è un verso solo della _Divina Commedia_, ma è divino davvero,
perchè governa quasi tutta la legislazione dell'amore, e finchè
l'uomo pesterà coi suoi piedi questo pianeta, potranno mutare le
leggi, le consuetudini dell'umana famiglia, ma l'amore sarà
sempre il figlio dell'amore.
*
* *
Esigi poco, pochissimo da tuo marito, ed egli ti darà molto,
moltissimo.
Sii con lui molto indulgente e purchè egli sia onesto e ti ami,
non impennarti ad ogni sua distrazione, ad ogni suo capriccio.
Gli uomini, vedi, non sono come le donne, che all'amore portano
tutti i tesori del sentimento, tutti gli ardori della passione,
tutto ciò che sono, che sanno, tutto ciò che valgono; per cui
anche i peccati delle donne son quasi tutti mortali, perchè
sacrilegi fatti ad un Dio.
Gli uomini amano come mangiano, come bevono, come camminano.
L'amore è in essi una funzione della vita, non tutta la vita.
Molti dei loro peccati d'infedeltà, anzi quasi tutti, non sono
che veniali. Mezz'ora dopo scordano il peccato e la peccatrice, e
ritornano più teneri, più appassionati alla loro fida compagna.
*
* *
Quante donne per eroica protesta, per intolleranza eccessiva
hanno disfatto una famiglia, forse due famiglie; tagliando la
ritirata al marito, facendo d'un suo capriccio una passione,
d'una sua contravvenzione al galateo un delitto di Corte
d'Assise.
*
* *
Molte altre invece con una ceffatina, che pareva una carezza, con
un rimprovero che pareva uno scherzo, hanno ricondotto in un'ora
all'ovile la pecorella smarrita....
--_So tutto, ma ti perdono.... So che tu mi ami sempre_....
Qual è l'uomo che a queste parole non si sente arrossire fin nei
capelli, che non si inginocchia dinanzi a lei e suggella il suo
perdono con tenerezze più calde, con una passione rinnovellata di
novelle frondi; con raddoppiato amore?
*
* *
Se il tuo compagno non ha il coraggio di confessare la sua colpa,
se si arrampica sulla frana scoscesa delle bugie, lascialo dire;
ridi, sorridi e fagli supporre che gli credi; anche quando ti
dice le più assurde cose di questo mondo; anche quando si rende
ridicolo, come un bambino colto in fallo.
Ho sempre ammirato una donna sublime, che del resto fu adorata
fino alla morte da suo marito, perchè finse di credere, che
ritornato a casa a tarda ora, aveva scambiato un letto per un
altro.
Per molti, l'apoteosi della viltà o della stupidità, per me una
delle forme più alte dell'amore eroico e della sapienza
domestica.
*
* *
Io ti auguro e spero, che di questi eroismi non avrai punto
bisogno, ma si deve sentirsene capaci.
Aggiungo però subito, che tuo marito deve esserne degno.
Al vizioso abietto, all'uomo vile e senza carattere, nessuna
misericordia, nessuna pietà.
Quando hai perduta la stima per il tuo marito, distaccati da lui,
e se non lo puoi per legge segna col tuo dito una linea di fuoco,
che ti separi da lui.
Il peccato di capriccio non deve essere il tradimento quotidiano
e vigliacco; la debolezza non deve esser paralisi.
*
* *
Nel contrasto dei gusti, delle idee, dell'ordinamento della
famiglia, cedi sempre nelle piccole cose per poter insistere
nelle grandi.
La contraddizione perpetua, anche se nella più parte dei casi è
ragionevole, è una ruggine, che corrode l'amore e lo consuma.
Se vuoi saper volere nelle questioni, che toccano la tua dignità
o l'educazione dei tuoi figli, devi essere accondiscendente e
cedevole in tutte quelle cose di poca importanza, che riguardano
il vestire, la cucina, le relazioni con persone indifferenti.
*
* *
Quando vuoi (e ne hai tanto diritto quanto lui), la tua volontà
deve appoggiarsi alla ragione, non mai al puntiglio.
*
* *
E volendo, adopera le forme più soavi del desiderio, e il
condizionale più spesso dell'indicativo presente.
L'uomo è così abituato a comandare, è così pieno e convinto del
suo diritto di padrone, che si ribella al _voglio_ e cede al
_vorrei_: s'impenna al _farai_, e ubbidisce al _non ti pare?_
Questa è diplomazia ed è sapienza: è politica, ma è anche virtù.
Nelle più difficili intraprese, quando devi persuadere tuo marito
a far cosa giusta, ma che non gli garba, devi piegare parole e
cose, in modo che gli sembri di voler egli stesso ciò che tu
desideri da lui.
Un marito di mia conoscenza si vantava di avere una moglie, che
lo assecondava in tutto e non lo contraddiceva mai, nè nelle
grandi, nè nelle piccole cose.
E invece era sempre lei che voleva, e, per fortuna della
famiglia, voleva sempre cose giuste e buone; ma dal suo
dizionario aveva cancellato il verbo volere e il verbo comandare.
Erano per lei vocaboli affatto inutili e li credeva anche
pericolosi.
Invece le donne, che li hanno sempre sulle labbra, non riescono
mai a volere e a comandare, e si rassegnano brontolando a una
schiavitù, che le umilia e le disonora.
L'uomo maschio è un animale feroce, ma che si ammansa colle
carezze, coi baci, colle parolette soavi. Si ribella e mostra i
denti a chi alza la voce o lo picchia. Anche i leoni si domano
col latte più che colle busse.
*
* *
Tu adori tua madre, e tua madre è una santa, che non è vissuta
che per me e i suoi figliuoli; ma quando piglierai marito, tu
devi viver sola con lui.
Ti auguro, che tu possa fondare il nuovo alveare accanto
all'antico, a quello dove sei nata; ma in ogni modo nè tu in casa
dei tuoi suoceri, nè tuo marito in casa di tua madre.
Il tuo fidanzato, nelle ore di estasi, quando tutto il cuore si
affoga nel miele degli affetti più dolci e più generosi, di certo
ti proporrà di non separarti dalla tua mamma.
Non accettare quel dono, ch'egli sarebbe il primo a rimpiangere.
Non è invano, che i proverbii e la commedia e la satira hanno
sempre perseguitato col loro umorismo, coi loro sarcasmi il
suocero e la suocera.
Quei proverbii, quelle sferzate sono il succo di una secolare
esperienza.
So anch'io, che vi sono famiglie patriarcali, dove un nido si
appoggia sull'altro in un'unica atmosfera di quieta beatitudine.
Son rare eccezioni, che fanno grande onore all'umanità, ma sono
eccezioni e son rare, e quando si applica il calcolo di
probabilità all'arte della vita, si deve sempre fondarlo sulle
medie e sulla maggioranza.
Son troppe le ragioni di dissidio, di contrasti, son troppi gli
attriti di gelosia, di influenze, di invidie fra suocera e
genero, perchè i loro rapporti possano mantenersi in un cielo
perpetuamente sereno.
Non metter mai tuo marito nel triste dilemma di offender tua
madre o di darti torto.
Amatevi da lontano invece di odiarvi da vicino. Siate cortesi fra
di voi e tu sii coi tuoi suoceri, coi tuoi cognati, con tutti i
membri della nuova famiglia di un'amorevolezza piena di riguardi;
senza buttarti ai nuovi affetti con prorompente imprudenza.
È meglio metter da parte qualche tenerezza di riserva, nel caso
in cui la meritassero. Farsi invece restituire una parte di ciò
che si è dato, è cosa dura e amara e semina rancori e pentimenti
per l'avvenire.
*
* *
Non andare in collera, figliola mia adorata, se sento il bisogno
di darti anche questo consiglio:
_Non dir mai una sola, la più piccola delle bugie a tuo marito_.
Ti so sincera, ti so incapace di mentire, ma la nuova tua
posizione, complicando d'assai i tuoi rapporti cogli uomini e
colle cose, ti porrà spesso davanti a questo crudele dilemma:
O dire una bugia.
O dare un dispiacere a chi si ama.
Il più delle donne davanti a questo bivio, novanta volte su cento
dicono la bugia.
E la dicono in casi meno difficili, soltanto per paura di esser
sgridate o di doversi difendere e giustificare o di dover dare
lunghe e intricate spiegazioni.
Alessandro tagliò il nodo famoso colla sciabola e il suo taglio
attraversò i secoli, celebrato e immortale.
Le donne ogni giorno tagliano i piccoli nodi che si formano tra
le mani, nel dipanare l'intricata matassa della vita, con quella
piccola spada, che hanno sempre in tasca, sul tavolino, in letto,
da pertutto; e che si chiama _bugia_.
Emma, non mentire mai a tuo marito!
Qualunque sia il dilemma, che ti si para dinanzi, qualunque sia
il nodo che ti si forma fra le dita, non scioglierlo mai colla
menzogna.
Sarai degna della tua stima, e tuo marito ti metterà sopra un
piedestallo così alto, da potersi dire un altare.
Un uomo può esser fiero di avere una moglie giovane e bella, di
sentirla lodare da tutti per la sua coltura, per il suo spirito;
di nessuna cosa sarà tanto orgoglioso, come di poter dire:
--_Mia moglie non sa mentire_.
In questo secolo tartufo, in cui le esigenze estetiche e morali
impongono ogni giorno all'uomo virtù che non ha, in cui la
menzogna ci avviluppa e ci ravvolge dal capo ai piedi, come una
ragnatela bavosa, che al passeggiare in una vigna abbandonata ci
si appiccica schifosa e fetente alla faccia; il conoscere un
poggio alto e sereno, dove non giunga la bugia e il poter
rifugiarvisi fidenti e sicuri, è tale una grandezza, tale una
letizia per l'anima da bastare a farci benedire la vita.
Il bottegaio ci avvelena colle sue falsificazioni, il medico ci
inganna colla sua pietà; i bassi ci adulano per averne favori, e
gli alti ci promettono protezione col labbro, dimenticandoci
subito nel pensiero. In chiesa vediamo molti prostrati, pochi
credenti; nel Parlamento udiamo molte parole patriotiche, vediamo
ben pochi sagrifizii; nelle famiglie intorno a noi quanti
tradimenti e quante simonie!
Vi è però in tutto questo deserto un'oasi sempre verde, dove
nell'erba non v'è serpenti, sui cespugli di rose non vi son
spine, dove l'ape non ha pungolo e il cielo non conosce nubi; e
quest'oasi è l'anima della nostra moglie.
Là ci rifugiamo fidenti e sicuri per sentirci udire un _sì_ che è
sempre _sì_, un _no_ che è sempre _no_. Là su quella pietra di
paragone portiamo il falso oro, le false gemme, per sapere cosa
sono e cosa valgono: là portiamo tutte le piccole e grandi
ipocrisie della vita per vederle sfumare nell'aria come una
pagliuzza, che arde e si consuma sotto i raggi concentrati del
sole.
Ah quanto bene fa all'anima il rifugiarsi in un cuore sincero,
francamente, coraggiosamente e sempre sincero! Come ci si allarga
il petto, come i polmoni assorbono avidi quell'aria fresca,
tonica inebbriante della verità sicura. Come ci sentiamo
consolati di esser uomini e fieri, che una di queste rare
creature adamantine sia nostra, tutta nostra!
Qualcosa di simile si prova quando, dopo aver respirato per molti
giorni l'aria umida, palustre, fangosa della pianura del Gange si
sale sull'altipiano dell'Imalaia; bruciando tutti i miasmi,
lavandoci dai brividi della febbre e dall'afa dei pigri letarghi.
*
* *
Se tutte le donne sapessero l'onnipotenza della sincerità,
rinunzierebbero subito alle scappatoie meschine delle piccole
bugie e alla tattica delle grandi e ingegnose menzogne.
Le donne mentiscono spesso e mentiscono bene; ma non vi è arte
che basti, per tenebrosa e fine che essa sia, che valga a
renderle infallibili.
Or bene, una sola menzogna mal riuscita ti fa perdere il frutto
di tutte le altre fortunate. Da quel giorno, tutta la sincerità è
inutile, ogni affermazione è dubbia; accanto ad ogni _sì_ e ad
ogni _no_ tuo marito mette un punto d'interrogazione. Tu hai
perduta per sempre la tua santità, hai profanato il tempio, in
cui il tuo compagno ti aveva collocato.
Non si è vergini che una volta sola nella vita. Tu colla prima
menzogna perdi quell'altra verginità forse più preziosa, che ti
dichiara incapace di mentire.
Tu porterai a tuo marito tutta una corona di fiori: la tua
giovinezza, la tua bellezza, le tue grazie; ma pur troppo l'uno
dopo l'altro questi fiori avvizziranno. Ma se fra quei fiori
avrai intrecciato anche la sincerità, questa rimarrà fino
all'ultimo respiro sempre fresca e sempre profumata, e tuo marito
alzerà il capo superbo ad ogni volta, che davanti a tutti potrà
dire: _Lo ha detto lei!_ sinonimo di verità indiscutibile,
sinonimo di un dogma, che non ha nè può avere miscredenti.
E credilo, gli occhi suoi si inumidiranno di tenerezza, quando
egli aggiungerà, quasi a conferma delle prime parole:
_Mia moglie non ha mai mentito!_
*
* *
Il tuo sposo ti giurerà eterno amore e tu giurerai a lui amore
eterno. L'eternità non è soltanto di Dio, ma di tutte le labbra
degli innamorati.
Lo ha detto anche il Gautier:
_Toute grande passion a la pretention d'être éternelle, et il est
fort commode de se donner les bénéfices de cette eternité sans en
supporter les inconvenients._
Ma invece ogni affetto, per forte e sincero e fido che sia, deve
attraversare i tre stadii, pei quali passa inesorabilmente ogni
cosa viva e che alla vita appartiene.
_Nascere, crescere e morire._
Quanto al morire ammetto con te, che il tuo amore morirà, ma con
te, e che l'amore di tuo marito non tramonterà che col tramonto
della sua vita.
Ma, c'è un _ma_. Quanto al crescere, sarà un movimento
continuato, come tu forse te lo immagini, o avrà le sue soste, le
sue intermittenze?
Di queste due cose la vera è la seconda. In ogni amore vi è un
periodo, in cui il nostro cuore e quello della persona amata han dato
quanto potevan dare e al disopra dell'umano non vi è che il divino,
creato dalla nostra fantasia e dalla sete dei superlativi.
Siccome però il crescere dell'amore è la sua cosa più bella,
dobbiamo far di tutto perchè il crescere sia lento, lentissimo, e
duri molto, moltissimo.
Lo stesso Gautier ha detto che, _en amour comme en poésie rester
au même point c'est reculer_, e benchè non sia questa tutta la
verità, vi è però dentro una grande verità.
Dunque tu devi fare in modo, che di quando in quando, per salute
o per affari ti lasci sola; ed egli rimanga solo.
Non seguirlo da per tutto e sempre, nè vantarti mai di non poter
stare un giorno solo senza di lui.
Credo che soffrirai della sua assenza e che anch'egli dividerà il
tuo dolore; ma saranno due dolori, che prepareranno gioie
infinite per voi.
Dopo un lungo digiuno ogni cibo ci sembra squisito; dopo una
lunga sete ogni acqua ci par deliziosa.
Conviene che di quando in quando proviate la sete dei vostri
baci, la fame delle vostre carezze.
È questo il modo più sicuro per conservare l'amore allo stesso
stato di tensione deliziosa; ed io, che ho sempre adorato tua
madre e morirò adorandola, fino dal primo anno del nostro
matrimonio, mi allontanai da lei per otto o dieci giorni, e fino
ad oggi, or con un pretesto ed ora con un altro, ho sempre
seguito la stessa abitudine.
Ad ogni assenza teneva dietro una nuova luna di miele, e fino ad
ora credo, che il nostro amore è sempre nel periodo del crescere.
*
* *
Il desiderio è la pianta da cui nascono tutte le gioie della
vita; finchè la manterremo viva e la coltiveremo con intelletto
d'amore, noi saremo sicuri di raccoglierne sempre i frutti.
Invece i più fra gli uomini fanno come i selvaggi, che per non
aver la fatica di coltivar la pianta o di arrampicarsi sopra di
essa per averne i frutti, con un colpo di ascia buttan giù
l'albero.
E così facciamo noi, quando in una volta sola soddisfacciamo a
tutti i desideri, uccidendo la pianta che deve darci la gioia.
Quando tu sarai sposa da qualche mese, capirai tutta l'importanza
di questo mio consiglio, che basta da solo ad assicurare le gioie
sempiterne nel nido domestico.
In certe cose non dir sempre di _sì_ a tuo marito.
Fa come certi mercanti, che scrivono sulla loro bottega:
_Oggi non si fa credenza, domani sì_.
E tu a certe domande rispondigli:
--Oggi no, mio caro, domani forse....
E fa che il domani divenga un posdomani e un futuro remoto....
forse eterno.
Tu devi aver sempre per lui qualcosa da dare, e invece l'amore,
che è spensierato e folle, ti suggerirà forse di dar tutto oggi e
subito ed è anche per questo, che il più degli amori ha vita così
breve e fragile.
*
* *
Mi ricorderò sempre, che in una conversazione, a cui prendevano
parte uomini vecchi e giovani e donne belle e letterati e
scienziati, tutto un mazzo di carissime persone, si lamentava che
i fiori, che sono tra le cose più belle di questo mondo,
durassero così poco.
Una signora sentimentale esclamò:
--I fiori son come l'amore....
Un'altra più seria e ottima moglie e ottima madre di famiglia
soggiunse:
--Non tutti i fiori, nè tutti gli amori sono fragili e caduchi.
Perfettamente, disse un professore di botanica:
--Vi sono fiori di orchidee che durano mesi sullo stelo e anche
recisi son freschi per settimane.... E i sempiterni poi col loro
nome dicono la loro durata.
_La sentimentale_. S'intende sempre parlare dei fiori in
generale, e non delle eccezioni.
_Il botanico_. Anche i fiori comuni si possono conservare
indefinitamente con qualche artifizio, e chi è stato a Berlino o
in Scandinavia deve aver ammirato fra vetri e vetri delle
finestre mazzi stupendi di fiori imbalsamati, coi loro vaghi
colori.
_La sentimentale_. Sempre roba imbalsamata....
_Un'altra_. Vorrei sapere però, come si possono imbalsamare gli
amori, per serbarli sempre freschi e coloriti.
_Il botanico_. Coll'acido fenico, col sublimato corrosivo...
colle pomate arsenicali....
Qui un coro di grida d'orrore venuto da ogni parte coperse la
voce dell'oratore.
--Puah! Orrore! Che bestemmia!... Già questi scienziati son
sempre materialisti, brutali, insopportabili.... Morte alla
scienza!...
Un professore di psicologia, che aveva fino allora taciuto e che si
accontentava di guardare le belle signore, modestamente fece
osservare, che il botanico non aveva detto alcuna bestemmia, non aveva
profanato nè punto nè poco il sublime sentimento dell'amore; perchè
anche gli affetti subiscono le influenze esterne e interne e possono
per virtù di esse crescere, diminuire, risorgere o morire del tutto.
Quindi, anche per l'amore (concludeva egli) vi devono essere delle
forze, che lo aiutano a vivere, che lo conservano, che gli concedono
una insolita longevità.... Tutto sta a trovarle e a saperle adoperare
sapientemente.
_La sentimentale_. Vorrei un po' sapere che cosa conserva
l'amore.
_Il psicologo_. Per esempio la fedeltà dei due che si amano.
_La sentimentale_. Questo è un vero e proprio circolo vizioso. Se
si serbano fedeli è perchè continuano ad amarsi, e allora non c'è
bisogno di alcun antisettico.
_Un'altra_.... Il miglior conservatore dell'amore è la gelosia.
_Un'altra_ (maliziosamente). No, è l'abilità di far sperar sempre
e di non conceder mai.
_La sentimentale_. Davvero? Questo mezzo mi sembra il miglior
modo per uccidere l'amore di morte violenta.
_Un'altra_. Credo che ciò non faccia grande onore al nostro
sesso, ma l'ottimo degli antisettici in amore è la civetteria.
_Un'altra_. Bravissima! Soprattutto non lasciarsi veder mai
spettinata o mal vestita.
_Un'altra_. E tener sempre alto il biscottino, che si vuol dare.
Non avete veduto come i cagnolini si alzano sui piedi di dietro e
stanno lungamente in una posizione incomodissima, quando si offre
loro a quel modo un bocconcino ghiotto?
Quasi tutte le signore presenti a quel convegno avevano parlato:
soltanto una, la più vecchia, aveva sempre taciuto.
Era vecchia, ma pretendeva ancora di esser giovane, e cogli
artifizii della sarta, del profumiere e del tintore riusciva a
lottare con qualche successo nelle penombre dei salotti mal
illuminati.
Battè due o tre volte il ventaglio sul tavolino, quasi volesse
chiamar l'attenzione di tutti su ciò che stava per dire: nè
contenta di questo, aspettando il silenzio generale, si
gargarizzò la gola con due o tre colpi di tosse, poi dall'alto
esclamò:
--Signori e signore; non so che cosa debbano fare gli uomini per
conservare il nostro amore. È cosa che li riguarda ed io non me
ne curo. So però ciò che noi dobbiamo fare per tenerli sempre
inginocchiati ai nostri piedi....--
E tacque.
Siccome il fine del discorso però non veniva mai, da varie parti
della sala sorsero domande impazienti:
--Che cosa è dunque per voi il miglior antisettico dell'amore?
Nuova pausa, nuovo batter del ventaglio, e poi dall'alto, anzi
dall'altissimo:
--_Il disprezzo!_
Allora un vecchio venerando, che non aveva mai parlato, che aveva
soltanto sorriso d'un sorriso volteriano a tutte quelle contese; un
vecchio, che non era professore di psicologia, ma aveva sempre
studiato uomini e donne con grande amore e grandissima indulgenza,
disse:
--Mi permettete di dire anche la mia? Se non altro ho vissuto più
lungamente di voi tutti e ho veduto più uomini e più donne di
tutti voi....
--Sì, sì, fuori l'antisettico migliore....
--L'ottimo fra tutti i preservativi dell'amore, o signore
amabilissime e riveriti signori.... è, è....
--È, è?
--_È il pudore!_
Tutti e tutte tacquero; chi per sorpresa, chi per subitanei
ricordi di un passato già molto lontano, chi per il dolore di non
capire....
*
* *
Eppure, figliuola mia, quel vecchio era il solo fra tutti ad aver
ragione, e quando tu sarai moglie e da qualche tempo, gli darai
ragione.