Un po’ perchè queste riflessioni non facevano che crescere la mia
sfiducia, un po’ perchè m’impregnavo anch’io della maschia filosofia
anglo-sassone che ci stimola a guardare dinanzi e non dietro a noi, io
abbandonai l’impresa e feci ritorno in Italia. Era inutile ostinarsi,
io dissi al mio principale, era inutile sprecar l’energia, l’ingegno,
il danaro in ricerche fantastiche. Dovevamo mettere il nostro cuore
in pace, dimenticare il _King Arthur_, lavorar con lena raddoppiata,
mantenere alla nostra casa il posto che le spettava pe’ suoi capitali,
per la sua riputazione, per l’abilità riconosciuta di chi la dirigeva.
Nel fervore del discorso mi sfuggì un’allusione alla frase udita
negli uffici del Lloyd circa alla necessità di non indugiarsi troppo a
piangere i morti.
Il principale m’interruppe. — Non si tratta di morti, caro Ceriani....
almeno per me.... Per me si tratta d’una persona viva che amo e che
avrei voluto render felice a costo del mio sangue, mentre invece un
fatale concorso di circostanze volge ad effetto contrario tutti i miei
sforzi.... Ah è facile dire: quella persona è un’esaltata, ingigantisce
i suoi dolori, non apprezza convenientemente i beni che possede, va in
traccia dello strano, del singolare.... È facile rimproverarle il suo
cieco trasporto per una bambina appena conosciuta, la sua mancanza di
rassegnazione ai decreti della Provvidenza. È facile infine citarle
tante donne che hanno la saviezza di contentarsi di ciò che hanno, di
non accasciarsi sotto il peso di sventure molto più grandi di quella
che l’ha colpita.... Ragioni belle, buone, sacrosante, ma che non
concludono nulla.... Le cose non sono quelle che dovrebbero essere, ma
quelle che sono.... Il fatto si è che le condizioni di mia moglie sono
tali da destar le più legittime apprensioni.... Quel pensiero assiduo
che la tormenta, logora la sua salute e pur troppo ha un’azione funesta
anche sulla sua intelligenza. La vedrà, Ceriani, la vedrà.... Non è
già che ella parli di continuo del _King Arthur_ o dell’Ofelia; sarebbe
meglio che ne parlasse.... ma si capisce che la sua mente è sempre lì,
e la sua fissazione di voler passar quasi l’intera giornata in quello
ch’ella chiama il suo salottino giapponese basta a dimostrarlo....
Via, siamo giusti, data una natura nervosa come quella dell’Agnese,
non poteva accader di peggio.... Se lo sciagurato _King Arthur_ si
fosse perduto come si perdono centinaia di navi non saremmo a questo
punto.... È per ciò ch’io insistevo per aver una prova.... Non la
si è potuta avere, pazienza.... Non ne ha colpa nessuno.... Intendo
benissimo che sarebbe una follia il girare il mondo in cerca di un
bastimento.... Ma bisogna convenire ch’è un destino iniquo. E vi sarà
della gente che c’invidia perchè siamo ricchi!
Il signor Roberto non esagerava accennando alle tristi condizioni di
sua moglie. La vidi nella giornata e mi fece una pena immensa. Aveva
dato un crollo in poche settimane. Era ridotta a pelle ed ossa, aveva
gli occhi infossati e più d’un filo bianco si mesceva a’ suoi bei
capelli biondi.... E quello sguardo, quello sguardo!
Mi accolse con una cortesia fredda, ben diversa dall’espansione ch’ella
m’aveva dimostrata negli ultimi tempi. Circa al mio viaggio, mi disse
soltanto: — Non ha saputo nulla.... Già era da immaginarselo.
Lieto ch’ell’avesse rotto il ghiaccio, mi credetti incoraggiato
a riferirle le indagini che avevo fatte, i nuovi indizi che avevo
raccolti, i discorsi che avevo sentiti, la dolorosa convinzione che
avevo acquistata dell’inutilità di ulteriori pratiche per accertare un
avvenimento su cui pur troppo non v’era più dubbio. M’aspettavo ch’ella
protestasse contro le mie parole, che, in un modo o nell’altro, ella
sfogasse il suo dolore.... Niente di tutto ciò.... Teneva la testa
chinata sul petto, le mani incrociate sulle ginocchia, non dava segno
di approvazione o dissenso.
Nell’uscire dalla stanza il signor Roberto sospirò: — È uno strazio.
Così non può durare....
Tale era anche la mia opinione. Ma c’ingannavamo tutti e due. Anzi, in
quanto a salute, la signora Agnese migliorò, riprese un po’ di polpa
e di colore. Non migliorò invece il suo stato morale, non ci fu verso
di scuotere il letargo nel quale ell’era piombata. Ella non trovava
qualche lampo d’energia che per respinger qualunque proposta suo marito
le facesse di viaggi o di distrazioni d’altra natura.
Compiuto l’anno, gli assicuratori pagarono il risarcimento che ci
spettava, e nella pagina del nostro registro mercanzie intestata
al _Riso giapponese col “King Arthur„_ noi potemmo inscrivere nella
colonna dell’_avere_ ch’era ancora in bianco la cifra rotonda di un
milione di lire, chiudendo con un utile ragguardevole questo conto,
nonostante le spese impreviste, nonostante la perdita degl’interessi.
Furono pagate contemporaneamente anche le 25 mila lire del salottino
giapponese ch’era stato assicurato a parte.
— Sia ringraziato il cielo, — esclamò quel giorno il ragioniere
della ditta. — Quelle due partite aperte gettavano un’ombra sinistra
sull’intera azienda.... Adesso che ci si è messa su una bella pietra
sepolcrale, si potrà respirar meglio e muoversi con più libertà.
Ebbene, quel giorno stesso il signor Roberto mi esternava per la prima
volta la sua intenzione di liquidare la casa. Non aveva più amore al
lavoro, non aveva più ambizione, non aveva più elasticità di fibra
e di spirito. Sentiva di non esser l’uomo d’un tempo, d’infastidirsi
a ogni contrarietà, di smarrirsi a ogni dubbiezza; quei lunghi mesi
d’ambascia l’avevano spossato, affranto. E poi con che sugo avrebbe
seguitato a logorare il cervello nelle intricate combinazioni del
commercio moderno?... Non aveva figliuoli e non isperava d’averne; sua
moglie non abbisognava di maggiori ricchezze per vegetar come faceva;
le occorrevano soltanto delle cure sollecite, attente, e queste cure
toccava a lui di prestargliele. Con la coscienza delicata dei buoni
egli si caricava di colpe immaginarie. — Dovevo entrar subito nell’idea
dell’Agnese, — egli ripeteva, — e far sì che il capitano ci lasciasse
la bambina addirittura, chè già con un po’ d’insistenza la si sarebbe
spuntata.... Oppure dovevo tagliar corto, dichiarar che non volevo
l’Ofelia in casa nè prima nè dopo, impedire a quella funesta tenerezza
di nascere, di crescere. Il mezzo termine adottato fu la cagion vera di
tante disgrazie.
Ohimè, la vera cagione era da cercarsi nella mente non equilibrata
della signora Agnese, ma questo il signor Roberto non intendeva
ammetterlo. Fermo nel tenersi responsabile di tutto, egli diceva che il
far l’infermiere era per lui, oltre che un debito d’affetto, una giusta
espiazione.
E persisteva nel proposito di ritirarsi dai traffici. Solo studiava il
modo di provvedere all’avvenire de’ suoi commessi, di volgere a loro
vantaggio il credito e le relazioni della sua ditta.
Di qui l’accomandita della quale io sono il gerente e che mi permise
di conservare intimità di rapporti con l’ottimo uomo. Però tra noi
non si discorre d’affari che quando io gli presento il bilancio, e
anche allora se ne discorre poco perchè egli ha in me una fiducia
che credo di non avere demeritata. Anzi talvolta egli mi rimprovera
scherzosamente di aumentar troppo il suo patrimonio.
Per lo più egli mi parla di sua moglie ch’egli ama con l’antico
trasporto e ch’è sempre nel medesimo stato, sospesa tra la sanità e la
malattia, tra la saviezza e la demenza. Quand’io vado a visitarla, e ci
vado ogni tre o quattro settimane, ella mi riconosce, mi porge la mano,
mi ringrazia d’essermi ricordato di lei, mette insieme poche frasi
insignificanti, e quindi ricade in un silenzio penoso. Ma se mi alzo
per accommiatarmi si scuote, e non manca di dire: — Torni: Già mi trova
al solito posto, nel mio _salottino giapponese_.
E nel salottino che conserva per ironia questo nome si vedono ancora
le fotografie dell’Ofelia e del _King Arthur_. Ma i mille ninnoli, ma
le lacche colorate, ma gli specchi dipinti, ma le mensole, i vasi che
dovevano adornare il _salottino giapponese_, dove sono? Dov’è il _King
Arthur_, dov’è la gentile Ofelia, dov’è il capitano Atkinson, dov’è il
cane Tom? Su quali alghe riposano, quanto mare li copre, chi saprà mai
nulla di loro?
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