CAPITOLO V

Dell'accidente commune del trafico grande.

Nel terzo loco succederá l'accidente del trafico grande, del quale

suole essere potentissima occasione e quasi causa l'accidente proprio

del sito del luoco, come s'accennò nel capitolo _Dell'accidenti

propri_. E questo accidente del trafico fará abbondare il paese de

denari, quando vi è in quantitá, a rispetto delle robbe d'altri luochi

che del paese istesso; perché il trafico, che è in alcun loco a

rispetto delle estrazioni delle robbe proprie, quali superabbondano al

paese, non può essere molto. E li denari, che vengano per tal

rispetto, all'accidente proprio della superabbondazia delle robbe si

deve dar la causa, e non al trafico; e quel che vi è, a rispetto delle

robbe si portano da fuora per bisogno di se medesimo, lo fará

impoverire, e non abbondare de denari. Sí che si conclude che in tanto

il trafico grande fará il predetto effetto, in quanto sará nel loco a

rispetto delle robbe d'altri paesi per altri paesi, e cosí de' negozi,

e non a rispetto di esso medesimo; che fa il contrario effetto. Del

qual trafico (come si è detto) è occasione potentissima e causa il

sito; e che, dove è trafico grande, de necessitá vi debbia essere

quantitá di monete, non accade provarlo, poiché il trafico non si può

far senza quella, e a tal fine si fa.

E, sí come si disse nel predetto capitolo, la cittá di Venezia tiene

il primo luoco in Italia, non solo a rispetto della medesima Italia,

ma a rispetto di tutta l'Europa, per ragione del sito: come si vede

per esperienzia che tutte le robbe, che vengono d'Asia in Europa,

passano in Venezia e di lá si distribuiscono per l'altre parti; e cosí

all'incontro le robbe, che vanno da Europa in Asia, similmente da

quella se inviano: per il che vi è il trafico grandissimo, mentre da

quella in tanti luochi se inviano tante robbe. E in questo non solo

giova la commoditá del sito, sí a rispetto dell'Asia per l'Europa e

dell'Europa per l'Asia, ma a rispetto dell'Italia medesima, per andare

la maggior parte de' fiumi di quella nel suo mare, e questo facilitar

la condotta di robbe per diversi lochi; e, oltra ciò, è situata quasi

nel fianco dell'Italia e non è lontana né dal capo né dalla coda (il

che dona commoditá per la condotta predetta): ma ancora giova la

quantitá dell'artefíci che in essa si ritrovano, il cui accidente

causa concorso grandissimo di gente, non solo a rispetto dell'artefíci

(ché, in tal caso, a quello si attribueria la causa), ma a rispetto

del concorso di questi doi accidenti insieme, che l'uno somministra

forza all'altro; ché il concorso grande, che vi è a rispetto del

trafico, e la ragione del sito cresce per la quantitá dell'artefíci, e

la quantitá dell'artefíci cresce per il concorso grande del trafico,

che per il concorso predetto diventa maggiore.

All'incontro, la cittá di Napoli e Regno non tengono altro trafico che

quello che vi è a rispetto di se medesimo, e non d'altri luochi di

fuora, come si vede per esperienzia che, fuorché le robbe che in essa

nascono, poche o nulle se ne distribuiscono per alcun loco. E di

questo è causa il sito pessimo del Regno, per questo effetto: poiché,

estendendosi l'Italia fuor della terra come un braccio fuora del corpo

(che per questa causa è stata detta «peninsula»), il Regno è situato

nella mano e ultima parte di detto braccio; sí che non torna commodo

ad alcuno portar robbe in esso per distribuirle in altri luochi. E in

tanto è vero che il sito del Regno per tal rispetto sia pessimo, che

non bisogna mai passare per quello ad alcuno per andare ad altro

paese. Sia di qualsivoglia parte del mondo, e voglia andare in

qualsivoglia altra, non passerá mai per il Regno, se non vi vuol

passare per suo gusto e allungare la strada, o che vi vada per negozi

propri: per lo che non solo non è commodo a' negozianti portarvi robbe

per distribuirle in altri luochi, ma incommodo e danno. E, concorrendo

in Regno la detta qualitá del sito con quella della gente senza

industria e la povertá dell'artefíci, di necessitá viene a mancare

l'accidente del trafico, che non vi può essere si non a rispetto di se

medesimo; il che, oltre non possere essere grande, non può causare

abbondanzia di denari, ma penuria, fuorché per l'estrazione della

robba soverchia, come si è detto.

Economisti del cinque e seicento · 第 88 / 180 题