Cattivo vicino, se è affamato. —

Senza voltarsi e senza lasciare il fucile che aveva già puntato verso

quei due punti luminosi, con un piede urtò il mozzo dicendogli:

— Su, Garcia.... svegliati. —

Il ragazzo che dormiva con un solo occhio, da vero marinaio, fu pronto

ad alzarsi.

— Che cosa c’è signore? — chiese. — Un altro _liboia?_

— Pare che sia un grosso gattone. — rispose Alvaro.

— Ah! I brutti occhi! — esclamò il mozzo. — E sono fissi su di noi,

signore.

— Ma non osano avanzarsi.

— Voi che siete un valente tiratore, mandate una buona palla a quella

bestia.

— Per attirare l’attenzione degli Eimuri? E chi mi assicura che non

stiano cercandoci? No, almeno fino a che quella bestiaccia non ci

assale. —

La belva, giacchè doveva essere tale, conservava una immobilità

assoluta, senza stornare gli sguardi dai due naufraghi.

Passarono così parecchi minuti, poi i due punti luminosi

improvvisamente scomparvero e nel silenzio della notte s’udì a

echeggiare sinistramente un rauco miagolìo che terminò in una specie di

ululato che fece raggrinzare la pelle al mozzo.

Per alcuni istanti si udirono le foglie a scrosciare, poi ogni rumore

cessò.

— Che abbia avuto paura del vostro fucile, signore? — chiese Garcia.

— Certo, qualcuno lo avrà avvertito che io sono l’_Uomo di fuoco_. —

rispose Alvaro, ridendo. — La mia fama è giunta perfino agli orecchi

delle belve.

— Il fatto è che quell’animale se n’è andato.

— Purchè non cerchi invece di sorprenderci? Noi però non passeremo

accanto a quel macchione, anzi volgeremo le spalle.

La luna s’innalza. Andiamo, Garcia. Mi preme sapere che cosa è avvenuto

del capo degli Eimuri. —

Stettero qualche istante in ascolto e non udendo più alcun rumore,

lasciarono l’albero, avviandosi lentamente verso il luogo dove il

_liboia_ aveva assalito il capo.

Si fermavano però di frequente per guardarsi alle spalle, temendo di

essere seguiti da quella belva che poteva essere pericolosissima e

capace di assalirli.

Dopo un quarto d’ora notarono alcune grosse piante che avevano già

osservate quando stavano per affrontare il _liboia_.

— Se non m’inganno dobbiamo trovarci presso la radura, — disse Alvaro.

— È vero, signore, — rispose Garcia. — Ecco qui quella pianta carica di

zucche che avevo ben guardata.

— Sì, una _cuiera_, come ho udito a chiamare questi alberi dal marinaio.

— Ed ecco la radura.

— Avanziamoci con precauzione, Garcia. Gli Eimuri possono essere

tornati.

— Non odo nulla, signore. —

Si spinsero innanzi, tendendo gli orecchi e guardandosi d’attorno,

timorosi d’una sorpresa e raggiunsero la radura che la luna illuminava

sufficientemente, essendosi già ben alzata in cielo.

Scorsero subito, disteso fra un ammasso di cespugli fracassati e

sradicati, l’enorme serpente.

Era perfettamente immobile e giaceva tutto allungato come un immenso

cilindro.

— È morto, — disse Alvaro, avvicinandosi con precauzione. — La mia

palla doveva avergli attraversato il cervello.

— E manca della testa, signore, — disse Garcia. — È stata troncata con

qualche scure di pietra.

— Allora gl’indiani sono tornati qui: ed il capo? L’hanno raccolto

morto o ferito? Diavolo! Sarei più contento se non fosse più nel numero

dei viventi. Come faremo a saperlo? Eccoci in un bell’impiccio. —

Si era appena rivolte quelle domande, quando a breve distanza, udì

improvvisamente a risuonare quel rauco miagolìo e l’ululato, poi subito

dopo una voce umana che gridava.

— Dios! Dios! —

Alvaro aveva fatto un salto innanzi esclamando:

— Il marinaio! Garcia, seguimi! La belva lo ha assalito!

L'Uomo di Fuoco · 第 51 / 100 题