IL MARITO AVVOCATO.

Se mi si chiedesse qual'è la nazione più morale, risponderei

subito:

--Quella, che ha un numero minore di avvocati.

Non già perchè essi stessi rappresentino l'immoralità di un

popolo e sieno quindi da mettersi fra i ladri, gli assassini e

tutte le altre infinite varietà dell'uomo delinquente; ma perchè

essi non possono vivere che dell'immoralità altrui. Essi sono i

bacilli della corruzione sociale.

Una società sana non avrebbe bisogno di medici. Una società

idealmente morale non avrebbe bisogno nè di avvocati, nè di

carabinieri, nè di soldati.

Tutti questi bacilli d'un mondo fisicamente o moralmente malato

devono sparire in una società futura più sana e più morale della

nostra. Io morrò in questa santa fede e tu trasmettila ai tuoi

figliuoli.

Mentre però guardiamo cogli occhi della speranza in un avvenire

migliore e molto lontano, noi abbiamo gli avvocati e ne abbiamo

pur troppo molti, moltissimi, troppi: tanto che non avendo

sufficiente _materia peccans_ per vivere, e trovando ancora

insufficiente l'immoralità pubblica per potersi nutrire, e

prolificare, fabbricano spesso essi stessi la gelatina delle

contese e delle cause per vivere, o invadono i campi della

politica, portandovi, le loro spore e i loro micrococchi.

Oh perchè mai con tante leggi draconiane, con tanti ostracismi

ingiusti di incompatibilità parlamentari, non abbiamo ancora

avuto un ministro così savio e così coraggioso da proporre

l'esclusione degli avvocati dal Parlamento?

Perchè?

Perchè i ministri dell'interno son quasi tutti avvocati e i

deputati sono in gran parte avvocati e il suicidio è un delitto!

Eppure quella savia esclusione basterebbe a moralizzare

l'ambiente parlamentare, a risanarlo e a prolungare la vita del

nostro parlamentarismo tanto malato.

Ma io, tesorino mio, non devo parlarti dell'avvocato che come

marito possibile; e gli avvocati son tanti e anch'essi hanno come

tutti i galantuomini il diritto di prender moglie.

L'avvocatura per sè stessa esercita una piccola influenza sulla

felicità del matrimonio.

L'avvocato è generalmente una persona colta, esperta delle umane

vicende, per lo più eloquente; che anche in amore adopera bene le

armi della parola, dei sofismi e dei sillogismi.

Hanno però una facile tendenza a scambiare la verità colla bugia,

dovendole adoperare egualmente bene nelle esercitazioni del Foro

e dovendo per loro ufficio persuader gli altri di ciò, di cui

essi stessi non sono convinti.

È naturalmente questione di arte, che può non intaccare il fondo del

cuore. Un avvocato deve difendere un ladro, un omicida, un falsario;

ma non per questo deve approvare in cuor suo il furto, l'omicidio e il

falso. Egli è come l'attore drammatico, che non diventa un tiranno

perchè rappresenta Luigi XI, nè un imbroglione, perchè fa la parte di

Rabagas.

Questa continua ginnastica però, questo continuo maneggio di

sofismi, questa elasticità eccessiva, questa abilità di preparare

le trappole dell'eloquenza tendono involontariamente ad appannar

la coscienza del bene e del male e a confonderli alquanto;

dovendo l'avvocato passare dall'uno all'altro, e continuamente,

nei suoi attacchi e nelle sue difese.

Diffida dunque un tantino dell'eloquenza degli avvocati, quando

essi l'adopreranno per farti una dichiarazione d'amore: accettala

con un largo benefizio d'inventario. Cerca insomma di scoprire

l'uomo al disotto del causidico, e se quello val meglio di

questo, dimentica il mio giudizio forse troppo pessimista e

dovuto alla mia dolorosa esperienza, che mi ha costretto ad

adoperare gli avvocati più di quanto io avrei desiderato.

Molti avvocati, anche fra i più abili maneggiatori di trappole

forensi, anche tra i più ingegnosi compilatori di lunghe e

pesanti note pei loro clienti; quando entrano nel nido della

famiglia, sono felicissimi di lasciar la toga e le bugie

nell'anticamera del tribunale.

E là fra le braccia d'una moglie adorata e i sorrisi dei loro

bambini aspirano a larghi polmoni l'atmosfera della verità vera;

di quella che non si piega mai alle esigenze delle Pandette o del

cliente.

Là non hanno bisogno di adoperare quei fini e complicati congegni

dei _se_ e dei _ma_, nè di ricorrere alle reticenze piene di

malizia, nè di abbagliare il pubblico coi fuochi artificiali

della rettorica nè colle false lagrime nè cogli sdegni a freddo.

Là anche l'avvocato ama e vuol essere amato. Là senza toga è

felice di ritornare anch'egli un uomo; null'altro che un uomo.

L'arte di prender marito · 第 39 / 60 题