Dell'accidente commune del trafico grande.
Nel terzo loco succederá l'accidente del trafico grande, del quale
suole essere potentissima occasione e quasi causa l'accidente proprio
del sito del luoco, come s'accennò nel capitolo _Dell'accidenti
propri_. E questo accidente del trafico fará abbondare il paese de
denari, quando vi è in quantitá, a rispetto delle robbe d'altri luochi
che del paese istesso; perché il trafico, che è in alcun loco a
rispetto delle estrazioni delle robbe proprie, quali superabbondano al
paese, non può essere molto. E li denari, che vengano per tal
rispetto, all'accidente proprio della superabbondazia delle robbe si
deve dar la causa, e non al trafico; e quel che vi è, a rispetto delle
robbe si portano da fuora per bisogno di se medesimo, lo fará
impoverire, e non abbondare de denari. Sí che si conclude che in tanto
il trafico grande fará il predetto effetto, in quanto sará nel loco a
rispetto delle robbe d'altri paesi per altri paesi, e cosí de' negozi,
e non a rispetto di esso medesimo; che fa il contrario effetto. Del
qual trafico (come si è detto) è occasione potentissima e causa il
sito; e che, dove è trafico grande, de necessitá vi debbia essere
quantitá di monete, non accade provarlo, poiché il trafico non si può
far senza quella, e a tal fine si fa.
E, sí come si disse nel predetto capitolo, la cittá di Venezia tiene
il primo luoco in Italia, non solo a rispetto della medesima Italia,
ma a rispetto di tutta l'Europa, per ragione del sito: come si vede
per esperienzia che tutte le robbe, che vengono d'Asia in Europa,
passano in Venezia e di lá si distribuiscono per l'altre parti; e cosí
all'incontro le robbe, che vanno da Europa in Asia, similmente da
quella se inviano: per il che vi è il trafico grandissimo, mentre da
quella in tanti luochi se inviano tante robbe. E in questo non solo
giova la commoditá del sito, sí a rispetto dell'Asia per l'Europa e
dell'Europa per l'Asia, ma a rispetto dell'Italia medesima, per andare
la maggior parte de' fiumi di quella nel suo mare, e questo facilitar
la condotta di robbe per diversi lochi; e, oltra ciò, è situata quasi
nel fianco dell'Italia e non è lontana né dal capo né dalla coda (il
che dona commoditá per la condotta predetta): ma ancora giova la
quantitá dell'artefíci che in essa si ritrovano, il cui accidente
causa concorso grandissimo di gente, non solo a rispetto dell'artefíci
(ché, in tal caso, a quello si attribueria la causa), ma a rispetto
del concorso di questi doi accidenti insieme, che l'uno somministra
forza all'altro; ché il concorso grande, che vi è a rispetto del
trafico, e la ragione del sito cresce per la quantitá dell'artefíci, e
la quantitá dell'artefíci cresce per il concorso grande del trafico,
che per il concorso predetto diventa maggiore.
All'incontro, la cittá di Napoli e Regno non tengono altro trafico che
quello che vi è a rispetto di se medesimo, e non d'altri luochi di
fuora, come si vede per esperienzia che, fuorché le robbe che in essa
nascono, poche o nulle se ne distribuiscono per alcun loco. E di
questo è causa il sito pessimo del Regno, per questo effetto: poiché,
estendendosi l'Italia fuor della terra come un braccio fuora del corpo
(che per questa causa è stata detta «peninsula»), il Regno è situato
nella mano e ultima parte di detto braccio; sí che non torna commodo
ad alcuno portar robbe in esso per distribuirle in altri luochi. E in
tanto è vero che il sito del Regno per tal rispetto sia pessimo, che
non bisogna mai passare per quello ad alcuno per andare ad altro
paese. Sia di qualsivoglia parte del mondo, e voglia andare in
qualsivoglia altra, non passerá mai per il Regno, se non vi vuol
passare per suo gusto e allungare la strada, o che vi vada per negozi
propri: per lo che non solo non è commodo a' negozianti portarvi robbe
per distribuirle in altri luochi, ma incommodo e danno. E, concorrendo
in Regno la detta qualitá del sito con quella della gente senza
industria e la povertá dell'artefíci, di necessitá viene a mancare
l'accidente del trafico, che non vi può essere si non a rispetto di se
medesimo; il che, oltre non possere essere grande, non può causare
abbondanzia di denari, ma penuria, fuorché per l'estrazione della
robba soverchia, come si è detto.