Turbe di uomini, muniti di rami accesi, correvano in tutte le direzioni
agitando le mazze e cacciandosi nelle stradicciuole che separavano i
_carbet_.
Parevano furiosi di non trovare i nemici che li avevano così
audacemente sorpresi.
Anche in lontananza si udivano a echeggiare delle urla che diventavano
rapidamente fioche.
— Che Diaz e Rospo Enfiato siano riusciti a fuggire? — si chiese Alvaro
che ascoltava con angoscia quelle grida.
Aveva caricato il fucile e si era collocato dietro la porta, risoluto
a vendere cara la vita ed a fucilare quanti Tupy avessero osato
inoltrarsi.
Garcia che non era legato, non avendo i brasiliani l’abitudine di
tenere i loro prigionieri immobilizzati nei _carbet_ a loro destinati,
si era messo dietro di lui armato d’un bastone che aveva trovato in un
angolo della prigione, pronto ad aiutarlo.
I Tupy si erano forse accorti che il terribile Uomo di fuoco si era
riparato nel _carbet_ dei prigioniero, ma non osavano avanzarsi per
impadronirsene.
Certo, la fama di quel _Caramurà_ che era possessore del fuoco celeste,
era giunta fino ai loro orecchi e si sentivano venir meno il coraggio
di affrontarlo.
Si vedevano ronzare per la vasta piazza, a gruppi, chiaccherando
sommessamente fra di loro e facendo gesti minacciosi colle loro mazze,
senza osare fare un passo innanzi.
— Si sono accorti che io sono qui, — disse Alvaro.
— E hanno paura, signore, — disse Garcia. — Il ragazzo indiano deve
aver raccontato a quei Tupy che voi avete rapito il fuoco celeste e che
uccidete meglio delle loro frecce.
— Durerà a lungo la loro paura?
— Avete molte munizioni?
— Almeno cinquecento colpi.
— Tanto da poter sostenere un lungo assedio.
— È solida la capanna?
— È formata di grossi tronchi d’albero, signore.
— Si può salire sul tetto?
— Ho veduto delle pertiche in un angolo e vi è lassù un buco che serve
a dar luce alla prigione.
— Se potessimo barricare la porta?
— Vi sono qui dei vasi enormi destinati forse a cuocere i prigionieri e
che potrebbero servirci.
— Prendi il fucile e appena vedi qualcuno avvicinarsi fa fuoco. Io vado
a cercarli.
— In quell’angolo oscuro, signor Alvaro. Ve ne sono almeno dodici e
tutti di dimensioni straordinarie.