nell'aria seguendo con lo sguardo il piccolo volo frenato. Poi, con
maggiore slancio, lo lascia a sè stesso, gettandolo in alto. Vorrebbe
afferrarlo; ma il nastro cade. Ella ha un moto di dolore.)_ Oh!... _(Si
rivolge a Valentino e lo chiama:)_ Ei!... Tu!... _(Indicando il nastro
caduto)_ Non vedi?... Aiutami.
VALENTINO
_(si scuote; si alza; lo raccoglie e glielo porge con un lieve tremito
nel braccio, evitando di guardarla e d'esserne guardato.)_
TERESA
_(riprendendo il nastro)_ Hai paura di me?
VALENTINO
No, signora Teresa.
TERESA
... Hai ribrezzo?
VALENTINO
Mi addolora molto che vi corrano alle labbra dei dubbii di questo
genere.
TERESA
... Non so nemmeno chi sei.
VALENTINO
E chi volete che io sia!... Sono... un gobbo.
TERESA
E poi?
VALENTINO
E poi sono... un triste parassita.
TERESA
Perchè?
VALENTINO
Perchè specialmente dal male degli altri cavo quello che mi occorre per
vivere. Non posso negarlo. Poco fa egli aveva ben ragione di colpirmi.
Io anzi ho arrossito. M'è parso perfino che non avrei avuto più il
coraggio di avvicinarmi a voi, di rivolgervi la parola.... Ma, invece,
no. Sono peggio di prima. Essendo adesso sicuro che nessuno mi spia, io
mi avvantaggio più che mai del fatto che voi non mi vedete e non mi
ascoltate. Vi sto vicino, vi guardo, vi parlo liberamente, e vivo l'ora
più dolce della mia vita. Se voi non foste la vittima d'una grande
sciagura, quest'ora non mi sarebbe concessa.
TERESA
Ecco: tu mi convinci. E credo che fra noi due c'intenderemo
perfettamente. Parliamo,... parliamo di tutto. _(Lo tira a sè, e se lo
fa sedere molto dappresso.)_ Parliamo come se fossimo due amici.
VALENTINO
_(animandosi molto, — con gli occhi luminosi)_ Sì, sì, parliamo come se
fossimo due amici.
SCENA IV.
VALENTINO, TERESA, STEFANO.
LA VOCE DI STEFANO
_(lontana)_ Valentino!... Valentino!...
VALENTINO
_(sobbalzando di meraviglia e di timore, quasi gli paresse di esser
sorpreso in flagranza)_ Lui!
LA VOCE DI STEFANO
Sono qua, sono qua, Valentino!...
VALENTINO
_(scosta la sua sedia da Teresa, e in preda a una viva emozione corre
alla porta.)_
TERESA
_(si alza allarmata e riprende in fretta il suo abito, agitandosi e
gridando:)_ No! No!... Non farlo entrare! Per carità, non farlo entrare!
Son vestita come una serva.... Non è così che debbo ricevere questo
signore!
VALENTINO
_(è sotto l'arco della porta.)_
STEFANO
_(arriva di corsa, trafelato e gli getta le braccia al collo,
abbattendosi su lui.)_
TERESA
_(si rifugia paurosamente in un angolo, cercando di nascondersi, e,
senza più gridare, continua, supplichevole:)_ No!... No!... Mandalo
via... Mandalo via....
_(Una pausa.)_
STEFANO
_(ansimando)_ Non ho potuto! _(Si solleva per prendere fiato.)_
VALENTINO
_(gli toglie di mano il cappello e lo getta sopra una sedia.)_
STEFANO
Per allontanarmi da qui... ho lottato... ho lottato... come una belva
che vuole spezzare i ferri della sua gabbia.... E questa lotta
terribile... mi ha esaurito. Non reggo più. _(Affranto, annientato,
appoggiandosi a Valentino, si trascina sino al divano e vi si
abbandona.)_
VALENTINO
Avevi anche passate tante notti insonni.... Càlmati, ripòsati.... Lo
potrai, perchè i narcotici ai quali invano sei ricorso finora agiranno,
stasera, beneficamente. E ti garantisco che ti sveglierai sano e forte,
come non sei stato mai.
STEFANO
Non lo spero ancora.... _(Con gli sguardi irrequieti, cerca Teresa, e la
vede lì rincantucciata e paurosa.)_
VALENTINO
Chiamala a te.
STEFANO
Non verrebbe.
VALENTINO
_(si accosta a lei affettuosamente)_ Volete parlare con quel signore?
TERESA
_(accennando alla sua veste dimessa)_ Chi sa che cosa avrà pensato di
me!
VALENTINO
Tentate di farvi scusare.
TERESA
E come?
VALENTINO
_(la prende per una mano e quasi senza fargliene accorgere la conduce a
Stefano piano piano, esortandola confidenzialmente:)_ Ditegli che avete
un altro abito. Mostrateglielo, anzi. E se proprio egli aveva pensato
male di voi, si ricrederà. È vero, Stefano, che ti ricrederai?
STEFANO
Sì, certo.
TERESA
_(gli mostra l'abito)_ Ti piace?
STEFANO
_(trasognato, ravvivandosi in viso)_ È bello!
VALENTINO
_(con una serena voce suggestiva)_ Sedetegli accanto.
TERESA
_(siede automaticamente accanto a Stefano.)_
VALENTINO
Fategli capire che sarà anche più bello.
STEFANO
Sì, spiegatemelo bene.
TERESA
Aspetta, e vedrai. _(Prende qualcuno dei suoi nastri, e s'industria a
infilarlo nei trafori del merletto di cui ha adornato l'abito.)_
VALENTINO
_(sommessamente, alle spalle di lui)_ Io me ne vado su, nella mia
camera, Stefano. A rivederci.
STEFANO
_(a Teresa)_ Ma, a questa luce fioca, non bisogna lavorar troppo. Ne
soffrirete.
TERESA
_(sorridendo)_ Non importa.
VALENTINO
_(curando di non far sentire il rumore dei suoi passi, esce a
sinistra.)_
STEFANO
Riposiamo insieme, adesso. E domani poi tutti e due torneremo al lavoro.
Io sarò paziente... come voi. E voi mi consiglierete.... Voi mi darete
l'esempio.... Voi sarete la mia Virtù.
TERESA
Io sono piccola piccola....
STEFANO
_(ripete con vaga tenerezza pensosa:)_ Piccola piccola....
_(Timidamente, la circonda con le braccia.)_
TERESA
_(non oppone alcuna resistenza e cessa di lavorare.)_
STEFANO
_(stringendosi a lei, e posando il capo sulla spalliera del divano)_
Così.
TERESA
Perchè sei stanco?... Hai fatto un lungo cammino?
STEFANO
Assai lungo.
TERESA
Vuoi dormire?
STEFANO
Sì.
_(Un silenzio.)_
STEFANO
_(socchiude gli occhi, e mormora:)_ Ecco: a poco a poco, tutto mi
sparisce intorno.... Non vedo che voi... come se foste la mia anima....
Vi vedo tranquilla.... Tanto tranquilla!... Finalmente, è il riposo.
_(Un silenzio.)_
STEFANO
_(dorme.)_
TERESA
_(delicatamente, si svincola dalle braccia di lui. — Si leva. — Come per
una impercettibile intenzione gentile lascia cadere l'abito sulle
ginocchia e sui piedi di Stefano. Sorride un'altra volta, e si allontana
guardandolo. A un punto, comincia a ripetere, lentissimamente, con un
accento lieve monotono e melodico, una strofetta del vecchio
mendicante:)_
Sopra il mare — non guardare.
Chiudi gli occhi — e poi cammina....
_(Ella dilegua nel parco; ma la strofetta giunge ancora, fievolissima:)_
C'è un'amica — a te vicina.
Chiudi gli occhi — e poi...... cammina....
LA VOCE DI VALENTINO
_(urgente e spaventosa, ma quasi dispersa dalla lontananza)_ Accorri,
Stefano! La signora Teresa è in piedi sul parapetto, e tende le braccia
al mare!
_(VALENTINO entra dalla sinistra, si precipita verso il parco e
sparisce.)_
_(Si ode il suo grido di terrore.)_
_(Sipario.)_
FINE DEL DRAMMA.
AVVERTIMENTI PER GLI ATTORI.
_Per maggior chiarezza scenica, VALENTINO potrà dire: — «Accorri,
Stefano! La signora Teresa è in piedi sul parapetto, e sta per gettarsi
in mare!» L'autore consente, benchè mal volentieri, a questa
modificazione._
_— Queste che seguono son le note che deve cantare al primo atto Il
Vecchio mendicante ballando pesantemente. Le medesime note deve
accennare all'atto terzo, e le medesime note, in tono minore, deve
ripetere Teresa, facendogli eco, quando si rifugia con lui tra gli
alberi del parco:_
[Illustrazione: llà llà llà.... llà llà llà.... llà llà llà....
llà llà llà....]
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
senza annotazione minimi errori tipografici.