Sono certo che ci spiano. —

Il giorno seguente erano le medesime frasi che si scambiavano, ma tutti

i buoni argomenti del marinaio non riuscivano a sradicare interamente

il desiderio che tormentava Alvaro, cioè di fare una corsa nelle

foreste.

L’ottavo giorno il portoghese che si annoiava mortalmente e non ne

poteva più di quella monotona esistenza, armò la canoa, risoluto a fare

una gita fino alla costa più vicina per provvedersi di viveri.

Gli uccelli già da qualche giorno avevano disertato l’isolotto,

spaventati dagli spari dei due archibugi e la cena della sera innanzi

era stata magrissima non avendo potuto trovare che un paio di tuberi e

poche frutta già quasi guaste.

— Tornerò presto, — disse Alvaro al marinaio, — e se vedrò che i Caheti

sono scomparsi, domani andremo tutti nella foresta.

Ormai quest’isolotto non può fornirci altro che delle foglie e della

fame in quantità.

— Conducete con voi il mozzo, — disse Diaz. — Io non ho più bisogno di

cure e anche stamane ho potuto alzarmi e girare intorno all’albero.

Due fucili valgono meglio d’uno.

— Mi rincresce lasciarvi solo.

— Non preoccupatevi, signor Viana. Impiegherò il tempo a intrecciare

due cappelli di paglia che vi ripareranno meglio dei vostri berretti,

già sdrusciti.

Ma siate prudenti e non accostatevi alla riva se prima non siete ben

convinti che sia deserta.

— Ve lo prometto. D’altronde torneremo prima che il sole tramonti e con

qualche capo di selvaggina, almeno così spero. —

Presero i due archibugi lasciando al marinaio la gravatana di cui

sapeva servirsi abilmente, come abbiamo già veduto, e balzarono nella

canoa.

— Prudenza! — gridò un ultima volta Diaz, il quale si era coricato

sotto l’ombra di una _bananeira_ che lanciava le sue immense foglie in

tutte le direzioni.

Alvaro rispose con un gesto della mano e la _canoa_ si allontanò

velocemente, scivolando sulle acque nerastre della savana sommersa.

— Non allentiamo, Garcia, — disse Alvaro. — In un’ora noi saremo nella

foresta.

— La rivedrò anch’io volentieri, — disse il mozzo. — L’isola era

diventata ormai troppo piccina anche per me e mi annoiavo al pari di

voi.

— Fra quattro o cinque giorni ci metteremo in cerca dei Tupinambi, se

gli Eimuri ne hanno lasciati ancora di vivi.

Non so ma anche Diaz non è tranquillo sulla sorte che può essere

toccata alla tribù.

Prima gli Eimuri e poi i Caheti, e gli uni e gli altri sono grandi

consumatori di carne umana.

— E se non ne trovassimo più di vivi?

— Allora mio caro, andremo verso la costa e con qualche scialuppa

saliremo al nord fino a trovare gli stabilimenti spagnuoli del

Venezuela.

L'Uomo di Fuoco · 第 62 / 100 题