C. Or su ditemelo?

T. Come mi darete ad intendere la generatione de laghi in tante

maniere, cioè quelli ch'han bocca, & quei che non han bocca, & come si

sono generati?

C. Con le cose già dette, voglio che risoluiamo questo fatto, & con

poche parole, perche con le medesime si prouerà il medesimo fatto.

T. O questo si che sarà bello à far, che dal primo ordine naschino

tanti effetti, hor alla proua.

C. Immaginiamoci un'altra uolta tutta la terra piana ad vn modo, &

ch'il piouere faccia tutto quel ch'hauiamo detto nel principio, quando

l'acque non haueano ancora il corso, si fermauano in se medesime, &

poi pigliauano la decadenza nel principio verso il mare nel più basso,

secondo si facea il più basso, & cosi vn'acqua chiamaua l'altra, et

nel correre la moltitudine dell'acque nel piu basso in alcuni luoghi

faceano vn cauo, & poi andauano alla volta dell'altre, & cosi con

l'accrescimento de valli, e monti tanto più crescea il corso de i

riui, & doue s'imbatteuano ad andar piu riui, lì contrastauano, &

faceuano vn cauo nella terra, & poi s'alzauano, & andauano fuori in

ponta cauando, & facendosi la bocca con questo andar inanzi il tempo,

& cauando piu lontano, & andando con più violentia, han fatto i caui

de laghi, quelli che sono stati frequentati dalle acque han la bocca,

& correno et quelli che sono ristretti in poco luogo restano solo con

l'acque in quel cauo fatto dal corpo dell'acque, quali si mantengono

dall'acque sotteranee delle montagne, che nascono dentro, & dalle

fontane, che nascono dalle montagne intorno, & queste sono le conserue

della natura per dar l'acqua in diuersi luoghi, per seruigio de

gl'huomini, perche i laghi sono più alti l'vno dell'altro, & ogn'vn

essendo più alto del mare, vorrebbe tornar al mare, & perche non basta

la bocca per la profondità del lago, la si fa la strada sotterranea

per andar al mare, & cosi comparisce in diuersi luoghi di monte in

monte, di piano, in piano.

T. O, come puonno rimaner i laghi, se l'acqua caua, & porta via la

materia per andar al mare?

C. Perche l'importunità delle stagioni faranno tanta riua in vn

tratto, è tanto cauo, che non bastano à potersi far la strada per

scolare tutta quell'acqua oltra l'accidente maggiore, & minore più in

un luogo che in vn'altro.

T. Non me ne fareste qualche essempio, accio io ne possi esser più

chiaro?

C. Due ue ne uoglio fare, vn più bello dell'altro, vn'è il vento, il

qual battendo l'acque, ch'erano in luoghi caui in faccia, facea che la

bocca non corriua, & l'acque stauano in se stesse per i riui diuersi,

che sono intorno cauando et nel cauar portauano alla volta della

bocca, & il vento riteneua in collo l'acqua, & la materia, & manteneua

l'argine, & cosi la bocca restando alta, faceuano tanto più bassa la

concauità de laghi. Finiti poi gl'accidenti del vento, & delle

pioggie, l'acqua poi scolaua facendo la sua bocca à poco à poco, &

assettato ch'è il lago à vso di mare, riposa in se stesso, & questo

n'è vno, che ne dite?

T. Bene, & non mi dispiace, dite l'altro.

C. L'altro è, che sia vero il sopradetto. Non và nissun fiume al mare,

che quando il màre è in fortuna, non l'empia, e stoppi la bocca, & che

l'acqua di dentro non s'inalzi, & faccia gran fondo, e tanto più fa

gran fondo, quando s'imabatteno due accidenti contrarij in vn tratto,

la fortuna in mare, & l'accidente delle pioggie in terra, & all'hora

fanno caui intolerabili dentro.

T. Non me ne nominareste vno, qual voi hauesti visto, & del quale voi

siate certo?

C. Ve ne voglio nominare vno, qual è chiamato la caua à Stura, qual è

del Illustrissimo signor Marco Antonio Colonna, luogo veramente degno

d'esser visto, perche rappresenta bene quel ch'è stato detto, cioè è

largo 12. 15. & 20. canne, & lungo appresso à due miglia, & è fondo

palmi 7. 8. 9. 10. 12. 14. 15. 16. 20. più, & meno secondo

gl'accidenti. Et in tempo di bonaccia la bocca in mare non è più alta

di due in tre palmi, & il fiume nella parte di sopra si guazza a

cauallo. Ben che dite voi mò? non è spetie di lago questo?

T. Se gl'è cosi come voi dite, veramente io son sodisfatto.

C. E verissimo, & se dimanderete à qual si voglia di Nettuno, ve lo

dirà ogn'vno, oltra che'l luogo serue per peschiera. Guardate nella

Cosmografia, che quei laghi, che sono nella Lombardia, lago maggiore,

lago di Lugan, lago di Como, tutti han voltato la bocca verso mezzo

giorno, & verso Sirocco, & hanno hauuti i venti contrarij, & si sono

creati in quelle ualli: si che non è merauiglia che con il piouere, &

il portar della materia che fanno l'acque dall'alto al basso, & andar

al mare portate dall'acque, & dal mare ributtate in terra, crescono

sempre i piani, come han fatto à Ferrara, à Padoa, à Rauenna, che già

erano su nel confine del mare.

T. A questo modo dunque mediante il tempo si potrà dire, ch'l Pò andrà

insin alla ponta d'Italia, è ch'l Pò riceuerà tutti i fiumi, che sono

à destra & sinistra, facendo la pianura di terra doue adesso è il mare

Adriatico.

C. Mediante il tempo non è dubio alcuno, perche l'acqua del mare con

le sue fortune cauando, & buttando ancora à terrà, di più di quella

terra che c'entra, portata da fiumi, tanto maggiormente cresceranno i

piani.

T. Et l'acqua salsa doue andarà?

C. Nelli altri mari facendosi la ritirata à poco à poco; & gl'altri

mari cauando più negl'altri luoghi, per i flussi, & riflussi, & venti,

& fortuna, vanno abbassandosi & mancando & ritirandosi in se medesimi,

& per questo appareno tanto alti i monti, e tanta terra vien crescendo

come la Fiandra, che già era la maggior parte mare, e tanti altri

luoghi, quali sono manifesti à molti: oltra che ci sono tanti mari

adesso, che stanno per asciugarsi, che fra pochi anni saranno terra

ferma.

T. Ditemene vn poco vno, ò due.

C. Le seccaggine di Barbaria, & intorno la spiaggia Romana, & l'argine

di Fiandra, al qual che facesse vn altro argine, quando il mare fa

riflusso, s'acquisterebbe vn paese grandissimo in certi luoghi, &

queste son cose chiare per gli essempij delle cose già state.

T. Dal principio in sin'adesso ecci manco acqua di quel ch'era quando

fu creata?

C. Non può esser che non sia manco quanto alla quantità dell'acqua,

perche tutte le cose, che hanno d'auer vita, & ch'hanno dà essere

generate in qual si voglia specie, ci vuol i quattro elementi, & quei

corpi che restano, & non si solueno, com'è il cristallo, il ghiaccio,

trauertini, marmi, et altre pietre minerali, metalli, tutta

quell'acqua, ch'è in qual si voglia conposto, bisogna che manchi nella

sua natura.

T. Voi me date vna proua, che mediante il tempo habbiano da mancare

l'acque, & mancando l'acque, regnarà il fuoco assoluto, non volete voi

intender cosi?

C. Quando la natura non hauesse fine per altri mezzi, per la

proportione della diminutione sarebbe cosi, & per questa ragione della

diminutione di dette acque tanto più sono restati i monti, et l'isole

ne mari, et tanto più appare più terra; perche restringendosi l'acque

de mari et profondandosi, & cacciandosi nelle viscere generatione

della terra, & facendosi in superficie sminuendosi se stessa in far

questa uien ad esser chiaro quanto di sopra s'è discorso.

T. Mà non sapete uoi, che l'aria si trasforma in acqua? C. A me non

pare che si conuenga, ne che possi esser, perche se l'aria si

trasformasse in acqua, dal principio in sin'adesso sarebbe già coperta

la terra, & sarebbe cresciuta tanto l'acqua di più che non fu

constituita, che non ci sarebbeno habitationi essendo tutto'l mondo

acqua.

T. Mà se pur l'aria si conuertisse in acqua?

C. Se mi concedete chè le cose che si creano han dentro la parte sua

dell'acqua secondo la ragion naturale, finirebbe ancora & l'aria &

l'acqua insieme.

T. in che modo può esser questo?

C. Se voi mi date ch'il tempo sia infinito, l'acqua & l'aria sono

finiti, ma tra'l finito & infinito non c'è proportione nissuna, si che

restarebbe il fuoco & la terra.

T. Mà come fareste voi, che potesse finir'il fuoco, & la terra, &

l'acqua, & l'aria insieme?

C. In questo modo che il Creator d'essa natura distruggesse l'ordine,

& facesse di tutte le cose, vna sol cosa come prima erano, cioè

tirandosi ogni cosa nella mente sua.

T. Non più, che questa è la base, per la quale si conosce la causa

dell'ordine, & del suo fine per l'onnipotentia.

C. Hor sia con Dio, mi piace. A riuederci quanto prima signor Tiberio

Astalla.

T. Voi dite bene, state sano, adio, adio.

Dialogo sopra la generatione de venti, baleni, tuoni, fulgori, fiumi, laghi, valli et montagne · 第 10 / 11 题