— Che quei selvaggi vengano in nostro soccorso, signore? — chiese il
mozzo.
— Non ne dubito, purchè Diaz ed il Rospo riescano a sfuggire
all’inseguimento. No, il marinaio non ci lascierà divorare da questi
antropofagi e lo vedremo tornare alla testa dei Tupinambi.
— Ah! Se potessimo avere anche il tuo fucile!
— Mi hanno detto che si trova nella capanna del _pyaie_ della tribù.
— Chi te lo disse?
— Il ragazzo indiano.
— Come sei caduto nelle zampe di questi furfanti? Se tu mi avessi
subito seguito non ti troveresti in questa brutta situazione e nemmeno
io.
— Avevo ben cercato di fuggire anch’io verso la savana, signor Alvaro,
— rispose Garcia, — quando mi vidi piombare addosso i fuggiaschi.
Feci fuoco sperando di arrestarli e mancai, per mia disgrazia, il colpo.
Un indiano gigantesco mi prese fra le braccia e mi portò via correndo
all’impazzata, poi fui chiuso in una rete e trasportato nella foresta.
Gli Eimuri ci inseguivano con accanimento cercando di fare dei
prigionieri per poi divorarli.
I Tupy si credevano ormai perduti, quando un’orda dei loro
compatriotti, gli abitanti di questo villaggio, piombarono sui
vincitori facendo una strage orrenda.
Credo che nessun Eimuro sia sfuggito al massacro.
— Abbiamo veduto i loro cadaveri, — disse Alvaro. — E poi?
— Mi cacciarono in questa capanna facendomi comprendere che mi
avrebbero divorato.
— Ti trattavano male?
— Anzi, signore. Mi mandavano perfino delle fanciulle per farmi danzare
e mi rimpinzavano di cibi scelti.
— Premeva a loro che t’ingrassassi presto.
— E quando ero pieno da soffocare ricorrevano alla violenza per
farmi trangugiare radici dolci. Non so come le mie budelle non siano
scoppiate.
— Povero Garcia, — disse Alvaro che non potè trattenere un sorriso. —
Ti trattavano come un’oca di Strasburgo!
Non mi pare però che tu abbia fatto notevoli progressi.
— Se avessi continuato qualche mese sarei diventato una botte, signore.
— Ah!
— Che cosa avete signore?
— E come stiamo di viveri?
— Ci sarà ancora qualche tubero avanzato dalla cena o qualche galletta
di mandioca.
— Ben poca cosa, — disse Alvaro che era diventato pensieroso. — Come
potremo resistere fino all’arrivo dei Tupinambi con qualche galletta?
— Vi sono invece parecchi vasi porosi che filtrano acqua nelle
catinelle.
— Bah! Non disperiamo, — disse Alvaro. — Ne faremo a meno. —