dall'americano così diversi e lontani; imperciocchè

essi altro non sepper fare, che correre dai dispareri alla discordia, e

dalla discordia al sangue.

Trovato il congresso nelle colonie buona corrispondenza alla sua

risoluzione, e volendo dare alla incominciata opera compimento,

rimaneva, che venisse da quelle autorizzato a dichiarare l'independenza.

Questa bisogna fu con tanta prudenza governata, e di già erano i popoli

tanto inclinati al disegno, che la maggior parte delle assemblee

provinciali inviarono ai delegati loro al congresso il mandato libero

per consentire all'independenza. Alcune di vantaggio fecero loro abilità

di far leanze coi principi forestieri. Sole la Pensilvania e la

Marilandia si opponevano.

Adunque stando le cose in questi termini, nella tornata del congresso

degli otto giugno Riccardo Enrico Lee, uno dei deputati della Virginia,

posto il partito della independenza, parlò, dicesi, stando tutti

intentissimi ad ascoltarlo, nella seguente sentenza:

Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 2 · 第 18 / 30 段