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Quando Silvia rientra nella sala, trova Orlando che sonnecchia.
— Buona notte.... — gli grida tutta gaja.
— Oh! scusi!.... Che ora è?
— Per bacco.... è tardi.... devo per forza levarle il disturbo....
— Cosa dice mai....
— Al piacere di rivederla.
— Aggiunga: Presto....
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— Troppo compita! —
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Tornando a casa, Augusto trova dal portinajo questo biglietto.
«Caro amico,
«Stasera alle dieci, ti aspetto al solito caffè, devo chiederti un
gran favore.
«Tuo affezionatissimo
«ORLANDO.»
La sera alle dieci.
Augusto, entrando nel caffè. — Non potevi venire a casa mia a chiedermi
il gran favore?
ORL. Gli è perchè, invece di chiederlo.... devo.... Un momento....,
prima è necessario che tu stesso mi consigli cosa devo fare.... perchè
io non voglio rimorsi.
AUG. (_ridendo_) Rimorsi?
ORL. Senti.... dimmi un po’.... Se tu avessi un carissimo amico
innamorato alla follìa di una donna e degno di essere da lei riamato,
e venissi a scoprire che mentre ella finge di amar lui, ne ama un
altro.... tu che cosa faresti, quando tu fossi il solo a possedere tale
secreto?....
AUG. (_pensoso ma senza sospetto_) Scusa.... si tratta di qualche
nostro amico?
ORL. Supponi....
AUG. Non ti domando nemmeno chi è.... perchè sono cose delicate....
Dimmi piuttosto: quella donna è sua moglie?....
ORL. Ma.... questo non importa, quando si ama, o moglie o no....
AUG. (_serio_) È vero. Ebbene, in tal caso.... io, da vero amico,
direi a quel marito.... guarda che tua moglie t’inganna.... ma gliene
darei, in pari tempo, la prova. Altrimenti sarebbe inutile e sciocco il
parlare.
ORL. Ti ringrazio del consiglio e lo seguirò. Era il favore che
m’occorreva. —