Lo Statuto sociale ed il Regolamento interno.
Ho detto che lo _Statuto sociale_ è il contratto fondamentale che
regola i reciproci rapporti dei soci. Esso viene intercalato in
totalità od in parte nell'atto notarile di costituzione della Società e
viene depositato presso il R. Tribunale. Una volta omologato da questo
Tribunale, lo Statuto sociale ha forza di legge, e quindi tutti i soci
sono obbligati ad osservarlo ed a farlo osservare.
Non sarà dunque eccessiva la ponderazione sia nel compilare questo
documento, sia nell'esaminarlo, interpretarlo e modificarlo prima della
sua approvazione ufficiale.
Di solito le latterie in via di costituzione si procurano lo Statuto
di qualche altra latteria e lo adottano dopo avervi introdotto quelle
modificazioni che sono richieste dai particolari casi.
A facilitare il compito delle costituende latterie espongo anch'io un
modello o saggio di _Statuto per una latteria sociale cooperativa_.
È impossibile che desso risponda a tutte le esigenze di tutte le
latterie, perchè ogni latteria ha la sua fisonomia particolare, ma c'è
una quantità di articoli che possono e devono essere comuni a tutte
quante le latterie.
Se il lettore avrà letto un certo numero di statuti di latterie
sociali, ne avrà trovati di quelli assai lunghi e di quelli invece
assai corti. Secondo me, questi estremi sono entrambi da evitarsi.
Infatti gli statuti troppo lunghi dicono molte cose di secondaria
importanza, od anche inutili, perchè appartengono alle regole del buon
senso, che tutti sono obbligati a conoscere ed a praticare; oppure
sono troppo lunghi perchè si ripetono od amplificano cose già dette,
quando pure non si contraddicono e non si confondono. Questi statuti
imbarazzano la gente di campagna, che non ha l'abitudine del leggere e
finiscono col non essere letti affatto.
Gli statuti troppo corti sono difettosi per questa ragione, che non
considerando tutte le questioni caratteristiche di un'amministrazione
a base industriale, lasciano adito all'arbitrio degli amministratori,
come dei soci, quindi al disordine, alle parzialità, ai dissensi, alle
lotte intestine, che portano quasi sempre alla morte della latteria.
Nel compilare il saggio di statuto che presento, mi sono tenuto
lontano dai due estremi; vi ho contemplato le questioni essenziali
al funzionamento della latteria, rimettendo le questioni secondarie
al _Regolamento interno_; ho procurato di tenerlo in armonia alle
prescrizioni del Codice di commercio, gli articoli che desso contiene
li ho spigolati negli statuti di varie latterie sociali e di altre
società cooperative. Piuttosto che roba mia, è dunque materia passata
pel vaglio dell'esperienza di molte persone, e perciò spero che il
lettore le faccia buon viso.
Il carattere sostanziale di uno statuto è dato dalla questione
finanziaria, cioè dal metodo adottato per raccogliere il capitale
necessario all'impianto della latteria. Nel mio saggio di Statuto
ho adottato il metodo delle azioni, perchè parmi quello più logico,
più facile ad essere capito ed applicato. Ma tutte le volte che le
condizioni locali, ovverosia l'ambiente economico-sociale non ne
consente l'adozione, vorranno i promotori della latteria fare al Titolo
II «_Capitale sociale_» quelle varianti che saranno del caso prima di
presentare lo Statuto.
A taluni sembrerà forse troppo minuzioso il contenuto del Titolo IV
«_Ordinamento sociale_». Le norme che contiene non sono pedanterie, nè
semplici formalità; anzi io sono convinto che più i soci si atterranno
ad esse, più chiaro, speditivo e semplice sarà l'andamento della
Società. Non seguendo quelle norme, si cade nei così detti sistemi
patriarcali, ammirabili fin che volete quando sono a base di buona fede
reciproca, ma che troppo facilmente generano arbitrii, confusioni e
diffidenze.
È vivamente a consigliarsi che lo Statuto sociale venga stampato e
poscia distribuito ai soci. Se questa massima viene accettata, è bene
che nella adunanza destinata alla costituzione legale della Società
ed all'approvazione del relativo Statuto, questo venga presentato
all'assemblea in forma di bozza col nome di _progetto di statuto_, e
che ogni persona facente parte dell'assemblea ne abbia un esemplare.
Sarà anzi cura dei promotori di recapitare le dette bozze qualche
giorno prima dell'assemblea a quelle persone che si conoscono o si
presumono aderenti alla costituzione della latteria cooperativa.
Espongo anche un modello o saggio di _Regolamento interno per una
latteria sociale cooperativa_, che sembrami adottabile ed applicabile
nel maggior numero di latterie.
Il Regolamento riferisce quelle norme di secondo ordine, che sono
più facilmente mutabili e che si possono anche modificare quando le
circostanze lo richiedono. Mentre lo Statuto determina e scolpisce la
fisonomia economico-morale della Società, il Regolamento considera le
operazioni interne della latteria nei loro rapporti coi singoli soci e
precisa le mansioni del personale assunto con retribuzione.
Mentre che non si deve chiedere all'assemblea dei soci modificazioni
allo Statuto se non in casi di alta importanza, e colle volute
garanzie di forma, il Regolamento essendo materia più plastica e più
pedestre, può e deve essere ritoccato tutte le volte che il Consiglio
d'amministrazione lo creda utile: questo però sempre col consenso
dell'assemblea.
Nel saggio di Regolamento che espongo dedico un lungo articolo alle
mansioni del casaro, argomento di una certa importanza, e di solito
poco o nulla curato dalla generalità delle latterie.