successione di variati cantoni, di valli, di colline, di fondi, di
montagne, di pendìi dolci, e rapidi: quì le vedute si moltiplicano
da se stesse; ve ne sono sull'alto, ve ne sono al basso; ciaschedun
passo mena verso un sito, verso un nuovo quadro. Le scene spariscono,
e ricompajono; delle nuove nascondon le già vedute; le situazioni
cambiano perpetuamente. Si sale, e l'orizzonte stendesi da ogni parte;
più si monta, e più si vedono i cantoni affondarsi, e perdersi;
la celeste volta si sviluppa all'infinito, ed ai suoi orli la luce
del giorno va ad indebolirsi ne' lontani vapori: l'ammirazione, e
la meraviglia vi riempion l'anima. Succedonsi commozioni più dolci
a misura che si riviene al basso. Fugge il cielo, si nascondono i
lontani oggetti: i pendìi conducono a praterìe, a boschi, a laghi. La
sola natura del suolo fornisce tutte queste diversità, e tutti questi
incanti. Le ineguaglianze del terreno animano in gran parte la natura;
senza di esse l'acqua dormirebbe nei laghi, non vedremmo scherzare i
ruscelletti, non intenderemmo lo strepito della rapida caduta.
La natura è infinita nella maniera, con cui riunisce le differenti
disposizioni del suolo; ed in questa riunione sempre nuova è riposta
una delle incognite sorgenti del suo inesausto allettamento.
L'artista giardiniere non perda mai di mira questa inimitabile maestra,
quando si tratta di distribuire, d'innalzare, o d'abbassare il terreno,
ed allorchè cerca una novella connessione fra le parti. Egli non muova
passo senza averla accuratamente consultata.
Conviene principalmente indagare qual è il carattere naturale del
cantone, che vuolsi cangiar in giardino, onde adattarsi a cotesto
carattere, ed onde saperne cavare il miglior partito.
Non si può mai abbastanza inculcare, che bisogna seguir la natura, e
non guastarla a forza di mal inteso dispendio di testa, e di borsa, nè
stranamente disfigurarla con violenza volendola abbellire. Non bisogna
formar il piano del giardino a norma d'un sol modello isolato, che ci è
piaciuto; ma conviene aver sempre riguardo alla particolar disposizione
del locale. Operando così, si rimarrà fedeli alla natura; vi sarà un
maggior numero di bei giardini, e non si discernerà una sola copia.
L'opera principale de' giardini all'Inglese consiste nella disposizione
del terreno. Se questa disposizione l'ha già fatta la natura, o l'arte
l'ha imitata, ma in modo, che rechi piacere da per se sola, e denoti i
differenti partiti da prendersi, null'altro resterà più, che di vestire
il suolo, e d'ornarlo d'erbe, di piante, d'acqua, e di fabbriche.
Generalmente parlando, e soprattutto trattandosi di piccioli giardini,
la scena della casa sarà la prima a ricavarsi, ed i ritagli risultanti
serviranno per le altre.
Si possono ornare de' siti nudi, si possono disunir delle parti,
per dare ad esse una nuova connessione; si puonno aprire, e chiudere
delle prospettive, introdurre il chiaro, o dar luogo all'oscurità,
chiamar l'allegrìa, o la tristezza in un cantone; si può rinforzarne,
o indebolirne il carattere, renderne gli effetti più determinati, più
delicati, e più vivi: ma con tutte queste risorse, l'arte non deve
mai smarrirsi al segno di tentare con isforzi temerarj di rovesciar
la natura: deve piuttosto impiegarli a pulire, che a rifondere; non
tormentare, nè soverchiamente finire gli oggetti naturali, che a forza
di travaglio cessano d'essere belli. La natura presenta cantoni, che
l'arte non può nè trasformare, nè produrre; tali sono il romanzesco,
ed il solenne. Come mai l'arte creerebbe oggetti così maestosi, e come
ne additerebbe la di lor combinazione? Come quelle catene di monti,
quelle rupi, e quegli scogli, quelle acque, e quelle lontananze? Che
l'arte adunque non prodighi le sue forze in distretti senza importanza,
senza carattere, e d'una disposizione contraria alle leggi del bello:
potrà raggiustarli; ma non potrà, che rare volte metamorfosarli senza
offender la natura, e senza lasciarvi le tracce della violenza, e del
dispendio: evitate li cantoni di un carattere ribelle, ed indomabile;
oppure, allorchè voi nelle vicinanze travagliate su siti più docili,
lasciate questi cantoni tali quali sono, perchè servino d'ombra al
quadro.
Quando si è ben colpito il carattere del paesetto, o d'un cantone,
che n'è una parte, bisogna rivolgersi con tutta la cura, ed ornare
e rinforzare questo suo carattere: piantagioni, distribuzioni,
cangiamenti, scene isolate naturalmente, o ad arte ne vengono in
conseguenza. Sia che si formi un giardino, ove domini la maestà, il
romanzesco, la melanconìa, il piacevole, e l'allegrìa, sia che se ne
formi tal altro per gioire de' piaceri delle differenti stagioni, sia
finalmente che se ne formi per soddisfare ai bisogni, per occupare
una qualsiasi destinazione, sempre si troverà costretto l'artista
di rivenire al carattere proprio del cantone, ove lavora, e di cui
non perderà mai di vista la viva immagine. Il carattere naturale
d'un paesetto può essere semplice, o composto: può egualmente essere
solingo, animato, ridente, melanconico, fertile, deserto, scoperto,
rinchiuso, o consistere in una variata combinazione di tali qualità.
Quando si tratta di giardini di una vasta estensione, e ne' quali
la scena può essere diversificata, il carattere composto avrà la
superiorità sul semplice. Ricercate allora le marcate divisioni di
questo carattere, affine di disporre le vostre decorazioni, e lo spazio
delle vostre differenti scene, di maniera che ciascheduna corrisponda
al carattere particolare del sito, che occupa.
Dipende dall'osservazione di questa capital regola il conveniente
legame de' diversi caratteri isolati, che presenta lo spazio totale del
giardino, e da essa deriva in gran parte la di lui perfezione.
I giardini d'un carattere semplice non domandano che un consimile
canton generale, senza notabili varietà. La natural disposizione
d'un cantone lo rende atto per se stesso ad una determinata specie di
giardino. La stessa forma del terreno, senza far caso sopra il più,
o meno di sua fertilità, sopra le sue piantagioni, e gli oggetti del
circondario, annuncia anticipatamente quale specie di giardino esiga.
È del dovere dell'artista giardiniere di correggere, e di saper velare
i difetti dello spazio, ove deve impiegare il suo genio; difetti, che
la natura, la quale non travaglia, che in grande, poteva benissimo
lasciar sussistere; ma riempiendo questo difficile incarico, cerchi di
evitare un'esattezza penosa, ed esagerata. Volendosi tutto abbellire,
e tutto lisciare, si palesa per il minuzioso una preferenza, dovuta
unicamente a ciò, ch'è importante; si prova che vien dimenticato quanto
le piccole negligenze possono non solamente accordarsi coll'effetto,
che produce la bellezza; ma eziandìo col toglierle, farvi perdere una
parte del bello, che piace mai sempre.
Non si potrà abbastanza inculcare, che convien guardarsi dal
distruggere inutilmente, o mal a proposito gli oggetti naturali, che si
trovano nello spazio totale. Gran numero di giardinieri credono, che
avanti di principiare le loro piantagioni si debba levare tutto ciò,
che la natura ha fatto crescere; e l'esperienza prova, che sarebbero
più presto, e più felicemente pervenuti al loro intento, se avessero
secondato la natura con cambiamenti leggieri, e con moderate addizioni.
Frattanto che le nuove piantagioni languiscono, o non pervengono che
lentamente ad una tal qual perfezione, si stanca del primiero progetto,
o si fanno tanti cangiamenti di tempo in tempo, che riducesi l'opera a
nessun valore.
Quante cose, che al primo colpo d'occhio sembrano superflue, e quasi
nocive, possono, dopo un maturo esame, fondersi felicemente nel piano
generale! Un albero, di cui a formare l'orgogliosa cima vi è voluto un
mezzo secolo, viene spesse volte sradicato per un nulla, non senza una
specie di sacrilegio. Risparmierei perfino una quercia secolare col suo
tronco per metà consunto, e co' suoi rami informi, in parte seccati;
e se il luogo lo permettesse, vorrei collocato sotto la sua poco
folt'ombra un romitaggio, cui invitasse a visitare la considerazione,
che tutto perisce; frattanto che un compassionevole gufo, nascosto in
una concavità dell'albero, facesse sentir dall'alto i rari e lugubri
suoi lamenti.
Non si spinga troppo in là questa osservazione. Tutto ciò, che
notabilmente intercetta un aspetto aggradevole; tutto ciò, che
felicemente non si accorda, o non si piega a verun partito, devesi
levare; e l'artista giardiniere, che eseguisce le sue piantagioni, ha
il diritto di disfarsi di quanto è ribelle, o ripugna alla composizione
del suo piano, lo impedisce, o lo confonde: ma non distrugga mai senza
grave necessità. Non si possono dar precetti fissi circa i confini, che
aver deve lo spazio d'un giardino: sono sommessi a grandi variazioni,
dipendenti dalla natura del distretto, dalla distribuzione, e dalla
destinazione stessa del giardino, punti fondamentali da consultarsi.
Tuttavìa si può quasi stabilire per massima, che non bisogna sforzarlo
a prendere una determinata figura, e che i confini non devono essere
troppo fortemente segnati, nè troppo in vista. Riescono aggradevoli
quando vanno a perdersi insensibilmente nel circondario, e quanto
più si amalgamano meglio con esso. I muri, o le fosse del confine
saranno nascoste col maggior artificio[7]. Un giardino, il cui termine
è occulto all'occhio, sembra più naturale, e più grande. La vista
della fine d'un sito piacevole è importuna, del pari che l'idea, che
pervenuti a un tal punto, bisognerà retrocedere. Gli oggetti lontani,
ed una veduta, che si sviluppa grandemente, soddisfano piacevolmente
ai bisogni della nostra immaginazione. In generale più i passaggi,
le elevazioni, ed i rabbassi fan comparire i prospetti moltiplicati,
e varj, più la vista nelle parti lontane, che da per se sola ricrea,
ed estende l'anima, è ravvivata; quindi noi apprezzeremo maggiormente
l'artista giardiniere, che ci ha saputo procurare tanto piacere, di cui
non possiamo più far senza, accostumati che siamo al bello di natura.
Una foresta, le praterìe, e soprattutto un lago sono i confini
più aggradevoli d'un giardino: poichè non solamente questi oggetti
piacciono sempre
per se medesimi, ma di più l'occhio vi si fissa con compiacenza, perchè
vi trova occupazione, e divertimento.
Qualche volta il carattere particolare, e la destinazione d'un giardino
possono esigere un recinto, ed una privazione assoluta di lontananze;
ed in allora bisognerà far conto sopra de' soli punti di vista interni,
che si creeranno.
Il capo d'opera nella formazione d'un giardino all'Inglese, sarà quello
d'intraprendere nello stesso tempo la costruzione del giardino, e
della casa in uno spazio ben inteso, ed in vicinanza d'un corpo d'acqua
disponibile. Dove il terreno salga, la casa dovrà essere situata nella
parte più alta; e dove vi sia pianura, si praticheranno i sotterranei,
ove altre volte vi sarebbe stato il pian terreno abitabile. Con terre
addossate ai muri, e dolcemente inclinate si coprirà il piede della
fabbrica appartenente ai sotterranei in modo, che abbia luogo l'accesso
della luce ad essi, e si stabilirà un general basamento, dal quale
si discenderà per un dolce pendìo, portandosi al livello dell'acque
del giardino, che vogliono essere vedute radenti terra nel loro corso
di fiume, o di ruscelli. Per tal maniera la casa siederà nell'alto,
e tutta la mossa del terreno fatta colle regole della prospettiva,
riuscirà la più vistosa, e felice, e si presterà ai più belli e variati
effetti. Lo spazio totale allora sarà naturalmente diviso in due parti,
nell'alta, e nella bassa, ove risiederan l'acque.
Un tappeto verde con sentieri regnerà avanti la casa, stendendosi
per lo meno due volte e mezza l'altezza della medesima, e circonderà
inegualmente tutta la facciata, e buona parte de' fianchi. I contorni
di questo spazio verde dovranno essere formati da curve ondeggianti;
riflettendo, che l'aggregato di queste linee si allargherà verso
l'angolo della facciata, dove si presenterà maggior apparenza di
spazio, e si ristringerà all'angolo opposto, dove il terreno sembrerà
mancare. Qualora lo spazio sia vasto da ogni parte, la linea si
restringerà verso la pianura, e si allargherà verso la montagna,
combinandosi ciò col carattere, e l'esigenza della casa.
Questa linea ondeggiante forma la cornice della scena della casa, ed è
composta di massicci diversi di bosco, che s'avvicinano a' suoi fianchi
con gruppi d'alberi, fra' quali vien praticato il sentiero generale,
che dalla casa conduce alle differenti scene del giardino. Parte del
fiume scorre in avanti. È questo il piano generale del giardino, che
si presenta dalla casa, quale contiene l'area della stessa, ed accenna
tutta la piantagione, che abbraccia, e nasconde le scene all'intorno;
piantagione, che non nuoce alla libera veduta all'intorno, per la
maggior parte venendo essa riposta al basso.
Dietro queste traccie è sorto tra noi un superbo palazzo con giardino
all'Inglese, di cui non ve ne ha forse un altro più ben inteso, nè
più grande nel recinto d'alcuna gran capital conosciuta; opera tutta
dell'intelligentissimo proprietario, recentemente estinto, Lodovico
di Belgiojoso, e del valente architetto Leopoldo Pollach, che ne ha
diretta l'esecuzione, ed ideate le fabbriche, che l'adornano, del quale
ne presentiamo la principal veduta.
[Illustrazione: _Tav. XI._ Veduta del giardino, e di parte del
palazzo Belgiojoso in strada risara.]
DEGLI ALBERI, ED ARBUSTI.
L'arte de' giardini si allontana nella sua maniera di dividere in
classi gli alberi, e gli arbusti dai caratteri, e dai segni distintivi
della botanica: non giudicando delle famiglie, e delle specie, che
per le varietà esteriori, che colpiscono l'occhio, e per il diverso
uso, che se ne può fare ne' giardini, li colloca in un nuov'ordine
indipendente dalle qualità interne, e dalle differenze essenziali delle
piante.
Gli alberi, e gli arbusti, de' quali tentiamo quì una nuova specie
di distribuzione relativa all'arte de' giardini, sono indigeni in
parte, ed in parte trasportati tra noi da poco tempo da lontani
paesi, e particolarmente dall'America settentrionale. Questi ultimi
sono commendabili, tanto perchè si son fatti al nostro clima, quanto
perchè forniscono alle nostre piantagioni delle belle varietà, ed un
incremento prontissimo. Sarebbe un pregiudizio strano quello, che
ci portasse a preferirli unicamente alli nostri, o a disprezzarli
compiutamente.
Servendoci de' nomi di Linneo, coll'aggiunta de' nomi Francesi, ed
Italiani, ci limiteremo alle famiglie, ed alle specie, che non esigono
le cure, ed il calor della serra, che soffrono i nostri inverni, e non
domandano, che de' siti riparati.
CATALOGO
_D'alberi, d'arbusti, d'erbe a fiori, e d'erbe da prato, atte al
giardino all'Inglese._
ALBERI, ED ARBUSTI.
ACER
_campestre_, Linneo. _Erable_, in Francese. _Acero_, in Italiano.
_Oppio_, in Lombardo.
_negundo_, L. _Erable à feuilles de frêne_, F. _Acero a foglie di
frassino_, I. Bel tronco, come tutti gli aceri, a fogliame abbondante,
e lucido; ama l'umido.
_dissectus_. Bell'albero a foglia stratagliata.
_opalus_, Mil. Superbo pedale ad ampia corona.
_platanoides_, L. _Erable à feuilles de platane_, F. _Acero
platanoide_, I.; a foglie di vite, grandi, e lucide.
_pseudo-platanus_, L. _Sycomore_, F. _Pseudo-platano_, I.; a foglie di
vite, in qualunque terra.
_rubrum_, L. _Erable de Virginie_, F. _Acero rosso_, I.; a fogliame
cangiante, con fiori rossi; ama l'umido.
_sacharinum_, L. _Acero zuccarifero_, I.
_striatum_, L. _Erable à feuilles de plane_, F. _Acero striato_, I.; a
fogliame lucido.
AMYGDALUS
_communis_, L. _Amandier_, F. _Mandorlo_, I.; a rami in aria; ama
terreno soffice, magro, ed anche sassoso.
_nana_, L. _Amandier nain des Indes_, F. _Mandorlo nano_, I.; a fiori
abbondanti, color di rosa, di primavera.
_pumila_, L. _Amandier nain d'Afrique à fleur double_, F.; a fiori
rossi.
_Persica_ fl. pl., Münchh. _Pécher à fleur double_, F. _Persico del
fior doppio_, I.
ÆSCULUS
_hippocastanum_, L. _Marronnier d'Inde_, F. _Castagno d'India_, I.
Bel tronco, a fogliame grande e copioso che forma fiocco; ama terreno
grasso.
_pavia_, L.; a fiori rossi, ed anche a gialli.
AMORPHA
_fruticosa_, L. _Barba di Giove_, I.; a fiori violacei; ama l'aprico,
in terra qualunque.
ARALIA
_arborea_, L.
_spinosa_, L.
Amano terreno fresco, e soffice.
ARBUTUS
_unedo_, L. _Arbousier_, F. _Corbezzolo_, I.; sempre verde con bei
fiori, e più bei frutti; sta volentieri presso i muri ombrosi, oppure
ben difeso dal settentrione.
_uva ursi_, L. _Vigne ursine_, F. _Vite d'orso_, I.
AZALEA
_viscosa_, L. _Cisto di Virginia_, I. Ama terreno forte, ed umido.
BETULA
_alba_, L. _Bouleau vulgaire_, F. _Betula_, I.; a tronco bianco, rami
cadenti, fogliame raro.
_alnus_, L. _Aune_, F. _Ontano_, I. _Onizza_, Lom.; a foglie di verde
carico; ama l'umido.
_alnus incana_, L. _Aune à feuilles blanchâtres_, F. _Ontano a foglie
screziate di bianco_, I.
_nana_, L. _Bouleau nain_, F.
_dolentarica_; a foglia stratagliata.
BERBERIS
_vulgaris_, L. _Epine-vinette_, F. _Crespino_, I.; a fiori gialli, e
frutti rossi.
BIGNONIA
_catalpa_, L. _Bignone_, F. _Bignonia_, I.; a foglie grandi di
verde-chiaro, a fiori giallo-bianchi, punteggiati di bianco al di
dentro.
_radicans_, L. _Jasmin de Virginie_, F.; a fiori rossi a trombetta.
BUPLERUM
_fruticosum_, L. _Seseli etiopico_, I.; a foglie di salice; vuole il
sole, ed ama terreno fertile.
BUXUS
_sempervirens_, L. _Buis_, F. _Busso, o bosso_, I.
_arborescens_, L.
_suffruticosa_, L.
CALLICARPA
_Americana_, L. Bella pei fiori bianchi, e rosei; frutto roseo, che
dura parte dell'inverno.
CALYCANTHUS
_floridus_, L. _Bulneria à fleurs d'anémone_, F. I fiori sono d'un
color sanguigno-carico; vuole terreno fertile.
CARPINUS
_betulus_, L. _Charme_, F. _Carpino_, I.; a fogliame allegro.
_Virginianus_, L.
CASSIA
_Marylandica_, L. _Cassier de Maryland_, F.; a fiori gialli, d'autunno.
CEANOTHUS
_Americanus_, L. _Thé de la nouvelle Jersey_, F. _Celastro_, I.; a
foglie d'un verde allegro, fiori bianchi a spighe.
CEPHALANTHUS
_occidentalis_, L. _Button-Wood_ degl'Inglesi. _Scabiosa Americana_,
I.; a foglie d'un verde vivo, fiori bianchi odorosi.
CELTIS
_australis_, L. _Micoulier_, F. _Bagolaro, o loto_, I. _Frigé_, Lom. Si
veste ben tardo; fiori da nulla.
_occidentalis_, L.
_orientalis_, L.; a foglia più larga.
CERCIS
_siliquastrum_, L. _Gaînier_, F. _Albero di Giuda_, I.; a foglie grandi
di verde-chiaro, a fiori porporini, precoci, attaccati al tronco.
_Canadensis_, L. _Gaînier du Canada_, F.; a foglie di verde-chiaro al
di sopra, e di verde-pallido al di sotto, a fiori rossi; ama terreno
fertile.
CHÆROPHYLLUM
_arborescens_, L.
CHIONANTHUS
_Virginica_, L. _Amelanchier de Virginie_, F.; a foglie di
verde-chiaro, fiori bianchi a foggia di fiocchi di neve.
_Zeylonica_, L.
CISTUS
L. _Cisto_, I. Diverse specie a fiori rossi, porporini, bianchi, e
giallastri.
CLETHRA
_alnifolia_, L.; a foglie lucide, a fiori bianchi odorosi, disposti in
spighe.
CLEMATIS
_viticella_, L.
_viorna_
_orientalis_
_Virginiana_
_vitalba_
_maritima_
_integrifolia_
Arrampicanti, fiori bianchi, rossi, cerulei.
CORNUS
_sanguinea_, L. _Sanguin ou bois punais_, F. _Sanguinella_, Lom.; a
fogliame, che si cangia in rosso nell'autunno, e a fiori bianchi.
_florida_, L. _Cornouiller_, F.; a fiori bianchi.
_alba_, L. _Sanguin à fruit blanc_, F. Fiori bianchi.
_mas_, L. _Cornier_, F. _Corniolo_, I. _Cornaro_, Lom.; a fiori gialli,
precoci. Una varietà a foglie brinate d'oro.
CORONILLA
_valentina_, L. _Séné bâtard_, F.; a fiori gialli.
_emerus_, L.; a fiori gialli, di primavera.
COLUTEA
_arborescens_, L. _Baguenaudier_, F. _Colutea erbacea_, I.; a foglie di
verde-chiaro, a fiori gialli, e con vesciche rossiccie.
_orientalis_, L. _Baguenaudier du levant_, F.; a foglie di verde di
mare, fiori giallastri.
_istria_, L.; a fiori gialli.
CORYLUS
_avellana_, L. _Noisetier_, F. _Nocciuolo_, I.; specie diverse.
CRATÆGUS
_torminalis_, L. _Alizier à feuilles découpées_, F. _Spino_, I.
_æria_, L. _Alouche de Bourgogne_, F. _Sorbo dell'alpi_, I.; a fiori
bianchi, odorosi, di primavera.
_crus galli_, L. _Azerolier de Virginie_, F.; a foglie di pero, e a
fiori bianchi.
_oxyacantha_, L. _Azerolier à fleur double_, F. Spino bianco dal fior
doppio.
_coccinea_, L. _Le grand Alizier d'Amérique_, F.
_alpina_, L. _Azerolier des alpes_, F.
_viridis_, L.
_lucida_, L.
CROTON
_sebiferum_, L.; colle foglie del pioppo nero. Non regge all'aria
libera d'inverno, se non quando è alto un uomo. Terreno fertile.
CUPRESSUS
_disticha_, L. _Cyprès de Virginie_, F.
_thyoides_, L. _Cyprès du Canada_, F.
_sempervirens_, L.
CYTISUS
_laburnum_, L. _Ébénier, ou fausse Ébène_, F. _Lamburno_, I.; a foglie
di verde-scuro, a fiori giallo-chiari pendenti a mazzo.
_nigricans_, L.
_sessilifolius_, L.
DAPHNE
_mezercum_, L. _Bois gentil ou garou_, F.; a foglie di lauro, e a fiori
porporini primaticci. Regge presso un muro esposto al settentrione.
_thymalæa_, L. _Thymelée à fleur blanche_, F.; regge all'aria aperta,
ma quando sia discretamente alto, e vecchio.
_laureola_, L. _Garou des bois_, F.; sempre verde, a foglie di
verde-carico, a fiori di verde-giallo, precoci. Sta all'aria libera, ma
presso un muro a settentrione.
_cneorum_, L. _Garou_, F.; a fiori rossi, di primavera.
DIRCA
_palustris_, L. _Bois de plomb_, F.; a fiori bianchi; ama l'umido.
ELÆAGNES
_angustifolia_, L. _Olivier sauvage du levant_, F.; a foglie argentine,
a fiori gialli odorosi.
_latifolia_, L.
EPIGEA
_repens_, L. _Epigée_, F.
ERICA
_arborea_, L.
EVONYMUS
_Europeus_, L. _Fusain_, F. _Fusaggine, Silio_, I.; coperto in autunno
di capsule rosse.
_latifolius_, L.; a fiori rossi, e verdi, e a frutto porporino.
_Americanus_, L. _Fusain de Virginie_, F.; sempre verde, a foglie
spesse, e lucide.
FAGUS
_castanea_, L. _Châtaignier_, F. _Castagno_, I. _Varietas foliis ex
aureo eleganter variegatis._ Si propaga d'innesto.
_pumila_, L. _Petit châtaignier de Virginie_, F.; con belle foglie.
_sylvatica_, L. _Hêtre_, F. _Faggio_, I. Bel tronco, fogliame grande, e
lucido.
_foliis atro-rubentibus_, L. _Sanguin_, F. Faggio purpureo: si propaga
d'innesto.
FRAXINUS
_excelsior_, L. _Frêne_, F. _Frassino_, I.; a fiori bianchi.
_ornus_, L. _Petit frêne_, F. Albero della manna.
_Americana_, L.
GENISTA
_Hispanica_, L. _Gênet, ou gênest du mont Ventou_, F. _Ginestra_, I; a
fiori gialli, odorosi.
_Germanica_, L.
_Virginica_, L.
GLEDITSIA
_triacanthos_, L.
_inermis_, L.
Le Gleditsie hanno le foglie di mimosa, e si vestono tardi: in
qualunque terreno.
GLYCINE
_apios_, L. _Riccio di dama_, I.; con fiori di color rosso-scuro a
grappi. D'inverno perde tutto fino alla radice.
GLYCYRRHIZA
_glabra_, L.
GINKO
_biloba_, L. Ha foglie fatte a conio d'un verde cenerino: ama terreno
forte, in qualunque situazione.
GUILANDINA
_divica_, L. Le foglie sono molto grandi, e sottodivise come le mimose.
Vuole poco sole.
_dioica_, L. _Bonduc_, F.; a fiori celesti.
GYNANCHIUM
_erectum_, L.; a foglia argentina.
HAMAMELIS
_Virginiana_, L. _Pistacchio nero della Virginia_, I.
HALESIA
_tetraptera_, L.; a fiori bianchi in forma di campana.
_diptera_, L.
HEDERA
_helix_, L. _Lierre_, F. _Edera_, I.
_quinquefolia_, L. _Vite del Canadà_, I.
HIBISCUS
_Syriacus_, L. _Althea frutex, ou guimaure royal des jardiniers_, F.
_Malvavischio_, I., a fiori bianchi, turchini, rossicci, variegati, ed
anche doppj.
HIPPOPHÆ
_rhamnoides_, L.; a foglie di salice.
_Canadensis_, L.
Queste due amano terreno umido, e arenoso.
HOPEA
_tinctoria_, L. _Hopea des teinturiers_, F.
HYDRANGENA
_arborescens_, L. Ha foglie d'un verde-chiaro, e sono un po' lucide: i
fiori sono a _cyma_, come il sambuco comune, bianchi, e odorosi.
HYPERICUM
_Kalmianum_, L. _Mille-pertuis de Virginie_, F.; a bei fiori gialli.
JASMINUM
_officinale_, L. _Jasmin vulgaire_, F. _Gelsomino_, I.; a fiori bianchi.
_humile_, L.; sempre verde, a fiori gialli.
_odoratissimum_, L.
_fruticans_, L. _Jasmin jaune des bois_, F.; a fiori gialli.
ILEX
_aquifolium_, L. _Houx_, F. _Smilace, agrifoglio_, I. _Bruscone_, Lom.;
sempre verde, le foglie d'un verde-carico, e lucido; ama poco sole,
e un terreno umido, e forte. Ve ne sono a bache rosse, a bianche, ed
anche a gialle.
ITEA
_Virginiana_, L.; ama un terreno soffice, ombroso, e umidetto.
JUGLANS
_nigra_, L.; noce nera della Virginia.