XXXIII.

Stefanella, scosso il terribile colpo che aveva ricevuto, aprì gli

occhi a stento, e all’incerto crepuscolo che spandeva nella caverna il

fioco lume d’una lanterna cieca, potè vedere che i quattro prigionieri

erano sempre legati e ginocchioni allo stesso posto. Allora si alzò

a stento e stette un istante a pensare: poi coll’atto di chi ha preso

una risoluzione si inginocchiò, fece una rapida preghiera, rialzossi e

corse vicino a Gabriele, dicendogli a bassa voce:

— Io vi salverò... secondatemi... e silenzio.

Detto ciò, corse al fratello e brancolando cercò dove teneva la mano

destra nella quale portava l’anello dell’Erinni che gli serviva di

sigillo. La mano gli pendeva abbandonata per terra. Essa la prese

delicatamente, la sollevò leggierissimamente, ne cavò l’anello e se

lo pose in dito. Stefanella sapeva che Carluccio aveva prescritto che

chiunque gli portasse un ordine a nome suo mostrando quell’anello dovea

essere obbedito. Poi la Stefanella, brandito un coltello che giaceva

sulla tavola, cominciò a tagliare le ritorte che tenevano avvinti i

francesi e quando l’ultimo fu libero.

— Aspettatemi! disse, scendo subito.

E Stefanella salì per il sentiero della caverna fino alla sua

imboccatura. Ivi vegliava un brigante in sentinella; mostrò l’anello e

gli disse:

— Ordine del capo di lasciarmi passare coi francesi.

La sentinella guardò l’anello e rispose:

— Passate.

Stefanella ridiscese a’ suoi liberati e sempre a bassa voce disse loro:

— Seguitemi ora....

Gabriele, la sua sposa, De-Mauve e la matrigna si mossero insieme come

spettri usciti da un sepolcro, per il sentiero sul quale Stefanella li

precedeva. In capo a pochi minuti furono tutti di sopra. La sentinella

disse:

— Quanti sono?...

— Quattro!... rispose Stefanella, e si fermò all’imboccatura per

contarli: l’ultimo a salire era stato Gabriele e quando egli al

chiarore delle stelle rivide il volto della santa fanciulla che era

stata tanta parte de’ suoi sogni giovanili, s’arrestò un attimo per

contemplarla e per dirle forse una parola d’affetto.

— Andate via!... fate presto!... fece la giovine interrompendogli la

parola sulle labbra. — Ma Stefanella non aveva ancora profferito queste

parole che due detonazioni partirono dal basso della caverna, e nello

stesso tempo Gabriele e Stefanella rotolarono insieme di pietra in

pietra fino al fondo dell’antro e vi restarono immobili.... morti!...

Carluccio ad onta della grande cautela impiegata dai fuggitivi, aveva

sentito un lieve rumore e, avvezzo agli _all’erta_ s’era destato. Egli

apriva gli occhi proprio nel momento che Gabriele toccava la soglia

dell’antro e s’avvicinava a Stefanella. A quella vista egli non fece

che balzar dal suo letto, afferrare la sua carabina a due colpi e

puntare le sole due persone che avesse sotto la mira. Egli aveva ferito

al cuore sua sorella e Gabriele al cervello.

Allo scoppio dell’archibugio tutta la masnada fu in all’arme; la voce

di tradimento si sparse da una fila all’altra e gli altri tre francesi

che si trovavano nella notte smarriti per il bosco, furono a colpi di

coltello, di fucile e di scure massacrati. In pochi minuti erano tutti

morti.

Carluccio intanto aveva aperta la sua lanterna cieca e s’era curvato

sul corpo dei feriti per riconoscerli.... Guardò il primo era Gabriele,

guardò l’altro era Stefanella.

Il brigante si precipitò sul bel corpo che egli aveva piagato, ne cercò

i battiti e non li trovò; volle ridestarne il calore, ma solo il gelo

della morte gli rispose; cercò scuoterla, rianimarla, e vide una testa

già livida e inanimata penzolargli tra le braccia.

Allora, ben persuaso che era morta.... diè fiato tre volte al suo

fischio e tutti i briganti in un attimo accorsero colle faci sull’alto

della caverna.

E quando vide tutta la banda raccolta, fe’ un cenno colla mano e parlò:

— La Furia ha finito!... egli s’era fatto brigante per vendicare costei

che le pende morta fra le braccia.... Ma per vendicarla l’ha uccisa....

Dio ha mostrato che la vendetta è fatale a chi l’adopera e colpisce

colla stessa arma il vendicatore. Voi non lo credete?... Guardate

allora.

E afferrato il pugnale che portava infisso alla cintola se lo affondò

nella gola, e spirò senza un gemito, tra i corpi di Gabriele e

Stefanella l’anima fiera.

La tratta dei fanciulli · 第 39 / 42 题