Insuccessi di latterie sociali e conclusioni.
Fra la moltitudine delle latterie sociali sorte in Italia non tutte
hanno avuto buon esito, non tutte prosperano oggidì. Buon numero di
latterie sociali sono morte, e fra le viventi non è difficile trovarmi
di quelle inferme, che campano a mala pena fra stenti e languori.
Perchè ciò?
L'indagare le cause di questi insuccessi è certamente cosa istruttiva
per coloro che si accingono a promuovere latterie sociali, per la
stessa ragione che giova all'uomo il conoscere le vie per le quali gli
giungono le malattie, affinchè egli sappia difendersi e conservarsi in
salute.
Le molte cause di morte o di marasmo delle latterie si possono
concentrare nelle tre seguenti, che si riscontrano ora isolate, ora
associate fra di loro, cioè; «l'insufficienza del latte, l'inabilità
degli amministratori, la discordia e la mancanza di solidarietà tra i
soci».
Non occorrono commenti per illustrare i concetti riassunti in queste
tre cause: la prima è una questione di fatto, sulla quale ho già detto
in altro capitolo la mia opinione; le altre due sono di carattere
psicologico e danno luogo ad una sequela di questioni tra uomo e uomo,
ognuno procurando di caricare i propri errori sulle spalle degli altri;
ognuno cercando negli occhi degli altri quella tal pagliuzza senza
pensare se nel proprio non siavi una trave.
Un vecchio assioma dice che _ogni popolo ha il governo che si merita_.
L'espressione è perfettamente applicabile alla cooperazione e per
conseguenza alle latterie sociali, che del principio cooperativo sono
una manifestazione.
L'esito di una cooperativa è la risultante delle forze materiali
e morali, positive e negative, dei singoli cooperatori. Queste
istituzioni hanno una vera potenza civilizzatrice quando siano intese
e praticate nel loro giusto senso, che è il contributo di tutte le
piccole forze e al bene comune.
Sono gli uomini che fanno le istituzioni e non viceversa; agli uomini
spetta il merito della buona riescita, come il demerito in caso
d'insuccesso.
Questi principi sono pienamente applicabili anche alle latterie
sociali, e perciò dico non costituite la latteria se non quando gli
animi sono ben preparati, l'ambiente è maturo e quando avete trovato
gli uomini adatti a sopportare l'onere dell'amministrazione.
Infine permettetemi di parafrasare il sopradetto assioma e di dire,
a guisa di conclusione, ai soci delle latterie passate, presenti e
future, grandi e piccole che siano, che _i soci hanno la latteria
sociale che si meritano_.