II.

L'Italia nel secolo scorso conseguiva e manteneva questo grande primato

perchè essa in sostanza dava alla musica tutti i suoi elementi più

geniali e più vitali. Cominciamo dalla lingua. Era convincimento

universale formulato poi in parole entusiaste da Gian Giacomo Rousseau

nella prefazione al suo _Dizionario_, che la nostra lingua, così

felicemente contemperata di vocali e di consonanti, colle cadenze delle

parole nelle quali la voce può a piacimento indugiare ed espandersi,

fosse non solo la lingua più acconcia alla musica ma la lingua esclusiva

della musica. Il Rousseau arrivò a dire che non sapeva immaginare ottima

musica se non modulata sopra parole italiane, anzi sopra versi di Pietro

Metastasio!

L'Italia dava alla musica di tutta Europa i maestri, i metodi, la

melodia, il bel canto, i cantanti. Fermiamoci un poco ad esaminare il

fenomeno della grande feracità del suolo d'Italia nel produrre esecutori

perfetti. L'idea che di qua dalle Alpi solamente la natura formasse le

ugole perfettamente idonee al bel canto, è stata ormai sfatata dalla

fisiologia e dalla esperienza. La sola legge che spiega davvero questo

fenomeno è la solita costante e universale di ogni produzione; la legge

della richiesta.

Guardate il nostro secolo. Nella musica del secolo decimonono è venuto

acquistando invece sempre maggior prevalenza l'elemento polifonico

orchestrale. Esso infatti cominciò colla prima delle nove sinfonie di

Beethoven, la quale fu precisamente composta nel 1800. Ogni decade di

questo secolo segna un incremento continuato dell'elemento polifonico

orchestrale, il quale va aumentando in tal misura, tanto nelle opere

teatrali che nella musica extra teatrale, che noi non potremmo

scompagnare più i due elementi. Ditemi voi che cosa diventerebbe il

_Crepuscolo degli Dei_ di Wagner separato dall'elemento polifonico che

tutto lo avvolge, lo compenetra e lo commenta?... Invece nel secolo

passato la musica, massimamente teatrale (ed è di questa che io intendo

solo di occuparmi) quasi tutta consisteva nella ricerca di affetti

mirabilmente significanti per mezzo della voce umana. Facendo ora

riscontro all'esempio citato di Wagner e del _Crepuscolo degli Dei_, io

dico che se voi sopprimete l'orchestrale alla “_Serva padrona_„ o al

“_Matrimonio segreto_„, di certo voi toglierete qualche particolare

grazioso; toglierete anche un substrato armonico, di tanto in tanto

assai piacevole. Ma la sostanza dell'opera, ma il dialogo musicale

permane in tutta la sua integrità, e diciamo pure anche in tutta la sua

efficacia; o con una ben piccola differenza.

Conferenze tenute a Firenze nel 1896 La vita italiana durante la Rivoluzione francese e l'Impero · 第 72 / 78 题