CAPITOLO PRIMO

_Prolago._

Perocchè anticamente gl’infedeli e i pagani e le barbare nazioni,

compiacendosi alla reverenza delle virtù morali, i cominciamenti della

guerra alle ragioni della giustizia congiugneano, non senza debita

ammirazione ne’ nostri tempi, ne’ quali i cristiani, non solamente

dalle morali, ma dalle virtù divine ammaestrati nella perfetta fede

di Cristo nostro redentore, molti trapassano con disordinato appetito

la via eguale della vera giustizia, e seguitando la sfrenata volontà

della tirannesca ambizione, non colle debite ragioni, ma con perverse

cagioni, con subiti e sprovveduti assalti gli sprovveduti popoli

assaliscono, le città e le terre, confidandosi nella loro quiete, per

furti, per tradimenti, e per inganni rapiscono, sforzandosi con ogni

generazione d’inganni quelle soggiogare, e sottomettere al giogo della

loro tirannia; e non meno la cristianità, che le infedeli nazioni,

di queste malizie e inganni spesso si conturba. E avvegnachè queste

cose senza vergogna de’ laici secolari raccontare non si possono, ne’

cherici, e massimamente ne’ prelati, i quali, invece di Cristo fatti

spirituali pastori della sua greggia, diventando rapaci lupi, nelle

predette cose sono con ogni abominazione da detestare. E però venendo

al cominciamento del secondo libro del nostro trattato, diverse e

varie cagioni di questa materia prima ci s’apparecchiano, vinti da

onesta necessità, la verità del fatto, con seguire nostra materia,

racconteremo.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 107 / 190 题