«disait un poëte du XIIIe siècle, en indiquant clairement la
signification tout aristocratique que l'imagination populaire y avait
atachée»[81]. Noi ci fermiamo a determinare il significato simbolico
che la fantasia popolare nel medio-evo aveva dato a questa lotta tra
Renardo ed Isengrino, perchè ci pare, come verremo dimostrando, che
molti tratti di somiglianza abbia colla volpe il tipo del villano[82],
quale lo vedremo tratteggiato nella satira positiva dei fabliaux.
Certamente noi dobbiamo fermarci al _Roman de Renart_ per trovare con
evidenza manifestato il carattere simbolico che la volpe rappresenta
in opposizione al lupo, e per vedere una possibile analogia negli
intenti che informano la satira positiva contro Renardo ed il villano;
perchè, come è noto, negli altri rami di cui si compone l'immenso
ciclo del _Renart_ la volpe viene man mano perdendo molta parte dei
suoi tratti caratteristici, tanto che la vedremo poi vittima alla sua
volta dell'astuzia di altri animali, Tybert, Chantecler e persino
di Tardif, e non conserva nei successivi rimaneggiamenti del poema
la missione di vendicatrice degli oppressi. Nel «Roman de Renart» in
cui si vennero raggruppando le tradizioni popolari per opera dei suoi
compilatori, e in cui possiamo più spiccatamente che altrove vedere
quel carattere di universalità proprio della poesia medioevale «charme
du vilain aussi bien que du seigneur»[83], la volpe, appunto per questa
pluralità d'intendimenti da cui era informato il poema, rappresenta la
vittoria del debole sul forte, ed è perciò assai cara alla classe degli
oppressi che si era fatto di lei il suo eroe prediletto[84]; ma per la
classe dominante essa non è che la «bête puant» pericolosa per le sue
cattive qualità, tra le quali predomina l'astuzia contro cui nessuno
può lottare. Anche nel concetto adunque della classe feudale Renardo
ottiene il sopravvento sul suo nemico acerrimo, Isengrino; ma questa
vittoria non è che il risultato della esagerazione dei vizi di Renardo,
il «Maufez» che viene persino confuso col diavolo, e a cui il disprezzo
della classe aristocratica e colta attribuirà un'origine differente
da quella degli altri animali, come pure si farà col villano. Questa
evoluzione, o per dir meglio, inversione della satira contro l'eroe
popolare, contro: