degl'immensi terreni incolti, sparsi su tutta l'isola, e perfino negli
stessi contorni di Londra, dove attesa l'opportunità degl'ingrassi, la
facilità de' trasporti, e l'approvigionamento della capitale, questi
terreni dovrebbero sembrare i più preziosi; e sono in tale stato
per mancanza di braccia, occupate nella marina, e alle manifatture,
ed altresì per l'interesse maggiore, che ne risulta ai particolari
nell'impiego diverso dei loro capitali. Alcuni di questi tratti incolti
appartengono a comunità, ed il loro acquisto diventa imbarazzante,
ma non impossibile in un paese, dove le conversioni all'utile, e le
proficue speculazioni sono famigliari a chicchessìa, e ben presto
abbracciate. I terreni ancora sono l'oggetto il meno caricato, e
la loro tassa non equivalente a quelle degli altri articoli, perchè
regolata su' vecchj catastri, che non si rinnovano, perchè interessanti
la parte legislativa, cui spetta l'imposizione delle tasse. Risulta
adunque che il costo delle terre è moderato, e nulla in Inghilterra
è meno aggravato dalle imposte. Quindi un tratto di terreno incolto,
ridotto colà a parco, effettivamente guadagna. Edotti dell'importante,
non si persuaderà essere oggetto di somma spesa il cingere questo
tratto di terreno con meschino murello, o con barriera di legno, ove
invece di legna si abbruccia il carbon fossile, ed anche per maggior
risparmio coll'economico cartello, che avvisa esservi trappole, ed
inciampi nascosti. Ciò fatto, a norma delle qualità, e delle differenti
situazioni del fondo, questo è posto a colture analoghe, ed opportune.
Un tratto di costiera al mezzodì sarà messo a viti, pianta esotica,
e che dando puranche un vino pestifero, sarà sempre prezioso per il
padrone di casa, ricavato da un suolo ribelle, e sotto i suoi occhi;
un pezzo di terreno sarà paludoso, e vi si tenterà la coltivazione
del riso. Ma siffatte cose consideransi pure per semplici capricci,
e per vani tentativi di nessun lucro. Tutto il restante del parco,
vale a dire la massima parte del terreno, forma altrettante praterìe
effettive, e variate, abbellite da gruppi d'alberi diversi, ed irrigate
da copiose acque bellissime, di cui qualcheduna ha la sua sorgente
sul sito. Numerose mandre vi pascolano, talune in tratti separati,
affittati, e tal altre in altri spazj riserbati al padrone. Sopra
alture meno fruttifere vedonsi arrampicare montoni, e nei boschi,
che danno legna d'opera, si vedono correre daini, e qualche cervo,
ricercatissimi, e di sommo costo. Le case rustiche in quà, e in là
disperse, o che formano casale, sono abitate da' contadini, e guarnite
d'ogni genere di pollame, e d'animali. Subordinato il tutto al maggior
comodo, all'economìa, ed all'ordine più preciso, tuttavìa un genio
pittorico ha preordinate le situazioni, e la costruzione d'ogni cosa.
Perfino la cappelletta del luogo, situata sopra un poggio, sembra
appartenere al recinto, e fa quadro. Le acque abbondano di pesci, ed in
alcuni tratti di prato pascolano i cavalli. Gli ortaggi, i frutteti,
e le serre sono in parti nascoste, vicine alla casa, e formano scene
separate.
Il nostro terreno prezioso, e generalmente coltivato non acquisterebbe
certo come in Inghilterra ad essere ridotto a parco; ma tuttavìa una
possessione ridotta un po' pittorescamente, e mantenuta con lusso, non
può che migliorare e per l'effetto degli occhi, e per quello della
borsa[33]. Obbliga altresì alla riunione de' fondi, e a piantarvi
la casa nel mezzo, giusta i precetti de' buoni agricoltori. Con
poca spesa, ma con assidua cura si ritrarrebbero sommi utili, che
crescerebbero in ragione della superiorità del nostro clima, e della
varietà, e bellezza de' nostri prodotti.
La supposizione poi che il nostro paese sia diggià un giardino,
sarebbe la stessa di quella, che la nostra popolazione sia formata
da altrettante Veneri, ed Apolli, come ce li descrivono i poeti, e
come ce li mostrano l'opere dei migliori scultori; e si avverta, che
come appunto l'Apollo di Belvedere rappresenta un bello ideale per la
bellezza delle singole parti, che lo compongono, e la squisitezza del
suo totale, composizione ricavata dalla natura umana, ma che realmente
in essa non esiste, così dovranno essere i giardini pittorici. Ricavati
da' siti naturali li singoli pezzi superiormente belli, formeranno
un totale, che diventerà bello ideale (come si è detto a suo sito);
e come appunto i mostri d'ogni genere hanno precedute le belle statue
Greche, e Romane, così gli altri giardini hanno preceduto i giardini
pittorici, stati singolarmente adottati dagl'Inglesi, e ridotti a
somma perfezione; punto fisso, siccome il bello, da cui non si saprebbe
deviare, che per effetto di prevalsa barbarie, o di luttuosa catastrofe
di calamità.
Un'altra conseguenza, che risulta dall'osservazione di quest'opera, si
è, che i giardini regolari dell'antico stile non potranno altrimenti
amalgamarsi, o formar parte de' giardini naturali del moderno gusto. Il
volerne da principio far saggio, e la mancanza di coraggio d'abbattere,
e di conformare così il restante, hanno potuto suggerire da principio
questo mezzo termine, che non quadra punto col risultato, e cogli
effetti, che attendere si devono dal totale; ed anzi questa parte
isolata, e perduta fa mal opera a se, ed al resto.
Si è detto, che la natura dei giardini moderni, accostandosi alla casa,
ne diventa più colta, e più gentile, e vi ammette puranche qualche
ornato dell'arte; ma non potrà per questo fondersi, ed accoppiarsi
con una natura, che non è natura, e che non appartiene ad alcun'arte.
Grandemente parlandosi, e con precisione, non vi è che un solo stile in
fatto di giardini; e i giardini promiscui sono mostri.
La formazione dei giardini Inglesi, come tutte le opere, che
abbracciano totalità, non potrà essere ideata, e diretta, che da
una sola persona. Si sono abbastanza dettagliate le qualità, che
costituiscono l'artista giardiniere, al quale potrebbe con onore
supplire anche un amatore, di nessun mestiere, e che avesse una giusta
conoscenza di molti, dotato d'un colpo d'occhio sicuro, e di sano
discernimento, avvezzo all'osservazione, e all'esame. Richiedesi in
lui molta immaginazione, o piuttosto una facile ritentiva di quanto
ha veduto, e che abbia veduto assai; e per ultimo l'arte, ossia la
conoscenza, il giudizio, l'industria di saperlo variamente applicare a
proposito, e conformare con buon effetto. Non basterà, come si è detto,
di porre in carta il disegno, e quello del circondario; gioverà ancora
farne il modello, e sovrattutto disegnar ogni cosa al naturale sul
sito. Walpol rimarca, che il proprietario, per poco che abbia di gusto,
è il migliore ordinatore del suo giardino.
L'arte dei giardini deve travagliare non solamente per l'occhio, e per
l'immaginazione, ma ancora per il sentimento. «Laddove è introdotta
una miglior maniera, dice Chambers, ove i giardini sono naturali senza
rassomigliare alla natura ordinaria, nuovi senza essere affettati,
e straordinarj senza essere stravaganti; ove l'attenzione dello
spettatore è continuamente tenuta in sospeso, punta la sua curiosità,
ed il suo spirito occupato da una grande diversità di sensazioni; là
bisogna, che i giardinieri siano gente di genio, d'esperienza, e di
criterio; bisogna, che dessi siano pronti a sentire, ricchi di mezzi,
fertili in invenzioni, e che conoscano a fondo tutt'i movimenti del
cuore umano.»
Per quanto sorprendenti siano i progressi fatti in Inghilterra
nell'arte dei giardini pittorici, tuttavìa sarebbe uno strano
pregiudizio quello di riguardare quest'arte come pervenuta colà
alla sua perfezione. Per forza di carattere, e per sovrabbondanza
di mezzi molto hanno fatto gl'inglesi anche in quest'arte, ma molto
resta loro da farsi ancora; ed un esame imparziale ci mostrerà
gli errori, ne' quali incorrono sovente. Uno de' principali loro
difetti è d'essere ancora troppo limitati. Fino al presente si sono
generalmente ristretti al solo genere aggradevole, e non si sono
abbastanza estesi su tutte le altre specie sì variate di giardini, che
si ponno disporre a norma della differenza dei siti, e dei caratteri
proprj a ciaschedun cantone. Questa sterilità si mostra ancora non
solamente nella continua ripetizione di torri Chinesi, di kioschi,
d'obelischi, di colonne, di tempj, e di cose, e di avanzi gotici, ma
puranche nella stessa maniera del piantare. A Kent si rimproverava che
le sue masse erano soverchiamente piccole, e non proporzionate agli
spazj, e che si attaccava di troppo agli effetti immediati, e che non
piantava per l'avvenire. Non mi è riuscito di vedere in Inghilterra
de' giardini relativi alle stagioni, e alle parti del giorno. Il
miscuglio intelligente delle diverse qualità di verdi, ed il contrasto
delle loro forme è appena conosciuto ne' modernissimi giardini. È cosa
ordinaria al lungo de' tratti erbosi, de' ruscelli, e de' fiumi la
continuazione di gruppi, composti esattamente del medesimo numero, e
della medesima specie d'alberi, e di vedere nel restante una continua
schiera piramidale di piante, cominciando dalle più basse alle più
alte. Gl'Inglesi hanno altresì accumulata una quantità di cose gotiche,
d'archi trionfali, di statue equestri, di piramidi, e di circhi, che
non sembrano gli oggetti fatti per un giardino.
Il gusto de' giardini Inglesi si è diffuso ben presto in tutta
l'Europa, ed è stato avidamente abbracciato dalle nazioni più colte.
La Francia si vanta d'avere dato il giorno a Watelet, artista, e poeta
d'un rango distinto, che fu il primo scrittor Francese, che sommise i
giardini all'invariabilità del bello. Penetrato delle massime, e degli
effetti della pittura, fece, per quanto si poteva, l'applicazione delle
regole di quest'arte a quella de' giardini; e quest'applicazione fu più
felice di quella degli architetti quando trasportarono ne' giardini la
simmetrìa dei loro edifizj.
Il signor di Girardin ha composta un'opera preziosa sulla composizione
del paesaggio, e sui mezzi d'abbellire la natura intorno le abitazioni,
accoppiando l'utile all'aggradevole; e non contento di avere esposta la
teorìa, ha presentato il celebre suo giardino di Ermanonville.
In Francia è comparso il poema di Delille, che merita la palma fra
tutt'i poemi didascalici sopra i giardini; l'immaginazione del
cui autore è ricca, e fiorita, il suo gusto delicato, e formato
dall'osservazione della natura, e dallo studio de' migliori modelli.
Anche la Germania in fatto di giardini moderni presenta de' capi
d'opera, che possono gareggiare coll'opere più belle delle emule
nazioni. La Germania possiede Hirchfeld. Ghesner sollevò alquanto
la benda, e Sulzer fu il primo in Germania a collocare l'arte del
giardinaggio fra le belle arti.
Dall'ingegno Italiano è fuor di dubbio, che colla scorta de' materiali,
col favore della limpidezza del nostro cielo, e bontà di clima[34],
questo ramo novello di delizia, e d'utile potrà col tempo essere
portato ad un eminente grado di bello nel paese natìo dell'arti
geniali; ma era necessario frattanto di avere tra noi in qualche modo
una guida, onde conoscere questi giardini, e giudicarne; e sino a
che i veri principj dell'arte non erano stati sviluppati a dovere, e
resi generalmente cogniti, non prendendosi la buona strada, si andava
soggetti a traviare spesso. Scarsi d'immaginazione, e di principj
analoghi, privi d'idee chiare, e senza una giusta cognizione della
cosa, si vacilla mai sempre, e non si sa che copiare a stento, e con
cattivo successo de' pezzi già veduti in altri giardini; ed in questo
genere non si tratta mai di copiare, ma d'inventar sempre.
Ora il cammino, che si deve percorrere, seguendo la riflessione, e lo
studio della natura, è almeno in gran parte indicato; e si ritenga
per massima fondamentale, che il più bel giardino è quello, che è
precisamente tutto ciò, che può essere a seconda dell'indole, e qualità
del sito, e de' suoi contorni.
_INDICE DELLE MATERIE._
_Origine dei giardini Inglesi_ Pag. 1
_Descrizione di Chambers dei giardini della China_ » 18
_Osservazioni relative all'arte dei giardini del
moderno gusto_ » 36
_Della destinazione, e dignità dei giardini_ » 47
_Della grandezza, e della varietà_ » 52
_Quadro della grandezza_ » 54
_Quadro della varietà_ » id.
_Della bellezza_ » 56
_Del colore_ » 59
_Del movimento_ » 63
_Della vaghezza_ » 65
_Della novità, e della sorpresa_ » 67
_Del contrasto_ » 70
_Della parsimonia, e sobrietà_ » 73
_Dei differenti caratteri del paesino, e de' suoi
effetti_ » 76
_Parti individuali del cantone_ » 79
_Eminenze_ » 81
_Degli sfondi_ » 82
_Delle roccie_ » 83
_Boschi_ » 85
_Dell'acque_ » 87
_Delle praterìe_ » 92
_Delle lontananze_ » 93
_Accidenti_ » 96
_Caratteristico dei diversi cantoni_ » 98
_Romanzesco, e magico_ » 101
_Dello spazio totale_ » 108
_Degli alberi, ed arbusti_ » 125
_Catalogo d'alberi, d'arbusti, d'erbe a fiori, e d'erbe
da prato atte al giardino all'Inglese_ » 126
_De' caratteri distinti delle piante_ » 154
_Dei gruppi d'alberi_ » 159
_Boschetti_ » 163
_Boschi_ » 166
_Foresta_ » 170
_Cespuglio_ » 172
_Landa_ » 173
_Dell'ombra, e della degradazione de' colori delle foglie_ » 175
_Dei fiori_ » 180
_Dell'erba_ » 183
_Delle acque_ » 187
_Del lago_ » 188
_Stagni_ » 191
_Dei torrenti_ » 192
_Fiume_ » 194
_Ruscelli_ » 197
_Cascata_ » 201
_Delle cateratte_ » 203
_Osservazioni sopra le acque_ » 204
_Dei cammini, e sentieri_ » 206
_Dei viali_ » 213
_Dei tempj_ » 215
_Delle grotte_ » 226
_Dei romitaggi_ » 234
_Ruine_ » 239
_Siti di riposo_ » 247
_Dei ponti_ » 250
_Porte_ » 251
_Statue_ » 252
_Monumenti_ » 255
_Iscrizioni_ » 262
_Delle fabbriche nei giardini_ » 265
_Delle case_ » 268
_Abbellimenti di parti isolate di casa di campagna_ » 270
_Dei villaggi_ » 278
_Dei verzieri_ » 281
_Delle citroniere_ » 285
_Ripresa, ed osservazioni su varj articoli,
particolarmente relativi alla piantagione_ » 290
_Concezione d'un giardino_ » 303
_Condotta, e filo d'un giardino_ » 309
_Dei giardini pubblici_ » 316
_Giardini d'università, e d'accademie_ » 321
_Giardino d'ospitale_ » 324
_Dei giardini di convento_ » 325
_Giardini annessi a' cimiterj_ » 326
_Giardini relativi alle stagioni_ » 332
_Giardino di primavera_ » 333
_Giardino estivo_ » 337
_Giardino d'autunno_ » 340
_Giardino d'inverno_ » 343
_Giardini, o scene relative alle parti del giorno_ » 347
_Conclusione_ » 353
SPIEGAZIONE DELLE TAVOLE.
Tav. I. Pag. 3 Frontispizio esprimente un baccanaletto.
» II. » 24 Scoglio Chinese praticabile.
» III. » 34 Piano generale di casa, e giardino Inglese.
» IV. » 46 Pagliajo rotondo, ricavato _du détail des
nouveaux jardins_.
» V. » 75 Veduta di Woobourn di P. Southcote.
» VI. » 82 Collinetta nella villa Silva a Cinisello.
» VII. » 85 Capanna boschereccia nella villa Cusani a
Desio.
» VIII. » 88 Veduta del laghetto nella villa di Monza.
» IX. » 98 Veduta del ponte, del tempio di Venere, ec.
ec. nel giardino del Cav. F. Dashwood a
West Wycomb.
» X. » 108 Casino in posizione naturale, atta a ridursi
a villa Inglese.
» XI. » 124 Veduta del giardino, e di parte del palazzo
Belgiojoso in strada risara.
» XII. » 163 Grotta nella villa Silva a Cinisello.
» XIII. » 170 Carbonaja, che forma internamente biblioteca,
con cammino.
» XIV. » 173 Antro di Polifemo nella villa di Monza.
» XV. » 183 Veduta del palazzo, e di una parte del
giardino del Cav. Fr. Dashwood a West
Wycomb.
» XVI. » 190 Veduta del laghetto nella villa Cusani a
Desio.
» XVII. » 201 Caduta d'acqua nella villa di Monza.
» XVIII. » 206 Tenda Greca nel giardino Belgiojoso.
» XIX. » 214 Veduta di Wilton di Lord Pembroke.
» XX. » 233 Grotta sforata, d'invenzione di M. Schuricht.
» XXI. » 249 Seggio coperto, d'invenzione di Schuricht.
» XXII. » 255 Piramide con sua cella, spaccato, e pianta,
d'invenzione del cittadino la Gardette.
» XXIII. » 261 Colombario, ossia cinerario della famiglia
degli Acii nel parco di Belgiojoso, con suo
spaccato, e pianta.
» XXIV. » 265 Pagoda Chinese, suo spaccato, e pianta,
d'invenzione de la Gardette.
» XXV. » 272 Prospetto del palazzo di Scoonenbergh presso
Brusselles, altrimenti chiamato la villa del
Lake.
» XXVI. » 276 Casino di caccia, d'invenzione di J. Canter.
» XXVII. » 281 Tempietto a pergolato.
» XXVIII. » 285 Prospetto della citroniera, e di parte del
castello di Belgiojoso.
» XXIX. » 290 Casa rustica nella villa Silva a Cinisello.
» XXX. » 302 Modello di piantagione per gruppeggiare le
piante.
» XXXI. » 308 Veduta della casa, e di una parte del
giardino, ricavata dal piano generale, tav.
III, p. 34.
» XXXII. » 326 Campo santo, d'invenzione de la Gardette.
» XXXIII. » 332 Uccelliera del cittadino P. A. Zappa a Sesto.
» XXXIV. » 337 Latterìa di Hohenheim.
» XXXV. » 349 Tempietto antico in rovina, consacrato al
mattino.
» XXXVI. » 353 Torre astronomica, d'invenzione di Weinling.
_NB._ Le vedute ricavate da alcune ville de' contorni di Milano non
hanno descrizione; si sono sparse nell'opera quasi alla ventura, e non
si danno che per semplici saggi patrii.
NOTE:
[1] _Fra le opere inglesi meritano d'essere specialmente consultate
le seguenti: The rise, and progress of the present taste in
planting-parks, pleasure-grounds, gardens etc. in a poetic epistle. 4.º
1767._
_Essay on design in gardening. 8.º 1768._
_An essay on the different natural situations of gardens. 4.º London
1774._
_Letters on the beauties of Hagley, Envill, and the Leasowes: with
critical remarks and observations on the modern taste in gardening, by
Joseph Heely. 8.º 2 vol. 1777._
_The English garden. London, 4.º 1772._
[2] _Taluni si sono compiaciuti chiamar questi giardini Anglo-Chinesi,
e farli derivare dall'imitazione di quelli della China, ma per
capacitarsi, che ciò non può essere esattamente vero, basterà
persuadersi che una nazione, qual è la Chinese, che non conosce le
leggi della prospettiva, e quelle del chiaroscuro, non è possibile
che si vanti d'avere giardini pittorici, in nessuna relazione altronde
colle estere, e grandi nazioni, dalle quali poter copiare il lor bello,
che ha una solida base, e che fa continui progressi. La fantasìa
di Chambers ha dato luogo a questa precipitata credenza, stata di
poi avvalorata dalla nazionale rivalità Francese. Ciò è applicabile
alle altre nazioni dell'antichità, e singolarmente ai Romani, la cui
parsimonia, e ferocia ne' tempi della repubblica non li hanno permessi,
ed il soverchio lusso sotto gli Imperatori non li ha sofferti. La villa
d'Adriano presso Tivoli, il più gran avanzo dell'antichità in questo
genere, presenta una situazione infelice, ed accenna un ammasso di
terme, di teatri, di naumachie, di canopi, e di circhi._
[3] _Si può riguardare questa descrizione come la sorgente comune,
dalla quale si sono ricavate tutte le altre, che si son fatte de'
giardini Chinesi, comparse successivamente con più o meno d'addizioni,
e di cambiamenti. Chambers ne parlò per la prima volta nella grandiosa
sua opera degli edificj, mobili, abiti, macchine, e stoviglie, ec. ec.
de' Chinesi, ove, occupandosi di simili oggetti, non si diffuse gran
fatto sopra de' loro giardini. L'applauso, che riportò quest'opera,
fu senza dubbio uno stimolo di più per impegnare l'autore a pubblicare
un nuovo trattato, la sua dissertazione sui giardini Orientali, nella
quale estese, e sviluppò il ristretto primiero suo piano, chiamando
in suo soccorso il genio, ed il buon gusto, onde propagare un quadro
attraente del paro per la sua bellezza, che per la sua variazione, e
novità._
_In opposizione a questa descrizione si vedano le seguenti opere:_
_Recherches philosophiques sur les Egyptiens et les Chinois, par M. P.
Berlin 1773 8.º_
_Nouveaux mémoires sur l'état présent de la Chine. Paris._
_Voyage d'Osbek à la Chine._
[4] _In pittura fanno paesaggi, ne' quali non v'ha nè punto di vista,
nè lontananze. Le linee fuggenti sono loro egualmente incognite, che
i punti, ove bisogna ch'esse si riuniscano. Non hanno veruna nozione
delle regole, cui sono invariabilmente sommessi gli effetti della luce,
ed ignorano la pratica de' riposi, e delle grandi masse d'ombra, che si
pongono sul davanti. Non sanno rompere, nè degradare i colori._
[5] _Quale estensione di parco ciò suppone! Pure Chambers confessa
nella sua prima relazione di non aver veduto alla China che de'
piccolissimi giardini._
[6] _Le leggi del dramma sono pur tanto analoghe a queste: guai se al
primo atto l'uditore s'accorge della sviluppo della catastrofe! Anche i
giardini hanno il loro intreccio, il loro principio, il loro mezzo, il
loro fine, e a gradi a gradi è d'uopo pervenirci con molta sagacità._
[7] _In Inghilterra segnano il confine di diversi parchi alcuni rari
pali con cartello, sopra cui sta scritto di non inoltrarsi, perchè vi
son nascoste delle disposte insidie._
[8] Quelli, che per curiosità, o per amore per la botanica vorranno
formarsi una bella biblioteca in genere di fiori, dovranno conoscere, o
procurarsi i seguenti libri.
Arena (Filippo), _la natura, e coltura dei fiori_; Cosmopoli, 1771.
Boym (Michele), gesuita, _Flora Sinensis_; Viennæ Austriæ, 1656, in fol.
Bry (Gio. Teod.), _Anthologia magna_; Francof., 1626, e 1641, tom. 4.
Besleri (Basilii), _Hortus Eystettensis_; Norimbergæ, 1613, 2 vol., in
fol.
Dillenii (Joan. Jac.), H_ortus Elthamensis_; Lond., 1732, fol. mag.
Ferrarius, _de Florum cultura_; Amst., 1664, in 4º, con figure.
_Hortus Malabaricus_; Amstel., 12 tom., in fol., con figure.
Laurembergius (Petrus) _de Plantis Bulbosis, et Tuberosis_; Francof.,
1654, in 4.º.
Liger, _le Jardinier Fleuriste_; Paris 1705.
Linnæ (Caroli), _Hortus Cliffortianus_; Amstelodami, 1737, in fol.
Miller, _Dictionnaire du jardinage_.
Munting (Abrah.), _Phytographia curiosa_; Amst., 1711, in fol.
Passæus (Crisp.) _Hortus floridus_; Arnhemii, 1614, e a Utrecht, sotto
il titolo di _Jardin de fleurs par Crespin de la Passe_.
Parkinson (Joan.), _a choice garden of all sorts of rarest flowers_;
Lond., 1656.
Pontederæ (Julii), _Anthologia_; Patavii, 1720, in 4.º cum fig.
_Recueil de plantes orientales, occidentales et autres_, incise da
Roberto Châtillon, e da Bosse.
Rossi (Gio. Dom.), _nuova raccolta di fiori cavati dal naturale_; Roma,
1645.
Sloane (Hen.), _suo viaggio alla Giamaica_, in Inglese; Lon., 1725 in
fol.
Swertius (Eman.), _Florilegium_; Amstel., 1647.
_Theatrum Floræ_, ec.; Parigi, 1622, in fol.
_Traité de la culture des fleurs_; Paris, 1658, in-12.
[9] _Menzione quì può farsi degli alberi annosi mal convenienti nella
scena ridente, e tanto raccomandati dalla natura nel luogo solitario,
ove presieda il sacro orrore del bosco: quegli alberi di scorza rugosa,
di tronco irregolare, ramosi fino talvolta alla radice, ricoperti di
piante parasite, che rendono tanto bella e pittoresca la natura del
tronco medesimo. Essi sono variati sulla superficie delle loro scorze
nericcie dai licheni, che dall'aria, e dalle acque ricevono colori
molto diversi, o rossicci, o biancastri, e più comunemente di un giallo
dorato, che produce un caldo di tinte meraviglioso. Sono talvolta
consimili monumenti venerandi della madre degli esseri coperti di
folto musco, e non meno vago è il risultato di questa pianta su vecchi
tronchi, come quello sempre commendabile, pittoresco, e leggiadro della
tenace tortuosa famiglia delle edere multiformi. Rispettato in luoghi
umidi sia ancora il fungo, che veste talvolta il piede di alcuni alberi
nell'autunno, e produce vicino all'erba un ottimo effetto, sia per il
contrapposto delle sue tinte gialle, o biancastre, sia per il liscio
lucente della sua superficie vicino alle scabre rughe della pianta
matrigna._
[10] _I fiori, e le piante più rare si fanno venire dall'Olanda, o
dall'Inghilterra. Dall'Olanda arrivano più sicure; dall'Inghilterra
soggiacciono a maggiori pericoli: ma nel secondo paese ve n'ha una
copia maggiore, e sono a minor prezzo. Colà si potrà dipendere dai
mercanti botanici Gordon, Dermer, e Thomson, stabiliti presso Londra,
de' quali è noto il lussurioso catalogo._
[11] _La fontana di Brusselles del Mannekepisse è assai più
ragionevole._
[12] _Gli alberi furono i primi altari, ed i campi i primi tempj.
Quelli di pietra, e di marmo nacquero col progresso dell'architettura.
Per conservare l'antico rito si costumava piantarvi intorno de' boschi,
e questi boschi erano riputati sacri. Ebbe principio in Egitto la
costruzione dei tempj; di là fu portata presso gli Assirj, i Fenicj, ed
i Sirj; passò quindi nella Grecia colle colonie, e dalla Grecia a Roma.
Tale fu la marcia costante della religione, delle scienze, e delle
belle arti._
[13] _L'arte architettonica de' tempj era presso i Greci, e i Romani
altrettanto diversificata, quanto resa al maggior grado di perfezione.
Li dinotavano con i seguenti principali termini: tempio tetrastilo con
quattro colonne di fronte; prostilo con colonne avanti; amfitrostilo
con colonne avanti, e indietro; periptero a semplice galleria intorno;
diptero a doppia; monoptero rotondo con cupola portata da colonne;
hipetro colla parte interiore scoperta._
[14] _Il rispetto, che si aveva pei tempj, corrispondeva alla loro
bellezza. Erano sicuro asilo al debitore, e al colpevole; in essi non
era lecito di tampoco sputare; e nelle pubbliche calamità le donne più
gentili prosternate nel santuario vedeansi bagnare il suolo di lagrime,
e scoparlo co' proprj capelli. Raramente il conquistatore osava di
rapirne le ricchezze; poichè la politica, e la religione del pari
contribuivano a rendere questi monumenti sacri, ed inviolabili._
[15] _L'interiore di questi tempj era di una mirabile semplicità; tutto
il lusso dell'architettura veniva impiegato al di fuori. Erano per la
maggior parte circondati da colonnati, e preceduti da un vestibolo a
diverse file di colonne, coronato da frontone, nel cui timpano erano
espressi in basso rilievo de' combattimenti, e de' sacrificj. Le
colonne posavano alla stessa altezza; non si collocavano giammai le une
sopra le altre. I tempj de' riformati s'accostano più de' nostri alla
purità, e allo stile de' Greci, e de' Romani. In Londra non esiste un
sol tempio moderno immaginato come i nostri, che generalmente non sono
che ossature gottiche con ornamenti romani._
[16] _Le caverne sono grandi cavità ripiene di squallore, e
di precipizj nelle viscere della terra. Esse si formano per lo
divallamento delle roccie, o come si formano gli abissi, e le
voragini, per lo scoppio de' vulcani, per l'azione dell'acque, de'
vapori sotterranei, e de' terremoti. Queste non sono da introdursi ne'
giardini._