_Come gli uomini furono peggiori che prima._
Stimossi per quelli pochi discreti che rimasono in vita molte cose,
che per la corruzione del peccato tutte fallirono agli avvisi degli
uomini, seguendo nel contradio maravigliosamente. Credetesi che gli
uomini, i quali Iddio per grazia avea riserbati in vita, avendo veduto
lo sterminio dei loro prossimi, e di tutte le nazioni del mondo,
udito il simigliante, che divenissono di migliore condizione, umili,
virtudiosi e cattolici, guardassonsi dall’iniquità e dai peccati, e
fossono pieni d’amore e di carità l’uno contra l’altro. Ma di presente
restata la mortalità apparve il contradio; che gli uomini trovandosi
pochi, e abbondanti per l’eredità e successioni dei beni terreni,
dimenticando le cose passate come state non fossono, si dierono alla
più sconcia e disonesta vita che prima non aveano usata. Perocchè
vacando in ozio, usavano dissolutamente il peccato della gola, i
conviti, taverne e delizie con dilicate vivande, e’ giuochi, scorrendo
senza freno alla lussuria, trovando nei vestimenti strane e disusate
fogge e disoneste maniere, mutando nuove forme a tutti gli arredi. E
il minuto popolo, uomini e femmine, per la soperchia abbondanza che
si trovarono delle cose, non voleano lavorare agli usati mestieri; e
le più care e dilicate vivande voleano per loro vita, e allibito si
maritavano, vestendo le fanti e le vili femmine tutte le belle e care
robe delle orrevoli donne morte. E senza alcuno ritegno quasi tutta
la nostra città scorse alla disonesta vita; e così, e peggio, l’altre
città e provincie del mondo. E secondo le novelle che sentire potemmo,
niuna parte fu, in cui vivente in continenzia si riserbasse, campati
dal divino furore, stimando la mano di Dio essere stanca. Ma secondo
il profeta Isaia, non è abbreviato il furore d’Iddio, nè la sua mano
stanca, ma molto si compiace nella sua misericordia, e però lavora
sostenendo, per ritrarre i peccatori a conversione e penitenzia, e
punisce temperatamente.