Levò l’arrosto, lo depose su una foglia d’un banano selvatico e con
pochi colpi di scure lo spaccò in varii pezzi.
— L’odore è squisito, — disse. — Proveremo a piantarvi i denti.
— Eh! Mi pare che non valga un pappagallo, signore, — disse Garcia
che aveva addentato una coscia e che faceva sforzi sovrumani per
inghiottire qualche boccone.
— Infatti è detestabile, — rispose il portoghese che si accaniva contro
un polpaccio. Questa carne è più coriacea di quello d’un vecchio mulo.
— È carne pigra, signore.
— Ma che bene o male andrà giù. —
Il loro appetito, fece davvero miracoli. Il povero _a-y_ in buona parte
passò, quantunque fosse durissimo come un merluzzo secco e avesse un
sapore tutt’altro che gradevole.
Calmati gli stiracchiamenti delle stomaco, i due naufraghi s’avviarono
per accomodare il canotto con cui volevano attraversare la palude e
provarsi anche a pescare, supponendo che in quelle acque, quantunque
nere, i pesci non dovessero mancare.
Avevano già vuotata la scialuppa e turati i fori che crivellavano
il fondo, quando d’improvviso udirono verso la boscaglia delle urla
terribili che non dovevano essere mandate da delle scimmie.
Si avrebbe detto che sotto gli alberi una terribile lotta si era
impegnata fra due tribù rivali. Si udivano colpi formidabili come se
delle mazze sfondassero degli scudi o si percuotessero reciprocamente,
sibili di frecce e ululati spaventevoli, quegli ululati che già i due
naufraghi conoscevano così bene.
Alvaro istintivamente s’era precipitato verso il canotto, temendo che i
combattenti si inseguissero verso la palude.
— Signore ed i remi? — gridò Garcia.
Alvaro si guardò intorno e vedendo un piccolo albero che cresceva a
breve distanza e che aveva delle fronde foltissime, con pochi colpi di
scure lo abbattè.
— Ci basterà, — disse.
Troncò due rami e fuggì verso il canotto dove già il mozzo lo aveva
preceduto, trascinandoli con se!
— Al largo, Garcia, — gridò. —
Senza assicurarsi se la scialuppa era ben riparata, tuffarono in
acqua i rami e servendosene come di pagaie si scostarono rapidamente,
scomparendo in mezzo agli isolotti che ingombravano la savana.