vecchio stile manierato ha fatta una maggior profusione di denaro, di
spirito, e di non senso. Ridondavano di simmetrìa, di scale superbe,
di colonnati, di statue, e di quadri. I cristalli, le conchiglie, i
coralli erano sparsi dovunque; e dove la magnificenza era portata al
suo colmo, si vedeva comparire il vero Nettuno composto di mille lucidi
sassolini fra getti insidiosi d'acqua, che slanciavano il gambero
maliziosetto, e la disinvolta tartaruga, e fra i portentosi suoni
d'organi, e di pifferi, che formavano le acque._
[18] _Per variar gli oggetti, invece degli ordinarj romitaggi, si
possono introdurre altre specie d'edificj, e di dimore, dedicate alla
malinconìa, e alla contemplazione. Possonsi consacrar queste fabbriche
non soltanto ai romiti famosi, ma alla memoria ancora d'antichi
filosofi, celebri coltivatori della solitudine. Nessuno più di
Pitagora, tra i saggi dell'antichità, sembra aver meglio apprezzato i
doni della vita campestre, e quella che consigliava a' suoi discepoli,
era venerabile, e piena d'allettamento._
[19] _Young nel suo giro nelle parti orientali d'Inghilterra ci
riporta la descrizione dell'antica abbazìa di Roche, che si cerca di
connettere col vicino parco di Sandbec. Con questa mira si travaglia
a formare nel detto parco una nuova scena, il cui spazio consiste in
una stretta valle tortuosa, e arborata, quale percorre serpeggiando
un ruscello, che bisbiglia attraverso li massi distaccati da rocchi
scoscesi, che circondano i fianchi della cavità. Nel mezzo della valle
sorgono le rovine dell'abbazìa con grandiosi frammenti di muro, e
con archi spaziosi, compiuti in parte, ed in parte spezzati. Tra gli
avanzi de' muri, umili arbuscelli spiegano i rami fra le rovesciate
colonne; le pareti son tapezzate d'ellere, che vi pendono in tai siti
a guisa di festoni. Le tombe de' monaci, i monumenti de' benefattori
posti in obblìo da lungo tempo, e le basi delle distrutte colonne
sopravanzano l'erba. Infranti quà, e in là si veggono de' gottici
capitelli, delle parti di membrature travagliate con molt'arte, e
delle statue fracassate. Altri avanzi crepacciati, e in apparenza di
crollare, occupano tuttavìa l'antico lor posto. Una rovinata scala,
che conduceva sopra una torre, che il tempo ha distrutta, è rimasta in
piedi ad una grande altezza, inaccessibile, e scoperta. Nulla v'ha di
ben conservato, ma vi restan le traccie di tutto; e queste rovine non
lasciano verun dubbio sulle proporzioni, e l'inservienza dell'antico
edificio; e radunano in folla nel nostro spirito tutte le idee,
che possono nascere all'aspetto d'un luogo antico, consacrato alla
religione, e che non presenta oggigiorno che desolazione, e squallore._
[20] _I Greci costumavano di fare le loro statue nude, per meglio
rappresentare la natura. I Romani distinguevano le loro statue dagli
abigliamenti, chiamando _paludate_ quelle degl'imperatori, dal lungo
manto guerriero, che le coprivano; _thorocate_ quelle de' capitani, e
cavalieri, dal loro sorcotto; _loricate_ quelle de' semplici soldati.
Le statue de' senatori, e degli auguri erano dette _trabeate_; _togate_
quelle de' magistrati; _tunicate_ quelle del popolo; _stolate_ quelle
delle femmine. Le statue si possono distinguere in edestri, equestri,
ed assise. La grandezza delle statue si divideva in tre classi:
grandi, mezzane, e picciole. Le grandi si suddividevano in altre
tre classi; chiamandosi auguste le più grandi dell'altezza naturale,
eroiche quelle, che avevano due volte la dett'altezza, e colossali
quelle, che si distendevano fino a tre altezze, e più. Le piccole
statue pure si dividevano in tripedanee dell'altezza di tre piedi, in
cubitali, e palmari. Quanto alla materia, di cui originalmente furono
esse composte, v'è apparenza, che la creta, come la più maneggevole,
e la più atta a ricevere qualunque forma, fu impiegata per la prima.
In seguito fu impiegato il legno; ed i Romani non ebbero per lungo
spazio che degli Dei di legno, anche dopo che la scultura assoggettò
la pietra, ed il marmo. Vedi Pausania, Plinio, e la dissertazione di
Frigelino: _de statuis_ ec. ec._
_Trattandosi dell'arte de' giardini ragionati, che ammettono tempj, ed
edificj ornati da statue, le più minute particolarità, e circostanze
relative alle stesse non sono da ignorarsi._
[21] _La semplicità maestosa del Greco, e del Latino non sostiene
egualmente le altre lingue, e sovratutto la Francese, che langue pei
suoi incomodi gerundj, e per lo impiego de' verbi ausiliarj, ai quali è
indispensabilmente soggetta, e che sono sempre gli stessi. Nel parco di
Leasowes sopra un'urna, consacrata alla memoria d'una giovine parente,
si legge questa toccante iscrizione:_
PERAMABILI · SVAE · CONSOBRINAE
M · D
AH · MARIA
PVELLARVM · ELEGANTISSIMA
A · FLORE · VENVSTATIS · ABREPTA
VALE!
HEV · QVANTO · MINVS · EST
CVM · RELIQVIS · VERSARI
QVAM · TVI
MEMINISSE
[22] _Si è quì posto un pezzo d'architettura chinese, che per verità è
molto bizzarra, ed inverosimile, mancante di belle forme, ed oppressa
da superflui ornamenti meschini, e ridicoli. Felicemente per noi questo
gusto è passato di moda, che indipendentemente dalla grave spesa, a
cui c'impegnava, era in una singolar contraddizione col paese, che
abitiamo, e col nostro clima. Lo stravagante lusso del secolo non
si accontentò delle sole scipidezze chinesi; progredì oltre e furon
messe a contribuzione le opere egizie, le moresche, e le turche. Si
riunivano in un piccolo spazio gli edifizj, e i prodotti di regioni
così differenti, che il quadro, che ne risultava, era affatto buffone,
e l'immaginazione la più disordinata non era in grado di sostituirne un
altro più confuso._
[23] _L'arte delle congiunzioni, e quella dei passaggi riescono la
parte più difficile per l'artista giardiniere, come lo sono per il
compositore di musica, e per il pittore._
[24] _I raggi di luce rifranti dal prisma determinano meglio d'ogni
altra legge le affinità dei colori._
[25] _Meritano distinta menzione le seguenti varietà, che si sono
ommesse nel catalogo. Acer pseudo-platanus fol. variegatis. Aesculus
hippocastanum fl. luteo varieg., fl. albo varieg. Arbutus unedo fl.
rubro, fl. pleno, fol. crisp. Betula laciniata, incana, glutinosa.
Carpinus quercifol. Celtis fol. varieg. Chionanthus latifol. Clethra
nana. Crataegus fl. pl. Cytisus fol. varieg. Daphne fl. rubro praec.,
fl. albo praec. Fagus foliis varieg. Gleditsia caul. virid. Hedera
fol. varieg. Ilex aquifolium fol. varieg., aur. varieg., argent.
varieg., angustifol. Itea minor. Iasminum fol. argent., fol. aureo
varieg., angustifol. Juniperus fol. varieg. Ledum fol. varieg. Magnolia
ferruginea, glauca fl. pleno. Myrica sempervirens. Phyllyrea latifol.
non serrat. Phlomis angustifol. Pinus larix nigra, repens, rubra.
Populus balsamifera fol. varieg. Prunus laurocerasus fol. argent.,
fol. varieg. Pyrus fol. varieg., fl. pleno. Quercus robur fol. varieg.
Rhamnus alaternus fol. argent., varieg. Robinia pigmaea. Rosmarinus
fol. argent., fol. aur. varieg. Rubus fructu albo. Salix caprea fol.
variegatis, purpurea. Sambucus fol. varieg. argent., varieg. aureo.
Stewartia Marylandica. Tilia viminibus rubris. Ulmus fol. varieg.
Vaccinium minor. Viburnum fol. varieg., fol. hirsut. Vinca fol.
aureis._
[26] _Proponendosi di costruire un giardino, converrà da principio
formare sulla carta il piano generale, portando le viste in là al
possibile, e procedere in appresso lentamente coll'esecuzione; oppure
tutto ad un tratto formare l'intera piantagione, e d'anno in anno
aggiungervi le fabbriche, e gli oggetti dell'arte, che ricerca._
_Adottate idee, che si possino eseguire, e che corrispondino ai vostri
mezzi permanenti. L'abbracciare progetti giganteschi tanto nelle
private, quanto nelle pubbliche opere, è fissare l'imperfezione,
e stabilire un perpetuo imbarazzo. Si sbilancia se stesso, e i
successori; e si priva se, e gli altri del possibile godimento. L'opera
difficilmente vien progredita sulli disposti disegni; resta ineseguita,
o grandemente alterata; non risulta quanto poteva, o doveva essere._
[27] _Le descrizioni di Blenheim, di Stowe, di Hagley, di Painshill, e
di tant'altre famose ville Inglesi, che si avrebbero volute quì porre,
si potranno leggere nella voluminosa opera d'Hirchfeld, in quella
intitolata: «L'art de former les jardins modernes» in 8.º, ed altrove._
[28] _Il prato della valle in Padova presenta le statue d'uomini
illustri, benemeriti di quella città; ed un Signor Milanese a proprie
spese ha fatto colà erigere la statua d'un insigne giurisconsulto suo
parente, che ha illustrato quella università._
[29] _Fra i passeggi pubblici più belli, come si trovano oggigiorno,
forse ne porta il primo vanto in Europa quello chiamato il Prater
presso Vienna, situato in una grand'isola, che forma il Danubio. Ma le
sue fabbriche sono meschine, le rive del fiume disordinate, e sconcie,
i suoi ponti miserabili, e nelle escrescenze è messo tutto sott'acqua._
[30] _Questo costume sempre adottato da tutte le nazioni veniva
riguardato come sacro, e sanzionato da leggi a ciò apposite, come ne
fanno menzione tutti gli storici, gli oratori, ed i critici. Antonino
Pio «intra urbem sepeliri mortuos vetuit.» Diocleziano, e Massimiano
«mortuorum reliquias ne sanctum Municipiorum jus polluatur intra
civitatem condi jampridem vetitum est» e la stessa legge delle 12
tavole «nefas erat intra mœnia mortuum sepelire.»_
_Nè agevole era punto l'ottenere la distinzione d'essere sepolto nelle
città, perchè Servio Sulpizio scrivendo a Cicerone attesta, parlando di
Marcello morto in Atene: «Ab Atheniensibus locum sepulturae ut darent
intra urbem impetrari non potui, quod religione se impediri dicerent,
neque tamen ante id cuiquam concesserant.» Isidoro poi confermando
quanto sia ciò pregiudicievole alla salubrità, accenna come il costume
di seppellire fuor delle mura si adottasse posteriormente. «Prius autem
quisquis in domo sua sepelibatur: postea vetitum est legibus, ne fœtore
ipsa corpora viventium contacta inficerentur.» Cicerone, Plutarco,
Strabone, Pausania portano mille autorità su questo proposito, parlando
anche dei popoli di Smirne, di Sicione, di Delo, di Siracusa, di
Corinto, ec._
[31] _Vedi la vignetta posta in testa del presente articolo_.
[32] _Veggasi l'opera intitolata: «Recueil d'idées nouvelles pour
la décoration des jardins, et des parcs dans le gout Anglais etc.»
Leipzick 1796._
[33] _Vhately, Vatelet, de Lille ci danno descrizioni oltremodo
seducenti di possessioni d'un corrispondente lusso, e delizia, quali
valgono meglio di molti giardini._
[34] _Non è però da dissimularsi che la freschezza, la temperatura,
la limpidezza delle acque, la mossa del terreno dell'Inghilterra,
l'umidità, e l'ostinazione Inglese, se non sono qualità esclusive,
volute da questo genere, almeno lo rendono colà più praticabile, e più
delizioso, che altrove._
ERRATA.
_Frontispizio_ _sylvanumque_ leggi _Sylvanumque_
_Pag._ 33, _lin._ 24 basta segnare basta a segnare
40, 18 il piano i piani
65, 2 leggermente leggiadramente
73, _ultima_ lentezza lautezza
172, 2 rissorse risorse
282, _prima_ puuto punto
312, 21 fiilosofo filosofo
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
senza annotazione minimi errori tipografici. Le correzioni indicate a
pag. 375 (Errata) sono state riportate nel testo.
End of Project Gutenberg's Dell'arte dei giardini inglesi, by Ercole Silva