SOLDAT.

15. Wann alles ist auff und verzehrt,

Ziehe ich in ein frisch Landt,

Und du Bawer must betteln gähn

Mit einem Stab in der Handt;

. . . . . . . . . . . . . .

Ich lasse dir Pand und Sand.

Vedi anche il _Contrasto tra il Cavaliere e il Contadino_ pubblicato da

LUDWIG UHLAND, _Alte hoch- und nieder deutsche Volkslieder_, Stuttgart,

1881, pag. 255.

[41] Questa poesia satirica contro i villani deve aver goduto una

grande popolarità, perchè l'origine ridicolissima e molto umile

attribuita ad essi, è spesso ripetuta dai loro detrattori; certamente

il FOLENGO, che tanto copiosamente attinse alla tradizione popolare,

ricordava la «ragione» del cantastorie pavese, perchè nell'_Orlandino_

[capo V, strofe 57-58] accorda ai villani la stessa origine:

Passava Giove per un gran villaggio

Con Panno, con Priapo e Imeneo,

Trovan che un asinello in del rivaggio

Molte pallotte del suo sterco feo.

Disse Priapo: questo è gran dannaggio:

Tu, Domine, fac homines ex eo.

Surge, _villane_, disse Giove allora

E il villan di quei stronzi salta fora.

Ed in quel punto istesso quanti pani

Fur di letame o d'asino o di bove,

Insurrexerunt totidem villani

Per tutto il mondo a far delle sue prove;

Cioè pronte in rubar aver le mani

E maledire il ciel, quando non piove,

Esser fallaci, traditor maligni

Di foco e forca per soi mirti digni.

Una origine simile è attribuita nella tradizione popolare ai Friulani;

vedi Bernoni, _Tradizioni popolari veneziane_, Venezia, 1875, puntata

1ª, pag. 8: «Come xe nata la nazion dei Furlani». «Un giorno San

Pietro, andando a spasso col Signore, lo prega, dacchè ha creato tante

nazioni, di fare anche quella dei Friulani; il Signore gli osserva che

i Friulani saranno cattivi e bestemmiatori, e per dimostrarlo, discende

da cavallo e col piede tocca dello sterco di cane, da cui salta fuori

un Friulano: Pofardio (el dise sto furlan) so' qua ancia io'». «Astu

visto, el Signor alora ghe dise a San Piero, se xe vero che i biastema?

Ben, za che i ghe xe, che i ghe staga anca lori. E cussì xe nata la

nazion de' Furlani».

[42] L'asino, che nella favola è sempre l'oggetto dello scherno e dei

sorprusi degli animali forti e prepotenti (negli _Animali parlanti_

del CASTI, per un intento satirico speciale, è innalzato alla dignità

di precettore del principe ereditario) si trova spesso nella satira

accomunato col villano; il FOLENGO nell'_Orlandino_ [cap. II, strofa

29] li dice cugini, forse anche qui ricordando le parole di Matazone:

Vedestu mai qualche poltron villano

_Poltron_ s'appella di suo proprio nome,

Discalzo cavalcar il suo _germano_

_L'asino_ dico, a mezzo inverno, come

Spesso mena le gambe, quale insano

Acciò di borea il spirto nol dome.

Nel _Catorcio d'Anghiari_ di FEDERICO NOMI è narrato [canto VII, pag.

103] lo strano connubio di un asino con una villana, da cui nasce il

mostro Miccione, mezzo uomo e mezzo asino, che diventa poi marito della

villana Sandra:

Dicono che una donna empia ignorante

Come sono d'ordinario le villane,

Sprezzando altiera ogni altro caldo amante

Per un somier sentì voglie ben strane...

e nel _Nuovo Thesoro de' Proverbji italiani_ di BUONI THOMASO, Venetia,

1604, pag. 372: «L'asino è un animale tutto pigro, tutto ostinato,

tutto pieno di villania, degno della villa... accompagnato sempre da

buon bastone, et la sua guida è un villano pur anco egli voto d'ogni

discretione...». Sull'asino nella leggenda ha parlato il Finzi nel noto

opuscolo; lo STRAPAROLA, _Le tredici piacevolissime notti_, Venetia,

Zanetti, 1604 (notte X, nov. 2) ci raffigura l'asino che riesce

coll'astuzia vincitore nella lotta impegnata col leone.

[43] Fu pubblicato da F. MICHEL, Paris, 1833, e da A. JUBINAL, _Des

XXIII Manières des vilains, pièce du XIIIe siècle, accompagnée d'une

traduction en regard, suivie d'un commentaire_ par Eloi Johanneau,

Paris, 1834.

[44] Questa parodia delle Litanie è uno dei più caratteristici

componimenti che abbia prodotto l'irriverente vena satirica-parodica

nel medio-evo, ed appartiene a quel genere speciale di produzioni

«farsite», cioè composte di volgare alternato colle parole del testo

sacro, a cui appartengono pure i «Pater noster» satirici contro i

villani. Vedi sulla parodia sacra nelle letterature moderne lo studio

già ricordato del NOVATI negli: _Studi critici e letterari_, Torino,

Loescher, 1875, pag. 175. Molto più recente è la parodia delle Litanie

contenuta nel _Catéchisme à l'usage des grandes filles qui souhaitent

se marier_ (_Bibliographie des ouvrages relatifs à l'amour, aux femmes,

au mariage, et de livres facétieux_ par M. Le C. D'I***, Turin-Londres,

1871, vol. II, pag. 141):

Kyrie, je voudrais

Christe, être mariée

Kyrie, je prie tous les Saints

Christe, que ce soit demain

. . . . . . . . . . . .

[45] Veramente bizzarra è l'enumerazione dei mali che si invocano da

Dio sui villani, e si potrebbe comparare a quella non meno bizzarra

della _Lauda de l'infirmità_ di IACOPONE DA TODI:

O Signor per cortesia

mandame la malsania

a me la freve quartana

la continua e la terzana

la doppia cottidiana

colla grande idropesia

a me venga mal de dente

mal de capo mal de ventre

a lo stomaco dolor pungente ecc.

[46] WRIGHT, Op. cit., pag. 53: _Des vilains._ Vedi anche il fabliau:

«Le pet au vilain» di RUTEBEUF (MONTAIGLON et RAYNAUD, _Recueil des

Fabliaux_, III, 68).

[47] WRIGHT, _Op. cit._, pag. 49: _Satire on the men of Stokton_,

satira politica contro i servi del monastero di Stockton (contea di

Durham); vedi pure dello stesso, _Histoire de la Caricature et du

Grotesque_, pag. 162-163.

[48] Nell'«oremus» dell'_Officium lusorum_ è detto: «Omnipotens

sempiterne deus, qui inter rusticos et clericos magnam discordiam

seminasti, praesta, quaesumus, de laboribus eorum vivere, de mulieribus

ipsorum vero... semper gaudere». BARTOLI, _Storia della lett. it._,

vol. I, pag. 285, nota 3. E l'autore del fabliau «De Gombert et des II

Clercs» dopo di aver narrato il brutto tiro giuocato ad un villano da

due chierici che egli aveva ospitati, consiglia ironicamente i mariti a

negare l'ospitalità ai chierici.

[49] JUBINAL, _Jongleurs et trouvères_, Paris, Merklein, 1835, pag. 107.

[50] Nel _Catalogue de la Bibliothèque de M. Libri_, Paria 1847, è

fatto risalire al 1470 circa; questo Contrasto è ricordato anche dal

D'ANCONA, _Op. cit_., vol. II, pag. 561, e dal BRUNET, _Manuel du

Libraire_, pag. 203, che ripete la data sopradetta.

[51] Esiste manoscritto nel cod. 443 del sec. XV, della Regia

Biblioteca di Monaco di Baviera, fol. 160, nel quale fa seguito

alla novella «De uxore cerdonis a presbytero compressa». Vedi HALM

et LAUBMANN, _Catalogus codicum latinorum bibl. regiae monacensis,_

Monachii, 1868. La stessa biblioteca ne possiede pure una rarissima

stampa [s. a. 126] adesp. 4 fogli non numerati, s. d. n. l. (cm. 20

× 14), car. rom. con segnature rosse nei fogli 1 r. 2 r. 3 r., che

noi abbiamo potuto vedere qui per la cortesia di quel Bibliotecario,

Dr Enrico Simonsfeld, al quale rinnoviamo i nostri cordiali

ringraziamenti.

[52] Questo Contrasto è sempre menzionato col titolo di «Altricatio»

invece di «Altercatio»; ignoriamo se l'edizione di cui noi parliamo sia

quella descritta nel Catalogo Libri e nel _Repertorium Bibliographicum_

dell'HAIN, ma essa certamente non è posteriore all'anno 1470, da quanto

appare dalle particolarità tipografiche.

[53] _Anche nella Disputatio Mundi et Religionis_ il Papa è chiamato a

pronunziare la sentenza. V. D'ANCONA, _Op. cit._, II, pag. 549, nota 1.

[54] Nelle commedie rusticali dei Rozzi sono frequentissimi questi

Contrasti, particolarmente del «Villano» e dell'«Oste» (padrone)

dinanzi al giudice.

[55] Nella strofa VIII è detto di essi:

Sunt a rure rusticani

et a villa sunt villani.

Ciò contrasta con quanto abbiamo notato più addietro, e dimostra come

la corrente satirica contro i villani tendesse ad unire il concetto

delle loro rozze maniere con quello del loro vivere lontano dalla vita

civile; così nel _Flabel d'Aloul_ la moglie del villano grida:

Bien vous noma à droit vilain

Cil qui premiers noma vo non

Par devit avez vilain à non

Quar vilain vient de vilonie.

MONTAIGLON et RAYNAUD, _Recueil des Fabliaux_, vol. III, 26; e in quel

violento sonetto del PUCCI, contro i villani, ricordato dal Novati:

Cristo abbia l'alme di quelle persone

Che chiamar prima il Contadin Villano

E poi facciasi allegro, grasso e sano

Quanto quel detto è posto con ragione.

. . . . . . . . . . . . . . . . .

_Sonetti del Burchiello, del Bellincioni e d'altri poeti fiorentini

alla Burchiellesca_, Londra, 1757, pag. 214.

[56] WRIGHT, _Histoire de la Caricature et du Grotesque_ pag.

121-128. Si ricordi anche il fabliau _Des chevaliers, des clercs et

des vilains_. Due cavalieri giungono, cammin facendo, in un luogo

delizioso, e la vista incantevole strappa loro questa esclamazione:

«Oh! se avessimo qui delle vivande delicate e dei vini generosi!»

Due chierici, giunti nel medesimo luogo, esclamano: «Quanto saremmo

felici di avere al nostro fianco in questo paradiso terrestre la nostra

dama!» Da ultimo arrivano due villani sui quali la bellezza della

natura non fa alcun effetto, e sulle loro azioni è bene non insistere.

La satira sta intieramente nel duro contrasto tra i sentimenti delle

due prime classi e il ributtante contegno della più spregiata, quella

dei villani; la parte più poetica è qui riservata ai «clercs», a cui

appartiene senza dubbio l'autore del fabliau.

[57] _Poésies inédites du moyen-âge_, Paris, Franck, 1854, pag. 317.

[58] _Ibidem_, pag. 341. — Nella stessa raccolta del DU MÉRIL

appartiene pure alla satira contro il «Villano» il poemetto _De

Paulino et Polla_ del giudice venusino RICHARDUS, e che giustamente

dal Du Méril è detto «uno dei saggi meno imperfetti della letteratura

drammatica anteriore al Rinascimento». L'argomento del poemetto ci è

esposto dall'autore nei seguenti versi:

Materiam nostri, quisquis vis, nosce libelli,

haec est: Paulino nubere Polla petit,

Ambo senes; tractat horum sponsalia Fulco».

Questo comicissimo soggetto è trattato con molto brio dall'autore, che

certamente ha voluto dipinger sè stesso nel Fulcone che fe incaricato

dalla vecchia, innamorata di Paolino, di concludere il matrimonio;

Fulcone le domanda quale dote porti al futuro sposo:

Alveoli veteres non melle carere feruntur

tu quoque denarios, ut meditamur, habes,

e le fa un'umoristica apologia della potenza dell'oro. La vecchia,

poco lusingata da questo complimento, si decide a malincuore a fare

l'enumerazione dei beni da lei posseduti:

Septem gallinas cum gallo quae generare

non cessant.........

Notiamo qui che nel vol. miscell. S. B. V. VII. 14 dell'Ambrosiana

si legge pure un'altra comica descrizione del corredo nuziale di

una villana: _Nova | Cipolata | in lingua rustica | Dove si tratta

di Maritare Suanina, et tutto | quello se gli vuol dare per Dotta_,

Milano, Pandolfo Malatesta, 1616.

Fulcone cerca di persuadere Paolino a sposare la vecchia, ma Paolino si

scaglia contro le donne, causa di tutti i mali, e siccome Polla è una

villana, ecco come dipinge la classe dei rustici:

In toto mundo vix peior bestia vivit,

reptilibus cunctis vilior ipse manet.

Tam mala res usquam puto quod non inveniatur.

Aera cum flatu, corpore fœdat humum

. . . . . . . . . . . . . . . . . .

Non homo sed pecus est qui non perpendit honorem

est ideo fatuus quisquis honorat eum.

. . . . . . . . . . . . . . . . . .

Non precibus, sed verberibus, terrore minisque

rusticus assiduis aggrediendus erit.

. . . . . . . . . . . . . . . . . .

Esse reus mortis deberet quisquis honorat

villanum, et titulis intitulare studet.

[59] JUBINAL A., _Nouveau recueil de contes, dits, fabliaux et autres

pièces inédites des XIIIe, XIVe et XVe siecle_, Paris, 1839, vol. I,

pag. 181.

[60] Confronta queste accuse con quelle lanciate contro i villani nel

_Libro de Alexandre_, strofa 1665:

Lauradores non quieren derechamientre dezmar

Amanse unos a otros escarnios se buscar:

Buscan so dia negro quando estan de vagar

Suel mucha cobdicia entrellos entrar.

SANCHEZ, _Poetas castellanos anteriores al siglo XV_, Madrid, 1864.

Il MEYER [_Romania_, IV, 385] ricorda alcuni altri componimenti di

questo genere; nel frammento di poema sopra le classi sociali da lui

pubblicato, vengono primi nell'enumerazione:

li clers qui les corunes unt

i quali devono pregare per i laici, poi vengono i cavalieri che devono

difendere il paese dagli infedeli, e da ultimo i villani:

Puis establi le vilain

Pur gaanier as altres pain;

questa divisione è ripetuta nel _Des Putains et des Lecheors_; WRIGHT,

_Op. cit._, pag. 60:

Quant Déex ot estoré le monde,

. . . . . . . . . . . . . .

Trois ordres establi de genz,

. . . . . . . . . . . . . .

Clers et chevaliers, laboranz.

Lès chevaliers toz asena

As tenes, et as clers dona

Les aumosnes et les dimages;

Puis asena les laborages

As laboranz, por laborer.

E nella «Consultatio sacerdotum», WRIGHT, _Latins poems_..., p. 179

(citato dal BÉDIER, _Les Fabliaux_, Paris, Bouillon, 1893, pag. 361):

Laborare rusticos, milites pugnare

Iussit, ac praecipue clericos amare.

Vedi pure _Li Mariages des Filles au Diable_, JUBINAL, _Op. cit._, pag.

283 e _Les Œuvres facétieuses de Noël du Fail_, Paris, 1874, tom. I,

pag. 7-10.

[61] Assai popolare dovette essere nel secolo decimosesto questa

operetta che appartiene a quel ciclo di componimenti satirici a cui

si ricollegano _Le Malitie delle Donne scoperte dal Gobbo di Rialto_,

della misc. marciana 2213, 3, riprodotte dal Menghini, e il cui

ritornello, come avverte il Morpurgo, fu parodiato in una canzonetta

satirica contro i villani (il Morpurgo ha ristampato per Nozze

Cassin-D'Ancona, Firenze, 1893, un'altra poesia satirica intitolata

pure «Le Malitie delle donne» che non ha nulla di comune con quella

della misc. marciana) e le _Malitie dei Villani_, assai più note sotto

il nome di _Sferza dei Villani_ che noi riproduciamo in Appendice.

La Biblioteca Trivulziana possiede due edizioni delle _Malitie

delle Arti_; la prima, di cui abbiamo qui sopra riferito l'ottava

cinquantesimaquarta, diretta contro i villani, è un opuscoletto di

settantadue ottave; dopo il titolo _Le Malitie di Tute l'arte_ segue

una rozza silografia rappresentante varî attrezzi, e comincia:

Saggio di ricerche sulla satira contro il villano · 第 138 / 140 题