NICOLO MORRA ALLI LETTORI.

Godi Lettore il presente Commentario, nato dal costantissimo cervello

di M. O. L. detto per la sua natural mansuetudine il Tranq. rincrescemi

che tu non lo possi godere, come il suo archetipo stava, impero che'l

rispetto n'ha fatto mozzar una buona parte, il sospetto un'altra,

et il dispetto ha fatto squarciar piu di tre fogli: Se ci fusse cosa

veruna che ti paresse Favola; sovengati della nave delle carotte nel

cominciamento. Io ti so ben dir come quello che familiarissimo li

sono, che non senza gran sudore ci hà dato questo parto, & gli è stato

mestieri di volger sossopra di molte & molte carte: Se in qualche

cosa ti parerà mordace, & furioso, & maldicente: habbili compassione,

perche egli era allhora in croce quando queste cose scriveva, & era

pieno di desperatione: havrebbe egli voluto poter rovinare tutto il

mondo, & certo s'egli fusse stato di vetro lo havrebbe piu d'una volta

spezzato. egli non si è curato di favellare ò di scrivere toscanamente

come hoggidi molti si sforzano di fare, ma piu tosto hà voluto scriver

nella lingua nellaqual nacque, oltre che fu sempre fin da fanciullo piu

studioso d'imitare la lealtà toscana, che la lor dolcissima favella,

de gli errori che sono nel stampare occorsi, perdona al stampatore,

perdona alla rozza & villa mano che lo scrisse da prima, & anche

perdona volentieri alla negligentia del correttore; ilquale haveva

allhora il capo pieno de grilli. Sta sano, & giudica candidamente,

pigliando questa picciola lettione per un passatempo. Di Vinetia alli

XXIIII di Settembre.

CATALOGO

DELLI INVENTORI

DELLE COSE CHE

SI MANGIANO, ET

DELLE BEVANDE

CHE HOGGIDI SI

USANO.

COMPOSTO DA M.

Anonymo, cittadino

di Utopia.

CON PRIVILEGIO DELL'ILLU-

STRIS. SENATO VENETO.

AL VIRTUOSO, ET NOBILE S.

il S. Gioan battista Luzago.

Non potendovi mandar le novelle, che s'erano alli di passati ritrovate

sotto titolo di quel frate Cippolla, c'ha meritato d'esser lodato da

messer Gioan Boccaccio, vi mando il presente Catalogo, sotto vostro

nome publicato, & questo non hò già io fatto per dargli un protettore

contra di quelli, che sono piu pronti al calunniare, che all'imitare,

ne anche l'ho fatto per essercitar la vostra liberalità di sua natura

assai pronta à giovar chi n'ha bisogno; ma l'ho fatto sol perche vi

ho sempre conosciuto avido lettore di quelle cose dove io pongo la

mano: godete adunque questa picciola lettione, & quando l'havrete ben

goduta, fatene partecipi il generoso cavaglier Pompilio, & il molto

Reverendo signor Silvio; & qui facendo fine, à tutti tre di buon cuor

mi raccomando:

Di Vinegia alli X di Settembre.

CATHALOGO DELL'INVEN-

TORI DELLE COSE, CHE SI

mangiano, & delle bevande, ch'hog-

gidi s'usano.

Vivevano gli antichi nostri nella prima età, detta l'età dell'oro,

(vivevano dico) di giande: & delle frondi se ne coronavano le tempie:

Cerere poi, donna d'immortal fama & di eterno honore degna, ritrovò il

formento: & insegnocci à far il pane: Si visse longo tempo in Italia

di polte, si come in Grecia di polenta si viveva, & cosi fu incognita

la polenta in Italia, come anchora la polte in Grecia: Ennio nobil

poeta, descrivendo una gran fame dice, che i padri toglievano di

bocca à figliuoli l'offa, ne fa alcuna mentione di pane: habbiamo per

certo grande obligatione à Cerere, & non minore à Carmilia, laquale vi

aggiunse il fermento, perche facesse i corpi piu robusti, & ci porgesse

piu salutevole nodrimento: Facevasi già il pane à quella foggia, c'hora

si fanno i Caci cavalli: poi si ridusse in forma di schiacciata, se

è egli finalmente dato figura spherica. Papinio egittio insegnò à

mescolarvi l'aniso, & il burro, per farlo piu delitioso: longamente si

stette senza pistori: & era solamente opera di femine il far pane, & i

pistori erano detti dal pestare.

Hor volendo seguitare il mio Cathalogo, parmi d'avisare il lettore

della presente operetta, chel non si maravigli punto se non hò serbato

quell'ordine ch'egli forse havrebbe voluto: Io l'ho descritto di mano

in mano con quell'ordine, che ancho presso de vari scrittori mi è

accaduto di ritrovarle: non ho tessuto il presente Cathalogo dalli

scritti di un sol autore, ma forse di cinquecento; ne mai havrei

creduto, che di si picciola impresa non ne fussi riusciuto con minor

sudore, & travaglio di quel c'ho sostenuto. Hora perche l'opera

fusse non sol curiosa, ma anche insieme utile, non mi son contentato

di dir semplicemente gli inventori delle cose, che vi hò voluto

aggiungere l'utilità della cosa ritrovata, non diffusamente, ma sono

ito ristretto, quanto piu hò potuto, & dal pesce con favor celeste

incominciarò questa mia non inutile fatica.

Hirtia figlia di Sesostre Re dell'Egitto, la qual predisse al padre la

futura monarchia, fu la prima che mangiasse le Corniolette & le Tinche:

Una Lombarda le empi di aglio, & poi di soavi herbuccie.

Labissa di Boemia, divinatrice: fu la prima che mangiasse seguzzole,

ceppe, & Scolopendre: ma non le mangiò già si delitiosamente cucinate,

come hoggidi s'usa di fare.

Lementione: fu il primo che mangiasse Bottrici, & lasche, delle quali

molto n'abonda il lago di Perosa già detto Trasimeno, dove Romani per

temerità di Varro ne hebbero quella memorabil rotta.

Agomoncelo prefetto di Alessandro magno: fu il primo che cuocesse, & in

tavola ponesse il Schenale, et la Murena insalata: era costui di tanta

richezza & di tanto splendore, che si poneva sotto le scarpe i chiodi

d'oro.

Cleopatra l'ultima reina dell'Egitto: fu la prima, che ponesse in

tavola il Dragon marino, & il pesce Milvio: Apparecchiò costei una

cena ad Antonio, nella quale spese à conto di nostra moneta ducento

cinquanta mila corone d'oro: dal che si mosse Sidonio à chiamar le

sontuose vivande: Cleopatricas dapes.

L. Neratio scelerato (se altri ve ne fu à suoi tempi) fu il primo,

che ponesse in uso di mangiar scazzoni, pesce argentino, & quell'altro

pesce, detto da lombardi sputa pane: fa di costui mentione Aulo Gelio:

nelle sue notti attiche.

Cleope Re dell'Egitto, fu il primo che mangiasse Grancelli, Arcelle,

& il pesce Porco: fu costui ricchissimo, & per il smoderato spendere,

ispetialmente in far Piramidi si ridusse a tal termine, che puose la

figliola in guadagno, per acquistargli il vivere, & la dote.

G. Curione, tribuno della plebe, del quale si legge presso di Valerio,

che debito facesse seicento sestertij, fu il primo, che facesse marinar

il pesce, & si mangiasse il strenzo, & l'agone, la lumaca acquatica,

visse longo tempo solitario, & fu capital nemico delle donne.

Anchise menocchio: fu il primo, che mangiasse il Cephalo, & che sapesse

discernere, che il marino fusse migliore di quello c'habita ne fiumi:

è un pesce di sua natura sordido: Vedesi per tanto, nell'alto mare

spesso sommergersi, & diligentemente lavarsi: pochi pesci si trovano di

maggior numero: & questo avviene per il rispetto, che si porta all'uova

loro.

Ruffo castricio: fu il primo, che n'insegnasse à mangiar le conchilie,

delle quali molto n'abonda Lucrino, il mar rosso: & Bibaga Isola

dell'india amenissima.

Menade troiano: fu il primo, che mangiasse il Congro, non inferiore di

sapore all'anguilla; ma di carne assai piu soda, di figura però simile

all'anguilla: Plinio lo puone fra i pesci sassatili: & acciò che meglio

io sia inteso, dico che è quel pesce che Nicandro chiama grillo.

Archigenio Euboico: fu il primo che mangiasse quel pesce detto Coracino

peculiar molto nel Nilo: è un pesce, che frequentemente move gli occhi:

ne fa mentione Martiale: dicendo, Princeps niliacis raperis coracine

macellis: Pellæ prior est gloria nulla gule.

Menandro Trotenio: fu il primo, che portasse alla cucina il pesce

chiamato Cordilla: del quale parlando Martiale disse: Ne nigram raptus

in culinam, Cordillas madida tegas papyro.

Mascronico da torsi: fu il primo, che cucinasse il pesce Corvo:

il quale si pasce d'alga, partorisse due volte l'anno, & ha questa

proprietà, che nel mare è di color fulvo; & ne stagni, è di color

negro, cuocesi nell'aceto, aggiuntovi molto sale.

Nello Brentio: fu il primo, che mangiasse Gamberi: ritrovasene in

phenicia che habitano i liti, & sono di tanta velocità, che non si

possono aggiungere: cuocesi col pepe, & con poca acqua, & molto sale.

Mutio marello: fu il primo, che n'insegnasse mangiare di quel pesce

detto per nome Cestreo: ilquale ha questa proprietà, che esso solo

non mangia dell'altro pesce; onde ne nasce, chel non si possa pigliar

con l'esca, nascondesi nel fango, & di quel si pasce, credendosi come

s'ha nascosto il capo d'esser tutto nascosto: il Congro è molto vago

di mangiarlo, si come la Murena è vaga di mangiare il Congro, & acciò

che meglio sia cognosciuto, dicovi che è quel pesce che Theodoro gaza

chiamò in latina lingua Mugile.

Caridemo pannicio: fu il primo, che mangiasse quel pesce, che si chiama

Ciprino: stassi ne fiumi, & hà in luogo di lingua il palato molto

carnoso: ma non trovo in qual maniera sel cucinasse.

Belluzzo indiano: fu il primo mangiatore di quel pesce detto Cantaro

ilquale è della sua femina si geloso amadore, che per lei combatte

fin'alla morte, & è cagione quest'amore, ch'egli divenga spesse volte

preda de pescatori.

Carminio Tolosano: fu il primo, che mangiasse quel pesce detto da

volgari Canna: & dal dotto Theodoro è chiamato Hiatula: è di carne

molto molle, & per questo lo cucinava con l'aglio, & col zenzero,

cuocendolo nel vino per indurirlo.

Tiridate Armeno: fu il primo, che mangiasse il pesce detto Ceto, e

questo pesce di strema grossezza nel mar Atlantico: n'ho veduto et

mangiato di quello che era seicento piedi di longhezza. & trecento di

larghezza: & lo vidi entrar nel fiume dell'Arabia, adunque non senza

ragione (poi che sono si grandi) disse Statio Armigeri Tritones eunt,

scopulosaque cete: & un'altro scrisse, & Imannia Cete.

Telephane: fu il primo, che mangiasse il barbo, il quale fu detto

barbo, per haver egli la barba nel labro inferiore: Chiamasi per altro

nome mulo: la onde si mosse M. Tullio à chiamare alcuni barbatoli,

Muli.

Tericle da corone, fu il primo che mangiasse di quel pesciolino detto

Boca, ilquale manda fuori la voce simile à un mugito, adunque diremo

non esser vero il proverbio: è piu muto, che non è il pesce.

Vatinio malleno: fu il primo che mangiasse il carpione, & non lo

mangiava mai caldo, ma freddo: è di pretiosissimo sapore nel lago di

Garda, dannosi ad intendere i gardesani, che altrove non se ne trovino,

ma io so che s'ingannano, imperoche n'hò mangiato in schiavonia, & in

Francia de si buoni, quanto sieno li loro.

Harmonida: fu il primo, che mangiasse di quel pesce, che noi chiamiamo

citharedo, ilquale fu cosi chiamato perche dalla coda infin'al capo, hà

certe linee à guisa di musical stormento: trovassene gran copia nel mar

rosso.

Calonio trombetta fu il primo, che mangiasse l'acipensaro, ilquale hà

questa proprietà chel se ne va contra l'acqua con le scaglie alla bocca

rivolte: fu egli già in grandissima reputatione, & spesse fiate per la

sua rarità fu desiderato nelle sontuose mense di Claudio, di Tiberio,

di Vitellio, di Galieno imperadore, & di Eliogabalo: ch'egli fusse raro

lo dimostra M. Tullio ne libri di Fato: et non men chiaro lo dimostra

Plauto: di questo nobile, & saporito pesce, ne favella Martiale, cosi

dicendo. Ad Palatinas accipensera mittite mensas. Ambrosias ornent

munera rara dapes: mi maraviglio di Plinio, che dica al suo tempo esser

stato tenuto fra li pesci ignobili.

Stasicrato Romano: huomo infinitamente goloso, fu il primo che

mangiasse l'asola: che per altro nome si chiama Crissa: ma le piu

lodate sono quelle, che si trovano nel tebro.

Phereclo da sessara, fu il primo, che cucinasse il pesce attilo,

ilquale s'ingrassa per la pigritia, trovassi molto nel pò; & alle volte

se n'è pescato mille pesi: & è stato di mestieri trarnelo con i buoi.

Perillo: fu il primo che mangiasse l'orata: & Sergio fu il primo che

n'habbi instituito i vivai, donde anche ne prese il nome, & chiamossi

gergio orata: è simile al color dell'oro, & è il piu timido pesce

che si ritrovi: nascondesi nel reflesso del mare sotto le radici

degli alberi littorali: spaventato poi dall'agitatione delle frondi.

si lascia prendere: usa il coito col fregar del ventre & concepisce

l'uova: Le migliori, che si mangino (al mio giudicio) sono quelle del

lago Lucrino: Parlonne Martiale, & disse: Non omnis laudem prætiumque

aurata meretur.

Nicearco: fu il primo, che mangiasse l'anguilla, & cosi chiamasi per

la sembianza, che ha con l'angue. Solo l'anguilla morta non nuota fra

tutti i pesci: Vivono per spatio d'otto anni, & possono durar senza

star nell'acqua per ispatio di sei giorni: Vogliono l'acqua limpida,

& che fluisca & refluisca: la state non soffrono mutatione di luogo:

la vernata si: sene trovano, & io l'hò vedute nel fiume Gange, di

trenta piedi: Aristotele dice nella sua storia non esser ne maschio,

ne femina: Sono frequenti (si come Plinio mi dice) nel Benaco: pur le

migliori sono quelle del Timavo.

Il primo che mangiasse la Mustella pesce simile all'anguilla: fu

Basilio corcirense.

Del mangiar le Arenghe fu l'inventore Meleagene: è un pesce, che di

sola acqua si nodrisce: di lui ne trovo memoria presso di Columella, &

di Martiale.

Del mangiar l'Aphia fu l'inventore Arcesilao: è un pesce minuto,

generasi d'acqua, & di pioggia: Ecci il proverbio tra quelli che

Diogeniano raccolse: Aphia in ignem: non appena veduto hà il fuoco che

è cotto: Usasi tal proverbio quando vogliamo significar una cosa che

subitamente muoia, & si consumi.

Il primo che mangiasse le Mene fu Demetrio Albanese: questo pesce è

picciolo, la vernata è candido, & l'estate nero.

Del mangiare il Gobbio: fu inventore Damone Atheniese: è pesce di

eccellente sapore, ma di pochissimo nodrimento: vene sono di due sorti,

bianchi, & neri, ma il bianco è migliore: quanto fusse pel passato in

reputatione, cel mostra Giovenale, dicendo. Ne cupias mulum cum sit

tibi Gobio tantum, & Martiale scrisse: Principium cœnæ Gobius esse

solet: gode molto dell'Arena, & del starsi in compagnia; si che non

immeritamente è posto fra i pesci gregali.

Il primo che mangiasse l'oligine fu Termilio provenzale, è fra i pesci

molli.

Del mangiare il pesce Garo: fu inventore Zenodoto da Smirna: Scrive

Plinio, che il fele di cotesto pesce, & fresco, & invecchiato, col vino

è utilissimo alle sorde orecchie.

Sinesio Cirenense: fu il primo che mangiasse la Lampreda, & di tal nome

fu chiamata, per esser avezza à leccar le pietre.

Erodoto Cipriotto: fu l'inventore di mangiar le Testugini, che viveno

nell'acqua dolce: i Latini le chiamano Lutarias testudines: et i Greci

le chiamano emidas.

Il primo che mangiasse il Lacerto, fu Orlio Normano, è pesce attissimo

da salare, se ne veggono de grandi nella Arabia, ma maggiori sono

quelli dell'india.

Labieno dorico: fu l'inventore di mangiare il Lupo pesce: dalla

voracità sua, & dal nuotar solitariamente cosi detto: quel de fiumi è

miglior del marino: i piu eccellenti si pigliano nel tevere, fra dui

ponti, hà mortal nemistà col mugile, i migliori hanno la carne molle: &

candida come neve.

Polibio di Megara fu il primo inventore di mangiar il Pectunculo: è un

pesce senza squame: Gelio annovera fra li eletti et preciosi cibi, il

Pectunculo di Sio. Pur per quanto hò io gustato, sono migliori quelli

di Metelino: Oratio da la palma à quei di Taranto dicendo: Pectinibus

patulis iactat se molle Tarentum.

Il primo che mangiasse Testugini fu Archelao da Smirna, giova questo

cibo molto alli Tisichi, lienosi, et à quelli che patono il mal caduco:

& bisogna mangiarne assai ò niente.

Diogene fabro di Egina: fu il primo, che portasse in tavola quel pesce

detto da latini pediculus: è veramente (come si dice) il parasito del

Delphino, seguitando l'esca & la preda di quello, & volentieri ne lo fa

partecipe, & di qui nasce che sempre si ritrovano grassi.

Iasone Salamino fu l'inventore di mangiare la passera: è un pesce

piano, & dall'uccello prese tal nome: è ottimo cibo, & à golosi grato.

Archelao da Lisbonara, fu il primo mangiatore del Rombo: è anch'esso

piano, ne molto dissimile dalla passera: & fu già in maggior delitie

c'hora non è: i piu lodati erano quei di Ravenna, et davasi il secondo

luogo alli adriatici: ne parla Giovenale nella quarta Satyra: cosi

dicendo: Incidit Adriatici spatium admirabile Rhombi.

Il primo che mangiasse le lumache terrestri, fu Cheroso da Melara,

Festo Pompeio dal limo, limoci le chiama, Fulvio Hirpino fu il primo

che ne facesse i vivai, & le ingrassava col farro, & con la sapa.

Glauco petricono: fu il primo che mangiasse la rana: vi sono delle

terrestri, & delle acquatice: le terrestri, chiamansi da latini Rubetæ:

le acquatili usano il coito di notte, invitando il maschio la femina

à uscir dell'acqua sul lito: nell'isola Seripho, sono tutte mutte, ne

possono con il lor gridar significarci la futura pioggia (come fanno le

nostre) Theofrasto attribuisce tal accidente, alla smoderata frigidità

delle acque dove habitano.

Optato Heliptio prefetto dell'armata sotto Claudio principe, fu

il primo che mangiasse il Scaro: Lo portò dal mar Carpathio, & lo

disseminò tra il Seno d'hostia, & di Campania: hebbe già pel passato

grande honore nelle mense: Eliano lo chiama salacissimo, & fuor di modo

lussurioso: chi ne vuol far preda, pone la femina nel lito, & egli

per amore che le porta, doventa facilmente prigione: Scrive Opiano,

che solo rumina l'herbe, & nuotando si pasce: Scrive Suetonio, che i

fegatelli, & le viscera de Scari, erano nel piatto di Vitellio fra le

prime delitie, dove similmente erano mescolati cervelli de Fagiani,

& de pavoni, con lingue de phenicopteri, è un'ucello che ha le penne

rosse, la cui lingua stremamente lodano Apitio, & il goloso Martia.

Phrinonda Tebano: fu il primo che mangiasse il Scombro: è di questa

proprietà, che nell'acque egli hà il color sulphureo: & fuor delle

acque, lo ha simile alli altri pesci: ecci un'Isola in Spagna, laquale

si chiama scombraria, dalla moltitudine di questo pesce: ne confini di

Cartagine, per il testimonio di Plinio vi si trovano i migliori.

Anasarco Cipriotto: fu il primo, che mangiasse il Salmone: è questo si

perfetto nell'Aquitania, che è preferito il fluviatile al maritimo: Se

ne trovano de buoni nel Reno, & così nel Rodano.

Democrate Troiano fu il primo che ritrovasse la Salpa, laquale cuocer

non si pò, s'ella non è percossa molto bene dalla ferula.

Alcimenone Atheniese: fu il primo, che mangiasse il pesce Sola: è un

pesce piano & largo, & numerasi fra i piu dilicati cibi: sana la milza

se egli vi sia sopra posto.

Dimanta Corfuotto: fu il primo, che mangiasse le spongie, & è da

sapere, che ve ne sono di tre sorti, spesse, rare, & aspere: tutte

nascono però à torno à sassi, ò vicino alle riviere, & si pascono di

lotto: le piu molli l'ho ritrovate circa la Licia: in l'Elesponto si

trovano le aspere, & le spesse habitano circa il promontorio di Malea:

le piu triste sono quelle che si chiamano aplisie.

Aristodemo di Argo nobile architetto: fu il primo che mangiasse

strombi: sono di schiatta de conchilij, et hanno un Re qual sogliono

seguitare dovunque egli va, è di buono augurio à chi li piglia, & à

chi lo vede: Hò letto, che apresso de Bizantij si proponea una Dracma

attica a chi ne pescava.

Thrasea stoico severissimo fu il primo, che mangiasse la Squatina:

è della sorte de pesci piani: ha la cote rigida, è numerato fra

i Cartilaginosi: vogliono alcuni scrittori li quali prima di me

trattarno cotal materia (benche piu parcamente) che costui anchora

fusse l'inventore del sparolo: è un pesce picciolo, & vile, ne parla

Martiale, dicendo: Res tibi cum Rhombo est, at mihi cum sparulo.

Il Temalo da Latini detto Thymallus, fu prima mangiato da Cassandro

Epirota, La maggior grandezza è d'un cubito, è mezano tra il lupo, &

il cephalo: sel si accosta al naso, egli spira l'odore di quell'herba

donde ne prese il nome: habita nel Tesino, & nell'Adige: è bello da

vedere, & soave da mangiare: di lui favellando un nobilissimo scrittore

disse: quod mella fragrant, hoc tu corpore tuo spiras.

Quirino Capovano: fu l'inventore delle Trisse, c'hoggidi à Roma si

chiamano laccie: & à Napoli alose, le migliori sono quelle del tevere:

Scriveno alcuni non indegni d'esser posti fra i primi scrittori, che

nell'egitto attorno il stagno di Moroa, si pigliano con melodie, &

canzoni flebili.

Sisipho di Achaia ladron solenne: fu l'inventore di mangiare il Tonno:

solito è questo pesce navigar la primavera nel ponto Euxino. Scrive

Strabone, che in ispagna sono di strema grandezza, & che si pascono

di giande: il capo & la pancia soleva mangiar freschi, & il rimanente

conservava nel sale: ingrassansi mirabilmente, ne campano piu di dui

anni.

Theseo bizantino, che fu mediocre poeta, fu l'inventore di mangiar

tricchie, quai chiamano alcuni Sarde: Di questi parlandone Plinio

scrive: Intrantium Pontum soli Trichiæ, non remeant.

Titto Valgio Romano: fu inventore di mangiare il pesce rondine, il

pesce tordo, il pesce calamaro, le trotte, & le Agulie, & i lucci, il

fele de quali, giova alla vista, & forse, che fu detto luccio, perche

giova alla luce.

Emilio lepido: fu l'inventore di mangiar le agole, le boggie, & i

cavedoni.

Asmondo bertono, fu il primo che mangiasse la gobetta, il dentale, & il

sturione.

Callimaco da Granopoli: fu il primo che cuocesse il pesce, sulla

craticola, bagnandolo d'olio d'aceto, et di sale, hor con la salvia, &

hor col ramarino.

Philone Dalmatino fu il primo, che ponesse, et mangiasse il pesce in

gelatina, mescolandovi per dentro delle frondi dell'alloro, et per tal

inventione ricco divenne.

Phormione Affricano, perfido ladrone, fu l'inventore d'insalar il

pesce, al medesimo si attribuisce, che primo insalasse l'oche, &

l'altre carni, ma certo non ne sono, & però taccio.

Gasperia comasca femina virtuosa & pudica (si come à nostra età

sogliono esser quasi tutte le donne comasche) fu la prima che empisse

alcuni pesci di herbe, di marasche, di uva passola, di aglio, & altre

cosarelle.

Hippodamia Rauraca, fu la prima, che cuocesse il pesce hor nel vino,

hor nell'aceto, & che vi accompagnasse il petrosello, le noci, & la

Sapa.

Sabino Galla fu il primo facitore de pasticce cosi di venagione, come

anche di carne domestica: Il figliuolo poi che di lui nacque, & fu

cuoco del Re Clodoveo: fu il primo che facesse pasticci di cotogne, di

pera, di marasche, & d'altre cose.

Gasparone da velitri musico perfetto, fu il primo che mangiasse

piccioni di sotto panca, conservasse la carne, & gli uccelli,

ispetialmente le quaglie, & le starne nell'aceto.

Clemente da Chiavari, fu il primo facitore de migliacci, & fu il primo

che mangiasse franguellini, lucarini, & la squassa coda.

Menippo da Sessa legnaiuolo, fu quel che ritrovò il mangiar brasuole,

& soppressate, il mangiar splecco, & le trippe di capretto con cacio,

petrosello, & spetie dolci.

Montino da Cesenna picicaiuolo, fu il primo, che mangiasse polpette nel

schidone, entroponendovi lardo, spetie, salvia, & aglio.

Flavio montello scarpolino, fu il primo che introducesse nelle tavole

il cuocere la carne ne tegami, con prune, marasche, pera, & altre cose

atte ad eccitar lo appetito a un morto.

Phoco albanese soldato valoroso, fu l'inventore di mangiare la

frigilla, che in alcuni luoghi d'Italia, chiamasi il frinco, da

latini fu detta Frigilla per il freddo, nelquale è solita di cantare:

habita l'estate ne loghi caldi: & la vernata ne freddi: del medesimo

stimasi l'inventione della Folega: habita questo ucello vicino a

laghi & dal colore ch'essa ha fulica fu chiamata: è alquanto maggiore

d'una columba: è presaga della tempesta: è di tanta importanza questo

ucello, che ha meritato che di lui favelli Vergilio nel. I. libro della

Georgica.

Il primo mangiator del capone fu Melanthio soriano: s'ingrassano col

mele mescolato con la farina di miglio.

Il primo che mangiasse l'ucello detto la Cassita fu Corebo di

Marsiglia: fa il nido nelle biade, in quel tempo apunto che si

apparecchia di far la messone.

Albidio Siracusano fu il primo che habbi mangiato il gallo, ilche

davanti non si fece per la gran riverenza, essendo messaggiero della

futura luce, gratissimo a Latona, per esser stato a suoi servitij,

quando ella partori, fu di piu carissimo servidore di Marte, & in

questo ucello fu per ira tramutato, non essendo stato vigilante a far

la guardia mentre teneva Venere fra le sue braccia: la favola è nota,

ne fa (per quanto credo) mestieri che in questo luogo piu diffusamente

ve la spiani. Scrive Lucretio che i lioni n'hanno gran paura: a me non

s'appartiene a dirne altro, salvo chi sia stato l'inventore di porli in

tavola cotti: chi ne vuol saper distesamente, legga il terzo libro di

Varrone, nel nono capo.

Palemone Alessandrino, fu il primo che mangiasse la Galerita, cosi

detta dal galero, che l'ha in capo. Scrive Plinio, che se ella si

mangia arrostita sanarsi incontanente il difetto del Colon dove si

causa il dolor colico.

Formiano Messanese, fu il primo che cuocesse et mangiasse galline.

Scrive Alberto magno essersi ritrovato in Macedonia una Gallina laqual

fece diciotto uova, & di ciascuno ne nacquero dui pulcini. Scrive

Plinio che le galline di villa hanno in se religione & molta.

L. Tigellino Epirota fu il primo che mangiasse la merla: suol questo

ucello di negro diventar di color rufo: canta la state, & la vernata

balbutisse, & circa il solstitio divien in tutto muta: partorisce due

volte l'anno, & ama stremamente il tordo.

Licinio florido fu il primo che mangiasse perdici, lequai sono sopra

modo lussuriose: sono consacrate a Giove, & a Latona: le perdici della

Paphlagonia hanno dui cori (se il vero dice Theophrasto) & s'impregnano

sol in udir la voce del maschio.

Novellio Cresta fu il primo, che habbi mangiato palumbe: elle viveno

trenta anni, & infermando si purgano con l'alloro: fanno i lor nidi ne

gli alberi & nelle sepi.

Ortensio Romano nobilissimo oratore fu il primo che amazzasse il

Pavone, solito di vivere sino a vinti cinque anni. È uno essempio

d'invidia, & di vanagloria. Il Pavone di Samo è reputato il piu

dilicato. ama le columbe. Essendo Alessandro in India, vidde il Pavone,

& rimase tutto attonito di tanta bellezza: per il che comandò che niuno

havesse ardire d'amazzarlo.

Agamontino Persiano fu il primo che mangiasse fagiani: liquali presero

il nome da phasi fiume di Colchi. sogliono morire da pidocchi mangiati

se non si spolverizano ottimamente.

Spondillo calabro fu il primo mangiatore de tordi, liquali fanno il

lor nido nelle sommità de gli alberi. sono loquacissimi & grandemente

sordi: di modo, che ne ha fatto luogo al proverbio, piu sordo che non

è il tordo. sel si arrostisse con le bacche di mortella, giova a la

dissenteria mirabilmente.

Quirino Sabinello fu il primo che habbi mangiato Tortore, lequali

sono molto amiche de Papagalli, & amiche di castità. Al medesimo si

attribuisce l'haver prima d'ogni altro mangiato francolini, & pavoni di

India, dellaqual cosa n'andò longamente altiero.

Taigeto rodiotto medico eccellente fu il primo che mangiasse la Lodola,

da greci detta corydalus, vogliono Plinio & Svetonio ch'ella desse

il nome a la legione detta Alauda, della quale fa mentione il mio

M. Tullio scrivendo ad Attico. Ve ne sono di due sorti, l'una ha la

cresta, & l'altra n'è senza, & è di minor corpo.

Apidano Cretense fu il primo che mangiasse l'ucello detto Apiastra:

perche si mangia l'api molto ingordamente.

Pelusio Normano fu il primo mangiatore di quello ucello detto da latini

Ardea: & parmi cosi detto quasi ardua, per l'altissimo volo ch'egli

fa. Fa di questo ucello mentione Vergilio dicendo, Notasque paludes

deserit, atque altam supra volat Ardea nubem: prenuntia ne le arene

stando la futura pioggia, & cosi fa quando troppo alto vola.

Cattheo da Pisa architetto espertissimo fu inventore di mangiar

l'attagena, ucello Asiatico, & annoverato da golosi fra i piu dilicati

cibi. Sono piu saporiti quelli che nascono in Ionia. Ha questa notabil

proprieta, come è fatto prigione diventa subito mutolo.

Alessandro Etholo poeta fu il primo che mangiasse l'oca, la cui natura

è di calidissimo stomaco, & percio la veggiamo vaga di herbe fredde, &

dalle acque irrigate: & anchora che di pascer herbe & varie frondi vaga

sia, non tocca pero mai l'alloro. Lodossi gia il cuor dell'oca fra i

lodatissimi cibi. Scipione, o Metello, overo Sessio, che fra questi tre

batte la cosa, fu il primo che ingrassasse i fegati con il latte, & con

il vin cotto, & che se li mangiasse.

Pelione Thesalo: fu il primo, che mangiasse que uccelli detti

Alectoridi: sono di becco longo, pigliansi nelle sepi degli orti, &

delle vigne: n'è cagione il troppo amore che portano all'huomo.

Callibretto di Smirna: fu il primo, che mangiasse l'anitra: egli è ben

vero chel non soleva mangiare salvo che il petto, e quella parte che

noi chiamiamo la cervice: infermando, soglionsi purgare le anitre con

un'herba detta siderite: le pontiche, si pascono di veleno.

Theramene mitileneo, fu il primo che mangiasse Cicogne: Scrive Cornelio

nipote al tempo di Augusto esser stato in maggior pregio le cicogne,

che le gru: ma che poi al tempo di Vespesiano mutossi appetito &

cangiossi voglia: non hanno lingua, & sono da Thessalli nodrite contra

i serpenti: Scrive Eliano, che per beneficio delli dei in alcune isole

sono in huomini tramutate: solevasi scolpir l'imagine sua ne regali

scettri, per manifestare la pietà, & lindustria di che natura le ornò:

Sogliono nodrire i parenti quando sono invecchiati, ne più per lor

stessi si possono procacciar il vitto: havendo da combattere contro de

serpenti, soglionsi fortificar con l'origano.

Gavro perizone da Sio: fu il primo che mangiasse coturnici: non durò

longo tempo la gratia loro, nelle nostre mense, poi che ci fummo

aveduti, che elle si pascevano di velenoso seme, & che solo fra gli

ucelli era soggetta al mal caduco: fanno il lor nido nelle biade, ò

vero ne luoghi graminosi.

Lucio neratio da Metelino fu il primo, che asaggiasse del columbo: è

consecrato à Venere, ne usa il coito, sel non manda prima avanti il

bacio: Serba fede nel matrimonio: infermando, purgasi con un'herba

detta helsine: Ama grandimente i Pavoni, et odia l'aquile, & li

Sparvieri: Al medesimo inventore si attribuisce d'haver prima de gli

altri mangiato il beccafico.

Diomede Pescennio: fu il primo, che mangiasse starne fresche, Taine,

Erbolane, Cedroni, Mulacchie, Fatapij, Passere, Barattoli, Germani,

Farciglioni, Avelie, & Capitorzi, fu molto virtuoso in tutte le virtu.

Nello farullo: fu il primo c'habbi mangiato il botaccio, il Sassello,

la merla aquaiuola, il pettirosso, il piombino, il pescadore, la

rovesta, la scaverciaccia, la Calandra, il monacho, il Calenzuolo

ucello dalla natura indorato.

Sisigabo: fu il primo che mangiasse la Spaiardola, il riatolo, il

codirosso, & il codilungo non sol arrostiti, ma anche nel tegame.

Tiro da Forlimpopoli: fu il primo che mangiasse l'Oca marina: fu anche

il primo c'habbi arrostito la gru nel schidone, et credesi esser stato

il piu tristo huomo che mai terra premesse.

Petronio galeso: fu il primo huomo che mangiasse mai Ghiri: Sonvi però

alcuni, che attribuiscono cotesta inventione a Q. Scauro: dormeno i

Ghiri tutta la vernata, & l'estate ringioveniscono: inducesi presso

di Martiale à favellare in cotesto modo: Tota mihi dormitur hiems, &

pinguior illo tempore sum quo me nil, nisi somnus alit.

Phereciano di Thessaglia: è stato il primo, c'habbi posto i capretti

intieri su le tavole, arrostiti, & di aglio, & di petrosello pieni.

Camillo da Venaffro: è stato il primo, che facesse mai insalata delle

interiora de polli: Al medesimo si attribuisse d'haver prima d'ogni

altro mangiato le coradelle minucciate con cipolle per dentro et buone

spetie.

Cucculo da Granopoli: stimasi esser stato il primo, che mangiasse mai

pasticci, ò vero paste: fannosi à questo modo, si minuccia la carne, &

vi si pongono per dentro delle spetie: del grasso di vitella, et altre

coseline non ingrate al palato come pruna, marasche, et uva passa.

Ebuso Pirolo da monte ilcino: fu il primo che mangiasse funghi, et

freschi, et insalati, con il sapore, & perche non li nocessero freschi

essendo, li cuoceva per dentro delle pera selvatiche: Trovansi di piu

spetie funghi, & Galeno li chiama tutti pernitiosi: de Funghi parlando,

Dioscoride scrisse. FUNGORUM ALII GENERE, ALII COPIA, LAEDUNT.

Hippomenio da Tholosa: fu il primo che mangiasse quella vivanda detta

in alcuni luoghi caritea, laqual si usa la state piu che la vernata,

entranci ova, carne minuta, aceto, cacio, petrosello, et spetie dolci,

uva passerina, & marasche secche.

Soriano comasco: fu il primo che frigesse il pane nel butiro, benche

alcuni affermino esser stato un'Abrucese, & in testimonio di ciò

adducono, che insino al di d'hoggi si dica Abrucese pan unto.

Del far primo ravizze con l'agliata dassi l'honore à coradina da

pozzolo luogo ameno di Lombardia.

Di cuocere le porchette da latte piene d'aglio, serpillo, & lardo

pesto: fu inventore Melibeo da Tolosa ladro & tristo quanto esser si

possa.

Il primo che mangiasse luppoli, pastinache fritte, cocumeri, zucche

nostrane, & indiane: fu Melibea da Belinzona: una sua figlia poi

ritrovò di cuocerli per dentro dell'uova sbattute, & poseli nome

zucche maritate, & fino al di d'hoggi cosi si chiamano in Lombardia.

Alla medesima si attribuisce l'inventione della peverada qual usano i

contadini la vernata ispetialmente nelle montagne Trentine.

Oldrico svizzaro: fu il primo, che mangiasse in minestra Orgio, & Avena

pesta, era costui bellicoso à maraviglia.

Clemente d'Augusta: fu il primo che mangiasse la mosa fatta d'uova,

di latte, & di botiro, con spetie di sopra: al medesimo si attribuisce

l'haver prima mangiato il stoc fis.

Balaustio panormita: fu il primo, che mangiasse capre, & selvatiche, &

domestice: le salvatiche sono migliori: non perseverarno le capre di

venire alle nostre mense longo tempo per non esser mai senza febre:

spirano per gli orecchi, & non per le narigie, come fanno altri

animali. l'urina loro calda, sana gli orecchi: n'hò veduto in Affrica

grandi come cavalli.

Mintio carbonaro di Tolosa, fu il primo mangiatore de cervi, de quali,

sol i maschi hanno le corna (per l'opinione però di alcuni scrittori)

non dimeno leggo presso di Euripide queste parole: ti darò una cerva

cornuta per mano delli Achei, qual sacrificherai per tua figliola,

leggo anche presso de poeti, che la cerva ispugnata da Hercole, haveva

le corna: un Claudio da Granopoli fu il primo che ne facesse pasticci

all'usanza francesca.

Prometheo fu il primo che mangiasse carne di bù: v'era già una lege che

vietava sotto grave pena, ch'egli non si uccidesse, per esser ministro

di Cerere, & compagno dell'huomo nell'esercitio dell'agricoltura: dal

cadavero bovino, ne nascono l'api madri del mele.

Laberio Egittio: fu il primo che mangiasse il porco, la cui carne

preferisce Galeno à tutte l'altre: Se l'è castrato piu tosto

s'ingrassa: Non possono vivere nell'Arabia, è consagrato à Cerere, &

nelle leghe di amicitia, si soleva amazare il porco.

Taborro Egittio: fu il primo che mangiasse il Cingiale, & Plinio dice

che P. Servilio Rullo fu il primo che lo ponesse intiero su le mense

Romane: il che non penso però che discordi: li cinghiali dell'India

hanno i denti longhi un cubito: in Creta, & in Affrica, non se ne

ritrovano: quando l'è amalato si medica se stesso con l'edera.

Cremide Egittio: fu il primo che mangiasse dell'humil pecorella: le

buone pecore, deveno esser di gran corpo, di lana molle, & densa, di

ventre peloso, & di humil gamba: le migliori pecore, & le migliori

lane, sono (per il parer di Plinio) le italiane: hanno il secondo luogo

le Milesie, & di gran reputatione sono le pugliese, le tarentine, le

canusine, & in Asia le laodicene.

Marino rhetico: soldato tremebundo, fu l'inventore di mangiar le

Camoccie, & di cucinarle dilicatamente: Vede questo animale tanto di

notte, quanto fa di giorno, ne mai si li veggono gli occhi lippi:

un suo nipote, fu poi l'inventore di mangiare le Damme, animal

timidissimo, delle quali favella Martiale à cotesto modo: Dente timetur

Aper, defendunt cornua Cervum. Imbelles Damæ quid nisi præda sumus?

Del medesimo, credesi esser stata inventione, il mangiare quei animali

simili alle capre: i latini li chiamano Musimoni: & in alcune parti di

Lombardia si chiamano Stambecchi: veggonsi frequentemente in Alemagna,

ispetialmente nelle montagne de Rheti Alpini, hoggidi chiamati Grisoni.

Potamone Soriano: havendo isperimentato, che il latte camelino era

dolcissimo: incominciò à mangiar del Camelo cibo per avanti non

usitato: è un animale molto nemico del cavallo, & campa alle volte sin

à cent'anni: Se si arrostisse il cerebro del Camelo, & sia bevuto con

l'aceto, giova mirabilmente al mal caduco: il fele, posto col mele,

sana la scarancia: la coda arrostita scioglie il ventre, & la cenere

del suo sterco con l'olio, increspa i capelli.

Attalico di Cidonia fu l'inventore di mangiar carne di Lepre, la qual

dorme co gli occhi aperti: riposasi il giorno, & vassene vagando

la notte: se si conducono in ithaca (che fu la patria di Ulisse)

subitamente moiono: Partoriscono ogni mese: intorno Brileto, Tharne,

& nel Chersonesso, hanno dui fegati: Era vecchia superstitione, che

chi ne mangiasse, doventasse bello per sette giorni: fa di questo

fede Martiale: così scrivendo: Cum leporem mittis, semper mihi gellia

mandas: Septem formosus marce diebus eris.

Bubalino spagnuolo cittadino di Concha: fu l'inventore di mangiare

conigli, animali fecondissimi, & vaghi d'habitare nelli incavati antri,

come testifica Martiale, così dicendo: Mostravit tacitas hostibus ille

vias. Gaudet in effossis habitare cuniculus antris.

Licasto Caldeo, fu l'inventore di mangiare l'uova cotte col botiro

fresco, & di farne frittate, ò vero pescio d'ovo: fu similmente sua

inventione di cuocerle nel fuoco, & nel tegame con ottime spetie, &

agresta.

Partusio da Nicopoli, fu l'inventore di far torte de vari legumi,

herbe, & frutta.

Libista contadina Lombarda da Cernuschio: fu l'inventrice di far

raffioli aviluppati nella pasta, & di spogliati detti da Lombardi mal

fatti.

Macharia da Cremona: fu l'inventrice di far le tartare, & di cuocere

quella compositione, che dalle noci si chiama nosetto: ravolta questa

ne Cavoli: in alcune parti d'Italia chiamansi caponi: L'è il nosetto

una vivanda, che si usa la quaresima in alcuni luoghi di Lombardia, &

spetialmente in Milano.

Marina da Offlaga: fu l'inventrice de Fiadoni, & de Raffioli di Enola,

& del mangiare herbe amare.

Melibea da Manerbio: fu l'inventrice de casoncelli, delle offelle, &

delli salviati: fu costei donna di grande ardire, & è chiara cosa, che

con le proprie mani amazzò un'orso di grandezza mostruosa.

Meluzza comasca: fu l'inventrice di mangiar lasagne, macheroni con

l'aglio, spetie, & cacio, di costei fu anchora l'inventione di mangiare

formentini, lasagnuole, pinzoccheri, vivaruolo: mori di ponta, &

honorevolmente fu per le sue inventioni sepelita.

Il primo, che ponesse in costume di mangiar appio, fu Lanieno: prima

se ne coronavano solamente le tempie quando eravamo vincitori in Nemea:

così referisce Plutarcho nella vita di Timeleonte.

Claritia da Cremona: fu l'inventrice di mangiar fagioli col pepe, con

l'aceto, col sale, & olio, asciutti però, & non con brodo.

Camena da Piperno: fu l'inventrice del mangiar ceci, cicerbita, & lenti

con molto aglio et salvia per dentro.

Camilla anconitana: fu l'inventrice della fava menata, ben'oliata, ben

impepata, & vi poneva per dentro il porro, ne la reputava buona se non

era tanto tenera, che l'entrasse per un fiasco.

Il primo che usasse nelle vivande l'Aneto fu Bacchio di Corintho, il

seme suo (se il vero scrive Avicenna) è giovevole alli dolori, & il

seme anchora bollito & odorato rafrena i singhiozzi.

Coccolina da Lucca: fu l'inventrice di far composta di rape, di

carotte, di zucche, & de poponi: & fu anche quella che prima pose il

fenocchio, le pesche, la basiggia, & i cocumeri nell'aceto.

Calandrina da Pistoia: fu l'inventrice di por l'olive in compagnia del

rostito, di far le empiture de gli ucelli, & di mangiar le trippe di

Vitello, di bue, di porco, & di capretto, & ponevaci per dentro delli

aglietti, ò vero porretti, & di quelle spetie di Pistoia, che avanzano

tutte l'altre.

Il primo che usasse aniso, ne condimenti delle vivande, fu Creusa da

Megara: molto lo commendò Pithagora, toglie li insogni se l'è sospeso

al capezale.

Menina briancesca, fu l'inventrice della salsa verde, & della limonea,

gratissima ad ogni sciocco appetito, fassi ottima a Milano nel monister

maggiore per quelle sante mani di D. Anastasia cotta.

Meridiana da Cesenna, fu l'inventrice di far le minestre col

latte di mandorle, & di far le rossumate, & alcuni altri intingoli

saporitissimi.

Melina da Reggio fu l'inventrice del fare le insalatte delle carotte,

& di far cuocere i caci cavallucci nel schidone con prestissimo fuoco,

& col sopraporvi zuchero, & canella copiosamente: la medesima fu

inventrice di far quel rosto, che si chiama rosto annegato.

Calidonia Brunella: fu l'inventrice del sapore fatto di nocelle, di

far baldoni, lucanica fresca, insalata, et delle tomacelle, per le

quai cose, venne in gran riverentia il porco, che prima si schifava, &

crebbe piu quando furono asaggiati i salciciotti, & le mortadelle.

M. Apitio: fu il primo, che n'insegnasse mangiar le angurie, in cotesto

modo, facevali dentro un buco et vi poneva dentro di molto zucchero;

poi chiudeva, & facevalo star dui giorni al sole, & due notti alla

rugiada, avanti che li mangiasse. fu costui si goloso, che havendo

udito dire, che nella Libia nascevano ottime Carice, subitamente vi

navigò, & trovando non esser come gli era stato riferito, maledisse la

Libia, & chi vi habitava. Costui fu anchora il primo, che giudicasse

esser la lingua del Phenicoptero di perfettissimo sapore. fa di costui

mentione Martiale nel undecimo libro de suoi Epigrammi.

Il primo che usasse la Satureia detta per altro nome Timbra fu Marcello

Egineta: eccita Venere perciò fu detta Satureia, quasi Satireia, perche

li Satiri sono molto pronti alla carnal libidine.

Aristoxeno Cireneo: ritrovò quella vivanda detta dalli piu interni

Lombardi Ciambaglione: fu costui si studioso della gola, che inaffiava

la sera le lattughe col vin cotto, acciò fussero di piu dilicato

sapore, & piu largamente crescessero.

Sanctra golosissimo, delquale cosi scrive Martiale: Nil est miserius,

nec gulosius Sanctra: fu l'inventore delle rossumate, del brodetto, &

di quella vivanda detta cardinale.

Il primo che mangiasse delle lattughe per medicina fu Augusto, per

consiglio di Antonio Musa suo medico.

Susanna Melina, fu la prima che mangiasse porcelana, persuasa di

rafreddar per cotal mezo la lussuria sendo molto fredda.

Phagone da Smirna, fu quel che n'insegnò condir i fegatelli di porco

col suco di mele rancie agre, & col pepe: essendo una fiata questo

giottone introdotto alla Tavola di Aureliano: mangiò un porco selvatico

intiero: cento pani, un porcello domestico, & un castrato: cotesto

non vidi già io, ma Flavio Vopiscolo narra diffusamente, & per cosa

verissima l'afferma.

Astidama Milesio: fu il primo che accompagnasse l'uva moscatella con

il rostito; questo è quell'Astidama, ilquale essendo chiamato à convito

da Ariobarzane persiano solo mangiò quanto era stato apparecchiato per

tutti i convivanti.

Alessandra da Carinola: fu la prima che facesse le conserve rosate, le

schiacciate di mandorle, & confettasse i zenzovini.

Laufello Toledano, fu il primo che ritrovasse il bianco mangiare,

chiamanlo i Greci leucophagon: fu costui ottimo mariuolo.

Cornelia calandra: fu l'inventrice de susameli, mostacciuoli, &

pastidelle: & per questa inventione fu gratiosissima.

Camble Re de lidi: fu il primo che mangiasse lattimele, cagliata, &

delle ricotte fresche: hora col mele, & hora col zucchero, fu costui

si gran mangiatore, che si mangiò una notte la moglie, di questo ne fa

fede Musonio autor greco.

Galba imperadore: il cui studio fu tutto nel mangiare: vi aggiunse

l'acqua rosa, & il sale, perche si tosto come suole nel stomaco non si

corrumpesse.

Vedio Pollio fu il primo che accompagnasse il cacio con le frutta: era

costui si vago de le cose dilicate, che gettava i servi ne le piscine,

accioche i pesci doventassero di piu grato sapore mangiando le carni

humane di sapor dolcissimo.

Caligola, ilquale consumò quasi tutto il thesoro che li lasciò Tiberio

in far sontuose cene: fu il primo che formasse di zucchero, pesci,

funghi, castagne, torte, rafioli, & altre cose, il che si usa al

presente in Napoli madre de le delitie.

P. Gallonio fu il primo che confettasse i cotogni, & nel confettarli vi

ponesse il muschio: fu costui per la sua gola notato da Oratio, & da

Lucillo. Fra molte cose da Tertulliano biasimate fu il sontuoso viver

di Gallonio, la gola di Apitio, il giuoco di Curio, & l'imbriachezza

di Antonio, non dopo molto un suo nipote ritrovò di far il gelo, & di

confettar i pezzi interi: ne laqual cosa tiene à nostri tempi il primo

luogo sor Barbara da Correggio, il secondo donna Lodovica, & il terzo

la Gattina de la S. Lucretia da Este.

Cleonimo da Spelle fu il primo che confettasse le zucche, le lattuche,

& i cedri: fu costui di santissima vita.

Gnosippo Perla fu il primo che confettasse le pere moscatelle, le

nespole, le lattuche, & le radici di bugolossa.

Aglais Tibicina fu la prima che facesse marzapani, calissoni,

pignocate, zuccherini, & pane pepato, ma molto diverso di quello che si

fa hoggidi in Firenze.

Clodio Albino fu il primo che mangiasse terratuffole: cocevale costui

sotto le bragie, poi le lavava col vino odorifero, & con olio perfetto,

pepe, sale, & succo di limoncelle le godeva.

Abrone da Narni, fu il primo che mangiasse bericoccoli, canistrelli,

& caviadine, guardani, confortini fatte con zucchero, canella, uova

fresche, & butiro fresco.

Dorothea prisca da Bergamo fu l'inventrice dell'agliata: fu anche

la prima che frigesse l'aglio, & con l'aceto sel mangiasse: non fu

biasimata cotal inventione, conoscendosi esser l'aglio la vera Triacca

de contadini, & rilassar i spiracoli delle vene per quanto Dioscoride

afferma.

Trovasi sino al di d'hoggi presso di alcune nationi, un pane, ilqual

chiamavano gli antichi Artolagano. Facevasi di semela cotta nell'oglio,

aggiungendovisi un poco di vino, con pepe, overo con un poco di grasso:

delquale fu inventore Statiano da Nocera huomo molto bellicoso.

Usasi presso d'alcuni popoli una vivanda detta carica: laqual si

compone di varie cose al palato gratissime, & di molto sangue di porco

nel farla vi concorre, ne fa di questa vivanda mentione Ovidio nel

primo de suoi Fasti: i Lidij l'usavano assai frequentemente, & credeno

ne fusse l'inventore un certo Pericone pentolaio da Palermo, usasi

questa in Affrica.

Usasi appresso d'alcuni popoli ispetialmente in Puglia, una sorte di

pane, detto Coliphio: delquale fa mentione Plauto dicendo: Coliphia

mihi ne incocta detis. stimasi di cotal pane inventore Perna Sabino

hoste cortesissimo.

Dell'ozimo, vivanda fatta d'intestina, & è di soavissimo odore: fu

l'inventore Cardamo Dalmatino il piu sciagurato & il maggior parabolano

non vidde mai il sole.

Usasi da molti popoli una sorte di schiacciate, dette Elaphi, fatte

di Sesamo, & di fior di farina, delle quale fu inventore Pirro da

Capova. Al medesimo si attribuiscono molte altre foggie di focaccie,

ispetialmente le montiane, che erano di vino & di cacio composte.

Crespino Falisco fu il primo che facesse la scelta di tutti li piu

delicati cibi che si usorno al tempo di Eliogabalo, di cui egli fu

longo tempo cuoco: tolse prima per honorare un solenne convito il

Pavone di Samo, l'Atagena di Phrigia, tolse delle Grue Melice, capretti

di Ambracia, Pelame Calcedonie, Helopi Rhodiotti, Scari di Cilicia,

Datteri dell'Egitto, giande dell'Hiberia, conchilie di Lucrino, noci

pontiche, pera amerine, murene tartesie, schiacciate di Samo, tonni

tirij, conche pelorine, cestrei di Sciatho, menidi di lipari, rape di

Mantinea, o di Norsia, cacio Siciliano, & di luna.

Giulia fu la prima che ponesse in uso l'enola, ispetialmente la

campana, ch'è tenuta la migliore. è di sua natura nimica al stomaco,

mescolata pero con cose dolci, la vi diviene amicissima: fassi spesso

vino di Enola in Alemagna, & nella Val telina.

Platone fu de primi che ponesse in uso di mangiare in tavola fichi: &

non ne fu men vago che si fusse Claudio imperadore di mangiar il pesce

Scaro: per questo molti Greci il chiamarno philosicon: non dico perciò

che egli fusse il primo che lo mangiasse, perche nel vero fu Habram

hebreo. Il piu lodato fico si è l'Hircano, poi il Calcidico. ha buoni

fichi l'Affrica & Rhodi. tosto s'invecchia per la brevità delle radici:

& è piu fecondo ne le parti inferiori, che ne le sommità.

Il primo che mai mangiasse in Italia ciregi fu Calistonio trombetta,

& Lucullo fu il primo che ce le portasse di Ponto. rallegrasi

quest'albero di star ne monti acquosi; ne mai si puote per diligentia

che vi si sia usata, piantar in Egitto che frutto facesse.

Il primo che mangiasse Cornari fu Gadoleto Cipriotto: ha quest'albero

i rami duri & rigidi come il corno, & perciò se ne fanno haste & dardi

ottimi.

Il primo che mangiasse mai castagne & bollite, & arrostite fu Delio

Corfuotto. Vergilio le chiama hirsute, cosi dicendo, Stant et iuniperi,

et castaneæ hirsutæ.

Il primo che mangiasse cedri fu Demetrio Salamino. il legno di questo

albero non è mai infestato da tarme: l'olio del cedro conserva le cose

da putrefattione: i piu lodati sono in Creta, Affrica, & Siria.

Il primo che mangiasse mai Mandorle fu un Cesarisco di Puglia. In

questo albero (per quanto favoleggiano i poeti) fu tramutata Phillide;

l'è la prima che fiorisca, & avanti la maturità facilmente perde il

frutto.

Il primo che mangiasse noci fresche fu Carbonchio Epirota. Sono le noci

di tal natura che s'ingrassano per la vecchiezza. L'albero ha natural

discordia con la quercia: con la lor scorza si tingono le lane. L'ombra

sua è nemica alli seminati: & a nostri capi inducono doglia. Lelia

Romana fu poi la prima che le confettasse, & lodata ne fu.

Il primo che mangiasse Nespole fu un Prudentio Rodiotto: le foglie di

questo albero prima che caschino si fanno rosse: ha molte radici atte,

& inestirpabili. Non fu questo frutto in Italia al tempo di Catone.

suol essere l'albero molto infestato da vermicelli rossi, & pelosi.

Cassandra da Ferrara fu la prima che le confettasse.

Il primo che mangiasse more fu Caustio da Cotrone: l'ultimo albero fra

tutti che fiorisca, & aspettar suole che sia ben passato il freddo:

& per questo i poeti lo chiamano albero prudentissimo: erano i suoi

frutti bianchi, ma diventorno rossi dal sangue di Piramo & di Tisbe:

ama egli d'habitar ne monti, & tardi s'invecchia.

Il primo che mangiasse olive fu Alonseco di Medina: a questo albero

non cadeno mai le frondi: è consacrato à Minerva: & solevansene gia

coronare le torme de cavaglieri, cresce tardamente, et fassi sterile

per il morso caprino: dura quest'albero ducento anni. Philippello

spetiale è stato il primo che le habbi confettato in Sicilia.

Il primo che mangiasse pruna fu Carillo d'Andrinopoli: soncene di piu

ragioni; ma le piu lodate sono le Damascene: non è questo albero punto

amico de monti, ma de ben culti piani.

Il primo che mangiasse pera: fu Agatone soriano, fu chiamato sotto

cotesto nome Pero dalla figura piramide la qual pare imitare: li

Crostumini sono i piu lodati & poscia i Falerni: campa poco, e

facilmente perde il frutto: furono confettate da Achille alessandrino

spetiale.

Il primo che mangiasse Datteri fu Carmandro affricano: quest'albero

in Europa è sterile, & in ispagna fa il frutto di niuna soavità: hà

quest'albero l'uno & l'altro sesso, e non li cascano le foglie.

Antronio da cotrone: fu il primo che mangiasse in Italia Persica, le

quali tragono il nome da Persia; quest'albero ne fiorisce, ne fa alcun

frutto in Rhodi, altrove si, dicesi ch'egli fusse portato in Italia

per avenenarci, ma che la benignità del cielo italiano spense l'innota

sua malitia: sono alcuni che rasimigliano gli huomini losenghevoli e de

peggior fatti, di Persico dolce di fuori, & amaro dentro.

Clenandro da negroponte: fu il primo che mangiasse pignuoli freschi:

non fiorisce mai quest'albero, ne li cadono le frondi. Se alcuno li

lieva la cima diventa sterile, ne perciò muore, come l'è tagliato,

non si rimette mai piu, mai piu germina: e per questo Creso presso di

Erodoto, minaccia che distrugerebbe i lampasceni come si distrugge il

Pino.

Il confettar persica e pignuoli, è l'inventione di Curio Tripaldino:

huomo di ladronecci infame, & di sporchissima lussuria.

Il primo che mangiasse fritelle di sambuco, & di ramarino fu Giannotto

da Gorgonzola, che fu poi impeso per tradigione con duoi figliuoli a

canto.

Ortandro chiozzotto: fu il primo che mangiasse poponi, & li mangiava

con sale, & con perfetto cacio, & poi vi beveva appresso della malvasia

garba, mori costui per troppo mangiare.

Clorida da Ello, Bresciana, fu la prima che mangiasse, & cuocesse

fagioli freschi con la scorza, aggiungendovi dell'aglio, del pepe,

dell'aceto, & del petrosello: fu essa anchor la prima che mangiasse

l'erveglia à cotesto modo, se il vero mi narra Liombruno grammatico

nella sua cronica.

Clelia da Veruli; fu la prima che ponesse il vin cotto in servitio

delle vivande: Fu cotal inventione molto da savi medici approvata, &

assai ne fu da tutti commendata, se il vero però rifferisce Piliandro

scrittor de annali.

Cleope da Venafro: fu il primo che cucinasse Carcioffali nel brodo

grasso; fu anch'esso il primo che li frigesse col grasso di porco,

ponendovi pepe, sale, & aceto: Galeno il chiama Cinnara, & si

maraviglia come sia salito à tanta reputatione generando humori adusti,

concede egli però che conforti il stomaco.

Asclepiade Prusiense: famigliare di Gn. Pompeio, & medico si

eccellente, che puote risuscitar i morti: fu il primo che introducesse

il mangiar Spargi, cosi in minestra, come anchora in insalata: fu

questo medico il primo che si imaginasse sol con il vino variamente

dato, potersi risanar qualunque infermo: pose costui in uso i bagni

d'acqua dolce, & i letti sospesi per meglio procacciare all'infermo il

sonno.

Arcagato figliuolo di lisania peloponese; ilquale fu il primo medico,

che intrasse mai in Roma, fu anche il primo che mangiasse l'oche

arrostite vive, bagnandole d'acqua rosa, di botiro fresco, di zenzaro,

& di canella sottilmente pesta: fu la costui venuta dal cominciamento

gratissima: vedutone poi, con quanta crudeltà, & ferocità di cuore,

usasse l'arte sua nelle incisioni, & nelle adustioni, fu publicamente

chiamato per nome di Carnefice: Venne in Roma essendo Consoli L. Emilio

& M. Livio.

Aristogene medico, che fu già, servo di Chrisippo filosopho, fu il

primo che mangiasse le molignane fritte con l'aglio, & col petrosello:

hebbe costui gran reputatione per la mirabil cura ch'egli fece di

Antigono, & in picciol tempo ricchissimo si fece.

Acrone agrigentino medico: fu il primo che mangiasse il porro cotto

sotto le bragie, del qual cibo, tanto ne fu già vago Nerone, che niuno

piu vago esser ne puote, philosophò costui longamente in Athene insieme

con Empedocle, & fu assai più antico di Hippocrate.

Aristogene thasio, medico di Antigono re di Macedonia: fu il primo,

che ponesse in tavola le olive schiacciate, & li capperi mangiasse con

l'oximele: è il Fapero aperitivo, e molto giovevole alla milza.

Alconcio medico di Piaghe: che fu già condennato da Claudio di cento

sestertij, e confinato in Francia: fu il primo che ponesse in tavola

Aranci e limoni, premevali, e del succo bagnava le vivande; ma li

premeva negligentemente.

Agrane medico: fu il primo che portasse in tavola coriandoli confetti,

per reprimere i fumi, che sogliono per il pasto salir al celebro,

costui fu quello, che risanò Athene della peste accendendo de molti

fuochi.

Cresto bizantio sophista: fu il primo che facesse la Raffanata:

l'è un sapor fatto di raphano: usasi la vernata presso de tedeschi

frequentemente.

Mirtale, donna al ber deditissima: fu la prima che cuocesse l'uova

nel fuoco, e condite con sale e canella se le sorbisse: à costei si da

parimenti il vanto, che facesse la copeta, ponesse in Tavola pistacchi,

e ne facesse delle torte per quelli, ch'erano al lussuriare indisposti.

Pillade da Lucca: fu il primo che mangiasse castagnazzi, & minestra di

semola, & di questo ne riportò loda.

Diogirida Re di Thracia, fu l'inventore di mangiar bottarghe:

Aquilio fu poi quello, che le frigesse nell'olio, e con l'aceto se le

mangiasse.

Cisenno fu il primo che mangiasse caviaro, e ne facesse delle frittate,

un suo nipote dopo molti anni, cominciò a premervi sopra delli Aranci.

Pollidonio da macerata: fu quello che trovò il mangiar le mele granate

dopo'l pasto, persuaso forse da scritti di Cornelio celso, perche in

vero non lascino corrumpere il cibo nel stomaco.

Il primo che mangiasse aranzi, limoni, & poma di Adamo, confettate, fu

Pierio Landuccio Fiorentino.

Il primo che confettasse il seme di popone, l'aniso, & il fenocchio, fu

Laviniano da Tolentino huomo frodolento piu di ogni altro di età.

Il primo che cuocesse cipolle, & scalorgne, & ne facesse insalata: fu

Aliprando da Sigillo mercatante richissimo.

Un Pieruzzo comasco lecardo à maraviglia: fu il primo mangiatore delle

frettate dette rognose, le quai aguzzano l'appetito, ne sono punto

stuchevoli.

Il primo che ponesse fichi, pera, & mela in tavola fu Ermo Cipriota,

huomo protervo, fallace, & sopra modo bugiardo.

Il primo che ci ponesse in tavola mel cotto, & oximele per salsa, fu

Adriano di Corrira, il quale era infame de ladronecci, & in segno di

ciò fu impiccato à Negroponte.

Il primo che mangiasse quella herba detta Eringion fu Achille Troiano

di Troia di puglia. L'è una herba mordace, & n'è buona solamente la

radice, provoca la lussuria, mangiasi col cinamomo, & col Garoffano.

Il primo che mangiasse Cardi fu Protesilao macedonico, crescono

maravigliosamente in Cartagine, & in Cordova fa parer buono il vino:

la radice è buona per generar maschi, vogliono il sale, & il cinamomo,

benche hoggidi s'usi di mangiar col pepe, gli antichi li mangiavano col

mele, & con l'aceto.

Anaxilao philosopho: fu il primo che mangiasse l'aglio crudo: Galeno

lo chiama Triacca de contadini, & Oratio ne disse molto male, cosi

scrivendo. Edat cicutis allium nocentius: ò dura messorum ilia: Quid

hoc veneni sevit in præcordijs?

Il primo mangiatore del Raphano: puro, non dico della raphanea, che già

l'habbiamo detto, fu Oldrico da Sciaphusa: Androcida ne faceva mangiare

per riparare all'imbriaganza: Scrive Plinio che crescono in Alemagna

alla misura d'un fanciullo, guasta i denti, & credettero già gli

antichi ch'egli fusse contra il veleno.

Il primo che mangiasse zucche: fu Marullo egittio: ve ne sono di

lunghe, & di rotunde, le lunghe sono piu grate in su le mense:

Chrisippo medico le dannava, generano però buono humore, & giovano alle

febri coleriche per il parere di Avicenna: Avvertisce Columella, che

donne non vadino dove le sono piantate, ispetialmente se l'hanno il

flusso menstruale.

Li Arcadi furono i primi, che mangiassero delle giande.

Li Budini popoli dell'Asia maggiore, furono i primi che mangiassero

pidocchi.

I Nomadi dell'ethiopia, & i Simbari, furono i primi che mangiassero

delli Elephanti.

Li popoli Cinocephali furono i primi, che si pascessero di latte.

Li Agriophagi furono i primi mangiatori de Lioni, & di Panthere.

Li Antropophagi furono i primi che mangiassero carne humana.

Commentario de le piu notabili, & mostruose cose d'Italia, & di altri luoghi di lingua aramea in Italiana tradotto, nelquale si impara, & prendesi estremo piacere · 第 3 / 7 题