_Dagli studj letterarj ci allietarono nella nostra giovinezza, e da
quelli legali, rifugio a noi comune nei perseguitati tempi, tu, Fedele,
ti levasti ad alte speculazioni, a nuove cure nei politici campi, e ne
ottenesti fede e plausi cittadini e universali. Ed anche fra i severi
studj ed ufficj, ti serbasti amico alle care memorie, alle discipline
geniali, fra quali, il culto della Musica non abbandonasti._
_In più umili sfere, ma fra impegni non men rigorosi, serbai fede
anch’io ai primi amori, e ne sian prova le pagine che quivi io ti
consacro._
_Nè credo soverchio ardimento il fregiarle colla dedica al chiaro
tuo Nome, nel pensiero che, a te propugnatore indefesso della seria
coltura e del vero utile sociale, non disconvenga una Storia rivolta
alla istruzione d’una classe alla quale un efimero grido non è più
sufficiente, ed al miglior decoro della rinnovata Nazione, in cui
l’arte alle attrattive altrui soltanto non dee più servire._
_L’intendimento renda compatito il difetto, e la memoria_
L’AMICO
G. FANTONI
Venezia, febbraio 1873.