E non si comincia forse? Non è tutto uguale sotto il sole come
trent'anni fa? Gli insetti, le piante, le barche, i fiori e gli augelli
certo non sono più gli stessi: ma chi li distingue? Per noi sono gli
istessi, gli insetti e gli uccelli, i fiori e le barche.
Dunque tutto è uguale come trent'anni fa, come cento e più ancora!
*
Presso la spiaggia v'è molto silenzio.
Si ode però qualche grosso calabrone nero che ronza gravemente: le
passere pispigliano e si chiamano paurosamente come a dire: “Bada che
gli uomini non si accorgano dove noi facciamo il nido!„ Le lucerte
ritorte e stese al sole, fuggono e razzano fra la sterpaglia
all'improvviso passo dell'ava.
*
L'ava pensa che il suo figliuolo riceverà il mazzolino delle viole, che
già ha raccolto, domani a mezzogiorno quando si reca a casa per la
colazione. Ma è tanto affaticato, tanto preso dal lavoro e dagli affari
che le guarderà a pena le viole e non gli verrà in mente di metterle in
un cristallo per farle rivivere.
È egli felice?
Quando egli era giovane si confidava in lei, e la mamma era come lo
scrigno dove i più reconditi pensieri venivano riposti con sicurezza.
Dopo o lo scrigno si è invecchiato o lui non ebbe più tesori da riporvi.
Può darsi che sia felice. Però la madre non può dimenticare una parola
di lui: ultima e forse inconsapevole confidenza.
Un giorno, dopo molti anni che non la vedeva più, il figlio si era
recato a trovare la madre. Ella lo aveva preso per mano e lo avea
condotto per le stanze: la stanza dove era nato; la stanza dove era
morto lui.... il povero babbo di cui la parete reggeva la grande
imagine; la stanza dove c'erano i vecchi libri e il vecchio tavolino (i
libri conservavano ancora il profumo stantio del latinucci di vent'anni
fa).
Egli aveva guardato come se una mano laboriosa e invisibile avesse tra
tanto strappato molte membrane di oblìo alla sua memoria; poi avea
esclamato:
“Credevo che queste cose non ci fossero più!„
Avea poi la notte dormito nel lettuccio piccolo da scapolo e ci avea
dormito bene e la mattina, piano, era venuta la mamma a svegliarlo e
dirgli molte cose: che cosa voleva da colazione, che ne' suoi abiti
c'era un bottone da fermare, e una macchia da smacchiare.
Dunque ancora quelle amorose e non venali cure esistevano come i vecchi
mobili, ed erano rimaste senza che egli ne avesse approfittato, lì per
tanti anni? Anche di esse non si ricordava più se esistevano, e perciò
aveva ripetuto con un sospiro: “Credevo che queste cose non ci fossero
più!„
*
L'ava tenendo in mano le viole si è spinta sino alla sinuosa arena,
pura, lucida, deserta, dove l'onda muore con murmure e con ritmo
segnando larghe curve orlate di spuma. Sopra il capo dell'ava si eleva
il mare, e le tartane, or dilungatesi, vanno pel loro viaggio e le vele
in punta somigliano più che mai, bizzarramente, ad una placida compagnia
di monaci. Dalla riva si abbraccia non solo tutta la curva della
spiaggia, ma i monti lucidi, la campagna verde, la città antica, e in
lontananza si scorgono i cipressi del cimitero, il quale con quelle
guglie nere dei cipressi sopra le mura bianche rassomiglia ad un
castello munito contro cui le armi degli uomini non prevarranno!
Però anche lì passa la primavera, come passa sui capelli grigi delle
nonne e sui capelli biondi dei bimbi; e così avverrà anche che quando i
tuoi buoni occhi soavi, o ava, che tanto hanno sorriso e tanto hanno
lagrimato, si chiuderanno, altri occhi si apriranno per sorridere e per
lagrimare ancora: e ciò avvenga — come diceva il bambino nelle sue
lunghe preghiere — secondo la tua volontà, o Signore!