_Come si stimò dovizia, e seguì carestia._
Stimossi per il mancamento della gente dovere essere dovizia di tutte
le cose che la terra produce, e in contradio per l’ingratitudine degli
uomini ogni cosa venne in disusata carestia, e continovò lungo tempo:
ma in certi paesi, come narreremo, furono gravi e disusate fami. E
ancora si pensò essere dovizia e abbondanza di vestimenti, e di tutte
l’altre cose che al corpo umano sono di bisogno oltre alla vita, e il
contrario apparve in fatto lungamente; che due cotanti o più valsono
la maggior parte delle cose che valere non soleano innanzi alla detta
mortalità. E il lavorio, e le manifatture d’ogni arte e mestiero
montò oltre al doppio consueto disordinatamente. Piati, quistioni,
contraversie e riotte sursono da ogni parte tra’ cittadini di catuna
terra, per cagione dell’eredità e successioni. E la nostra città
di Firenze lungamente ne riempiè le sue corti con grandi spendii e
disusate gravezze. Guerre, e diversi scandali si mossono per tutto
l’universo, contro alle opinioni degli uomini.