LATHYRUS
_latifolius_, L. _La gesse à larges feuilles_, F.; a fiori purpurei.
POLYGONUM
_bistorta_, L. _Bistorte_, F.; a fiore purpureo, disposto in spica.
RUDBECKIA
_laciniata_, L. _Rudbeck laciniée_, F.; a fiore giallo.
_hirta_, L.; a fiore giallo sopra fondo scuro.
_purpurea_, L.; a fior porporino.
SAPONARIA
_officinalis_ fl. pl., L. _Savonière des boutiques à fl. doub._, F.; a
fior porporino.
SCABIOSA
_arvensis_, L. _Scabieuse des champs_, F.; a fior cerulescente.
SOLIDAGO
_virga aurea_, L. _La verge d'or d'Europe_, F.
_sempervirens_, L.; a fior giallo.
_altissima_, L.; a fiori gialli.
_Canadensis_, L.; a fiori gialli.
_laterifolia_, L.; a fiori gialli.
_Mexicana_, L.; a fiori gialli.
_D'inverno._
Appartengono in qualche modo a questa stagione le piante tardive e le
primaticcie, le sempre verdi, e le esotiche; ed artificiosamente si
possono avere durante l'inverno i fiori di quasi tutte le piante. Il
grande elleboro nero, _helleborus niger major_, L., a fior bianco, che
si cangia in rosso, fiorisce sotto le nevi[8].
_Erbe per li tappeti verdi._
ALOPECURUS
_pratensis_, L. In terreno umido.
_agrestis_, L.
AIRA
_cespitosa_, L.
AVENA
_pratensis_, L. In terreno umido.
_elatior_, L. In terreno secco, e magro.
BUTOMUS
_umbellatus_, L. _Jonc fleuri_, F. Terreno umido.
HEDISARUM
_flore rubente_, L. _Sulla_, F. Terreno secco.
HOTTONIA
_palustris_, L. _Giroflée d'eau_, F.
IRIS
_Siberica_, L. _Flambe de Sibérie_, F.
LOLIUM
_perenne_, L. _Yvraie sauvage, ou ray-grass_, F. In terreno arido.
PLANTAGO
_lanceolata_, L.
POA
_pratensis_, L.
_trivialis_, L.
_annua_, L.
PHALARIS
_Canariensis picta_, L. _Chasse-bosse_, F.
STATICE
_armeria_, L. _Statice_, I.
Il _timothy-grass_, il _bird-grass_, l'_ajonc_, ossia la _ginestra
spinosa_, prosperano in terreno secco, e magro; l'ultimo si conserva
verde anche d'inverno.
DE' CARATTERI DISTINTI DELLE PIANTE.
La bellezza del tronco consiste in un fusto diritto, alto, e snello, ed
anche, per rapporto ad alcuni alberi, nella scorza liscia, ed unita.
Queste qualità invitano la nostra attenzione verso un albero, e ci
risvegliano grate impressioni. Convengono ai siti, ove la bellezza
delle forme, la regolarità, e la maestà campeggiano. Convengono
soprattutto ai viali, ai larghi sentieri, ai boschetti; servono
all'abbellimento di monticelli, e nel circondario di fabbriche di
nobile stile.
Gli alberi a rami staccati, e pendenti fanno un buon effetto ne'
cantoni dedicati alla melanconìa: sembrano dinotare colà una specie di
simpatìa colla tristezza; e l'impressione, che producono, si aumenta
allora quando collocati intorno d'un urna, o d'un monumento, si
frammischiano con altri alberi a foglia trista, ed oscura.
La natura destina gli alberi di ricco fogliame a somministrar ombra; li
destina alle scene estive, ai siti di riposo, ai sedili isolati, ec.
ec. Quelli a foglia rara, e leggiera li disegna per le scene, che non
domandano nè ricovero, nè ombra, e che debbono essere forate d'aperture
trasparenti, ed aeree, penetrate liberamente da' raggi del sole, ed
abitate dall'allegria, e dalla libertà.
Le scene melanconiche, li sentieri, e gli spazj consacrati alla
meditazione, ed alla tristezza, gli eremi, le urne, e gli altri
monumenti di dolore, e d'afflizione vogliono essere decorati, resi
ombrosi, e rinforzati da alberi a foglia scura[9]. Vi sono alberi con
foglie d'una varietà pittoresca di colori, che producono buon effetto
nelle scene autunnali,
ed offrono un aspetto aggradevole, soprattutto quando s'intrecciano ad
arte con altri alberi, che conservino ancora il verde lor particolare.
Questi fogliami variabili convengono alle piantagioni, che vogliono
distinguersi colla lor diversità; dicono bene ne' cantoni romanzeschi,
che ricercano un'apparenza strana, e meravigliosa, e dove si vuol
sorprendere, o produr contrasto. La durata del fogliame, e le piante
sempre verdi sono convenienti ai giardini d'inverno, e servono
mirabilmente per gli scuri in avanti. Per riguardo ai fiori, il merito
degli alberi dipende dalla bellezza de' loro colori, da quella delle
loro forme, e grandezze, e dalla soavità dell'odore, che mandano.
Il tempo della fiorita determina la specie degli alberi proprj ad
una scena di primavera, o di estate. I fiori brillano nelle scene
piacevoli, e ridenti.
Devesi far gran conto degli alberi fruttiferi, e per motivo della
bellezza de' fiori, e per quella de' frutti, ed eziandìo perchè sono
primaticci. I frutti d'un verde di prato, come alcune specie di prugne,
o di colore scuro, o griggio, come alcune pere, e mele, non fanno
bell'effetto sugli alberi; al contrario l'occhio è allettato da quelli
color di carne, gialli, o rossi. Il tempo della loro maturità determina
il sito a proposito, nel quale vanno riposti.
Gli arbusti differiscono principalmente dagli alberi, perchè cacciano
più rami fuor di terra da ogni parte, e perchè sono d'un minor
crescimento. Gli arbusti rendonsi raccomandabili, ora per le loro
foglie, ora pei lor fiori, per motivo del loro grato odore, e per
altre buone qualità. Gli arbusti servono primieramente a variare il
quadro, componendosi de' boschetti, e delle piantagioni basse; servono
a tappezzare i muri, i padiglioni, e i piccioli gabinetti; a dar
dell'ombra, e del buon odore ai siti di riposo; ad ornare i boschetti;
a guarnire, ed orlare i passeggi; a decorare, ed a caratterizzare le
differenti scene.
Cogli alberi la natura compone i gruppi, i boschetti, i boschi, e le
foreste; e cogli arbuscelli i cespugli, e le macchie.
ALBERI, ED ARBUSTI ISOLATI.
Un albero, benchè solo, ed isolato, può essere rimarcabile per il
carattere, che gli è proprio: può attirarsi l'attenzione colla
smisurata grandezza, colla svelta cima, ed anche co' rami, col
fogliame, e co' fiori. Più l'albero è isolato, meno l'occhio è
distratto; vi si riposa sopra a piacere, e gode di contemplarlo.
L'artista giardiniere però non offrirà con tanta facilità un albero
solo, a meno che non meriti un particolar riguardo. La di lui posizione
può rendere un albero isolato altrettanto osservabile, che lo stesso
suo carattere. Un alto tiglio, che copra colla sua ombra una sottoposta
capanna; un'annosa quercia traforata, e minacciante ruina, che stenda
i suoi rami sul tetto di un eremo; un rispettabile loto, che regni
sulla cima più alta d'un monticello; qualunque albero fronzuto, che
contrasta col differente verde d'un'altura, contro d'un'acqua chiara,
coll'azzurro del cielo, contro una nube luminosa, provano la verità di
quest'asserzione.
Un albero solo può servire ancora per approssimare, e legare le parti
separate, per interrompere la linea retta, e per coprire un punto di
vista. Impiegato fra' boschetti, e fra' gruppi vi sparge una piacevole
varietà; collocato in uno spazio di prato, riesce talvolta meglio, che
un cesto d'alberi. Molti alberi isolati circondano con vezzo i siti
rotondi, e figurano ne' viottoli, e d'intorno all'acque. Un arbusto
isolato non potrà far bene, che da vicino, o di fianco ad una grotta, o
ad una capanna: vuol esser quasi sempre unito con altri, o messo al piè
d'un albero. Un albero isolato deve dire al contemplatore: guardatemi,
io sono il più bello della mia specie; e d'ordinario la natura è
prodiga con lui di bellezze, perchè tutto il circostante umore, tutta
l'aria, ed il sole a lui serba.
DEI GRUPPI D'ALBERI.
Pel mezzo de' gruppi la natura comincia le combinazioni degli alberi.
Whately ha fatte diverse osservazioni, e dà regole sensate circa
la formazione dei gruppi, e dei massicci. «I gruppi, dic'egli, sono
isolati, o dipendenti. Allorchè sono isolati, non si esamina la lor
bellezza, che come oggetto particolare; allorchè sono dipendenti, le
bellezze delle loro parti debbono sacrificarsi all'effetto del tutto.
Il più picciol gruppo dev'essere di due alberi per lo meno; ed il
miglior risalto, che possano avere, sarà quello, che le loro teste
unite non sembrino formare, che un solo grosso albero: per tal maniera
due alberi di differente specie, ossia sette, o otto alberi, le di cui
forme non si congiunghino abbastanza bene, formeranno difficilmente un
bel gruppo, sovrattutto se tendono alla forma circolare. Tali massicci
composti di pini sono di rado aggradevoli, perchè non formano mai un
sol tetto, e perchè le lor cime si mischiano confusamente: tuttavolta
si può evitare la confusione, disponendoli per file, e non per gruppi
circolari; un massiccio d'alberi di questo genere riuscendo più
aggradevole, allorchè si estende, più per lunghezza, che per larghezza.
Tre alberi riuniti formano una linea retta, oppure un triangolo. Per
nascondere la regolarità, bisogna variar le distanze. Si otterrà
lo stesso fine, variandosi le forme, e specialmente le grandezze:
allorquando una linea retta è formata da due alberi consimili, e da un
terzo un poco più piccolo, appena si potrà discernere, se si trovano
sulla stessa direzione.
»Se le piante più picciole, collocate all'estremità, possano indicare
la più perfetta irregolarità, se ne dovrà far uso in altre circostanze;
la varietà nella grandezza è quella, che conviene particolarmente
ai gruppi. Quando l'opera dell'arte riesce troppo sensibile negli
oggetti naturali, diviene fastidiosa. Ora i gruppi sono oggetti
talmente marcati, così proprj a far nascere il sospetto, che sono
stati disposti in tal maniera, onde produrre tale effetto; che per
impedire l'attenzione, che potrebbe indovinar l'arte, l'irregolarità
nella composizione è quivi più importante, che in un bosco, o in un
boschetto: altronde un gruppo, essendo meno esteso, non può essere
suscettibile d'altrettanta varietà ne' contorni. Le variate grandezze
sono più rimarcabili in un piccolo spazio, e le numerose gradazioni
possono spesso disegnare le più belle forme.
»La fronte, e la linea esteriore d'un bosco, o d'un boschetto adescano
più l'attenzione, che le estremità; ma ne' gruppi le estremità sono
della maggior importanza: determinano la forma del totale, e tutte due
si scorgono al tempo stesso. Conviene dunque applicarsi a renderle
piacevoli, e diversificarle. La facilità, colla quale si possono
paragonare, non permette, che si rassomiglino; poichè la più leggiera
apparenza d'eguaglianza risveglia l'idea dell'arte. Così un gruppo, la
cui larghezza è eguale alla lunghezza, pare meno l'opera della natura,
che quello, ove la lunghezza prevale.
»V'hanno diverse qualità di situazioni, che permettono, o che domandano
de' massicci isolati. Devonsi impiegare sovente come oggetti belli per
se stessi; e talvolta diventano necessarj per rompere l'estensione
troppo vasta d'un pezzo di prato, o d'una linea troppo uniforme,
sia d'un terreno, sia d'una piantagione. Quantunque le elevazioni
presentino i gruppi, o massicci sotto l'apparenza la più avvenente,
un'eminenza, che sembrerebbe non essere stata creata, che per essere
coronata da un massiccio, diverrebbe fastidiosa se l'arte vi si
manifestasse: allora si disporranno degli alberi ne' fianchi per
cagionar illusione. Lo stesso spediente si può impiegare per riguardo
ai massicci collocati sulle sommità d'un colle, onde diminuirne
l'uniformità: l'effetto sembrerà più naturale ancora, se i gruppi si
stenderanno in parte sul pendìo.
»Malgrado tutti gli avvantaggi dati a tal sorta di piantagione,
conviene spesso escluderla, allorchè si tratta d'un'eminenza dominata
da un'altra. I massicci veduti dall'alto perdono talune delle loro
principali bellezze; e quando son troppo abbondanti, manifestan l'arte.
Non presentano più la superficie d'un bosco, e tutti gli effetti de'
loro rapporti sono perduti.»
Giacchè si possono considerare i massicci sotto differenti aspetti,
e relativamente ai rapporti, che hanno gli uni cogli altri, essi
diventano uno scopo in conseguenza d'una maggior varietà di colpi
d'occhio, più che non è un bosco, od una foresta. La stessa lor
trasparenza serve a moltiplicare i punti di veduta. È bello lo
spettacolo d'un fiume, di cui risplendono le onde argentine tra gli
alberi d'una forma superba, e d'una verdura animata, de' quali alberi
ciaschedun gambo si abbellisce pel contrasto, che forma la mobil luce
dell'acqua con quella del giorno, che penetra le diradazioni della
selva.
Lo stesso piacere del passeggio si aumenta fra gruppi d'alberi.
Ciascheduna brigata offre un vago prospetto all'altra. La folla sembra
ripartita in altrettante coppie amorose; i tortuosi sentieri presentano
i passeggiatori ora da una banda, ora dall'altra: quì gli alberi li
nascondono un istante, là un'impensata apertura li rende alla vista in
un'altra situazione.
[Illustrazione: _Tav. XII._ Grotta nella villa Silva a
Cinisello.]
BOSCHETTI.
Il boschetto tiene il di mezzo fra il gruppo, ed il bosco; varj gruppi
giunti insieme compongono il boschetto: il bosco distinguesi per la sua
grandezza, il boschetto per la sua bellezza.
La prima regola in questa specie di piantagione è, che gli alberi non
vadano a perdersi troppo lontano l'uno dall'altro; ciò che formerebbe
una collezione d'alberi isolati, e non un tutto collegato, come deve
essere. Affine di produrre all'occhio impressioni piacevoli, convien,
che vi sia nella posizione degli alberi una varietà, accompagnata da
cert'ordine, ma non da regolarità, nè da una visibile eguaglianza,
e compassata misura degli spazj. Conviene, che gli alberi ora si
rinserrino, ora si diradino, che le loro posizioni, e diramazioni
presentino ora una tal figura, ora una tal altra, e che persino i
tronchi si disegnino variamente. I contorni esteriori siano larghi, ed
estremamente morbidi, e spontanei.
La passeggiata nel boschetto, perchè riesca deliziosa, bisognerà, che
non manchino al terreno le opportune facilità, ma che dappertutto sia
libero il passaggio. Un sentiero erboso converrà meglio quì, che un
viottolo sabbiato. Pel mezzo delle sinuosità del sentiero, si potrà
guidare altrui ora fra spazj vuoti ridenti, fra punti di vista lontani,
ora fra siti ombrosi, ed ora a piacevoli sorprese.
L'ineguaglianza del terreno accresce la bellezza del boschetto.
Quello, che s'innalza dalla rotonda base d'una rupe, o che dolcemente
discende ad un fiume, o ad un lago, oppur che si stende al di sopra
d'una ondeggiante serie di collinette, ne diventa oltremodo delizioso.
Tuttavìa un terreno piano, ed anche un abbassamento totale di terreno
può soventi volte efficacemente concorrere a meglio determinare il
carattere d'un boschetto. Quello, consecrato alla melanconìa, resti
sepolto in una valle, e quello del piacere coroni la cima d'una
vaga costiera. Ripeterò, che il principal mezzo di caratterizzare un
boschetto consiste nella diversità naturale degli alberi, ed in quella
di variamente disporli.
Un boschetto, che annuncia maestà, e decoro, si forma d'alberi annosi a
gran fusto, e a larghi rami, coperti d'abbondante fogliame. Gli spessi
ramuscelli, i rami pendenti, il fogliame oscuro, e folto compongono
un boschetto patetico, ove amor piange a canto ad un'urna. Gli alberi,
che stendonsi arditamente, le foglie leggiere, e lucide, le trasparenti
aperture, un terreno liscio, e sgombrato da spini, formano il carattere
di un boschetto piacevole. Un boschetto romanzesco risulta dalla
singolarità, e dallo straordinario, che regnano nelle forme degli
alberi, nel colorito delle foglie, e de' fiori, e nella mescolanza
delle differenti specie di piante.
La decorazione d'un boschetto di determinato carattere non potrà mai
essere arbitraria, ma dovrà tendere a rinforzare l'indole di questo
suo carattere. Gli arbusti fioriti sparsi in quà, e in là sotto gli
alberi, i fiori, le fabbriche eleganti, e qualsiasi oggetto, che
forma l'ornamento d'un boschetto piacevole, male si accorderà con un
boschetto melanconico, che domanda gli eremi, le solinghe capanne, le
ruine, e le tombe.
BOSCHI.
Oltre la vastità, per la quale noi abbiamo diggià osservato, che il
bosco si distingue dal boschetto, la qualità ancora delle piante fa
distinguere l'uno dall'altro; non richiedendo necessariamente il bosco
piante scelte, e d'una grandiosa forma. Quelle d'un bosco possono
essere neglette, ed incolte, e d'una specie comune, e il terreno
avviluppato dagli sterpi.
L'elevazione, e la grandezza degli alberi, la diversità delle loro
figure, e delle loro distanze, l'alternativa di rarezza, e di spessezza
de' rami, il cambiamento del fogliame, la decorazione degli arbusti,
delle piante, e de' fiori, che abbigliano il terreno, gli spazj vuoti,
chiusi, e scoperti, la diafanità degli intervalli, l'effetto del
chiaroscuro colle diverse loro combinazioni, presentano diverse varietà
nell'interiore d'un bosco.
Le differenti situazioni egualmente concorrono ad accrescere questa
varietà. Sono d'un tal numero le ineguaglianze, le curvature del
terreno, e le posizioni aggradevoli, nobili, ed ardite. Riesce
aggradevole il bosco, allorchè si distende su colline dolci, ed
ondeggianti, o al lungo de' fiumi, e de' prati; nobile, quando
s'innalza sulle montagne; ardito, quando sospendesi in aria minacciosa
sopra scoscese rupi impraticabili. Può riuscire peranche romanzesco, e
solenne: romanzesco, allora quando sembra sortire dal mezzo d'un lago,
o che s'inclina sulle pareti d'una roccia, sotto la quale mugge un
torrente; e solenne, allorchè collocato al lungo d'un alta catena di
monti, vede aggirarsi le nubi a' suoi piedi.
I sentimenti di quiete, e d'elevazione ci penetrano deliziosamente
in un vasto paese tutto circondato da boschi; ed anche un picciol
distretto, rinserrato da boschi, è fecondo di commozioni. Le idee
di tranquillità campestre, e di felicità, che procaccia un pacifico
ritiro, s'impadroniscono di noi, allorchè nella solitudine d'un bosco
incontriamo una capanna, ai cui fianchi vediamo pascere il bestiame sul
prato, frattanto che il vicin pastore sotto l'ombra s'occupa delle sue
faccende, o sta in un dolce ozio, e che non lontano la gallina conduce
chiocciando la sua tenera covata. Le più semplici scene campestri fanno
quì una profonda sensazione.
Una praterìa non alletta mai tanto, che quando è situata ai fianchi,
ed anche meglio nel mezzo di un bosco. I punti di vista, allorchè da
un luogo chiuso, ed oscuro mettono in un paese scoperto, che, sortendo
dal silenzio, e dal riposo de' boschi, vanno a finire a scene ripiene
di movimento, e di attività, al mare, alle città, divengono sommamente
piacevoli.
Attesa la sua grandezza, e il suo circuito, un bosco fornisce una
moltitudine di prospetti, consistendo d'ordinario per sua natura in una
combinazione di cantoni diversi, de' quali ciascheduno si distingue
pel suo particolar carattere. Osservando attentamente questa varietà
naturale, l'artista giardiniere troverà l'occasione di formare scene
interessanti, e che acquisteranno reciproca bellezza dalla loro
varietà, e dal contrasto. Ad ogni tratto incontrerà nel suo cammino
improvvisi passaggi dal chiuso all'aperto, dall'oscuro al chiaro, dal
solingo all'animato, dal melanconico all'allegro, e saprà approfittarne
secondando dolcemente, e rinforzandone gli effetti.
L'esteriore della totalità de' boschi verso la casa deve rappresentare
una circonferenza, variata nella sua figura, e ne' suoi raccorci,
e sporti. La bellezza della sua superficie cagiona miglior effetto,
quando il bosco sale. Un ammasso d'alberi, le cui cime non offrirebbero
che un piano, riuscirebbe poco piacevole, e poco naturale. Gli alberi,
che s'innalzano in quà, e in là al dissopra degli altri, producono una
mescolanza, ed una gradazione di colori piacevolissima, e gioveranno
ancora a raddoppiare gli spazj. La cornice generale de' boschi,
che segna una gran curva davanti la casa, deve formare un totale, e
bisogna, che tutte le sue parti, e i diversi gruppi, e massicci, che la
compongono, sieno felicemente collegati fra loro, e che distintamente
si scorga questo lor legame.
Leggieri eminenze vagamente adorne d'un verde-chiaro abbelliscono
piacevolmente il cominciamento d'un bosco situato sopra un'altura:
produce lo stesso effetto la trasparenza degli alberi isolati, o a
gruppo, che, collocati in avanti a una certa distanza, rompono con
colori più chiari l'oscurità del bosco.
Un bosco ammette nel suo seno qualunque sorta di fabbrica, dal tempio
superbo al romitaggio cadente. Queste fabbriche ben adattate al
distretto, che loro conviene, servono a determinare, e a rinforzare il
rispettivo carattere.
Per riuscire a formare giardini, che possano soddisfare alla
curiosità, e al giudizio de' conoscitori, è indispensabile di portar
tutta l'attenzione ai boschi, e agli effetti, che producono. Non va
risparmiata in ciò nè cura, nè diligenza, giacchè la massa principale
de' giardini di questo genere, e le generali loro cornici bene spesso
non sono che bosco.
[Illustrazione: _Tav. XIII_ Carbonaja, che forma internamente
biblioteca, con cammino.]
FORESTA.
Per foresta noi intendiamo un'unione irregolare di boschi composti da
alberi isolati, ed a gruppo, e da cespugli. Si accosta alla macchia, e
si distingue dal bosco in ciò, che quest'ultimo è piuttosto formato di
massicci regolari, e di alberi da cima, e di bell'apparenza; la foresta
presenta tronchi in parte consunti dal tempo, variamente inclinati,
e difformi; un suolo ricoperto da intralciati cespugli; pochi bei
gruppi, e scarsi spazj aperti, e liberi. È il soggiorno prediletto
del salvatico, e degli uccelli amici del ritiro, che diminuiscono il
ribrezzo cagionato dalla solitudine, dalle volte profonde, e rabbassate
dal fogliame, dalla scarsità della luce, e dalla privazione delle
vedute. La foresta è fertile in distretti selvaggi, e romanzeschi,
soprattutto quando contiene abbassamenti rapidi di suolo, ed alture
scoscese. Qualora ve ne siano di tali, si costuma di forarle per
mezzo di sentieri varj, che s'innalzano, e s'abbassano, ed or fanno
un gomito, ed ora l'altro, appunto come vengono prescritti dalla
natura, e dalla necessità, che anticipatamente li disegnano a seconda
delle ineguaglianze del terreno, e della posizione degli alberi. Ciò,
che rende tali sentieri più importanti all'arte, si è la sensazione
viva, e l'effetto delle aperture improvvise, e delle fabbriche, che
appajono all'impensata, e che aumentano l'impressione prodotta dal
singolare, e dal contrasto. Quando vi sia ricchezza di punti di vista,
l'artista avrà cura di non esporli tutti ad un tratto, nè in maniera
che siano preveduti: ma mostrandogli a poco a poco con gradazione, e
dopo intervalli oscuri, duranti i quali l'anima assapora, per dir così,
il piacere avuto, e non ne prevede un nuovo; li farà comparire quì in
tutta la lor bellezza, e là in parte nascosti, abbellendoli di tutto
il corredo della varietà, e rinforzandoli con tutte le risorse della
sorpresa.
Dietro queste osservazioni si accorgerà, che l'operazione di forare
i boschi non è semplice travaglio meccanico, e che perfino l'uomo
di gusto, avanti di procedere a tal esecuzione, deve lungamente
riflettervi, meditare, ed appropriarsi il carattere del sito, e
l'effetto del sentimento, che naturalmente produce.
CESPUGLIO.
Il cespuglio è la prima combinazione degli arboscelli. La di lui
bellezza dipende particolarmente dalla qualità, dalla grandezza,
e dal colore tanto delle foglie, che de' fiori. I cespugli offrono
un guarnimento il più piacevole alle collinette, dove come in rasa
campagna servono a rompere la linea retta, e puonno formare gruppi
pittorici, ben inteso però, che non si gettino senza scelta gli uni
fra gli altri, ma che si dispongano a misura delle loro altezze, e
delle moltiplici gradazioni delle lor foglie, e dei fiori. Sparsi con
garbo, e con economìa ne' prati, ne' boschi, nel confine, che determina
i sentieri, somministrano una vaga decorazione. Il soave odore de'
fiori ne rende qualche specie propria a guarnirne i padiglioni, ed a
circondarne i siti di riposo.