CAP. IX.

Impianto ed indirizzo tecnico della latteria.

L'impianto materiale della latteria consta di due parti, cioè il

fabbricato, ossia i locali, e gli attrezzi.

Prima di concretare un progetto ed un preventivo della spesa occorrente

a tutto quanto, il comitato promotore della costituenda latteria,

oppure il Consiglio d'amministrazione della latteria costituita, deve

studiare e determinare l'indirizzo tecnico ed economico della latteria,

perchè a questo indirizzo è subordinato tutto l'impianto.

Se tutti questi signori non si sentono competenti ad affrontare la

questione tecnica almeno nelle sue linee generali, ricorrano al parere

di persone capaci, fra le quali può essere anche lo stesso casaro che

intendesi assumere al servizio pel funzionamento della latteria.

La questione tecnica che devono risolvere è questa: quale modo di

sfruttamento del latte conviene adottare e quale tipo di formaggio

produrre?

Per rispondere a questa domanda bisogna indagare quali sono i tipi di

formaggio più largamente consumati nella plaga ove ha sede la latteria

e quali formaggi sono fabbricati nella plaga stessa, seppure vi

esistono latterie in funzione.

Considerati i prezzi che realizzano i diversi tipi di formaggio

sul luogo e fuori del luogo, considerate le spese d'impianto e di

esercizio inerenti ai diversi tipi di formaggio, si deciderà il modo di

sfruttamento del latte che sarà adottato dalla latteria.

Questa decisione è della massima importanza e sarà bene spesso causa

di non pochi imbarazzi e di vivaci dispute fra i soci. M'imagino

che taluno di questi consulti il mio libro e dopo aver letto questo

capitolo trovi che il mio dire non è abbastanza esplicito e che non

gli insegno quanto occorre per dissipare i suoi dubbi e per mostrargli

la via giusta e retta da seguire. Ma pensate, o cari lettori, che io

non scrivo per una data latteria di una data località, ma scrivo per

tutte le latterie e per tutte le provincie d'Italia; perciò non potendo

entrare nelle innumerevoli condizioni locali delle singole latterie,

devo limitarmi ad indicare le norme generali atte a risolvere il

problema; ma la risoluzione di questo è proprio compito delle singole

latterie e vuol essere fatta sul posto dalle persone stesse che vi sono

interessate.

Infatti guardiamo attorno per l'Italia: vediamo latterie che fabbricano

formaggi magri e burro e vi trovano il loro tornaconto, vediamo altre

latterie che fabbricano invece formaggi grassi e si trovano altrettanto

bene nei riguardi del tornaconto. Il che vuol dire che un metodo che

conviene in un luogo non conviene in un altro.

Ogni plaga ha le sue predilezioni e le sue tradizioni in fatto di

formaggio, tutte cose da non trascurare, perchè rappresentano sempre

una somma di esperienza dovuta al volgere degli anni, che nessuna

sapienza d'uomo potrebbe nè improvvisare, nè sostituire.

La prima domanda che si fanno i promotori o gli amministratori di una

latteria è certamente questa: dobbiamo lavorare pel consumo locale

oppure pel grande commercio?

Il lavorare pel consumo locale è certamente compito più facile poichè

si tratta di adattare la produzione ad abitudini ed a gusti conosciuti.

Il fabbricare i tipi di formaggio che sono acclimati già da tempo

nel territorio della latteria è cosa più facile che l'introdurre la

fabbricazione di tipi nuovi, pei quali bene spesso occorre un periodo

di tentativi prima di _acclimarli_ e che in ogni modo espongono la

latteria all'alea inerente ad una produzione nuova e ad un commercio

nuovo.

Riassumendo, vi sono tre diversi indirizzi tecnici, contraddistinti

da diverso grado di difficoltà e d'impegno per la latteria, così

per l'impianto come per l'esecuzione; i quali, messi in graduatoria

nell'ordine crescente, sono:

1º fabbricazione di latticini abituali ed acclimati nella plaga,

destinati al solo consumo locale.

2º fabbricazione di latticini acclimati nella plaga, destinati al

grande commercio.

3º fabbricazione di latticini nuovi alla plaga ad imitazione di tipi

nazionali ed esteri, destinati al grande commercio.

Alla sagacia dei soci il scegliere quell'indirizzo che più si adatta

all'ambiente materiale e morale della latteria. Soggiungo che l'uno

non esclude l'altro e che tutti e tre si possono associare in una sola

latteria; è questione di sapere e di volere. Anzi troppo spesso mutano

le vicende commerciali anche in fatto di burro e di formaggio, sicchè

succede che una certa lavorazione diventi talvolta meno rimunerativa

per ragioni commerciali improvvise, come ribasso di prezzi, diminuito

consumo, sovraproduzione della merce, ecc. Un'amministrazione oculata

deve dunque prevedere anche questi eventi e tenersi preparata

ad introdurre nella latteria quelle riforme che l'interesse

dell'associazione richiede. Di ciò va tenuto conto nel preventivo

d'impianto e nell'eseguire l'impianto stesso.

Non è compito di questo libro l'indagare i diversi modi di

lavorazione del latte, la qual cosa spetta propriamente ai trattati di

caseificio.[5] Tuttavia, sempre restando nell'argomento dell'indirizzo

tecnico, non posso a meno di rammentare ai fondatori della latteria che

lo sfruttamento del latte può essere fatto a base di burro od a base

di formaggio e che devono pronunciarsi per l'uno o per l'altro modo,

poichè ciò ha intima relazione colla qualità dell'impianto.

Se la latteria basa il _suo principale profitto sul burro_, avrà il

latte magro ridotto alle condizioni di un quasi cascame; potrà cavarne

formaggio magro, oppure utilizzarlo in altro modo.

La produzione intensiva del burro di prima qualità non può essere fatta

che a mezzo delle _scrematrici centrifughe_; ed è evidente che in tal

caso il progetto d'impianto deve essere _specializzato_ in armonia al

funzionamento di queste macchine.

Se invece la latteria basa il _suo principale profitto sul formaggio_,

allora può dedicarsi alla fabbricazione di qualche buon tipo di

formaggio, mentre il burro diventerà prodotto secondario, sia per

quantità sia per qualità.

Il fare tanto e buon burro insieme a tanto e buon formaggio è

cosa estremamente difficile; anzi sono due risultati praticamente

incompatibili, che si escludono a vicenda.

Riassumo in un prospetto i diversi modi di sfruttamento del latte

di vacca ed i prodotti commerciali più importanti che se ne possono

ricavare, lusingandomi che desso contempli i bisogni della generalità

delle latterie italiane e sia applicabile a tutte le provincie

d'Italia.

Sfruttamento del latte a base di:

=burro= | =formaggio=

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ARTICOLI PRODOTTI

|

=Burro di panna= | { Emmenthal

{ formag. magro | { caciocavallo

e { (svedese) | =formaggio= { fontina

=latte= { formag. margarinato | =grasso= { montasio

=magro= { caseina per uso | { stracchini

utilizzato { industriale | { provole

per { allevamento di | e

{ vitelli o di maiali| =burro di siero=

| oppure

|

|

| =formag.= { Gruyère

| =mezzo grasso= { grana

| =o quasi magro= { Bra

| { tome

| e

| =burro di panna=

All'elenco delle utilizzazioni del latte magro, come pure a quello

dei diversi formaggi grassi e mezzo grassi aggiungo un eccetera, che

è di prammatica, ma credo di aver detto abbastanza perchè i promotori

della latteria possano scegliere a loro talento la via più giusta e più

confacente agli interessi dell'associazione.

Guida per la costituzione e per l'impianto di latterie sociali cooperative · 第 21 / 38 题