CAP. V.

_Come si stimò dovizia, e seguì carestia._

Stimossi per il mancamento della gente dovere essere dovizia di tutte

le cose che la terra produce, e in contradio per l’ingratitudine degli

uomini ogni cosa venne in disusata carestia, e continovò lungo tempo:

ma in certi paesi, come narreremo, furono gravi e disusate fami. E

ancora si pensò essere dovizia e abbondanza di vestimenti, e di tutte

l’altre cose che al corpo umano sono di bisogno oltre alla vita, e il

contrario apparve in fatto lungamente; che due cotanti o più valsono

la maggior parte delle cose che valere non soleano innanzi alla detta

mortalità. E il lavorio, e le manifatture d’ogni arte e mestiero

montò oltre al doppio consueto disordinatamente. Piati, quistioni,

contraversie e riotte sursono da ogni parte tra’ cittadini di catuna

terra, per cagione dell’eredità e successioni. E la nostra città

di Firenze lungamente ne riempiè le sue corti con grandi spendii e

disusate gravezze. Guerre, e diversi scandali si mossono per tutto

l’universo, contro alle opinioni degli uomini.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 12 / 190 题