Comparazione della cittá di Napoli con la cittá di Venezia e Genoa a
rispetto delli predetti accidenti.
Essendo queste cittá, Venezia e Genoa, quelle nelle quali non solo non
si ritrova l'accidente proprio della superabbondanzia delle robbe, ma
de diretto contrarie, che in nisciuna di queste non solo non vi si fa
la bastanza, ma neanco parte alcuna si può dire; e all'incontro la
cittá di Napoli, quella nella quale si ritrova in perfezione questo
accidente, estraendosi dal Regno, come afferma il detto De Santis,
circa sei milioni l'anno di valuta di robba (del che poco mi curo se
sia cosí o no): le prime cittá sono abbondantissime di moneta e Napoli
poverissima. Con ogni ragione mi è parso, dovendosi fare comparazione
delle cittá d'Italia con Napoli, a rispetto della abbondanzia delle
monete per causa delli predetti accidenti, far comparazione con le
predette, essendo de diretto contrarie a Napoli, nell'accidente della
superabbondanzia delle robbe, e, quanto all'altri, con discorrere
delle cause di detti contrari effetti. Per il che s'intenderá meglio
quanto s'è detto di sopra, e ancora parte di quello si ha da dire; e
dalla comparazione delle predette cittá con quanto si dirrá sará
facile a ciascuno il discorrere e fare comparazione dell'altre cittá
d'Italia, giaché questo non si fa per altro che per maggior chiarezza.
E, perché la cittá di Venezia maggiormente s'oppone de diretto,
nell'accidenti predetti, con Napoli, e in altre qualitá e accidenti,
che possono causare gli effetti dell'abbondanza della moneta, sono
contrarie, per questo si metteranno tutti gli accidenti dell'una e
dell'altra, comparandola prima con la cittá predetta di Venezia, dalla
quale comparazione sará chiara ancora la comparazione di Genoa. E,
acciò meglio s'intendano, si contraparano le qualitá dell'una e
dell'altra.