II

Breve instruzione sopra il discorso

fatto dal magnifico messer Gasparo Scaruffi

per regolare le cose delli danari

1582

All'illustrissimo signor mio osservandissimo il signor conte

ALFONSO ESTENSE TASSONI

dignissimo giudice de' savi e consigliere secreto

del serenissimo signore, il signor don Alfonso quinto

duca di Ferrara

Illustrissimo signore e patron mio osservandissimo,

Ancorché io sia piú che certo che il _Discorso_ del magnifico messer

Gasparo Scaruffi fatto sopra il regolare le cose delli danari, essendo

letto da V. S. illustrissima e da altri giudiciosi e d'intelletto

elevati, sará benissimo inteso e posseduto, nondimeno, perché forse si

troveranno molti altri che non saranno di tal scienza cosí capaci,

però ho fatto questa picciola instruzione, accioché quelli che la

leggeranno possano da se stessi intendere i belli concetti ed i

secreti che in detto _Discorso_ si contengono, la quale dedico a lei

con ogni mia debita riverenza. E cosí, dando principio a questo mio

ragionamento, brevemente dico, e prima:

I

Dell'uno per dodici e dodici per uno, e dei numeri 6 e 72.

Ch'essendo stato detto dal divin Platone e da altri dottissimi

filosofi esser cosa di natura che una parte di oro puro a peso vaglia

per dodici di fino argento e dodici di argento per una di oro, io

credo che a ciò non sará da persona alcuna opposto; e, quando fosse

contradetto, fa di bisogno che il contradicente sia piú profondo di

scienza che Platone e gli altri filosofi, quali confermano tutto ciò

esser vero, overo ch'egli abbia fatto sottilissima e diligentissima

anatomia di essi preciosi metalli. E, se la scienza di essi filosofi

sará approbata, sí come esser deve, sará anco necessario passare piú

oltra e venire alli conti aritmetici, e molto ben perscrutare se il

numero 6, che è il valore dell'oncia dell'argento, ed il numero 72,

che è il valore dell'oncia dell'oro, debbano essere i numeri

principali partitori per detti preciosi metalli, corrispondenti ad uno

per dodici e dodici per uno, sopra il fatto delli danari, per

procedere in infinito. Il che si vede essere stato narrato dall'autore

con molta sottigliezza nel capitolo XXXIII, protestando anco nel

capitolo V che, se i danari fossero stati fatti e compartiti sotto

valori maggiori o minori delli detti, facea di bisogno ridurli in

effetto sotto i detti prezzi e terminati valori, volendosi fare il

giusto partimento per fare le leghe delle monete senza rotti alcuni,

dai quali ne sono sempre nati disordini nelli danari, cosí nel farli

come nel tassarli, dimostrando anco ciò nel detto capitolo XXXIII: e

sotto i quai valori, ed ivi intorno, le monete di molte cittá e

province, per la maggior parte, da un certo tempo in qua si trovano

essere state fatte. Laonde tutto quello, che dall'autore nel suo

_Discorso_ è stato descritto, sará da molti inteso e posseduto,

essendoché i detti valori sono quasi conformi (forse cosí per divina

providenza), ed i piú accosti o vicini alli dati ed usati all'oro ed

all'argento ne' tempi presenti; tempi, credo, che si potrebbono con

veritá domandare constituiti, nei quali questo cosí gran fatto si

dovesse publicare ed a tutti dovesse esser fatto palese e manifesto,

come in detto capitolo V si fa menzione. Dubito bene che, quando da

lui fosse stato scritto sopra ciò in tempo nel quale si fosse trovato

esser dati ed usati ad essi preciosi metalli prezzi e valori molto

discosti dai suddetti, il suo ingeniosissimo concetto non sarebbe

stato cosí facilmente inteso. E ben si sa che, quando da qualche

sublime intelletto vien trattato e scritto sopra una nuova da lui

trovata scienza, e ch'egli consideratamente accommoda i suoi

ragionamenti all'uso del secolo nel quale essere si trova, ella viene

poi anco ad esser molto piú facile ad intendersi da quelli c'hanno a

caro d'intenderla e possederla; ma, quando tal scienza fosse descritta

con ragionamenti molto lontani dall'uso de' tempi ne' quali il

compositore essere si trovasse, essa ancora parerebbe a molti fatta

con quasi enigmatico parlare, e senza dubbio sarebbe molto difficile

da poterla capire. E anco si dovrá molto ben considerare se vi possano

essere altri numeri partitori per l'oro e l'argento, eccetto che il

numero 6 ed il numero 72, che corrispondino ad uno per dodici e dodici

per uno, per poter fare i danari corrispondenti nel conteggiarli senza

alcuni rotti, avendo però sempre riguardo al puro ed al fino, qual sia

in essi proporzionalmente compartito; e, quando non si potranno

trovare altri numeri partitori che i suddetti, dunque sará necessario

servirsi delli dichiarati dal detto autore per fare i detti

partimenti.

Economisti del cinque e seicento · 第 70 / 180 题